Rispondi 
IOR Revival a Sanremo 2011 (luciano sanna)
Autore Messaggio
Trixarc Offline
Tutor AdV

Messaggi: 21.247
Registrato: Jun 2010 Online
Messaggio: #1
IOR Revival a Sanremo 2011 (luciano sanna)
by luciano sanna (2011)

Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .

L'avventura è cominciata!
Dopo aver portato l'Adrenalina la notte di giovedì sul molo dello Yacht Club Sanremo ed averla prima svuotata nel pomeriggio di tutti gli attrezzi, smalti, colle, vernici, carteggiatrici e pennelli dovuti a due settimane di cantiere e riempita di vele, maniglie e scotte, la mattina di venerdì partiamo con gli altri quattro dello zoccolo duro dell'equipaggio, quelli che ci sono sempre, e ci presentiamo dalla barca.
Era un momento che aspettavo da molto: avevamo sempre regatato sulle altre barche, sia di proprietà di membri dell'equipaggio, sia di altri armatori e sull'Adrenalina loro non erano mai saliti.
Sapevo che sarebbero mancate molte cose, le minuzie che ai fini del giretto in barca a prendere il sole non contano, ma che diventano basilari se si va a competere ed essere performanti al massimo.
Ci sono subito degli scazzi a bordo, spiacevoli ed un po' irritanti, perché tutti mi chiedono questo o quello e ci sono lamentele per una scotta un po' vecchia od un rinvio che dà segni di ruggine; ma ho solo due mani, pochissimo tempo per l'ottimizzazione di coperta perché ho dedicato settimane a rendere la barca performante sotto, nella parte che è in acqua. Ho messo quattro mani di antivegetativa che al tatto dà il senso di scafo vetrificato, ho rifatto il bulbo, carteggiato ed ottimizzato il timone che mi sono accorto, tolte le mani di stucchi e vernici, essere in carbonio... e non lo sapevo.
Ma la mia grande apprensione è per le sartie volanti, che loro non conoscono, e sono strutturali ed importanti e se c'è vento forte e si sbaglia manovra l'albero viene giù!
L'apprensione è dovuta al fatto che non cambiamo i ruoli istituiti ai quali siamo abituati e collaudati; io farò sempre il prodiere, anche se la barca è mia, ed i quattro che sono in pozzetto, timoniere, tattico randista e i due tailer devono capire come mettere sempre in tensione la sartia sopravvento ad ogni manovra.
Ci stacchiamo dal molo e cominciamo a navigare verso il mare e si presenta la prima difficoltà: esce il vento a 15/20 nodi mentre prima c'era una brezza ed avevamo imbarcato il randone e il genoa leggero.
Tiriamo su le vele ma ci rendiamo subito conto che non riusciamo tenerle e si rientra in porto subito per caricare la randa 'normale' e gli altri fiocchi che avevamo sbarcato per non portare peso in più in barca.
Ritorniamo in mare aperto con le vele giuste e ci teniamo in una situazione di navigazione non esasperata, perché prima tutti devono capire come svolgere i propri ruoli.
Cominciamo a fare una due tre virate ed il meccanismo di molla/cazza/lasca/apri/chiudi comincia a funzionare.
Facciamo anche la manovra più pericolosa con molta attenzione: la strambata con vento forte su una barca dotata di volanti... e viene bene, lenta come deve essere la prima, ma viene bene.
Ci avviciniamo alla linea di partenza, aspettiamo le procedure e poi si parte.
Una bella bolina secca sino ad una boa di fronte a Capo D'Arma; è il primo confronto con altre barche dopo che per due anni era stata usata per ancorarsi in rade ed isolette.
Teniamo abbastanza duro, la barca è leggerissima e sente ogni piccolo spostamento di peso anche di una persona; è anche molto tecnica proprio perché dotata di tante regolazioni che per il momento consideriamo superficialmente. Giriamo la prima boa e ci mettiamo al lasco; abbiamo la randa terzarolata ed il fiocco olimpico, poca tela al vento quindi, in modo conservativo non aggressivo.
L’opinione generale è quella di non mettere lo spinnaker; lo sento ancora una manovra pericolosa e da provare con poco vento e questa mia sensazione è trasmessa agli altri.
Due barche affiancate a noi invece hanno messo tutta la tela a riva e vediamo che ci superano: guardo gli altri e dico: “Lo mettiamo?” e mi risponde un coro di si generale.
Armo il tangone, tiro fuori il sacco dello spi, collego tutto e lo mando in testa d’albero…. al diavolo… non si può superare l’Adrenalina in modo così impudente!
Le cose cambiano, facciamo più velocità ed il vento cala un poco e diventa più gestibile. Mi butto nell’impresa di tirare su la randa terzarolata mentre siamo al gran lasco e brandeggio puntandomi contro l’albero con i piedi; con uno sforzo immenso ce la faccio, non del tutto, ma la randa adesso è tutta su!
Michele al timone mi dice di essere tranquillo, sente la barca molto bene e dice che sembra un giocattolo; anche gli altri sembrano tranquilli, non ci sono reazioni strane e pericolose ed io metto al peso un po’ dietro.
Conquistiamo posizioni che sono il toccasana morale.
