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Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
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bullo Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Per ormeggiare una barca basta un marinaio.
Per i tecnici vi illumino, la barca non si sposta solo avanti-dietro, destra-sinistra, ma si alza e si abassa la maggior parte delle volte e se le cime non sono lasche vanno subito in tiro dando forti strattoni.
Maree a Civitavecchia? Nelle sigiziali se arrivano a 40 cm. è tanto.
Se dovessi ormeggiarmi in quella banchina per diverso tempo terrei la poppa 1,5 m. lontana dalla banchina.
Però la vela è un'oppppppinione e anche l'ormeggio e ognuno fa come crede.-
21-11-2020 18:47
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orteip Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
I tecnici grazie ai quali tu puoi avere oggi una barca, una macchina, una casa, dei treni, degli ospedali, ecc. e, grazie ai quali l’utilizzo di tutte queste cose è stato compiutamente prima progettato e poi dagli stessi insegnato anche ai poveri marinai (salvo fossero geni della lampada nati imparati mentre tutti gli altri erano sparati...19), in ogni caso questi tecnici umilmente loro ringraziano della beata illuminazione che ora li rende fortunatamente edotti tuttavia, seppur questi poveri tecnici come ombre nel buio si aggiravano finora nel dantesco purgatorio brancolando nel buio privi della tua folgorante illuminazione, essi avevano comunque “supposto” che il peso stesso della catenaria del corpo morto messa lì nella lunghezza e nel peso secondo delle specifiche fornite da tecnici e non da marinai, questa servisse proprio a smorzare ed assorbire l’energia cinetica traslativa dell’imbarcazione sottoposta ad un’accelerazione dovuta alla risacca ed ovviamente, questi poveri tecnici non ancora illuminati, nella loro “supposta” teoria, nella funzione stessa della “supposta”, con la loro bislacca teoria avevano ereticamente anche ritenuto che: un qualsiasi punto trattenuto in modo elastico (il peso della catenaria del corpo morto) questo fosse trattenuto elasticamente in qualsiasi direzione traslativa fosse essa avanti ed indietro oppure destra sinistra mentre un qualsiasi punto trattenuto in modo lasco, questo invece fosse libero di sbattere a destra e manca ma tutto questo però ora che questi tecnici sono stati illuminati tutti sappiamo essere frutto di mera eresia e le barche, le auto, i treni, i grattacieli, ecc. sono invece stati progettati e costruiti esclusivamente grazie ai marinai. Grazie, grazie di cuore...

PS - intanto le poppe che continuano ad andare in banchina sono un’opiiiiiGnone....1919

PS 2 - tanto per dare un’informazione corretta, a civitavecchia abbiamo maree che variano nel quotidiano (e non nelle siggiziali) dai 40 ai 60 cm abbastanza sufficienti(come da precedente esempio fotografico) a far arrivare in banchina anche la barca che tu avresti qui ormeggiato ad un metro e mezzo (anche due) dalla banchina ed ovviamente, come appunto capita sovente, solo se questa barca l’avresti ormeggiata con il tuo metodo ovvero lasca ma tranquillo che la banchina è assai paziente e piano piano, anche lei sta illuminando molti di quei marinai e continuerà ad illuminarli nel tempo. In ogni caso un sentito ringraziamento te lo meriti tu e molti altri grazie ai quali, in questi tempi di contrazione, almeno c’è qualcuno che smuove un pò di economia creando lavoro per i cantieri nautici ed il loro indotto.

Con affetto e non con malizia.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-11-2020 20:42 da orteip.)
21-11-2020 20:17
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enio.rossi Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
I problemi delle cime cazzate sui fingers è quello che le gallocce, col vento di fianco, si trovano a lavorare di traverso e quindi non nel verso di maggiore resistenza delle stesse, il secondo è quello che la barca stretta sul finger deve poter far fronte ai movimenti su e giù derivanti dalle ondine che si formano nel porto. A me hanno divelto in 4 ore un bumperavvitato sul finger sottovento.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-11-2020 21:47 da enio.rossi.)
21-11-2020 21:39
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marmar Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
@ orteip. L'ormeggio che hai postato è fatto male e basta, non centra nulla con quello che si discute qua. E comunque guarda che se a RdT avete barche che "sforano" la lunghezza (come ho letto in altro post) e si trovano a catenaria "impiccata" sotto la prua, per forza vanno in banchina...

