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5 amici 5 giorni 5 isole (pietro_c)
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Trixarc Offline
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5 amici 5 giorni 5 isole (pietro_c)
by pietro_c (2005)

Dopo un bel po' di tempo, finalmente, risalgo sull'Aleph per vedere il risultato del mediterranean storm cvc. Ovviamente mi dimentico alcune cosuccie tipo la patente, il sacco a pelo e la cerata a Firenze. Sono chiaramente uno dei pochi che invecchiando migliora. Nei difetti. Di conseguenza mi faccio un Torino-Firenze Firenze-Puntone con contorno di cumulonembi modello iacuzzi e raggiungo gli amici che fanno la spesa alla coop di Follonica. Anche tra di loro deve serpeggiare una certa quota di alzheimer, visto che hanno toppato un recupero del buon Melchiade ed amico di circa tre ore. Come al solito devo rimettere negli scaffali circa tre cose su quattro comprate da Ringo ( danese). Mi scappano due confezioni dimensioni rave di pistacchi ed alcune tonnellate di mele che marciranno, rigorosamente frullate sulle ondine che troveremo un paio di giorni dopo. Arriviamo al Puntone dove e' in atto una grande rivoluzione: a soli tre anni dall'apertura del marina, con relative tariffe da capogiro ci sono finalmente i bagni!!! Carichiamo la barca con quantità di vino e birre sufficienti per una traversata dell'atlantico. tutto viene stivato con una ben precisa metodologia, rigorosamente attuata. Mescolare tutto con tutto e disperdere le cose di uso più immediato negli anfratti più reconditi. Basti dire che una birra finisce in un armadietto del bagno e troverò la bottiglia dell'olio dietro una coperta in pile nella cabina di prua. A parte nutrirsi di ragù sintetico e pistacchi annaffiati di alcuni ettolitri di birra per un giorno va benissimo cosi, anzi la caccia al tesoro permanente rende assai piu' emozionante il ritrovamento fortuito di qualcosa. I caprerini amano le carte nautiche. Le conservano, ne tengono copie, le ordinano le catalogano e le accumulano fino a raggiungere volumi impressionanti. Ho letteralmente un centinaio di carte che coprono il bacino del mediterraneo fino a Cadice e Bodrum in duplice ed anche triplice copia. I 9 decimi vanno a foderare il contatto tra cuscineria e gavoni della dinette. Ho anche un epirb nuovo di zecca e 6 cinture/salvagenti gonfiabili nuove di zecca. Sto quasi cominciando a pensare che in fondo in fondo sti caprerini....ma.... Nella cabina di prua, purtroppo, e' deceduta, ormai da lungo tempo, una capra. O almeno quello e' l'odore che promana dal recesso. Pare che sia filtrata una modica quantità di acqua dal passauomo, impregnando i materassi. Pare anche che comprendere il funzionamento della chiusura dello stesso sia al di là delle competenze di un allievo del terzo corso cvc. Tra quello che troviamo noi e quello che mi è stato preannunciato comincia la lista nera delle cose da sistemare/verificare/cambiare. Nel complesso, rispetto alla ricostruzione di Hiroshima e' roba da nulla. Visto che i cumuli nembi se ne stanno sopra Scarlino, decidiamo di mollare gli ormeggi, destinazione Caprera, dove il buon Pdm erudisce le incolte menti di ignari allievi del cvc nell'arte della strambata Cecoslovacca. Sono le 7 di sera passate. Potipoti+vela, 18 nodi di vento da est, visto che vogliamo tenere una media sui 7 nodi per stare larghi e concederci un po' di bordi dove e' interessante farli. Intorno ci sono lampi dovunque ci sia terra, Piombino, Massa Marittima ed anche Corsica, all'orizzonte. Sul Mare, però solo nubi sparse la Luna e poi una stellata spettacolare dove io e Paolo, fra qualche conato del resto dell'equipaggio (sarà l'onda lunga??) ci rinfreschiamo le costellazioni.
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Paolo e la luna
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Rondinara