Al momento di avvicinarsi alla boa tiro su il genoa e mi appresto all’ammainata dello spi; faccio tutto bene, me lo tiro sopravvento al fiocco come d’abitudine , ma dato che su questa barca l’osteriggio di prua non è apribile da sopra ma solo da sotto, rimango con lo spi nelle mani cercando il sacco e succede il casino, dovuto come spesso succede a particolari di poco conto. Quello stroppino legato in falchetta con un nodo semplice, diventa un legaccio per mettere a riposo il tangone e questo sterco di legaccio si scioglie, il tangone va fuori bordo, tocca l’acqua, io per cercare di riprenderlo faccio andare in malora lo spi che prende aria da tutte le parti, mi avvolge, mi scappa, mi copre, mi vola, mi incasina mentre la barca si mette sbandata di bolina ed io sono in quei pochi cm. quadrati di prua bagnato fradicio… tutto per un nodo che si scioglie troppo velocemente!!!
Si riparte a bolinare e schiacciare in falchetta ed il risultato è sorprendente: Primi!!!
Una volta a terra rimaniamo stupiti di fronte alle classifiche: sono divise in tre generalmente individuabili come barche grosse, medie e piccole e poi una generale chiamata OVERALL.
Siamo primi nella categoria barche piccole, ma nella generale siamo secondi dietro a Pelaschier…. Pelaschier??? Ma siamo sicuri???
Ci tocchiamo per rendersi conto se sia vero e lo è, tanto che poi la generale viene abolita in quanto i primi saremmo noi dei barchini piccoli e sarebbe stato sminuente che le prime non fossero le imbarcazioni grosse, ricche e titolate; quindi meglio togliere la classifica generale con la scusa che non c’era sul bando!!!
Si torna a casa stanchissimi e stendo i vestiti nautici mentre le scarpe stanno due orette in un forno tiepido per asciugarsi… cosa si fa per regatare!!!
Il secondo giorno di regata ci vede già col fiato alla gola; uno di noi ha una prova a scuola e sino alle 9 di mattina è impegnato, l’altro si nutre di flemma e vive senza orologio ed è perennemente in ritardo e cosa importante bisogna andare a Sanremo a 100 km e la regata è alle 11 e non alle 12 e sono già le 9,30….come??? fra un’ora e mezza danno la partenza in mare e noi siamo ancora a Loano???
Eppure ce la faccio; guido io, carico tutti e mi fiondo ai 160/170 in autostrada, usciamo a Sanremo, posteggio in porto corriamo in barca, molliamo gli ormeggi e siamo in mare alle 10,45!!!
Stavolta siamo più sicuri delle nostre cose dopo tutti i ragionamenti fatti post regata: le condizioni sono come quelle di ieri, e non partiamo più terzarolati ma a tutta randa! La regolo bene, un colpetto alle sartie base, uno a quelle alte, un po’ di vang, carrello, base e la randa si distende bene senza una grinza.
Su di nuovo l’olimpico per i 15/20 nodi, arriviamo alla partenza e la facciamo alla grande a rischio bruciapelo. Il percorso è uguale a ieri: si parte di fronte al Porto, piccola bolina sino a capo d’Arma, lascone unico sino a Capo Nero, e poi bolina di ritorno sino all’arrivo.
La prima bolina è buona, molto buona; capiamo sempre meglio come tenere l’assetto migliore e ci presentiamo al giro di boa in buona posizione.
Qui arriva la magia.
Perche di magia si tratta.
Vado a prua e metto su lo spinnaker, calo il fiocco e mi sposto a poppa, facciamo le dovute regolazioni, mi sposto ancora a poppa e mi attacco al paterazzo come se stessi defecando fuori bordo a poppa e la barca plana; si, PLANA!! Quella strana andatura con la quale la barca diventa leggera, si alza sull’onda, aumenta la velocità e facendo alleggerire la prua e schiacciando la poppa lascia una scia pulita come quella di un motoscafo.
Siamo tutti in tensione e felici gridiamo come ossessi di questa performance che a me, armatore della barca che la usavo in solitario, era sconosciuta. Ci volevano cinque persone volonterose e motivate per poterla far lavorare in questo modo. La carena a specchio, la tela a riva, la tensione alle stelle e l’Adrenalina di nome e di fatto fanno tutto il resto.
Percorriamo sette miglia di lasco, da boa a boa, senza strambare, in rotta perfetta che diventa una linea retta precisa e le posizioni migliorano sempre più.
Il log della velocità passa dagli nove ai dodici da come si passa sull’onda. Registriamo la punta di 13,8 nodi ed io navigo le sette miglia appeso ad una volante o al paterazzo facendo spostare tutti più a poppa possibile, e si grida di gioia!!!
La bolina viene poi condotta a controllare gli avversari ed anche questa seconda prova siamo i primi a sentire la sirena dell’arrivo.
Primi ieri ed oggi; due punti!
Nel mentre che scrivo pantaloncini e magliette sono stesi, le scarpe da barca sono quasi asciutte nel forno e domani si vedrà!!!
Buon vento a tutti.

Il link della discussione è http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=57729
30-07-2019 15:47
Trova tutti i messaggi di questo utente Cita questo messaggio nella tua risposta
Rispondi 


Discussioni simili
Discussione: Autore Risposte: Letto: Ultimo messaggio
  Sardegna-Corsica 2011, diario di navigazione. Petrel II 1 2.666 18-07-2011 16:39
Ultimo messaggio: Petrel II
  CROCIERA GIUGNO 2011 - Masquerade Petrel II 1 2.686 29-06-2011 17:54
Ultimo messaggio: Petrel II

Vai al forum:


Utente(i) che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)