Ogni ormeggio è SPECIFICO non generalizzate che è meglio...forse l'unica cosa generalizzabile è che elastico è meglio nel dissipare energia...
Sono sicuro ad esempio che chi ha o ha avuto barca nel golfo Spezia lato Fezzano/Cadimare sulle sciroccate "annuali" tra settembre e dicembre...ne avrebbe da raccontare...RdT al confronto è uno stagno immobile...
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-11-2020 22:01 da marmar.)
21-11-2020 22:00
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bullo Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Le cime ripeto per i neofiti vanno messe più alla lunga POSSIBILE, in questo modo gli strappi vengono amortizzati. Non bisogna mollare a prua ma a poppa.
Questa è la mia esperienza.
Ostrega vuoi vedere che a Civitavecchia ci sono maree più forti che a Venezia i 60 cm. noi li abbiamo nelle quadrature nelle siggizie arriviamo a 120/130 cm.
Scrivo per tutti quelli che hanno poca esperienza.
Dimenticavo, sono nato imparato.-
21-11-2020 22:10
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marmar Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
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21-11-2020 22:36
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Beppecet Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Infatti sulla questione finger i due contendenti si sono trovati in accordo sull'esigenza di montare un ulteriore passacavo (o bocca di grancio) per creare un rimando migliore che riduca la sollecitazione sulla galloccia.
Tuttavia prima di por mano ai trapani voglio sviscerare bene la questione... sanguinerei ad ogni foro se non fosse proprio fondamentale
21-11-2020 22:42
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orteip Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(21-11-2020 22:00)marmar Ha scritto:  @ orteip. L'ormeggio che hai postato è fatto male e basta, non centra nulla con quello che si discute qua. E comunque guarda che se a RdT avete barche che "sforano" la lunghezza (come ho letto in altro post) e si trovano a catenaria "impiccata" sotto la prua, per forza vanno in banchina...

Ogni ormeggio è SPECIFICO non generalizzate che è meglio...forse l'unica cosa generalizzabile è che elastico è meglio nel dissipare energia...
Sono sicuro ad esempio che chi ha o ha avuto barca nel golfo Spezia lato Fezzano/Cadimare sulle sciroccate "annuali" tra settembre e dicembre...ne avrebbe da raccontare...RdT al confronto è uno stagno immobile...

Marmar, senza offesa ma quando uno fa un’intervento specifico come quello che hai fatto tu si presuppone abbia delle competenze specifiche ed
anche delle informazioni ben precise e non parli solo per qualche presupposta esperienza che ha fatto. Purtroppo invece dal tuo intervento invece si capisce che forse nemmeno hai letto bene di cosa stiamo parlando e che sempre forse, l non hai nemmeno letto bene gli altri post di cui parli e senza nemmeno entrare nel merito delle competenze. Insomma un’intervento fatto un pò così, per sentito dire...

Intanto se avessi letto bene e se avessi avuto la possibilità di informarti un minimo sapresti che a Riva di Traiano ci sono ormeggiate solo alcune barche che sono SOLO più larghe e mai assolutamente più lunghe e questo perchè per esempio, i posti da 12 metri da regolamento iniziale consentono un’ormeggio massimo di 4 mt in larghezza compresi i parabordi cosa che significa una larghezza massima della barca intorno ai 3,80 ma le barche odierne sempre DA 12 MT DI LUNGHEZZA E QUINDI REGOLARI, di larghezza invece eccedono ed è qui, in larghezza e non in lunghezza che poi non rispettano il vecchio regolamento che comunque è stato anche modificato ma per uso solo interno, appunto riservandolo solo al personale competente lasciando invece a tutti gli altri i “sentito dire” o gli “ho letto qui e la” e non mi sembra il caso poter far affermazioni come hai fatto basandole sugli elementi “ho letto” oppure “ho sentito dire” ma fai tu.


