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FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
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FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
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LIPARI 41 all'ormeggio nella baia Paradiso di Amorgos il 10 Novembre 2017

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Itinerario della crociera dal 4 al 18 novembre 2017 tra Cicladi e Saronico
Complessivamente più di 400 miglia nautiche con 10 ormeggi in banchina di cui 4 all'inglese (Alimos, Korissa, Mykonos e Poros ) 1 con trappe (Ios) i restanti con l'ancora; 10 ormeggi in baia all'ancora (alcuni ripetuti per cattiva tenuta dell''ancora ed un altro per ricercare un punto più vicino alla meta [Delos sito archeologico]).
Temperatura compresa tra la minima dei 12 gradi notturna alle massime di 22 gradi. Ultimi tre giorni con pioggia ed anche un ora di grandine, vento dalla calma assoluta ad oltre 35 nodi
Complessivamente 12 giorni di navigazione solo diurna. Navigazione sia a vela che a motore e mista al fine di mantenere il programma prefissato.


CARATTERISTICHE LIPARI 41 (prodotto dal 2005 al 2012)
LUNGHEZZA 11.95 m
LARGHEZZA 6.73 m
TIRANTRE D'ACQUA 1,16 m
Sup. VELICA 90 m2 (56 mq randa steccata a tre terzaroli e 34mq di fiocco)
STAZZA 7.6 ton
POTENZA 2X20 Hp
Serb. Gasolio 300lt
Serb. ACQUA 530lt
(vedere anche scheda tecnica in http://www.td-croisieres.com/TD_Croisier...ajot.html)

IMPRESSIONI
Premetto che era la mia ottava esperienza su un catamarano e come sempre mi sono trovato a mio agio; Sostanzialmente questo modello precede la nuova generazione dei Fountaine Pajot che non ho ancora avuto l'occasione di conoscere (Lucia). La posizione di guida in alto su un lato destro consente una buona visibilità in caso di ormeggio all'inglese di tribordo. Meno buona la visibilità negli altri casi di ormeggio.

- dotazioni speciali
pannelli solari


- manovre in porto
rispetto al monoscafo confermo il grande vantaggio dei due motori cosi lontani che consentono di ruotare la barca su se stessa senza usare il timone; nelle manovre a bassa velocità il timone è ininfluente e la gestione avviene esclusivamente con i due motori con una padronanza della gestione inimmaginabile sui monoscafi.


- conduzione a motore
Nella zona del timone ci sono i due quadri dei motori i comandi dei due motori lo schermo del GPS, il comando dell'autopilota, lo schermo del vento e lo schermo con velocità e profondità, e la bussola;
con mare calmo i due motori a 2000 giri imprimono una velocità di 7 nodi;
mentre con un solo motore la velocità è di 4.5 nodi che si riducono a 2.5 nodi con mare a forza 6-7 contro per fortuna sperimentato solo nel breve tratto all'entrata della baia di Milos;
con onda in traverso il comportamento è molto migliore al monoscafo (rullio molto ridotto) e velocità costanti anche superiori ai 7 nodi;

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- uso delle vele
La gestione delle vele presenta lo svantaggio di richiedere 2 persone ed in caso di fabbisogno di terzaroli richiede l'attività all'albero.
Un Winch elettrico consente l'uso delle drizze e delle scotte senza particolari sforzi.
La randa si manovra proficuamente utilizzato solo i carrello della stessa.

Con vento portante sembra di scivolare sull'acqua le velocità raggiunte al lasco con vento apparente sono state le seguenti:
vento a 12 nodi randa e fiocco 4/4 velocità intorno ai 5 nodi
vento a 15 nodi randa e fiocco 4/4 velocità intorno ai 6 nodi
vento a 18 nodi randa e fiocco 4/4 velocità intorno ai 8 nodi (mare formato)
vento a 20 nodi randa 4/4 e fiocco 2/4 velocità intorno ai 8 nodi
vento a 25 nodi randa 2/4 e fiocco 2/4 velocità intorno ai 8 nodi
vento a 30 - 35 nodi randa 1/4 e fiocco 1/4 velocità intorno ai 8 nodi con punte a 11 nodi (onde superiori ai 2 metri)

Con vento in traverso l'andatura è più uniforme e le velocità più costanti:
con vento tra 20 - 25 nodi randa 1/4 e fiocco 1/4 velocità intorno ai 7-8 nodi

