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Christina - Sicyd
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Leonardo Vecchi Offline
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Christina - Sicyd
Stando a quel che leggo in questo ed altri forum, la barca che vi presento, dovrebbe essere in possesso dei requisiti previsti per BARCA CLASSICA / BARCA DI INTERESSE STORICO.

Correggetemi se sbaglio o non sono aggiornato.

Il cantiere SICYD (Società Italiana Costruzione Yacht da Diporto) non esiste più da decenni...
Il Christina veniva costruito in versioni differenti. Anni fà ho creato un blog, grazie al quale ho censito qualche esemplare ancora in circolazione... Ho pubblicato immagini, disegni e schede qui:
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In sintesi, una gran bella barca, ancora performante, sicura, molto marina e boliniera. Per contro, difficile da governare a motore (chiglia lunga) e non confrontabile, in fatto di comfort, con barche moderne della stessa lunghezza/stazza, che offrono un'abitabilità ben maggiore.
L'armo velico di origine, pare prevedesse randa e trinchetta. Ma esistono modelli sia a sloop che a cutter (armando uno yankee sullo strallo di prua)

grazie dell'attenzione
01-10-2018 18:53
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pegaso Offline
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Messaggio: #2
RE: Christina - Sicyd
Mancano informazioni sul periodo nel quale sono state costruite queste barche, immagino che stiamo parlando della seconda metà degli anni 60, anni in cui cantieri come Alpa, Nordcantieri, Benello, Mariver, etc producevano barche in vtr, in piccola serie, da 8 a 15 mt (Alpa) nello stesso periodo sono nati anche altri piccoli cantieri artigianali, piccole realtà, poi scomparse senza lasciar traccia.
Non mi è chiaro chi fosse il progettista comunque molto simile ad analoghi progetti inizio anni 60 inglesi.
Se vogliamo essere dei pignoli la denominazione: barche classiche (stazzate AIVE), sono quelle costruite dal 1950 al 1975 (quelle anteriori sono barche d'epoca) ma non comprende quelle costruite in vtr.
Anche barche ben più blasonate come Alpa Maica di Illingworth, Alpa 12 70 S&S, Benello Freya e Gaia sempre S&S non sono accettate come barche classiche e in italia non sono neanche riconosciute come barche di "interesse storico", categoria inesistente in Italia, invece riconosciuta in Francia, però devono essere veramente di interesse storico non una qualunque barca da diporto in vtr.
Tornando a noi, assolutamente da lodare il tuo impegno volto a tener viva la conoscenza di una bella barca anni 60, che ancora oggi credo si distingua per le sue linee eleganti.
Poi sposterò questa discussione nelle "barche di ieri" dove è la sua giusta collocazione.
Raccontaci magari anche un pò più della tua barca, il Garuda, credo.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 07-10-2018 19:56 da pegaso.)
07-10-2018 19:48
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Leonardo Vecchi Offline
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Messaggio: #3
RE: Christina - Sicyd
L'anno di costruzione del Garuda è il 1963. Da ricerche che ho fatto, consultando il figlio del progettista Ciso Delneri, molte di queste barche sono state consegnate a Malta. Ne sarebbero state fatte in totale una settantina, a partire dagli inizi degli anni 60 (quindi precedentemente alle Alpa).
Sul blog http://cristinasicyd.blogspot.com/ si trovano tante altre informazioni, riportate da altri armatori dello stesso modello. C'è chi afferma che Sciarrelli era amico di Delneri e lo avrebbe aiutato a concepire il progetto... Non ho avuto modo di verificarlo, e mi interessa poco..
Il mio approccio sulla barca, dal suo acquisto (come usato) ad oggi, è stato di tipo conservativo. Ho mantenuto albero e boma in douglas, il motore (molti mi dicevano di sostituirlo) e ripristinato l'aspetto originale, rimuovendo parti aggiunte da precedenti proprietari.
Non ho a nuovo lo scafo, per motivi economici e di tempo. Per fare questo, andrebbe interamente sabbiata fino alla resina (da ricerche svolte, si tratterebbe della migliore dell'epoca, la "old register London"), ridato il gelcoat con spessori adeguati. Mi han detto che a quei tempi eccedevano nello spessore, e questo ha causato crepe a ragnatela superficiali.
08-10-2018 12:27
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pegaso Offline
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Messaggio: #4
RE: Christina - Sicyd
(08-10-2018 12:27)Leonardo Vecchi Ha scritto:  L'anno di costruzione del Garuda è il 1963. Da ricerche che ho fatto, consultando il figlio del progettista Ciso Delneri, molte di queste barche sono state consegnate a Malta. Ne sarebbero state fatte in totale una settantina, a partire dagli inizi degli anni 60 (quindi precedentemente alle Alpa).

