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Motore allagato causa Siphon Break chiuso
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Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
Posto questo racconto anche in questa Banchina, dopo che su altri social ho letto di disavventure analoghe che hanno causato migliaia di euro di danni a motori praticamente nuovi.
E’ un lungo racconto ma vale la pena, a mio modesto avviso, di leggerlo tutto.
(gli amministratori decideranno se spostarlo in Tecnica o lasciarlo in Banchina)

Giugno 2021 - Le premesse per una bella stagione estiva c’erano tutte: un mese pieno di ferie, barca con motore nuovo, cambiato, unitamente alle tubazioni ed all’impianto elettrico nell’estate 2019, manutenzione alla strumentazione effettuata, bella compagnia.
In programma una lunga crociera che prevedeva, oltre il periplo della Sicilia, anche una puntata a Pantelleria.
Poco prima delle vacanze decidiamo di partecipare ad una regata/veleggiata che per noi è un must: “La Regata dei borghi più belli di Italia” che si tiene a fine giugno fra Termini Imerese e la splendida Cefalù; in pratica una regata costiera di 13 miglia in andata, un percorso a bastone nel golfetto antistante Cefalù ed un ritorno di circa 9 miglia.
La regata di andata va bene, siamo secondi in reale, purtroppo recederemo in compensato perché molti hanno il certificato a vele bianche. Quella antistante il golfetto di Cefalù un po’ meno, ma ci divertiamo lo stesso e la location è fantastica. Inoltre all’ormeggio ci aspettano, oltre premi per tutti, prelibatezze tipiche e atmosfera amichevole.
Il giorno dopo ci prepariamo per la regata di ritorno ed è qui che si verifica il primo avvertimento di ciò che succederà nell’immediato futuro e che condizionerà tutta la nostra estate 2021. Il nostro motore, un Nanni N3.30 non parte, non gira proprio ed a ogni tentativo si sente un “tac!” provenire dalla zona del motorino di avviamento; alla terza prova di avvio si leva pure un filo di fumo con relativa puzza di plastica bruciata.
Controllo la tensione sul motorino di avviamento ed è ok, allora provo a dare dei colpetti allo stesso motorino con un martelletto sperando che parta; niente da fare.
Dopo un breve consulto con l’equipaggio decido di rientrare a vela a Palermo che dista circa 35 miglia. E’ domenica e nessuno verrà a Cefalù a guardare il motore, inoltre essendo lo stesso motore ancora in garanzia pretendo che sia l’assistenza ufficiale a farsene carico. Dunque ci facciamo trainare fuori dall’ormeggio e procediamo con rotta sulla Cala, dove arriveremo nel pomeriggio.
La mattina dopo contatto l’officina autorizzata che dopo un paio di giorni mi manda un energico giovanotto il quale, dopo avere provato anch’esso ad avviare il propulsore, decide di smontare il motorino di avviamento, provandolo “fuori sede”, ma riscontrandone, tuttavia, il perfetto funzionamento. A questo punto il meccanico decide di provare a girare a mano il volano e…il motore è bloccato!!!
Il tecnico allora telefona in sede per consultarsi con il capo officina il quale sentenzia, ipso facto, che si deve sbarcare il motore (a questo punto io non so se ridere o piangere) e che, stante la stagione, sarebbe meglio che glielo facessi recapitare io (il suddetto motore) presso la stessa officina. Obietto che il motore è in garanzia e nessuno tranne l’officina autorizzata deve metterci mano; il nostro risponde che non ha nessuna importanza…Primo (ma non ultimo) esempio di “grande…” professionalità.
Mentre davvero non so che pesci prendere, il meccanico in barca si arma di chiave a cricchetto da 24 e prova a fare girare il volano; dopo qualche tentativo, come per miracolo, il motore si sblocca; il volano adesso gira! Viene rimontato il motorino di avviamento, proviamo ad accendere e dopo qualche secondo ed un poco di fumo nero il propulsore riparte. Unica ferita visibile: il sensore della pressione dell’olio è andato. Il ragazzo, molto fieramente, mi dice che mi ha salvato il motore ed il portafoglio. A questo punto chiedo delucidazioni sull’accaduto, sono molto preoccupato, anche se in parte contento per lo scampato pericolo. Secondo il giovane meccanico il danno è stato causato da acqua nel gasolio che a sua volta ha provocato della ruggine che ha allargato una o più fasce e che il tutto non dovrebbe più ripresentarsi perché è davvero un caso rarissimo. Egli sostiene inoltre che debbo fare girare il motore, “così si pulisce tutto”; quindi posso andare tranquillamente in crociera in attesa di un intervento più profondo che riprogrammeremo appena possibile, avendo altresì riscontrato tracce di fumo nel liquido di raffreddamento. Tornerà un paio di giorni dopo a sostituire il sensore della pressione olio. Totale fattura 150 euro.
Francamente la spiegazione del meccanico dell’assistenza non mi convince molto, la teoria della ruggine su un motore nuovo che aveva girato 8 ore prima mi lascia davvero perplesso. Tento di contattare un paio di meccanici ma questi sono irreperibili o non si pronunciano senza effettuare un sopralluogo che però non potrà avvenire prima di quindici giorni. Altri c.d. esperti di banchina sono divisi sulla teoria “ufficiale”.
A questo punto si pone il dilemma se iniziare la prevista lunga crociera o ridimensionare il percorso. Dopo un paio di uscite di qualche ora per testare il motore optiamo per una più tranquilla e vicina crociera alle Eolie.
Il giorno prima della data di partenza ci rechiamo con i nostri compagni di viaggio (saremo in 4) a fare cambusa, ma al ritorno troviamo il frigo spento. Che cavolo! Ha funzionato un anno intero senza alcun problema, l’estate scorsa ho fatto ricaricare il gas ed un controllo generale e decide di guastarsi 12 ore prima di partire!
Fare venire in barca un frigorista a luglio e come trovare il classico ago nel pagliaio; tra l’altro quest’anno, forse complici le alte temperature, in Sicilia c’è stata davvero una strage di frigo boat. Comunque alla fine il tecnico viene e sostituisce scheda e termostato, ma il frigo funziona altre 24 ore e poi si ferma nuovamente. Nessun tecnico disponibile, allora su consiglio di un amico provo a fare un ponticello sul termostato, il frigo funziona (a palla).
Bon, si parte. Rotta su Cefalù, quindi Alicudi e Filicudi. Ma ho una strana sgradevole sensazione addosso, non condivisa dal resto dell’equipaggio. Il seguito proverà che avevo ragione.
Dopo una sosta a Cefalù facciamo rotta su Filicudi, ove decidiamo di dare ancora fra Pecorini e Capo Graziano. Dopo il bagno di rito, ricontrollo il meteo; il previsto Levante debole in realtà sarà più forte del previsto, specie nella prima mattina e girerà un po’ a Scirocco. Poiché la nostra successiva tappa è Capo d’Orlando, dove abbiamo prenotato per l’indomani, decidiamo malgrado l’ora (sono quasi le 19) di abbandonare la rada e fare rotta per il marina, ove tra l’altro si può entrare a qualsiasi ora, anche di notte. Facciamo le prime miglia con randa e motore, il mare è calmo e c’è poco vento. Progressivamente l’onda tende ad aumentare, segno che l’aria sta arrivando ed anche prima del previsto. Viaggiamo veloci, leggermente sbandati, ma non più di tanto, quando il motore ha come un sussulto, pensiamo di avere preso qualcosa con l’elica, ma poi ritorna tutto ok. Ma nemmeno 5 minuti dopo il motore si spegne di botto! Apriamo subito il genoa (la randa già era issata) e procediamo a vela verso la meta. Scendo giù e provo a spurgare il circuito, ma senza successo, gasolio non ne passa. Nel frattempo il vento è arrivato tutto e procediamo a oltre 7 nodi; almeno arriveremo non troppo tardi e poi una volta dentro ci faremo trainare con il tender. Invece a 2 miglia da Capo d’Orlando il mare ed il vento cessano, praticamente siamo in una laguna e sono le 23,30!
Contattiamo il Marina che però ci fa sapere che siamo troppo lontani e loro non sono autorizzati al traino in simili circostanze. Mentre in balia di un po’ di corrente decidiamo cosa fare e dove eventualmente dare ancora, mi sovviene che ho un amico che fa lo skipper per una compagnia di charter proprio in quel posto. L’amico è in sede ed in effetti si trasforma in un angelo, si fa prestare ( a mezzanotte!) un gommone e ci viene a trainare. Una volta dentro, con l’ausilio del personale del marina riusciamo ad ormeggiare alla perfezione.
La mattina successiva decido, prima di chiamare eventualmente un meccanico, di capire perché non sono riuscito a spurgare il circuito. Apro lo sportello di ispezione del serbatoio (che era stato sbarcato e pulito a specchio nemmeno 2 anni fa in occasione della sostituzione del motore) e noto delle grosse “pezze” nere sul fondo dello stesso. Inoltre una specie di treccia molliccia pare uscire dal pescante, mentre il prefiltro si presenta con il fondo gelatinoso. Provo a soffiare sul tubo pescante ma questo è completamente otturato, tento allora con la pompa elettrica (4,5 bar) del tender ma senza successo. Infine con una sonda di filo di acciaio (che tengo sempre a bordo) riesco ad avere la meglio. Dal tubo pescante pare uscire un serpente lungo e semi molliccio, una cosa impressionante. Con una pompa adatta allo scopo sbarchiamo tutto il carburante, pulisco il serbatoio, sostituisco il tubo di gomma che va al prefiltro, la cartuccia dello stesso prefiltro ed il filtro gasolio, rimbocco 20 litri da un bidone e…il motore riparte! Ho perso almeno 5 litri in sudore ma sono soddisfatto.