Teniamo una rotta per 220-225 anziché quella diretta per 210 sia per stare più stabili sia perché ho idea che troveremo brezza notturna vicino alla Corsica. Scopriamo che il faro delle formiche di Montecristo è spento. Bello avere un gps. Peccato non sia il mio che e' in coma presso l'assistenza essendosi beccato un kilonewton di caprerinita' durante il ritorno da Ibiza con 50 nodi di Maestrale. Le vele in cacconio hanno qualche segno evidente della vitaccia subita ma, a parte la mancanza della penultima stecca, rotta nel Maestrale di cui sopra, sembrano ancora discrete ( veramente LA vela, visto che il genoa è il vecchio Doyle, essendo in coma terminale quello nuovo ( ma ci ho la garanzia del velaio ed i crosscut sono facili da sostituire). All'alba siamo a Solenzara. C'e' la brezza da Nw che si somma ad un sinottico stessa direzione. Fine del poti poti dopo 10 ore. Pian piano gira da sw, il solito maestrale che gira intorno alle Bocche e viene su verso Portovecchio. Sono buoni 15 nodi e facciamo un bel po' di bordi fino all'ora di pranzo, a Solenzara, bella e poco frequentata, in questa stagione. La randa alla luce del sole mostra chiari i segni di appoggio sulle crocette. Ed un certo numero di toppe sui canestrelli sopra e sotto le mura della mano di terzaruoli. In effetti ce ne vorrebbero un'altro paio, visto che il laminato e' quasi del tutto andato anche in corrispondenza di altri due cursori. perché succeda e' semplicissimo: tiro alla fune tra drizza e mano di terzaruoli, e/o cincischiamento con sbatacchiamento stressante/strappante nel tesare insufficientemente la mano. Sopratutto quello che sembra un segno all'altezza della seconda crocetta si rileva un bello strappo di 5 cm abbondanti. Continuiamo stando ben attenti gestire la randa senza stressarla inutilmente, chiamo Pdm che si interessa, molto gentilmente, per convincere il campo base di Caprera a darci un po' di assistenza presso il cantierino interno, che lavora in permanenza a tenere insieme le barchette che i caprerini con ardore giornalmente demoliscono. Dopo un bel bordeggio ed un lascone finale zigzagante a razzo in discesa libera verso Caprera atraverso il canale della Maddalena, agguantiamo la trappa da Pdm al pontile del Terzo corso in fondo a Porto Palma alle 7 di sera.
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caletta e Monte Fico caprera
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I bagni a caprera sono cosi
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Ringo in azione, qualunque sia.
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aleph al pontile del terzo corso a Caprera

Come mi ricordavo il posto e' bellissimo ed intatto, quasi deserto, visto la stagione, con solo un paio di barche ai gavitelli messi dall'ente parco. Basta però buttare un occhio al fondale ed ecco una ventina di enormi corpi morti sparsi a casaccio sul fondo, nuovi di zecca, a ricordare come si sia evitata la fine per un pelo. Ripresomi dal coma etilico post-cena. Vado a fare un saluto al Pdm, che tartasso di vaneggiamenti a tasso etilico e velico ugualmente consistenti e poi, più o meno barcollando me ne torno in branda. La mattina siamo svegliati dal tintinnio delle drizze dei dehler 25 che si preparano a mollare gli ormeggi. tiriamo giù la randa , andiamo in veleria a dare una mano a mettere le pezze, torniamo al pontile grazie al passaggio su un'ape e poi, vista la patana, ce ne andiamo a fare i turisti fra Maddalena, Caprera, Garibaldi e club Med, con una allegra camminata di tre ore. La sera porto al Pdm un po' di bottiglie, parliamo male di Beppe e bene di Stenella e poi ce ne andiamo a dormire, almeno io, che Pdm e' pursempre un istruttore cvc...
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dopo 3 ore di camminata Caprera La Maddalena
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paolo, non ci sono tabaccherie a caprera !!

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alba a caprera
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lascone nelle Bocche verso Spargi