Una precisazione: L'Alpa ha incominciato a costruire la prima barca in vtr alla fine degli anni 50, era una deriva, la prima Alpa 15 (15 mt, un record per l'epoca) era del 1961, stesso periodo per l'Alpa 11 Maica e l'Alpa 9 quindi non è in discussione chi ha iniziato per primo a costruire barche in vtr.
Poi 70 barche sono una cifra esagerata, non credo che Malta pulluli di Christina, fra l'altro ci sono stato anche recentemente e come mia abitudine ho girato tutti i porti, non mi ricordo di averne vista una.
Non sono numeri pensabili per quell'epoca.
Il progettista è uno sconosciuto, ci stà, basta ispirarsi ai progettisti inglesi, anche Buchanan lavorava a Trieste a quell'epoca.
Quanto a Sciarrelli nel 1960 aveva 26 anni era un autodidatta e proprio a quell'epoca stava progettando, per se, la sua prima barca un 8mt armato a cutter che lo fece conoscere sui campi di regata.
Il suo primo progetto commissionato da un armatore è del 1965: L'Aglaia, fra l'altro una barca molto particolare.
Quindi anche qui non penso ci sia stato un legame.
Questo non toglie niente alla validita del Christina che io trovo rispetto a barche della stessa epoca (es. Alpa 9) più elegante e che sicuramente continuerà a darti tante soddisfazioni.
Mi permetto di inserire una foto della tua barca, così magari uno è invogliato ad approfondire seguendo il link da te postato
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(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-10-2018 14:37 da pegaso.)
08-10-2018 14:24
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Leonardo Vecchi Offline
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Messaggio: #5
RE: Christina - Sicyd
Ti ringrazio delle precisazioni. Il numero di unità mod. Christina e della collocazione di molte di esse a Malta, mi è stato riferito dal figlio del progettista. Giusto essere scettici sul coinvolgimento di Sciarrelli. Concordo sulle valutazioni inerenti all'eleganza della barca. Non ho postato foto, ma solo il link del blog presso il quale si possono trovare molte foto, immagini ed altro.
Sì, probabilmente ho fatto confusione tra barche classiche e di interesse storiche. Avevo consultato una normativa (evidentemente era solo un disegno) nella quale erano elencati una serie di requisiti (credo 6 o 7) secondo la quale, qualora la barca risultasse in possesso di un certo numero fra questi requisiti, veniva considerata di interesse storico. Non ho nessun motivo per non ritenere attendibili le tue informazioni. Grazie
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 03-11-2018 00:39 da HAL9001.)
11-10-2018 23:13
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dushka Offline
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RE: Christina - Sicyd
Salve qualcuno di voi a memoria di un Cristina denominato Merack Secondo ?
1967 in Liguria
13-02-2019 14:54
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Leonardo Vecchi Offline
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RE: Christina - Sicyd
ciao Dushka. Non ne so nulla
11-04-2019 09:12
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dushka Offline
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RE: Christina - Sicyd
Grazie Leonardo,il Merack secondo è stata la mia prima barca 1967 e la storia sarebbe un film. Troppo lungo e fantastico.
14-04-2019 14:14
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Leonardo Vecchi Offline
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RE: Christina - Sicyd
se hai voglia di parlarne....

