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Ciao e buon giorno a tutti,
dopo inutili ricerche sul web, mi auguro di avere +
fortuna in questa concrega di bravi velisti.
Sto cercando info su polvere di grafite.
O meglio, ho letto che tra i numerosi additivi da aggiungere
alla resina epossidica si puo aggiungere "polvere nera a base di GRAFITE".
Qualcosa avrei trovato. Caratteristiche:
a) idrorepellente;
b) anti graffio;
e poi, incomprensibile,
c) " ...... per aumentare ulteriormente la resistenza alla cavillazione .... ".
Domanda:
1) a che serve la grafite ?
2) cosa significa, riferito alla manutenzione dello scafo, ""cavillazione"?
Grazie.
Cordialmente.
iulius
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Si potrebbe chiedere ai tecnici di canton colori sulla statale Monfalcone grado sono molto competenti
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Io l'ho usata come additivo quando ho fatto il trattamento Cecchi mi disse che serviva per rendere più impermeabile l'epossidica.
Se telefoni a Cecchi sono sempre prolissi nelle spiegazioni loro saranno sicuramente esaustivi,
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Io uso spesso le microfibre macinate di carbonio, non so se sono la stessa cosa...
Sicuramente aumentano la durezza e la resistenza della resina, aumenta anche lo spessore dello strato di resina xchè diventa più densa
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Beh, "cavillazione" credo che stia per "cavitazione". Se non è un termine burocratico riferito ai cavilli con cui impestano la nostra vita...
Federico
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Ohi Ohi! Sapevo, ed e' stata una applicazione sperimentata, che la grafite aggiunta ad una epossidica, rende il film verniciante conduttore di elettricita' (in pratica, invece di avere una elevatissima resistivita' elettrica, la grafite abbassa la resistenza alla matrice epossidica). Questa caratteristica di un film verniciante e' richiesta (e obbligatoria) dal TUV tedesco, per l'interno dei serbatoi di combustibili: si evita la generazione di cariche elettrostatiche. Che la grafite poi possa abbassare la possibile generazione di "cavillature" (vuoti di dimensioni microscopiche) nella matrice epossidica.... puo' essere, ma i vari additivi aggiungibili ad una resina epossidica, possono avere un ampio spettro di conseguenze, alcune molto utili, altre solo per dare maggior "corpo" al film (in inglese dicono HB: high build cioe' che da uno spessore elevato). BV
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21-09-2016, 04:00
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-09-2016, 04:02 da umeghu.)
Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta.
Peccato che il "pirlotto" che me la compro' scuffiasse alla seconda uscita e la facesse affondare su 4 metri di fondo, chiamasse un peschereccio per recuperarla e questo passasse due cavi d'acciaio attorno allo scafo e lo tirasse su "di potenza" ,,,,, in tre .:
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la polvere di carbonio aggiunta a . é . più!!!
praticamente non si lascia neanche carteggiare
inoltre la polvere di carbonio libera é molto irritante per la pelle, come delle micro-spine che vi portate addosso per due-tre giorni senza poterci fare nulla
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Io l'ho sempre usata nel trattamento di una barca appena comprata. Fa parte della prevenzione osmosi e impermeabilizzazione dello scafo per tutti i materiali compreso il legno della mia barca. E' sicuramente dura da carteggiare se consideriamo che si aggiunge alla resina epoxy. Comunque non si carteggia visto che farà parte dei primi strati dell'opera viva .
Bob
p.s. forse è un parere personale visto che mi definiscono un cecchi boy, rimane il fatto che per me è un prodotto eccezionale
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Appena fatto la carena della mia bella.
Sull'opera viva ho applicato tra strati di resina epossidica addensata con polvere di grafite.
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Carena-379.JPG (Dimensione: 137,24 KB / Download: 102)
[/hide]
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Walter, posso chiederti dove l'hai reperita?
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(20-05-2017, 10:54)LARSON Ha scritto: Walter, posso chiederti dove l'hai reperita? Ciao,
comperata da Cecchi
.
era così bella da vedere e così liscia che mi piangeva il cuore coprirla con il primer e l'antivegetativa
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[quote='umeghu' pid='439004899' dateline='1474423222']
Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta.
Quindi dare l'AV, dopo questo trattamento, annulla questa "proprietà" lubrificante, ovvero non scivola più sull'acqua.
E questa pellicola evita il formarsi della vegetazione?
In alternativa si potrebbe usare in abbinamento alla polvere di rame(coppercoat)?
La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime, o il mare.
KAREN BLIXEN
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(21-09-2016, 04:00)umeghu Ha scritto: Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta. Più o meno gli anni erano quelli e la soluzione economica dei derivisti era carteggiare con carta bagnata del 1200.
Lo scopo era quello che spiegarono a te.
La prova del fuoco la si faceva gettando acqua sullo scafo asciutto, non si dovevano formare gocce ma doveva restare un velo d'umidità.
Peccato che poi davanti ci stavano sempre quelli con più manico.
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(20-05-2017, 23:22)ciro_ma_non_ferrara Ha scritto: (21-09-2016, 04:00)umeghu Ha scritto: Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta. Più o meno gli anni erano quelli e la soluzione economica dei derivisti era carteggiare con carta bagnata del 1200.
Lo scopo era quello che spiegarono a te.
La prova del fuoco la si faceva gettando acqua sullo scafo asciutto, non si dovevano formare gocce ma doveva restare un velo d'umidità.
Peccato che poi davanti ci stavano sempre quelli con più manico.
Facevamo così anche con le plancette da windsurf...
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Ciao, io l'ho usata per il trattamento antiosmosi, si danno le prime due mani di resina e le successive di resina addizionata con grafite. Oltre alle proprietà da te elencate è utile per raggiungere piu' velocemente lo spessore di 1000 micron che va a sostituire lo spessore del gelcoat asportato.
Ciao
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(20-05-2017, 23:22)ciro_ma_non_ferrara Ha scritto: (21-09-2016, 04:00)umeghu Ha scritto: Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta. Più o meno gli anni erano quelli e la soluzione economica dei derivisti era carteggiare con carta bagnata del 1200.
Lo scopo era quello che spiegarono a te.
La prova del fuoco la si faceva gettando acqua sullo scafo asciutto, non si dovevano formare gocce ma doveva restare un velo d'umidità.
Peccato che poi davanti ci stavano sempre quelli con più manico.
Per quello scopo il top era (è) il CIF (ammoniacal), molto meglio della carta abrasiva!
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(20-05-2017, 19:05)salvatore57 Ha scritto: [quote='umeghu' pid='439004899' dateline='1474423222']
Anno 1969 (QUASI 50 anni fa....): acquisto di FD usato (Alpa Acapulco) I-428 Yoghi.
Scafo interamante grafitato.
In acqua la grafite (che NON era liscissima da asciutta) formava una sottilissima oellicola di acqua "legata" allo scafo e su questa "pellicola" scivolava la barca.
Così almeno mi spiegarono (un oo' come le zigrinature sulla pelle di squali e delfini...).
Dopo 4 anni era ancora perfetta.
Quindi dare l'AV, dopo questo trattamento, annulla questa "proprietà" lubrificante, ovvero non scivola più sull'acqua.
E questa pellicola evita il formarsi della vegetazione?
In alternativa si potrebbe usare in abbinamento alla polvere di rame(coppercoat)? Ricordo che durante la Coppa America di Azzurra si parlò di una pellicola adesiva della 3M da applicare all'opera viva per avere quell'effetto sullo scafo
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