- messa a punto delle vele
Il boma ha un possibile angolo di rotazione maggiore rispetto ai catamarani di nuova generazione e il fiocco ha dimensioni rispettabili comunque per venti leggeri portanti si sente la necessità di un jennaker;
la randa presenta tre possibili riduzioni con prese di terzaroli da gestire dall'albero; non inclinandosi il catamarano la presa dei terzaroli risulta al quanto meno complessa anche con mare formato.
Abbiamo preso la prima mano di terzaroli raggiunti i 20 nodi la seconda mano di terzaroli raggiunti i 25 nodi la terza ai 30 nodi.

- andature
al lasco, al gran lasco ma soprattutto al traverso la barca si muove bene dando molte soddisfazioni; entrando negli angoli morti rallenta velocemente e altrettanto rapidamente riprende la velocità al riprendere la portanza delle vele;

in particolare al gran lasco il luogo preferito dei naviganti è sul terrazzino di prua


Di bolina larga (sino a 50 gradi rispetto al vento) la velocità resta accettabile;

- virata
avere l'accortezza di eseguirla celermente (anche se meno di quanto mi aspettavo) con il fiocco completamente aperto le scotte rischiano di incattivirsi intorno all'albero non essendo il fiocco autovirante risulta comoda se gestita da 2 persone;

- strambata
anche la strambata è facile da gestire da gestire usando solo il carrello del boma anche in questo caso da 2 persone;

- confort
sia all'ormeggio, in porto o in rada, sia alle varie andature le oscillazioni sono molto più contenute rispetto ad un monoscafo ad eccezione per l'andatura contro onda e vento per cui il disagio è lo stesso e la velocità ne risente maggiormente, la vivibilità del catamarano è di un altro ordine di grandezza rispetto ai monoscafi anche molto più grandi: non dover passare dalle scale per andare dalla dinette al pozzetto esterno è una gran comodità per chi come noi ama anche fare colazione pranzo e cena in pozzetto;

- ormeggio in rada
nessuna difficoltà anzi rispetto al monoscafo con i due motori si gestisce meglio sia l'ancoraggio che il ritiro dell'ancora e con la minor profondità ci si può avvicinare maggiormente a riva (facilitando le operazioni per la cima a terra)
accortezza da avere nella retromarcia: attenzione che non ci siano cime che possono essere prese dall'elica (per di più in questa barca l'elica è a valle del timone e non ha nessuna protezione)

- tender
La gestione del tender è una comodità in più che offre il catamarano e nel caso in oggetto usavamo il winch elettrico posteriore per le operazioni di messa in acqua e recupero.

- abitabilità
è una casa con terrazza sul mare in questo caso con terrazziono anche anteriore utile nelle navigazioni al lasco; il vantaggio maggiore rispetto al monoscafo è proprio in rada all'ancora non si soffre il rullio ed anche quelli che si sentono sicuri solo in porto sui monoscafi... con il catamarano apprezzano il piacere di restare alla fonda in particolare nelle mezze stagioni quando il vento non è più piacevole. Anche in navigazione si apprezza l'abitabilità offerta dai ponti e dai corridoi; in caso di mare formato il vantaggio di disporre di 'dimette' e giardinetto posteriore al posto del solo pozzetto e' sempre molto apprezzato; tutte le cabine sono abbastanza luminose con letti ampi e i due bagni presentano comoda doccia, il pozzetto posteriore e la dinette sono su un unico livello;

- autonomia
Il Lipari 41 dispone di 1 serbatoio di gasolio per cmplessivi 300 litri due serbatoi d'acqua per complessivi 530 litri; nella crociera abbiamo consumato complessivamente 182 litri di gasolio

- costi
il Lipari 41 non è più in produzione è stato sostituito dal Lucia.
Si può trovare usato per l'acquisto o semplicemente noleggiarlo.


- soddisfazione
sia io sia sia gli altri con me siamo stati molto soddisfatti per questa imbarcazione rispetto ai nuovi la gestione delle vele richiede ancora 2 persone.