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Contenti decidiamo di ripartire puntando, a seguito di mozione della ciurma, su Tropea, Scilla e poi, al ritorno, sulle Eolie.
Nel pomeriggio decido di spostarmi con la barca alla banchina del bunker per fare carburante e…tac! Il motore è bloccato!!!
Grazie al nostro amico skipper riusciamo a contattare subito un meccanico che arriva la mattina successiva e sentenzia: “in caso di bloccaggio l’abc prevede l’ispezione dei cilindri, infatti si può trattare solo di acqua o di gasolio, cioè un liquido incomprimibile. Perché non è stata fatta prima questa verifica?”. Già… lo chiederei ai meccanici dell’officina di assistenza autorizzata…Il tecnico smonta quindi le candelette, muove il volano e plof, zampilla acqua salata dai cilindri. Asserisce che trattasi di acqua che entra dallo scarico, risale dalla marmitta ed entra nei cilindri e che dunque c’è un evidente problema di quota.
Ok, dico io, ho fatto cambiare la linea di scarico, perché il cantiere che mi aveva installato il motore (a Roccella Ionica) non aveva avuto il tempo di montare la marmitta (hanno dovuto ripavimentare le banchine e quindi ci hanno praticamente buttato fuori) e la rinomata ditta di assistenza a Palermo me ne aveva montata una nel gavone di poppa che andando in risonanza con l’ambiente faceva un rumore insopportabile. Quindi per installare correttamente la marmitta, cioè appena sotto il riser, abbiamo dovuto spostare una presa a mare. Ma sono passati almeno 5 mesi, perché non lo ha fatto prima? Perché soltanto due volte? Perché, sostiene il meccanico, la marmitta si è andata riempiendo fino a quando si è saturata; la classica goccia che fa traboccare il vaso. Per risolvere il problema c’è uno studio approfondito da fare, ci vogliono le quote, i disegni della barca e consultare un ingegnere meccanico (!). Il tecnico ci consiglia pertanto di tornare a Palermo, tanto una volta che il motore è in moto non c’è alcun rischio che si blocchi e se poi dovesse succedere, basta smontare le candelette fare uscire l’acqua ed il gioco è fatto…
Anche questa teoria non mi convince del tutto ma è più credibile di quella della “ruggine istantanea”, inoltre, considerato che da quando abbiamo staccato l’alimentazione elettrica generale per smontare le candelette, il frigo si è spento e non è più ripartito, decidiamo di rientrare il giorno successivo; anche perché nei giorni a venire le condizioni del tempo peggioreranno sensibilmente. L’ultimo controllo delle previmeteo per la giornata successiva da un Ovest F4, con un rinforzo nel pomeriggio che non mi piace per niente (la nostra rotta è circa 270°), ma tant’è….Vuol dire che navigheremo con il mare in prua, non sarebbe la prima volta.
Di notte sono sveglio e poco tranquillo. Decido di anticipare di qualche ora la partenza, così da evitare una intera traversata con il mare contro. Siamo riusciti a recuperare circa 40 litri di gasolio più altri 10 messi da parte in un bidoncino, più che sufficienti per le 60 miglia di traversata che ci attendono.
Il meccanico ha consigliato di non spegnere il motore, dunque si viaggerà con randa e motore sempre acceso.
Le prime ore di navigazione sono davvero gradevoli, mare quasi olio ed un filo di vento, viaggiamo sempre sopra i 6 nodi con un filo di acceleratore. Giunti ad una quindicina di miglia da Capo Zafferano, quindi a meno di 25 miglia dalla nostra meta, una poderosa onda lunga comincia a manifestarsi da W/NW. Penso che stia per arrivare il previsto ponente e che sia un po’ più robusto e fastidioso di quanto preventivato ma non mi preoccupo. Cerco di uscire verso il largo nel caso fossi costretto poi a poggiare per entrare nel Golfo di Palermo. Dopo poco meno di mezz’ora il vento compare, prima gradevolissimi 8-10 nodi, ma via via crescendo fino a circa 25 con raffiche a oltre 35 nodi, il mare è veramente stizzoso; un onda ripidissima e corta di almeno un paio di metri ci costringe ad una andatura più poggiata per non soffrire, ogni tanto arriva un treno di tre o quattro onde davvero notevoli che passano la coperta e lo sprayhood. Prendiamo una mano di terzaroli alla randa. Il nostro First 375 se la cava egregiamente, viaggiamo veloci.
Ciò che mi preoccupa invece è il livello del gasolio, praticamente a zero. Maledico chi ha costruito il mio serbatoio (ed anche me stesso per non avervi porto rimedio) che ha il pescante sul lato destro dello stesso e noi siamo mure a dritta! Infatti poco dopo, anche se ci sono almeno 30 litri nella tanica, il motore si spegne per mancanza di carburante! Anche se so che è una impresa vana, provo in quel gran casino a fare ripartire il motore, ma è praticamente inutile, la pompetta di alimentazione carburante non offre alcuna resistenza, segno che nel circuito non vi è alcuna traccia di gasolio.
A questo punto occorre chiarire che pur nel “deprecato caso” abbiamo la fortuna di essere tutti e 4 velisti/regatanti, quindi non ci perdiamo d’animo, apriamo un pezzo di genoa e procediamo a vela. Il problema semmai è che siamo scaduti e non riusciremo a doppiare Capo Zafferano ed il bordo mure a sinistra ci porterebbe troppo fuori rotta, almeno per 320 gradi, fra Ustica e Alicudi. Un vero bordo “a perdere”.
Decidiamo allora di andare a ridossarci nel golfetto a sud del Capo Zafferano, il “Seno di S.Elia”, ove faremo a vela la manovra di ancoraggio, non senza un minimo apprensione, dato che nelle acque basse del suddetto golfetto ci sono diversi massi. Dunque man mano che ci avviciniamo rolliamo il genoa e tenendoci pronti ad ammainare la randa ci dirigiamo verso la parte più interna e ridossata del golfo, proprio davanti il c.d. “Lido del Carabiniere”, quindi portiamo la prua all’orza contro vento, giù randa e ancora a fondo; il vento e l’abbrivo all’indietro faranno (si spera) il resto. La manovra riesce alla perfezione. Siamo su un fondale di circa 7 metri, abbiamo dato oltre 40 metri di catena per stare tranquilli sotto le raffiche che ogni tanto arrivano dal Monte Catalfano.