semmai avessi qualche foto, potrei pubblicarle sul blog dedicato al christina.

ad ogni modo, mi hai già detto che il Merack II era in liguria e che è più recente del Garuda, che invece è stato costruito nel 1962

insomma, se vuoi, io il film lo guardo volentieri, e credo anche altri...
18-04-2019 14:07
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carloborsani Offline
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RE: Christina - Sicyd
beh, io effetivamente mi stavo appassionando. :-)
ciao
08-02-2021 22:55
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carloborsani Offline
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RE: Christina - Sicyd
@pegaso ciao, come ci si comporta nei confronti di una barca del genere? Nel senso, bisogna essere integralisti conservativi o si può pensare di intervenire magari con colori più luminosi e moderni all'interno senza commettere sacrilegio?

i costi di manutenzione sono molto superiori rispetto a modelli più recenti ma magari tenuti non benissimo?

grazie
Carlo
08-02-2021 23:07
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Leonardo Vecchi Offline
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RE: Christina - Sicyd
bella domanda, che anche io mi sono posto. La risposta che ho trovato mi ha portato ad un comportamento conservativo. Anche per una questione di soldi, ovviamente.
Molti mi dicevano: "cambia il motore, è vecchio." "cambia albero: quello di legno chiede troppa manutenzione.."
Non so se ho fatto bene a non dare ascolto a questi consigli che mi arrivavano da persone più esperte di me.

Però oggi ho forse un motivo in più per esser soddisfatto delle mie scelte. Il Christina, infatti, figura fra i Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .

La voce è sempre girata, non le davo troppa importanza. Sciarrelli o no, la barca è quella e mi piace per quel che è, per come naviga, per come è sicura ed affidabile. Mi appassiona poco accertare quale retroscena ci sia dietro all'attribuzione del progetto a Delneri, visto che per SICYD Sciarrelli firmò altri progetti.

Mi decidevo sulla base di elementi più pratici:
- il motore parte al primo colpo (anche a mano), non si ferma mai: lo cambierò quando avrò un guasto irreparabile, se mai lo avrò
- l'albero è bello, il legno so lavorarlo abbastanza... Certo costa sacrifici doverlo mantenere. Ho ascoltato consigli, usato resina epossidica e coppale, poi solo coppale.... deluso, ho intrapreso una terza via più tradizionale: olio di lino crudo (14 mani) e sopra cotto (5 mani). Resta più opaco, più scuro, ma non sfoglierà mai. Basterà dare una pulita e altre mani sopra, senza grattare. Ma soprattutto il legno viene nutrito. Vedremo.
- gli interni sono molto datati (mogano + laminato). Lo spazio è poco. Per ora ho lavorato più in sentina che al di sopra dei paioli... Ho ricavato un secondo serbatoio strutturale dell' acqua potabile (circa 100 l.) sotto il paiolo, a centro barca. Per il resto ho fatto ripristino.

Si potrebbe trasformare la ghiacciaia in frigo. Lo farò, eventualmente, se ne farò un uso meno sporadico.

in attesa di altri punti di vista dei membri appartenenti al forum, al momento devo ancora:
cambiare baderna (penso smonterò asse)
verniciare coperta (già stuccata, supporto pronto)
rinfrescare carena con coppercoat (una mano + ritocchi)
far fare cuscineria nuova
regolazione gioco valvole
fissare e sigillare candelieri e bitte
qualche lavoretto al mobilio interno