Poi sempre se avessi letto, a parte il fatto che una delle mie lauree mi qualifica appunto come tecnico specializzato nelle dinamiche delle forze ma questo sarebbe un’altro discorso, avresti comunque appreso anche che i corpi morti hanno una catena lunga minimo 4/5 metri proprio per ammortizzare le forze in gioco e di conseguenza sarebbe altrettanto facile comprendere anche che, per impiccare il corpo morto, significherebbe ormeggiare delle barche almeno 4/5 mt più lunghe del normale ovvero, barche da 17/18 metri su posti da 12 chiudendo di fatto poi il canale di ingresso ai posti.

Quando uno non conosce bene i fatti forse sarebbe meglio tacere ma in ogni caso è giusto che ognuno abbia le proprie convinzioni al di là delle proprie competenze...43
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 21-11-2020 23:39 da orteip.)
21-11-2020 22:59
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marmar Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Per carità...guarda mi dispiace se ho toccato argomento sensibile...avevo letto di barche fuori misura....ma non mi interessava il tema specifico di RdT.

Trovavo invece interessante lo spunto tecnico, spesso trascurato: cioè la maggiore verticale della catenaria rispetto alla prua incide molto negativamente sull'elasticità complessiva dell'ormeggio e sulla sua escursione.

Ciao,
21-11-2020 23:17
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AleSail Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Io volevo solo dire che le bitte mi sembrano in alluminio e quella basetta in acciaio è la peggiore nemica dell'alluminio. L'attivazione della cella galvanica è certa.
01-01-2021 12:03
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Sikander Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(12-11-2020 15:37)orteip Ha scritto:  Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
...
In effetti, dopo un primo momento di incomprensione, ho realizzato che nel Bavaria 44 le bitte di prua non lavorano a trazione longitudinale ma bensì a trazione trasversale.
...
Questo contenuto non e' visualizzabile da te Ospite. Se vuoi vederlo, REGISTRATI QUI .
...
Data la loro posizione sul tek, lavorando oggi e lavorando domani, era del tutto inevitabile che il legno prima o poi subisse una compressione in corrispondenza ai piccoli piedini della bitta agevolandone poi l'eccessiva flessione dei bulloni di tenuta tanto più che su questa barca non ci sono neanche mai state le classiche bocche di rancio le quali, riportando la cima più verso prua, la avrebbero allineata sulla bitta stessa in modo di farla lavorare a trazione longitudinale e non trasversale.
Le bocche di rancio a prua non mi sono mai piaciute, ti fanno spaccare la schiena per cazzare il corpo morto perchè l'angolo di tiro che creano è favorevole alla bitta ma sfavorevole allo scorrimento della cima e quindi, per me è un valore aggiunto il fatto che non ci siano ma qualcuno in merito potrebbe avanzare l'ipotesi che poi questo sia il prezzo da pagare.
...

Ciao Orteip, tempo fa scrissi del problema della posizione dell gallocce (le bitte sono quelle a terra e sono più grandi) rispetto al tiro della cima/trappa. Ti lascio il link forse ti sarà utile:

https://forum.amicidellavela.it/showthre...t=gallocce

Comunque secondo me, o cambi l'angolo delle gallocce o metti bocche di rancio; se vuoi risolvere il problema non c'è altra storia.
BV
01-01-2021 13:43
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orteip Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(01-01-2021 12:03)AleSail Ha scritto:  Io volevo solo dire che le bitte mi sembrano in alluminio e quella basetta in acciaio è la peggiore nemica dell'alluminio. L'attivazione della cella galvanica è certa.