- osservazioni
Presenta scarso spazio per lo stoccaggio della cambusa e le rifiniture non sono di ottima qualità
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-12-2017 17:49 da admin.)
20-11-2017 17:48
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ffortuna Offline
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RE: FOUNTAINE PAJOT - LIPARI 41 - FR - 2010
Esposizione esemplare completa e chiarissima. Continuo a preferire il monoscafo per ragioni puramente estetiche, ma oggi mi hai messo nell'orecchio una pulce grande così. Grazie!!!!
20-11-2017 20:46
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sergiofil Offline
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RE: FOUNTAINE PAJOT - LIPARI 41 - FR - 2010
grazie, molto esauriente e credo apra un dibattito sul catamarano, finora ignorato.
21-11-2017 01:38
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Colle Offline
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RE: FOUNTAINE PAJOT - Lipari 41 - FR - 2010
In effetti la maggior parte delle persone attratte dalla vacanza sul mare prediligono il catamarano per il maggior confort.
Chi ha esperienza di monoscafi riscontra una minor sensibilità del timone (ancorché due complessivamente hanno una superficie molto inferiore rispetto a quella dei monoscafi) e non prova l'ebrezza della barca che si inclina.
Per le andature devo riconoscere che anche di bolina larga (50°) viaggia benissimo quello che sopporta molto male è contro vento con mare formato. Per il resto la condotta è forse più tecnica e un poco meno intuitiva che nel monoscafo però non manca di dare soddisfazione.
27-11-2017 10:05
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windex Offline
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RE: FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
Ciao
ci tengo a dare il mio contributo sul catamarano in oggetto visto che da qualche settimana è il mio cat!

Ho navigato per oltre 1100 miglia in una "non stop di 7 gg e 7 notti" (periplo dell'Italia appena fatto - in dicembre 2020 - con tempo davvero duro a tratti) con il mio Lipari 41 Evolution 2014.
Posso dire che l'assetto che ha il mio L41 (randa square top, genoa standard in dacron tagliate bene, ma da crociera pura e nessun'altra vale disponibile) con carena sporchissima (2 anni senza fare av) e 2 eliche (purtroppo) pessime a 2 pale fisse è SICURAMENTE passibile di ampi margini di miglioramento, in termini di sailing performace; diciamo che non è fatto per essere il più performante possibile... e per questo a voler esser positivi NON può che migliorare (con gli interventi che ho in animo di apportargli, primi tra tutti eliche a pale abbattibili, bompresso e vele di prua...).
In ogni caso ho registrato le seguenti performance alle varie andature.
Premetto che ho avuto condizioni abbastanza varie, ma tipicamente invernali e piuttosto dure con onde anche di 4m (per fortuna al giardinetto).
Vento nei primi 2 gg dai 25 ai 35 nodi più o meno costanti per 48 ore (nel centro del tirreno) poi venti contrari di 20-25 nodi nello ionio con onde corte e ripide di 1-2m, e infine anche i classici 10-15 nodi con mare tranquillo in alcuni tratti nell'alto adriatico.
Inoltre sottolineo quanto gli armatori di catamarani da crociera, sanno bene, e cioè che sotto i 40° sull'apparente non conviene spingersi (lo scarroccio è troppo elevato; puntando a 30° o anche meno sul vento apparente, cosa possibilissima e all'apparenza sostenibile, in realtà si vede chiaramente la traccia sul cartografico che procede molto più larga per lo scarroccio, rispetto a quanto si ottiene puntando a 40° gradi sull'apparente a parità di tutte le altre condizioni, con una velocità che tra l'altro è enormemente più elevata, spesso doppia).
Inoltre sottolineo che le vele standard del mio L41 mi sono sembrate tagliate davvero bene e molto efficaci, ma sono normalissime vele in dacron e non ho al momento nessun asimmetrico o code0 o alcuna vela per le andature larghe.

Ecco i dati:
Vel vento reale - Dir apparente - Velocità SOG rilevata
fino a 12 nodi - da 40° a 100° - circa la metà della velocità del vento vero (proverò nei prox mesi a vedere se si riesce a far meglio...Wink)
fino a 12 nodi - da 100° a 180° - meno della metà della velocità del vento vero (randa non apre al meglio per le sartie - ci vorrebbe uno spi)
Come si vede quindi con venti non elevati almeno il mio cat con le vele std non potrebbe tenere il passo di un buon monoscafo di pari lunghezza. Per le andature invece posso confermare oltre ogni dubbio che è possibile risalire agevolmente il vento (110° tra un bordo e l'altro sono normali – misura sulle tracce)