Rollafiocco, vade retro!
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-02-2021 15:57 da Leonardo Vecchi.)
09-02-2021 15:56
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niko57 Offline
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RE: Christina - Sicyd
Sull'attendibilità di quella lista avrei dei dubbi, inserisce anche lo Scia 40, disegno di Sciarrelli, ma che il "maestro" non ha mai riconosciuto come suo. Qualcuno dice per questioni di royalties non pagate, puo' darsi. Io ne trattai uno tempo fa, se non ricordo male intorno al 94/95. La barca mi era piaciuta moltissimo, ma prima di concludere chiesi lumi al "Maestro", il quale mi rispose con una lettera manoscritta, che custodisco gelosamente, che non la riconosceva in quanto il cantiere nella costruzione si era discostato dal progetto, con una serie di varianti, se non ricordo male una riguardava la costruzione della chiglia, non autorizzate.
10-02-2021 12:19
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pegaso Offline
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RE: Christina - Sicyd
Ancora con questa storia del progetto di Sciarrelli.
La lista autografa di Sciarrelli riporta al n 48 un nome cancellato, si ipotizza fosse un progetto di una barca in vtr probabilmente mai realizzato, l'anno è il 1973 lo stesso del famoso Namar V di Guzzetti, quindi non c'entra niente con quello del Cristina che è di una dozzina di anni precedente.
Altra cappellata di Nautipedia, ne hanno fatte varie.
Ho la copia della lista autografa in archivio, dal n 44 al n 49 non è molto chiara.
qui una ricostruzione tentata con maggior cura da un appassionato:
https://oubliettemagazine.com/2019/07/02...-a-motore/
Io ammiro e rispetto chi si prende cura di vecchie barche e ridà nuova vita, però credo si debba essere contenti di farlo senza pretendere di avere un gioello storico, è una onesta barca di padre poco noto, dalle linee si vede che si è ispirato a progetti inglesi dell'epoca, inizio anni 60, è stata realizzata in vtr da un cantiere poi scomparso, non è una barca che si può considerare classica, ne tanto meno d'epoca.
Questa discussione dovrebbe essere spostata nella sezione "barche di ieri" che è la sua giusta collocazione, non l'ho mai fatto perchè visto l'amore e l'orgoglio per la sua barca di Leonardo Vacchi, mi sembrava quasi di dargli un dispiacere.
Se parliamo poi di ristrutturazione di una barca di vtr dovrebbe stare addirittura in altra sezione, comunque per rispondere alla domanda diretta, non essendo un modello di interesse storico c'è una certa libertà nelle scelte relative alla ristrutturazione.
Una cosa che io farei senz'altro è cercare in giro un albero simile vecchiotto in alluminio, se si trovasse, senza dover rifare tutte le vele (alle volte si trovano magari anche con sartie e vele) sarebbe una cosa da fare, la schiavitù legata all'albero in legno è notevole.
Sugli interni, non ho consigli particolari, dipende dalla tua manualità cercare di dare un aspetto e un comfort migliore mi sembra la giusta decisione.
11-02-2021 13:38
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pegaso Offline
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RE: Christina - Sicyd
(10-02-2021 12:19)niko57 Ha scritto:  Sull'attendibilità di quella lista avrei dei dubbi, inserisce anche lo Scia 40, disegno di Sciarrelli, ma che il "maestro" non ha mai riconosciuto come suo. Qualcuno dice per questioni di royalties non pagate, puo' darsi. Io ne trattai uno tempo fa, se non ricordo male intorno al 94/95. La barca mi era piaciuta moltissimo, ma prima di concludere chiesi lumi al "Maestro", il quale mi rispose con una lettera manoscritta, che custodisco gelosamente, che non la riconosceva in quanto il cantiere nella costruzione si era discostato dal progetto, con una serie di varianti, se non ricordo male una riguardava la costruzione della chiglia, non autorizzate.