Certo che la cella galvanica si attiva e si attiva esattamente nella stessa maniera in cui si attiva anche con le tue bitte o con tutte quelle delle barche che le hanno di alluminio (e sono molte le barche che ce le hanno) pur non avendo la piastrina ma semplicemente perchè hanno i bulloni di fissaggi in acciaio inox come le mie piastrine.
Per questi motivi i tecnici a differenza dei teorici conoscono ed usano prodotti interposti specifici ed idonei ad isolare il differenza di potenziale dielettrico che esiste fra due metalli differenti e la cosa fa la differenza fra chi parla tanto per dare un'opinione e chi invece con cognizione di causa avendo la capacitá tecnica di calcolare anche gli sforzi delle strutture.

PS - Forse per i teorici è meglio precisare che si chiamano ''Gallocce'' anche se poi nell'ambito degli operatori tecnici noi usiamo molto piú termini in gergo unici per gruppi di cose ma del resto a noi non interessa fare bella figura di etichetta ma solo il risultato idoneo e specifico per ciascun oggetto. Meglio non rispettare l'etichetta ma risolvere definitivamente dei problemi piuttosto che sentire armatori lamentarsi degli operatori poco competenti ma del resto ciascuno ha quel che si merita
01-01-2021 14:20
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bullo Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Le bitte si trovano anche a bordo delle navi. Singola Bitta, due bitte, sono in coperta e anche sul capo di banda vedi battelli e M/N a Venezia.
Sul passetto, pontile galleggiante di attracco bitta a forma di funghetto per far in modo che la cima lavorando in doppio verso l'alto non si scappelli.
Consiglio di usare gallocce o Castagnole in acciaio inox che può piegarsi mentre l'alluminio si spezza.-
Con la nomenclatura non c'è nessun problema se a bordo tutti sanno il significato di un termine e cosa s'intende, davamo nome a delle vele es: el carton; el
copa oche; tutti sapevano cos'era.-
01-01-2021 15:05
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orteip Offline
Vecio AdV

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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(01-01-2021 13:43)Sikander Ha scritto:  Ciao Orteip, tempo fa scrissi del problema della posizione dell gallocce (le bitte sono quelle a terra e sono più grandi) rispetto al tiro della cima/trappa. Ti lascio il link forse ti sarà utile:

https://forum.amicidellavela.it/showthre...t=gallocce

Comunque secondo me, o cambi l'angolo delle gallocce o metti bocche di rancio; se vuoi risolvere il problema non c'è altra storia.
BV

Caro amico mio Sikander, capisco bene il tuo intervento e ti ringrazio sinceramente per la tua cortese segnalazione che apprezzo ma prima che magari procediamo in un'inutile e sterile discussione, non per vantarmi ma piuttosto solo per capire di cosa si parla e con chi se ne sta parlando, forse sarebbe bene dire che posseggo più di qualche titolo abilitativo diciamo di livello forse un tantino superiore a quello universitario ed giusto per fartelo sapere, uno di questi titoli riguarda proprio un tipo di meccanica particolare con la sua dinamica applicata compreso lo studio ed il calcodo delle forze in gioco a cui sono sottoposte delle singole parti o delle strutture composte molto più complesse oltre ed ovviamente anche il calcolo strutturale delle stesse parti.
Ora che più o meno ci siamo presentati, se vuoi (ma non sei obbligato) fidati quando ti dico che le gallocce che lavorano come le mie strutturalmente lavorano molto meglio e sopportano molto più carico di quelle che invece sono fornite di bocche di rancio.
Le bocche di rancio deviano l'angolo di lavoro trasformando tutte le componenti in gioco in un unica forza di trazione trasversale che sottopone i bullioni di fissaggio ad un unico sforzo di taglio dove lo stesso bullone ha minor resistenza rispetto invece ad uno sforzo dovuto a trazione lineare. Non per nulla le tronchesi quando devono tagliare una barra di metallo hanno i loro coltelli che agiscono propio a taglio trasversale.
Quindi tornando al concetto, una bitta o galloccia che si voglia, se sottoposta ad un unico sforzo da taglio, oltre ad aver una minor componente di resistenza rispetto ad altre, avrà i suoi bulloni di fissaggio che terranno fino ad un certo punto troncandosi poi tutto insieme senza preavviso alcuno lavorando esattamente come se fossero fra i due coltelli di una tronchese.
Le altre bitte, quelle che lavorano come le mie, hanno invece una maggior resistenza perchè hanno degli sforzi meglio distribuiti su più punti di resistenza venendo sottoposte a tre tipi di forze distinte che spannonicamente vengono distribuite: per circa il 30% a copressione dove lavora solo la falchetta e la bitta neanche sente questo sforzo; per circa un'altro 30% a sforzo di taglio dove lavorano i bulloni di fissaggio che hanno meno resistenza ma a differenza delle altre qui lo sforzo è parziale; per circa 40% ad uno sforzo di rotazione dove anche qui lavorano i bulloni di fissaggio ma in questo caso la forza in gioco viene scomposta e trasformata a sua volta. Uno sforzo di rotazione applicato alla bitta fa si che questa si torca e mentre si torce, quasi come se fosse una pinza, mentre piega il bullone lo sottopone ad una trazione lineare dove lo stesso bullone ha un'ottima resistenza ed in più: in questo caso prima che il tutto molli, come nel mio caso, abbiamo un buon preavviso visivo della quesione. Immagiate un bullone in una morsa e voi che lo piegate con la pinza e vedrete che il bullone quando inizia a piegarsi inizia anche a stirarsi.