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La rada è praticamente deserta, solo un paio di barche a vela di grosse dimensioni. Mentre ci concediamo un po’ di meritato riposo e una ottima pasta con il tonno in scatola, pomodoro e capperi preparata da mia moglie, assistiamo alla medesima scena che abbiamo vissuto qualche minuto prima sulla nostra barca; un Halberg Rassy 48 che tentava di doppiare il capo a motore, va anch’esso in avaria ed è costretto all’ancoraggio a vela. Nel golfetto, perfettamente ridossato, siamo adesso 4 barche a vela ed un paio di gommoni, cosa davvero insolita in questo posto in genere affollatissimo e purtroppo rumorosissimo.
Dopo la pasta ed un buon caffè, trascorse circa 2 d’ore, il mare sembra più calmo, un paio di barche molto più grosse di noi, tra le quali l’HR di prima, sono andate via; decido di spurgare il circuito sperando di non dovere smontare anche le candelette a causa dell’acqua nei cilindri. Invece il volano gira (ho fatto la prova a mano), ma per spurgare il circuito, completamente vuoto, sono costretto a riempire a mano il filtro gasolio, grazie ad una tanichetta che molto opportunamente avevo lasciato da parte. Tutto ok, il motore si avvia e si riparte! Ma stavolta niente vela. Il nostro serbatoio, fra tanti difetti, ha però un pregio, quello di avere le paratie anti beccheggio, pertanto con il mare contro, se la barca non è sbandata, non abbiamo problemi di alimentazione (salvo la morchia).
Fra capo Zafferano e Capo Mongerbino (circa un miglio e mezzo) il mare è ancora tosto ed anche incrociato per la presenza della costa, procediamo all’80% dei giri facendo circa 3,5 nodi, doppiato Mongerbino (quello dei Baci Perugina) poggiamo per entrare nel natio golfo di Palermo, il mare si fa un poco più calmo e riusciamo a viaggiare contro mare a 5,5 nodi; sono per questo abbastanza soddisfatto della bipala abbattibile Radice. Alle ore 21, con circa 4 ore di ritardo rispetto a quanto preventivato, arriviamo al nostro ormeggio.
Siamo in pieno mese di luglio e i meccanici sono tutti impegnatissimi. Alcuni neanche si degnano di rispondere al telefono. Prima di recarmi presso l’officina ufficiale di assistenza intendo però raccogliere ulteriori pareri su ciò che mi sta capitando. Riesco a contattare un referenziato meccanico (e siamo a 4) e addirittura uno studio di progettazione navale. Intanto il motore è nuovamente bloccato. Oramai prima di accenderlo muovo sempre a mano il volano. Le risposte tendono sempre ad indicare nella linea di scarico la causa dei miei problemi che, mi si conferma, non sono di facilissima soluzione. Solito ritornello sulle quote, sulle prove da effettuare, eccetera. Naturalmente, stante il periodo, l’ipotetico intervento potrà essere effettuato non prima della fine di agosto. Intanto con i miei modesti mezzi effettuo un rilievo delle quote: motore (riser), marmitta, presa a mare e uscita scarico. A me la situazione non pare drammatica, è vero che ci sono almeno 20 cm di differenza fra la quota del riser e quella dello scarico, ma il tubo da 50 mm corre sul fondo scafo per la gran parte del percorso, la marmitta Vetus, ad orecchio, non si satura di acqua dopo lo spegnimento. E poi, mi ripeto, ho sistemato la linea di carico (presa a mare) e scarico (marmitta e tubazione) nel mese di febbraio, perché soltanto adesso si presenta il problema?
A questo punto, sconfortato e molto arrabbiato mi reco all’assistenza Nanni; sia per contestargli la prima fattura da 150 euro (che non ho pagato), sia il fatto gravissimo che in assenza di una diagnosi certa mi abbiano addirittura consigliato di fare girare il motore quanto più possibile. Il cliente, ho affermato, può essere ignorante in materia di motori, così invece non è per una officina autorizzata che tra l’altro si fa pagare gli interventi a 50 euro l’ora!
I responsabili a questo punto si sono scusati per la “leggerezza”, mettendo in pausa il pagamento della fattura ed affidando il mio caso (addirittura) al Capo officina. Giunto al cospetto di costui apprendo che questi era già a conoscenza della problematica e che secondo la sua “scienza” il colpevole non è lo scarico, bensì lo scambiatore di calore! (Colpo di scena! Questa è nuova). Ciò perché il “suo” meccanico nella relazione di servizio ha scritto di avere trovato tracce di fuliggine nel suddetto scambiatore. Questa è la sentenza inappellabile, egli afferma che imputare il problema allo scarico è una corbelleria. Bene, penso io, almeno abbiamo un colpevole e per di più sarebbe un intervento coperto totalmente dalla garanzia.
Fra programmazione dell’intervento ed effettivo smontaggio del pezzo passa una settimana, poi ci vorranno almeno altri sette giorni per ricevere dei fantomatici “gommini” da Milano e rimontare il tutto. Cioè non risentirò il canto del mio motore prima del 10/12 agosto. Tra l’altro neanche il frigo funziona, ovvero si accende e poi si spegne e poi non riparte per ore o giorni. La data del rientro in ufficio si avvicina inesorabilmente.
Il 2 agosto, in anticipo con le previsioni, mi chiama l’officina chiedendo se sono disponibile nella stessa mattinata ad accogliere un loro tecnico; ok dico io. Quando il meccanico si presenta, mogio mogio mi dice che lo scambiatore non ha nulla di anomalo e siamo punto e accapo! Ho davvero voglia di darmi all’alpinismo.
Vengo successivamente contattato dall’officina che mi fornisce il numero (addirittura) del titolare dell’azienda il quale ha delle comunicazioni da darmi. Il titolare della famosa e rinomata officina autorizzata, una volta contattato, mi conferma candidamente di “non avere una soluzione immediata per me…”, anche questa volta non so se ridere o piangere, ed a poco servono le sue sincere doglianze e la promessa che, se riuscirò a trovare documenti e piani di costruzione della barca, loro si metteranno a disposizione. Almeno è una persona educata.
Siamo già ai primi di agosto e non ho in vista nessuna soluzione per il mio problema.
Da quando persino l’assistenza ufficiale si è defilata sto meditando di smontare personalmente la linea di scarico e fare delle prove con del tubo trasparente, tanto per capire. D’altra parte se fior di professionisti (…) si sono arresi perché non provarci? Peggio, credo, non potrò fare.