Nella lista autografa gli Scia di Ambrosi ci sono, in effetti il progetto dello Scia 40 non è altro che quello del Namar V di Guzzetti adattato, è vero che la chiglia non era quella progettata da Sciarrelli che prevedeva un chiglia fissata con prigionieri mentre il cantiere ha realizzato la chiglia nello stampo in vtr cercando di rispettare il più possibile la forma disegnata. Lo Scia 40 è venuto poi più pesante del progetto, quindi la maggior immersione ha cambiato un pò le linee d'acqua (succede tante volte vedi anche GS 52 Frers). Però conoscendo a suo tempo sia il Cantiere Ambrosi sia Carlo Sciarrelli la ragione della rottura è stata in realtà il problema delle royalties non pagate, che dovevano essere corrisponte proporzionalmente al numero di barche realizzate e che ha portato Sciarrelli a disconoscere la serie degli Scia di Ambrosi: 40', 50', 60'
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-02-2021 14:52 da pegaso.)
11-02-2021 14:42
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pegaso Offline
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RE: Christina - Sicyd
Aggiungo una curiosita sul nome della barca: Garuda, esiste un altro Garuda nel golfo di La Spezia, o meglio c'era 10 anni fa ormeggiato a Le Grazie era un Alpa 11 Maica di Illingworth, tenuta molto bene, forse hanno avuto lo stesso primo proprietario che, dal Christina, è poi passato all'Alpa (è del 1967).

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11-02-2021 14:57
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carlo1974 Offline
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RE: Christina - Sicyd
ma la vendi ? avevo capito che volevi finire di sistemarla ... https://www.subito.it/nautica/barca-a-ve...278024.htm
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-02-2021 18:51 da carlo1974.)
11-02-2021 18:50
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Tabuprimo Offline
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RE: Christina - Sicyd
Buongiorno a tutti e buongiorno Leonardo.
Leonardo con te ci sentimmo privatamente perché ero in procinto di andare a vedere un Cristina dopo avere venduto la mia barca d'epoca, che probabilmente conosci poiché ormeggiata a Le Grazie per 10 anni e sempre in giro nel golfo di La Spezia,e con la strana voglia di un day cruiser semplice da gestire dopo l'esperienza "traumatica" ma meravigliosa di una barca in legno degli anni 60.
Ti contattai per avere qualche info in più sul modello.
La andai a vedere a Punta Ala: era in vendita lì.
Un gioiello davvero, refittata completamente. L'armatore era il titolare di un noto cantiere di Scarlino di resine e compositi che lavora per Swan, che la smontò completamente per rifarla. Uno spettacolo davvero. Il problema però fu quando ci misi sopra il piede e mi sembrò di salire su una deriva. Il passaggio da un 45 piedi in teak ed iroko che pesava 15 tonnellate a questa sarebbe stato veramente troppo per me. Mi rimase nel cuore ma era davvero troppo piccola.
Se vi interessassero ho molte immagini di quella barca, più che altro per vedere come può diventare dopo un restauro del genere. Il suo nome è Elisea, ma credo le fosse stato cambiato negli ultimi anni.
Ciao.

Alla fine ho comprato un C&C 39 che ha la mia età (1974) refittato completamente di cui mi sto piano piano innamorando, una barca che mi sta stupendo per tantissimi motivi.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-02-2021 19:37 da Tabuprimo.)
11-02-2021 19:32
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Leonardo Vecchi Offline
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RE: Christina - Sicyd
(10-02-2021 12:19)niko57 Ha scritto:  Sull'attendibilità di quella lista avrei dei dubbi, inserisce anche lo Scia 40, disegno di Sciarrelli, ma che il "maestro" non ha mai riconosciuto come suo. Qualcuno dice per questioni di royalties non pagate, puo' darsi. Io ne trattai uno tempo fa, se non ricordo male intorno al 94/95. La barca mi era piaciuta moltissimo, ma prima di concludere chiesi lumi al "Maestro", il quale mi rispose con una lettera manoscritta, che custodisco gelosamente, che non la riconosceva in quanto il cantiere nella costruzione si era discostato dal progetto, con una serie di varianti, se non ricordo male una riguardava la costruzione della chiglia, non autorizzate.