da 12 a 18 nodi - da 40° a 90° - tra i 7 e i 9 nodi dipendente dallo stato del mare (onda formata contro o meno)
da 12 a 18 nodi - da 90° a 160° - tra i 7 e i 10 nodi
da 12 a 18 nodi - da 160° a 180° - circa 6 nodi o poco più (solo vele bianche quindi...)
Qui il salto prestazionale si nota; si comincia a essere a livello dei migliori monoscafi (non solo da crociera) anche di lunghezza superiore. Se l'onda non è superiore ai 1-2m si va davvero veloci e si stringe più che bene. L'impressione di accelerazione quando ad es. si passa dai 35° ai 45° di angolo al vento apparente è davvero esaltante!
Con 18 nodi di vento vero sul muso in uscita dallo stretto di Messina, è stato incredibilmente bello sentire il cat partire letteralmente con una accelerazione incredibile appena dopo la virata. Appena riuscivo a mettermi sui 45°/50° sull'apparente si arriva ai 9 nodi e oltre in modo istantaneo e spesso con qualche momento con velocità a 2 cifre!
E' necessario sempre intervenire molto sul timone (molto demoltiplicato rispetto alle barche che ho avuto finora almeno!) e rispetto al monoscafo la velocità varia moltissimo; quella che riporto è per lo più la media ma per capirci quando dico 9 nodi in realtà sul sog leggevo tutte le velocità comprese tra 6 a 12 nodi continuamente oscillanti in modo alternativo e regolare (penso per l'onda che frenava in modo alternato la barca).

da 18 a 25 nodi - da 40° a 100° - attorno ai 9 nodi *
da 18 a 25 nodi - da 110° a 150° - attorno ai 8 nodi * o **
da 18 a 25 nodi - da 160° a 180° - attorno ai 7 nodi **
E' sorprendente che anche con venti sostenuti, almeno a vele bianche il cat vada meglio alle andature al vento che non alle andature larghe; probabilmente con vele da poppa (gennaker o spi) le cose potrebbero cambiare; segnalo però che la randa non si può quadrare oltre una certa soglia perché le sartie laterali la bloccano, se non si vuole usurare il tessuto vela è necessario cazzarla un po' - in quella posizione è ottima per vento fino a 140°; inoltre l'hardware non consente di regolare in modo ottimale neppure il genoa ad andature più larghe - servirebbe gli organizer per un barber che invece non è previsto.

da 25 a 35 nodi - da 40° a 100° - attorno ai 9-10 nodi **
da 25 a 35 nodi - da 110° a 150° - oltre i 10 nodi ** o ***
da 25 a 35 nodi - da 160° a 180° - attorno ai 10 nodi *** o ****
Qui è esaltante portare un cat; si ha una sensazione di sicurezza che NON HO MAI PROVATO in nessun monoscafo, e ne ho avuti tanti (13 dai 8m ai 14m in 20 anni anche da regata) e posso affermare di non aver mai navigato in modo così prolungato con tempo così duro (48h con 35 nodi più o meno costanti e onde enormi non è usuale!) e per molto meno con il mio monoscafo precedente (comodissimo per esser un monoscafo) mi sarei spossato in 6h di condizioni meno estreme!
Si viaggia in assoluto relax, ve lo garantisco, cioè si lascia la barca al pilota e si fa da mangiare o un bel caffettino con dolcetto, mentre a prua ci sono spruzzi ovunque! Incredibile.... il vero problema è invece un altro: il L41 è pur sempre un cat da crociera.
Quindi sopra certe velocità il confort (soprattutto acustico!) cala. Si il confort acustico!... che ho imparato essere un punto critico per i cat sconosciuto ai monoscafi che navigano bene - non quelli che sbattono su qualsiasi ondina da mezzo metro).