Quando già mi ero rassegnato a smontare il tutto (tra l’altro nel pieno di una ondata di calore senza precedenti) mi sovviene che conosco un meccanico che su una barca come la mia (First 375) qualche anno indietro ha cambiato motore e impianti. Contatto l’armatore che mi conferma la circostanza. Dunque proverò a chiamare questo tizio sperando che risponda.
Per una fortunata congiunzione di eventi (era ora) il meccanico si trova nella possibilità di prendere un caffè con me la mattina dopo, in maniera tale da acquisire le prime notizie sulla patologia. Dopo una lunga esposizione che parte dalla sostituzione del motore (estate 2019) alla modifica della linea di presa e scarico (gennaio 2021) ed ai guai successivi arriva la prima – ulteriore – sentenza: l’acqua può entrare soltanto da due punti: dallo scarico o dal carico, per me è la seconda, cioè il carico. Ci vedremo fra un paio di giorni in barca.
Nel frattempo mi intima di NON MUOVERE il motore (a differenza di altri) perché un ulteriore tentativo di avvio potrebbe causare un grosso danno a pistoni, fasce, cilindri, bielle, valvole e quant’altro. Mi paventa pure la concreta necessità di dovere smontare la testata per verificare, appunto, l’assenza di sofferenze importanti.
Finalmente il nostro arriva in barca, mi fa fare la solita prova con il volano e riscontriamo che i cilindri sono pieni di acqua (la barca era ferma da diversi giorni). Dopo una rapida occhiata al motore, nemmeno un paio di minuti, arriva la diagnosi: è il siphon break, qui c’è ancora il tappino di chiusura, con quello non potrà mai fare il proprio lavoro che è, appunto, quello di anti sifone. Per ulteriore conferma smonta un manicotto che va dallo scambiatore al riser e questo cola abbondantemente acqua. Puliamo i cilindri ed avviamo il motore. Fortunatamente non si riscontrano danni alle valvole (prova fatta ad “orecchio”) ed anche l’olio appare pulito. Rischio di smontare la testata scongiurato. A questo punto per ulteriore prova, tendente a scagionare lo scarico, spegniamo il motore e stacchiamo il manicotto che dal Riser va alla marmitta. Se il danno fosse causato dallo scarico, allo spegnimento l’acqua dovrebbe uscire subito dalla marmitta; invece niente, sono costretto a portare il tubo a livello della sentina per vedere uscire un poco di acqua. Mi chiede, per conferma, di fare una ulteriore prova: chiudere la presa a mare, attendere qualche giorno e poi con prudenza (cioè sempre girando prima a mano il volano) provare ad avviare il motore. Esito della prova OK. Il motore parte a mezzo giro ed è libero! Ancora una ulteriore prova, adesso con la presa a mare lasciata aperta, da esito positivo.
Costo della mano d’opera di tutta l’operazione: ZERO!!! Non ha voluto un euro perché dice che mi ha dato soltanto consulenza e che questa è gratuita…(non è vero, mi ha smontato le candelette, parte della marmitta ed aiutato a montare la nuova linea di scarico.) Penso che da oggi quest’uomo sarà il mio meccanico. Tuttavia, poiché ha numerosi clienti in lista di attesa mi rinvia un esame approfondito del motore al mese successivo. Mi consiglia però, sempre per eccesso di prudenza, di chiudere sempre la presa a mare del motore dopo lo spegnimento; ciò in quanto intende verificare meglio la linea del SB ed il comportamento di questo a barca sbandata.
Naturalmente, a questo punto gli chiedo di spiegarmi cosa è mai successo e perché l’allagamento non si sia manifestato sin da subito:
- La colpa è del siphon break che è stato montato male e per di più tappato. Esso, con la presa a mare aperta, fa rimanere il circuito di entrata dell’acqua di mare sempre “adescato”; in sostanza è come tirare con la bocca un liquido da una tanica tramite un tubo, una volta che il liquido parte non si ferma, almeno fino a quando la tanica è piena ed il dislivello permane. Con la presa aperta il mare costituisce il nostro inesauribile serbatoio di acqua.
-Ma come fa quest’acqua a finire nel motore? E perché questo fenomeno non si è subito manifestato, ovvero lo fa in maniera discontinua?
L’acqua, una volta che penetra per il tramite della pompa acqua di mare, senza soluzioni di interruzione del flusso dentro lo scambiatore, finisce per colare nella marmitta saturandola, in conseguenza il liquido torna indietro dalla via breve infilandosi dentro il riser, quindi nei cilindri allagandoli. Non lo ha fatto fin da subito e non ad ogni avvio per un paio di casi diciamo fortuiti: principalmente perché spesso la stessa girante, specie se è nuova, provvede a tappare il circuito di uscita verso lo scambiatore con le proprie alette che sono molto fitte, ovvero se passa l’acqua ne passa davvero poca; secondo, perché in effetti la barca è stata a mare, dopo il malsano intervento di sostituzione del siphon break e della presa a mare, circa 5 mesi, dei quali per i primi tre si è mossa pochissimo.
-Perché non ho avuto danni ingenti al motore (come ad altri malcapitati)? Perché, probabilmente ogni volta uno dei tre cilindri, allo spegnimento, si posizionava nel c.d. punto morto superiore, pertanto bastava poca acqua a bloccare il motore, evitando una eventuale corsa del pistone che sarebbe risultata devastante; cosa sicura nel caso il pistone si fosse posizionato nel punto morto inferiore.