PS - Nel caso fosse sfuggito, ho indicato due cause fondamentali che nel mio caso hanno determinato il preavviso che purtroppo non è stato dato ad altri che poi, superato questo evento con le bitte indebolite, sono stati soggetti a danni successivi senza rendersi conto della vera causa. Il primo caso fondamentale è che la torzione delle mie bitte è stata causata particolamente da un'evento eccezzionale durante il quale, mentre a Rapallo le barche affondavano, nel mio porto sono stati registrati 93 nodi di vento da Sud e purtroppo avendo la prua a sud quelle mie due bitte hanno sopportato tutto il carico; la seconda causa che ha contribuito a farle torcere è il fatto che le mie bitte o se preferisci gallocce come da giusto termine, hanno una base piccola che distribuisce su poca superficie sottostante tutti i carichi e per di più, quella superficie sottostante è costituita da legno facilmente comprimibile. Se tu poggi un cacciavite sulla vetroresina e spingi con la tua forza, la vetroresina si graffia ma il cacciavite non affonda mentre, se tu poggi il cacciavite su del legno e spingi con la stessa forza vedrai che il cacciavite affonda.

Detto ciò ed essendo terminati in merito tutti gli argomenti realmente utili e costruttivi, io continuo a tenermi le mie bitte così come sono lasciando agli altri la libertà delle loro opinioni augurando a tutti gli amici della vela tecnici o teorici che siano, un SERENO E FELICE ANNO NUOVO.

(01-01-2021 15:05)bullo Ha scritto:  Le bitte si trovano anche a bordo delle navi. Singola Bitta, due bitte, sono in coperta e anche sul capo di banda vedi battelli e M/N a Venezia.
Sul passetto, pontile galleggiante di attracco bitta a forma di funghetto per far in modo che la cima lavorando in doppio verso l'alto non si scappelli.
Consiglio di usare gallocce o Castagnole in acciaio inox che può piegarsi mentre l'alluminio si spezza.-
Con la nomenclatura non c'è nessun problema se a bordo tutti sanno il significato di un termine e cosa s'intende, davamo nome a delle vele es: el carton; el
copa oche; tutti sapevano cos'era.-