Sul cat navigare a 6 nodi corrisponde a “esser fermi”; tra i 7 e i 10 nodi è a mio avviso la “giusta velocità del mio cat”. Quando si va costantemente a 10 nodi con punte a 12, 13 o addirittura per qualche secondo a 15 beh la sensazione è che tutto sia un po' troppo estremo; i rumori stando nelle cabine degli scafi, si trasformano in tonfi e frastuoni; si sentono delle vibrazioni importanti quando il cat surfa nervosamente sulle onde nelle punte delle velocità registrate e… non è piacevole!
In dinette diciamo che tutto è più tollerabile, addirittura in pozzetto o al timone si avverte poco o nulla, ma nelle cabine negli scafi sembra una devastazione, e non è una cosa che mi piare! Mi spiego: io "voglio bene" alle mie barche e sentire dall'interno degli scafi delle vere e proprie "bombe" per gli slam che il mare crea sulla cellula dello scafo centrale beh lascia un po' perplessi per non parlare delle risonanze delle vibrazioni.
Devo dire che è la mia prima navigazione con cat diciamo impegnativa e potrebbe esser che mi manchi “l’abitudine”.
Del resto ragionando non può che esser così: se si procede a più di 10 nodi (e a tratti a 15 nodi) magari nelle andature al vento è ovvio che le onde contrarie provochino certe botte: la barca procede a 10 e più nodi, le onde ti vengono incontro a velocità altrettanto elevate quindi...
E anche alle andature larghe non si può non notare che a certe velocità vi sia uno stress sulle attrezzature notevolissimo: il monoscafo stressato da una raffica si inclina e scarica la pressione.
Il cat no: accelera fin che può e poi deve in qualche modo assorbire la forza del vento; quando si procede a velocità elevata basta una raffica o una decelerata della barca che il vento apparente (quello che stressa le attrezzature) può istantaneamente aumentare di molti nodi, creando uno stresso che non può far bene all’alberatura e alle vele (soprattutto quando il cat deve "risalire" un'onda particolarmente ripida decelera in modo evidente, magari dopo aver surfato giù dalla precedente: la differenza in velocità è di parecchie nodi e di conseguenza la forza del vento apparente sulle vele).

da 35 a 40 nodi - da 140° a 180° - sopra i 10 nodi ****
I venti sopra i 35 nodi li ho avuti solo di poppa; il cat va benissimo a quell'andatura e garantisce una ottima comodità, sempre con i limiti di cui sopra. Quando si surfa si vedono per qualche secondo velocità incredibili (anche se il sog continua a fluttuare abbassandosi anche a 6 nodi – a causa del sali-scendi dalle onde che erano enormi in quelle circostanze, dei veri muri d'acqua che oscuravano l'orizzonte). Anche qui il vero problema è non stressare troppo la barca, quindi non tanto che velocità al massimo si potrebbe fare, ma piuttosto quale sia la più alta velocità da tenere in sicurezza. Quindi terzarolare in anticipo e tenere una andatura che limiti la velocità del cat a livelli di sicurezza.

In definitiva, non ci sono differenze eclatanti di velocità (media) all'aumentare del vento per le andature di bolina larga / traverso. Infatti operando la preventiva azione di terzarolare le vele come da manuale alla fine una volta raggiunta la velocitò di circa 8-10 nodi si rimane su quella soglia...
E' evidente invece che se non si terzarola, anche se la velocitò aumenta, la conseguenza più evidente sono gli impatti con le onde che divengono troppo forti e incredibilmente rumorosi: il problema di bolina è non "distruggere la barca" schiantandola contro il mare a velocità non "sicure" quindi il vero obiettivo secondo me è tenere le velocità non troppo alte (stringendo il vento e terzarolando e scaricando la randa se possibile...).
Di bolina credo convenga stare sotto i 9 nodi altrimenti la situazione "sembra" diventare critica proprio per gli schianti con le onde.
Per chiarezza: gli schianti con le onde li temo soprattutto per gli impulsi che provocano sull'attrezzatura, non certo per la tenuta della vetroresina, ma diciamo che dal rumore che di sente (soprattutto dall'interno degli scafi laterali stessi) è tale da far preoccupare anche in quel senso - ben sapendo che non è il caso...
Magari nei prox anni vi dirò se confermerò questa impressione o con l'esperienza e l'uso saprò sperare questo che al momento sento come un limite.