trattasti uno SCIA o un Christina ?
16-02-2021 17:38
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Leonardo Vecchi Offline
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RE: Christina - Sicyd
(11-02-2021 13:38)pegaso Ha scritto:  Ancora con questa storia del progetto di Sciarrelli.
La lista autografa di Sciarrelli riporta al n 48 un nome cancellato, si ipotizza fosse un progetto di una barca in vtr probabilmente mai realizzato, l'anno è il 1973 lo stesso del famoso Namar V di Guzzetti, quindi non c'entra niente con quello del Cristina che è di una dozzina di anni precedente.
Altra cappellata di Nautipedia, ne hanno fatte varie.
Ho la copia della lista autografa in archivio, dal n 44 al n 49 non è molto chiara.
qui una ricostruzione tentata con maggior cura da un appassionato:
https://oubliettemagazine.com/2019/07/02...-a-motore/
Io ammiro e rispetto chi si prende cura di vecchie barche e ridà nuova vita, però credo si debba essere contenti di farlo senza pretendere di avere un gioello storico, è una onesta barca di padre poco noto, dalle linee si vede che si è ispirato a progetti inglesi dell'epoca, inizio anni 60, è stata realizzata in vtr da un cantiere poi scomparso, non è una barca che si può considerare classica, ne tanto meno d'epoca.
Questa discussione dovrebbe essere spostata nella sezione "barche di ieri" che è la sua giusta collocazione, non l'ho mai fatto perchè visto l'amore e l'orgoglio per la sua barca di Leonardo Vacchi, mi sembrava quasi di dargli un dispiacere.
Se parliamo poi di ristrutturazione di una barca di vtr dovrebbe stare addirittura in altra sezione, comunque per rispondere alla domanda diretta, non essendo un modello di interesse storico c'è una certa libertà nelle scelte relative alla ristrutturazione.
Una cosa che io farei senz'altro è cercare in giro un albero simile vecchiotto in alluminio, se si trovasse, senza dover rifare tutte le vele (alle volte si trovano magari anche con sartie e vele) sarebbe una cosa da fare, la schiavitù legata all'albero in legno è notevole.
Sugli interni, non ho consigli particolari, dipende dalla tua manualità cercare di dare un aspetto e un comfort migliore mi sembra la giusta decisione.

fai pure quello che devi, se devi spostare la discussione, non mi offendo mica. In merito al progettista, è giusto che ciascuno dica la sua, un pò di mistero non guasta e soprattutto la barca resta quella che è. Se hai elementi per confutare quel che scrive Nautipedia, arricchiscono le informazioni e quindi ti invito ad argomentare: è quindi di Delneri (parlai col figlio) la barca e Sciarrelli non è stato coinvolto nel progetto? È come scrive Niko?

Quanto ai consigli, si ascoltano sempre tutti, anche quelli non richiesti.
L'albero di metallo anche no, grazie.

(11-02-2021 18:50)carlo1974 Ha scritto:  ma la vendi ? avevo capito che volevi finire di sistemarla ... https://www.subito.it/nautica/barca-a-ve...278024.htm

certo preferirei sistemarla, ma data l'imprevedibilità degli eventi per via del covid (liguria arancione) si va per le lunghe.... Dunque se qualcuno (magari ligure) volesse subentrare in anticipo, la cedo prima che pensi di essere stata abbandonata

(11-02-2021 14:57)pegaso Ha scritto:  Aggiungo una curiosita sul nome della barca: Garuda, esiste un altro Garuda nel golfo di La Spezia, o meglio c'era 10 anni fa ormeggiato a Le Grazie era un Alpa 11 Maica di Illingworth, tenuta molto bene, forse hanno avuto lo stesso primo proprietario che, dal Christina, è poi passato all'Alpa (è del 1967).

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negativo

so di che barca stai parlando, l'ho vista in cantiere, notandola più per il nome che per altro. Sono storie diverse. Il vecchio proprietario del mio Garuda è diventato un caro amico e non ha nessuna barca.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-02-2021 18:14 da Leonardo Vecchi.)
16-02-2021 18:04
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