+1 e Buon Anno caro Bullo
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-01-2021 15:43 da orteip.)
01-01-2021 15:23
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paepi Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
Orteip se posso chiedere sei un’ingegnere?
01-01-2021 16:11
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Sikander Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(01-01-2021 15:23)orteip Ha scritto:  Caro amico mio Sikander, capisco bene il tuo intervento e ti ringrazio sinceramente per la tua cortese segnalazione che apprezzo ma prima che magari procediamo in un'inutile e sterile discussione,
???? Smiley3
(01-01-2021 15:23)orteip Ha scritto:  non per vantarmi ma piuttosto solo per capire di cosa si parla e con chi se ne sta parlando, forse sarebbe bene dire che posseggo più di qualche titolo abilitativo diciamo di livello forse un tantino superiore a quello universitario ed giusto per fartelo sapere, uno di questi titoli riguarda proprio un tipo di meccanica particolare con la sua dinamica applicata compreso lo studio ed il calcodo delle forze in gioco a cui sono sottoposte delle singole parti o delle strutture composte molto più complesse oltre ed ovviamente anche il calcolo strutturale delle stesse parti.

Non ho capito che bisogno ci fosse di tutto questo prologo, io volevo solo contribuire alla discussione. Sei ancora incavolato per la discussione sull'alternatore del mese scorso?! Spero di no !...Blinksmiley
Comunque nel mio piccolo, anch'io conosco scienze delle costruzioni, visto che sono tra le altre cose anche geometra, e ho fatto i calcoli per dimensionare la gru, da me costruita per sollevare e ruotare uno scafo da oltre mille chili, e so la differenza tra taglio, momento flettente, compressione ecc. e so la differenza tra comportamento elastico o plastico di un materiale. Smiley45

(01-01-2021 15:23)orteip Ha scritto:  Ora che più o meno ci siamo presentati,

Uh, mammamia !...sembra quasi un intimazione da bar del far West prima del duello tra pistoleri !... Calma, rilassiamoci...32

(01-01-2021 15:23)orteip Ha scritto:  se vuoi (ma non sei obbligato) fidati quando ti dico che le gallocce che lavorano come le mie strutturalmente lavorano molto meglio e sopportano molto più carico di quelle che invece sono fornite di bocche di rancio.
Le bocche di rancio deviano l'angolo di lavoro trasformando tutte le componenti in gioco in un unica forza di trazione trasversale che sottopone i bullioni di fissaggio ad un unico sforzo di taglio dove lo stesso bullone ha minor resistenza rispetto invece ad uno sforzo dovuto a trazione lineare. Non per nulla le tronchesi quando devono tagliare una barra di metallo hanno i loro coltelli che agiscono propio a taglio trasversale.
Le altre bitte, quelle che lavorano come le mie, hanno invece una maggior resistenza perchè hanno degli sforzi meglio distribuiti su più punti di resistenza venendo sottoposte a tre tipi di forze distinte

Nessun problema, io mi fido di tutto quello che viene spiegato -serenamente-, e documentato e il concetto che il carico sulla bitta/galloccia viene sopportato meglio distribuendolo tra più tipi di sforzi è corretto (se parliamo di materiali come i metalli, come in questo caso). Quello che capisco meno, e qui mi interesserebbe la tua opinione, e anche quella di altri è:
se è meglio dividere gli sforzi (ribadisco che sono d'accordo), anziché concentrarli solo sul taglio , cosa diavolo servono le bocche di rancio, e perché le hanno inventate ? (Ringrazio in anticipo per la risposta).
Per inciso, penso che sia corretta la tua soluzione di applicare una piastra in acciaio inox sotto i piedini della galloccia
, perché in questo modo distribuisci lo sforzo di compressione su una superficie maggiore; restano comunque altri tipi di sforzo con cui fare i conti che non vengono interessati da questo accorgimento, perché privi della componente di compressione (es. il taglio).

(01-01-2021 15:23)orteip Ha scritto:  Detto ciò ed essendo terminati in merito tutti gli argomenti realmente utili e costruttivi, io continuo a tenermi le mie bitte così come sono lasciando agli altri la libertà delle loro opinioni augurando a tutti gli amici della vela tecnici o teorici che siano, un SERENO E FELICE ANNO NUOVO.

...