* = con 1 mano alla randa e genoa pieno
**= con 1 mano alla randa e 3/4 di genoa
***= con 2 mani alla randa e 1/2 genoa
****= con 3 mani alla randa e 1/4 di genoa

Quindi devo ammettere che con il mio L41 il vero problema è mantenere una "giusta" velocità rispetto all'andatura più che cercare la massima.
A mio avviso infatti è molto più soddisfacente poter tenere buone velocità scivolando letteralmente sul mare con una certa "dolcezza" con un rumore che sembra quella di una cascata equilibrata anche nelle cabine degli scafi, in tutta sicurezza e massimo confort, piuttosto che spreme a velocità a due cifre ma perdendo le bellissime caratteristiche di cui sopra. A tal fine il mio L41 ritengo sia ottimo: con questo approccio abbiamo sempre fatto ben più di 150 migliq / giorno nella direzione di avvicinamento della ns meta, il che significa che se si tiene conto che spesso abbiamo dovuto bordeggiare, la media effettiva al giorno si avvicina alle 200 miglia giorno (il 30% di percorso effettivo reale effettuato in più!!)
E infatti nei primi 2 gg nei quali abbiamo potuto tenere il cat in rotta diretta rispetto alla ns meta, abbiamo realizzato quasi 200 miglia al giorno costanti.

A motore (2 x 30 cv) le velocità sono le seguenti.
Con 1 motore a 2200 giri ero sui 5.7nodi
Con 2 motori a 2200 giri a 6.8 quindi conveniva andare con 1 motore solo...
A 2000 giri con entrambi i motori ero a 6.5 nodi
A 2800 giri (quasi il massimo) ero a 8.5
Ma come detto le eliche sono pessime (piatte a 2 pale) sporche e la carena non fatta dall'inverno 2018.
Credo che eliche a 3 pale qui i miglioramenti saranno sensibili.

A presto!
NB: ho filmati e tracce di tutto... e prometto di aggiornare i valori e di dare delle polari effettive del L41 non appena avrò modo di metterlo veramente sotto test durante la prossima stagione e una volta che l'avrò adeguato a quel che credo sia il minimo della dotazione
17-01-2021 01:17
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windex Offline
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RE: FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
Ciao a tutti,
torno qui dopo qualche mese per dare un riscontro oggettivo suil Lipari 41 Ev 2014 di cui sono armatore.
Rapidamente posso affermare che, dopo aver ottimizzato il mio (meraviglioso) cat (sono ovviamente di parte, ma almeno diciamo che la parte dati è supportata da testimonianze strumentali) con:
1. cambio eliche con flexofold volvo a tre pale (prima erano 2 pale fisse)
2. installazione di un bompresso di 1.8 m
3. armare un gennaker di circa 90 mq
4. armare un code 0 in twaron black da 61 mq su frullino

Con randa e genoa ora posso contare su una velocità pari al 70% circa della velocità del vento reale con andature possibili rispetto al vento apparente da circa 45° a 120°.
Con randa e genoa posso contare su una velocità pari al 50-60% circa della velocità del vento reale con andature possibili più strette, fino al massimo sui 38° rispetto al vento apparente, o alle andature portanti spingendosi oltre i 120° fino a circa 135°.
Per andature sotto i 38° lo scarroccio diventa troppo importante.
Per andature oltre 135° sul vento apparente la randa non è più regolata al meglio perchè interferisce con le sartie.

Il gennaker è veramente bellissimo da portare e direi anche molto efficace (rispetto alle vele std garantisce circa un aumento di velocità di 1,5 ad es. con vento reale sui 10 nodi, quindi permette anche alle andature larghe di mantenere velocità eccezionali sul vento reale, che a vele bianche non si ottengono. almeno con venti normali).

Per il code 0 al momento non ho dati sufficientemente chiari: ovvio che con vento reale debole, attorno ai 5 nodi, mi permette di navigare con velocità di circa 3.5 nodi massimo con minimo angolo al vento di circa 55°; qui però credo sia possibile migliorare tantissimo.
Il mio obiettivo con il code 0 è di riuscire a navigare a vela con venti tra i 4 e i 10 nodi massimo; al momento però non posso dire di aver potuto testare a sufficienza queste condizioni e i miei obiettivi, ma è anche vero che il bompresso l'ho terminato qualche weekend fa e non ho mai avuto vento leggere tranne ieri... spero in futuro di avere più elementi e magari qualche dato strumentale in più per completare l'analisi prestazionale del cat.

Per tutto il resto... è una vera meraviglia sono soddisfatissimo!
26-07-2021 15:04
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paepi Offline
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Messaggio: #7
RE: FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
grazie per gli interessantissimi post!
26-07-2021 19:48
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sergiofil Offline
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Messaggio: #8
RE: FOUNTAINE PAJOT - FR - Lipari 41 2010
ottimo! grazie
27-07-2021 03:31
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