Dunque a fine agosto avevo apparentemente risolto i miei problemi al motore, ma non quelli al frigo. Ma a questo punto avevo già acquistato un refrigeratore portatile e non avevo nessuna fretta di avere a bordo il frigorista che, naturalmente, a metà agosto è andato in ferie; e mi sembra giusto, se non ci vai ad agosto in ferie, tu che ripari frigo boat, quando ci vai?
Quando il tecnico è rientrato ha riscontrato che il vero problema stava nell’interruttore del frigo posto sul pannello strumenti. In pratica succede che quando il compressore ha bisogno di spunto per ripartire, il relè del suddetto pannello non riesce ad erogare tutti i Volts necessari. Abbiamo prima effettuato un collegamento "volante" con le batterie per avere certezza che non fosse un problema di tensione delle stesse. Successivamente abbiamo messo un pulsante provvisorio per avere conferma della teoria dell'avaria sul pannello e, una volta acquisita la certezza (il frigo ha funzionato per diversi giorni senza problemi), abbiamo installato in maniera definitiva un nuovo pulsante per il frigo.
Tornando al Siphon Break, un bel giorno, mentre mi trovavo con la barca in quel di Termini Imerese, ho raccontato la mia disavventura ad un amico che di mestiere fa anche il meccanico e che spinto dalla curiosità ha voluto esaminare il circuito riscontrandone il montaggio anomalo che impediva allo stesso SB di funzionare correttamente; ciò in quanto aveva la mandata proveniente dal filtro acqua sul sifone e non sulla pompa girante, mentre l’uscita dalla stessa pompa andava direttamente allo scambiatore senza passare prima dal siphon break. Un po’ complicato, più facile a farsi che a dirsi. Comunque dopo le modifiche apportate, costate circa 20 euro fra tubi e fascette, non appena viene spento il motore, si vede chiaramente l’acqua defluire verso il basso, fino alla linea di galleggiamento.
Allego foto prima e dopo l'intervento:
Prima
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Dopo
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A bocce ferme e…motore in moto…mi sento di fare alcune considerazioni, volendo anche banali ma sempre valide:

1) Per la famosa legge di Murphy tutto quello che si può rompere prima o poi si romperà, quindi manutenzione, manutenzione, manutenzione...
2) Visto il livello (ed il costo) medio dei c.d. professionisti è meglio assorbire quanto più Know how possibile e cercare di fare da se quante più operazioni in barca. E’ vero che in questa vicenda io ho una buona parte di responsabilità, avendo affidato l’installazione del SB ad un conoscente che non fa questo di mestiere. Ma è pur vero che fior di meccanici, compreso quelli dell’assistenza ufficiale, non sono riusciti a capire la causa di un problema che, tra l’altro, era inserito fra le criticità possibili nel manuale di installazione del motore.
3) La morchia da gasolio è praticamente un nemico imbattibile. Io utilizzo la barca sia in estate che in inverno e mediamente almeno una volta ogni 7/10 giorni il motore viene acceso. Per quanto mi riguarda non serve mettere combustibile "pulito" dai bidoni, nè acquistare il prodotto c.d. Blu, né tampoco mettere biocidi ed additivi vari; l'unica difesa seria è procedere a ispezione/pulizia del serbatoio almeno ogni 6 mesi.
4) Tenere sempre a bordo, oltre ad una dotazione completa di chiavi, pinze e cacciaviti, anche un buon numero di attrezzi e ammennicoli vari tipo: fili di acciaio e sonde, uno specchietto, materiale elettrico vario, torce a led, tester, etc.
5) Tenere sempre una pompa di sentina di riserva del tipo adatto anche ai carburanti, già armata con tubi, filtro e pinze da batteria.
6) Tenere sempre la serie completa di filtri, cinghia e olio motore/invertitore (minimo 2 litri).
7) Tenere un bidone con qualche litro di gasolio pulito e se ci riuscite costruitevi un circuito di alimentazione alternativo.
8) Tenete sempre pronte e "pulite", anche quando navigate a motore, tutte le manovre da utilizzare a vela, comprese le mani di terzaroli.
9) Esercitatevi, se non lo avete mai fatto, ad ancorare e salpare a vela.
10) Se avete in mente una crociera impegnativa e dovete scegliere dei compagni fate in modo che questi siano dei velisti o comunque gente che non si perda d'animo troppo facilmente.