Ma figurati, certo ! Qui si tratta di capire, non certo di litigare, che diamine !... Mi spiace solo che ci sia sempre da parte tua, una certa strisciante diffidenza preconcetta circa i miei interventi nei tuoi post, anche quando non sono in polemica con te e non vogliono contestare nulla, ma solo capire confrontandosi.
Buon anno anche a te Orteip; (rilassati) !
01-01-2021 16:45
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Sikander Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(01-01-2021 15:05)bullo Ha scritto:  Le bitte si trovano anche a bordo delle navi. Singola Bitta, due bitte, sono in coperta e anche sul capo di banda vedi battelli e M/N a Venezia.
Sul passetto, pontile galleggiante di attracco bitta a forma di funghetto per far in modo che la cima lavorando in doppio verso l'alto non si scappelli.
Consiglio di usare gallocce o Castagnole in acciaio inox che può piegarsi mentre l'alluminio si spezza.-
Con la nomenclatura non c'è nessun problema se a bordo tutti sanno il significato di un termine e cosa s'intende, davamo nome a delle vele es: el carton; el
copa oche; tutti sapevano cos'era.-

Hai ragione, infatti bisogna sapere il signicato di un termine per usarlo.

La galloccia è questa:

[Immagine: galloccia.jpg]

Mentre la bitta è questa:

[Immagine: bitta.jpg]

Quello di cui parlava Orteip è una galloccia. Comunque non credo che sul forum ci siano molti ADV con bitte a bordo della loro nave a vela, almenochè non sia un fortunato possessore di un Falcone Maltese...Smiley45
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 01-01-2021 17:49 da Sikander.)
01-01-2021 17:48
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marmar Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(21-11-2020 18:47)bullo Ha scritto:  Per ormeggiare una barca basta un marinaio.

"Temo" di si...
01-01-2021 18:14
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oudeis Offline
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
@Orteip: tu affermi:
Le bocche di rancio deviano l'angolo di lavoro trasformando tutte le componenti in gioco in un unica forza di trazione trasversale che sottopone i bulloni di fissaggio ad un unico sforzo di taglio dove lo stesso bullone ha minor resistenza rispetto invece ad uno sforzo dovuto a trazione lineare.
Non dubito della tua competenza, ma della mia scarsa, che non mi lascia comprendere questa dinamica: cioè pensavo che la trazione dovesse essere sempre il più possibile allineata e mai trasversale, proprio per non sottoporre ad anomale torsioni i bulloni e la base di appoggio.Smiley30
Concordo invece sulla tensione degli ormeggi, semprechè le catenarie siano adeguate per pesi e distanze, cosa con cui ebbi, in un passato ormai lontano, esperienze assai formative sul piano professionale (e deludenti su altri).
Ps: Buon anno!15

Timore di vita frugale induce molti a vita piena di timore.
(Porfirio)
01-01-2021 18:34
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burrascaforza5 Online
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RE: Bav 44 - La brutta avventura delle bitte di prua
(01-01-2021 18:34)oudeis Ha scritto:  @Orteip: tu affermi:
Le bocche di rancio deviano l'angolo di lavoro trasformando tutte le componenti in gioco in un unica forza di trazione trasversale che sottopone i bulloni di fissaggio ad un unico sforzo di taglio dove lo stesso bullone ha minor resistenza rispetto invece ad uno sforzo dovuto a trazione lineare.
Non dubito della tua competenza, ma della mia scarsa, che non mi lascia comprendere questa dinamica: cioè pensavo che la trazione dovesse essere sempre il più possibile allineata e mai trasversale, proprio per non sottoporre ad anomale torsioni i bulloni e la base di appoggio.Smiley30
Dici bene
Considera però che i bulloni a loro volta scaricano sulla vetroresina che ha una resistenza molto più grande alle forze parellele al ponte che quelle verticali (di punta)
Ecco che bocche di rancio/passacavi hanno proprio la funzione di resistere alle forze che non sono parallele al ponte, lasciando passare solo quella parallela che scaricata sulla galloccia e poi alla barca la fa lavorare al solo taglio.
01-01-2021 19:22
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