Buon vento e buon anno a tutti.
Roberto
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-12-2021 10:57 da Sailor.)
31-12-2021 10:56
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elmer50 Offline
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RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
grazie per i consigli ,per fortuna che alla fine sei riuscito a battere la sfiga Smile

siamo tutti virologhi
31-12-2021 11:24
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paolo_vela Offline
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RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
Quando non hai nulla da fare in questi giorni di feste posteresti uno schemino dei tubi che vediamo in foto? Grazie e buon 2022!
31-12-2021 12:03
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Sailor Offline
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Messaggio: #24
RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
(31-12-2021 12:03)paolo_vela Ha scritto:  Quando non hai nulla da fare in questi giorni di feste posteresti uno schemino dei tubi che vediamo in foto? Grazie e buon 2022!

Vediamo se così è più chiaro:

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A - Ingresso acqua di mare che va dalla presa al filtro acqua
B - Carico acqua dal dal filtro alla pompa girante
C - Mandata, dalla pompa girante al Siphon Break
D - Mandata dal Siphon Break allo scambiatore di calore

bv
31-12-2021 12:27
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Aquila Online
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RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
OK, grazie. Ottima condivisione di esperienza (seppur negativa ma risolta !!) ed ottimi suggerimenti.

Una domanda : perche' il tubo C va in alto (ulteriormente) e poi va al siphon break ?
Nel mio circuito si va in alto al siphon break e poi si scende . Come se il tubo C passasse accanto al D (nel mio e' tutto piu' spazioso e quindi piu' semplice).

Grazie
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-12-2021 13:28 da Aquila.)
31-12-2021 12:53
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bludiprua Offline
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Messaggio: #26
RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
Il tuo interessante racconto mi conferma quello che penso da molto in merito ai "meccanichetti nautici" (meccanico è sprecato nello specifico) che prima smontano qualche pezzo e poi si domandano perché hanno smontato quel pezzo (che peraltro funzionava).
Domanda: ma che giro fa il tubo C che esce addirittura dall'inquadratura? (ok, scritto in contemporanea a aquila...)
Avendo tutto a dx non si poteva mettere il siphon break anche lui a dx?

Domande su domande tra le nuvole rotte.
Domande su domande buttate alla notte.
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-12-2021 13:04 da bludiprua.)
31-12-2021 13:03
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Aquila Online
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RE: Odissea Estate 2021 – Come rischiare di perdere un motore con sole 200 ore di moto.
Infatti, credo che il problema del "giro pesca" del tubo C (che avra' ragione nel ... frigoboat ?!?) sia la ragione principale del mancato funzionamento del siphone break che DOVREBBE (meglio DEVE ?!?) star piu' in alto di tutto il circuito
31-12-2021 13:09
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Wally Offline
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Messaggio: #28
RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
Concordo sulla proffessionalitá di certi personaggi che si aggirano tra i pontili, non concordo sull'installazione del SB tra pompa e scambiatore, per mé deve essere montatato tra uscita scambiatore e riser, come da manuale Vetus, e manuale motore Beta Marine ( stessa base del nanni ovvero Kubota), e secondo mé se guardi il manuale nanni probabilmente dirá la stessa cosa,
Se monti il SB tra pompa e scambiatore quando fermi il motore scarichi tutta l'acqua dello scambiatore nel riser e quindi marmitta se per caso od altro la marmitta non riesce a contere il volume d'acqua allora questa risale nel riser fino ad arrivare alle valvole di scarico e poco importa se siano aperte o chiuse in un gieo di volano aprono e l'acqua entra.
Se lo monti come da indicazioni Vetus l'acqua da scaricare é inferiore ed il scambiatore rimane a bagno senza stress termici per i vari OR.
Considerazioni sul water stroke come si dice in gergo, l'acqua nella camera di combustione fa al 90% dei casi danni, nel mio mondo con 0,1mm di disallineamento tra i centri tra testa e piede la biella si butta, su queste dimensioni non conosco le tolleranze di certo non si disegnano bielle disallineate.
Tale attivitá di verifica visti i costi, anche se é stato proprio il primo meccanico dell'assistenza a farlo, potrebbe essere rigettato in quanto provocato da una non corretta installazione dell'impianto fuori motore anche se avrebbero dovuto verificare gli impianti all'atto di collaudo.
Se potessi visto che é nuovo, chiederei la sostituzione delle bielle e bronzine e verifica planaritá testata, e sedi e valvole.
31-12-2021 18:51
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paolo_vela Offline
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RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
Grazie @Sailor, chiedevo proprio per il punto sollevato da @Wally - nel mio caso ho il rompi sifone a valle dello scambiatore, tra uscita scambiatore e riser per intenderci quindi volevo essere sicuro di aver capito il tuo schema correttamante.
Noto che in effetti Nanni suggerisce di metterlo dove lo hai tu (tra pompa e scambiatore, pagina 66):

https://nannienergy.com/downloads/manual..._Small.pdf

Come dice @Wally se posizionato a valle dello scambiatore, una volta spento il motore, l'acqua che puo' riempire lo scarico e' alla peggio quella nel tubo da rompi sifone a riser, quindi non troppa ta riempire la marmitta in ogni caso.
31-12-2021 20:10
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Aquila Online
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Messaggio: #30
RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
Anche io ... ce l'ho a monte (non come suggerito da Wally) esattamente come suggerisce Nanni (il mio e' un Volvo2003T).

Confermo la foto di pag 66 per un piu' pronto riferimento


Allegati
.jpg  SiphonBreak.jpg (Dimensione: 81,83 KB / Download: 142)
31-12-2021 20:31
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rob Offline
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RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
(31-12-2021 10:56)Sailor Ha scritto:  E’ un lungo racconto ma vale la pena, a mio modesto avviso, di leggerlo tutto.

Grazie per aver preso il tempo di scrivere Smile
Maremma, alla faccia delle vacanze spensierate...


Giusto un'esperienza personale: visto che hai un serbatoio con una bella apertura di ispezione, ne approfitterei più spesso; il mio lo apro minimo una ma spesso due volte l'anno, a inizio e fine stagione, di più se uso molto il motore o prima di navigazioni lunghe: nonostante usi additivi, faccia gasolio esclusivamente con taniche da distributori stradali, imbuto/filtro giallo eccetera, quando lo apro per pulire e filtrare con una pompa di ricircolo a circuito chiuso un po' di robaccia c'è sempre, talvolta molto poco talvolta di più. Non so da cosa dipenda, biodiesel o che, ma poterlo aprire facilmente e pulire è un'assicurazione molto poco cara per -almeno- la tranquillità di avere gasolio pulito in permanenza.
31-12-2021 20:32
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maurotss Offline
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RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
Sailor bel racconto,e' stata un avventura. 97 97
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-12-2021 23:46 da maurotss.)
31-12-2021 23:42
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paolodl Offline
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Messaggio: #33
RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
(31-12-2021 20:32)rob Ha scritto:  Grazie per aver preso il tempo di scrivere Smile
Maremma, alla faccia delle vacanze spensierate...


Giusto un'esperienza personale: visto che hai un serbatoio con una bella apertura di ispezione, ne approfitterei più spesso; il mio lo apro minimo una ma spesso due volte l'anno, a inizio e fine stagione, di più se uso molto il motore o prima di navigazioni lunghe: nonostante usi additivi, faccia gasolio esclusivamente con taniche da distributori stradali, imbuto/filtro giallo eccetera, quando lo apro per pulire e filtrare con una pompa di ricircolo a circuito chiuso un po' di robaccia c'è sempre, talvolta molto poco talvolta di più. Non so da cosa dipenda, biodiesel o che, ma poterlo aprire facilmente e pulire è un'assicurazione molto poco cara per -almeno- la tranquillità di avere gasolio pulito in permanenza.

Ciao Rob
ho visto il tuo circuito per la pulizia del serbatoio e ci sto pensando seriamente. quelle pompette li’ quanti litri/h tirano su piu’ o meno?
grazie
01-01-2022 01:26
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rob Offline
Tutor AdV

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Messaggio: #34
RE: Motore allagato causa Siphon Break chiuso
(01-01-2022 01:26)paolodl Ha scritto:  Ciao Rob
ho visto il tuo circuito per la pulizia del serbatoio e ci sto pensando seriamente. quelle pompette li’ quanti litri/h tirano su piu’ o meno?
grazie

ciao Paolo,
avevo le specifiche ma non ricordo più esattamente, butta (post filtro) all'ingrosso come un rubinetto di barca, la metà (?) di uno di casa, circa...
Se proprio serve svuotare ben bene il serbatoio metto il tubetto di uscita dentro le taniche vuote e svuoto/filtrando, due tre taniche (40-60 litri) si fà in tempi ragionevoli, quando dentro rimane poco poco pulisco bene a mano, poi rimetto il gasolio rifiltrato. Com'era la pubblicità, serbatoio lucido "ci potreste mangiare dentro"

approfitto per augurare buon anno Smile
01-01-2022 13:17
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