Mercoledì partiamo anche noi a vela, per solidarietà con le velette amotorizzate dei caprerini, nella cippa più bieca, che però dura poco ed appena fuori dal Monte Fico diventa una brezza simpatica e poi generosa intorno a Spargi dove la cosa si fa divertente tanto che, anche per far vedere qualche scorcio all'equipaggio, quasi del tutto ignaro di quei mari, faccio un paio di giri e finalmente ci fermiamo a Cala Corsara, accanto a Caprerini che fano pacchetto tra 6 Dehler 25, come si usa nelle scuole veliche, anche se, in verità, sono tranquillini e buonini, diversi dalla cagnara che mi ricordavo ai miei tempi. Pappa e bagnetto, mentre il maestrale ormai riesce a nebulizzare gli schizzi al di là degli scogli che ci ridossano e, prese due mani, ce ne andiamo a Bonifacio. Vento ce ne e'. Di apparente stiamo sui 30-33 nodi. Con due mani l'Aleph va proprio benino, con pochi accenni di straorza, nelle onde piu' cattive, ed una sostanziale neutralità quando in assetto. Anche l'angolo e la velocita', tenendo anche conto delle vele, non sono per niente male. Stiamo sui 7.3 7.5 con un angolo dall'apparente di circa 30 gradi, l'ideale per non essere fermati dalle onde. L'equipaggio e' in parte infelice causa underdressing ma la forza ed il fascino delle Bocche, raccontata aspettata ma mai vista li contagia tutti. Dopo una mezzoretta, nonostante l'aria sono tutti rilassati a parte il danese in brachette e t-shirt che non sa se lasciarsi ibernare o mettersi l'esofago per cappello scendendo sottocoperta alla ricerca di un minimo di coibentanti. Alle otto e mezzo siamo a Bonifacio e l'idea sarebbe quella di mettersi nel fiordo secondario davanti al porto. Il problema e' che i posti interessanti sono già' presi e quello che resta , date le raffiche che riescono ad entrare non e' tenibile se non portando una cima a terra, il che richiede di gonfiare il tender, cosa che dopo tutta una giornata velica, ci fa abbastanza fatica...insomma stiamo decidendo di lasciar stare quando una raffica in rotazione diabolica ci fa 'ruotare di 180 gradi sull'ancora, rischiamo di prendere la cima di una barchetta alla fonda, decidiamo di spedare l'ancora ma, motore al minimo e monobatteria attaccata, ci parte, scoprirò con calma dopo, il fusibile verricello ancora avendo appena spedato e prima di capire che succede, prendiamo la catena di un cata di 12 metri serenamente alla fonda. Molti santi dopo, a forza di braccia liberiamo la dannata e decidiamo di andare in porto. troviamo un posto bello comodo, accanto ad un bestione di 40 metri con le lucette blu da harley davidson che illuminano il ponte con effetti speciali, davvero ' de tono' ed andiamo in banchina a prendere la trappa. Dalla parte opposta, ci sono alcune barche a vela più o meno della nostra stazza. Dall'imboccatura arrivano belle raffiche al traverso da una quindicina di nodi. L'equipaggio si concentra sulla trappa tralasciando cose inessenziali come un paio di cime in banchina. Poco male, penso. Prendiamo la trappa e poi torno indietro a dare le cime in banchina...anche se mi intraverso c'è più di una lunghezza di barca dalla barca più vicina.... La trappa si rivela lunga qualche decina di metri. A quanto pare una lunghezza di barca non basta per stare sicuri, visto che siamo appesi ad una trappa lontana cinquanta metri dalla banchina riusciamo ad intraversarci per benino e solo mollando all'ultimo tuffo, mentre faccio lo strapelo alla prua di una barca sottovento riusciamo a toglierci dalle balle. Decido di cercarmi un posto nella banchina davanti all'arrivo traghetti ed ormeggiarmi all'inglese. Scopro sperimentalmente e con interesse che in tale banchina si passa da 12 a 1.7 metri nell'arco di pochi metri (dettaglio non segnalato sui Portolani, cifrare ad esempio quello di Bolina 2005 che dava questa banchina come per barche di grandi dimensioni e stop), fortunatamente a velocità da attracco in banchina e su fondo fangoso, me ne esco in relax do ancora ad alcuni km di distanza incrociando le dita (sul fondo deve esserci di tutto e di più) e finalmente siamo fermi. Ci intossichiamo da uno degli ultimi ristorantini aperti nella città alta e ci imbrandiamo. La mattina, dal fornaio alle 7 e via verso Lavezzi con i residui del maestralone di mercoledi.
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Giuro che siamo piu' bellini
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bella luce bella barca bella bolina...sul timoniere..lasciamo stare

A Lavezzi passiamo 5 ore. Quando arriviamo c'è' solo un cata supersportivo sui 7 metri con coppia sarcofago dormiente. Poi arrivano anche un Dufour 40 ed un Bavaria qualcosa. Per motivi inspiegabili il Bavaria si allena a tirare bordi all'ancora con mezza randa rollata (bleah) per buone due orette. Tra parentesi anche in questa circostanza, riesce a fare bordi davvero scarsi. Al''ora di pappa, finalmente, rollano i 10 mq di randa e si mettono buoni e tranquilli. Il posto resta splendido, i pesci però non ci sono più ( forse e' la stagione?) ed i barconi turistici, che arrivano dopo le undici sbarcano quantità industriali di turisti da spiaggia che tolgono un po' di poesia al tutto.
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Aleph a Lavezzi by Ringo
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il cimitero piu' bello del mondo,(marinai della semillante)Lavezzi


Il Maestrale è più forte del giorno prima, gli schizzi nebulizzati passano tranquillamente sopra gli scoglietti che ci proteggono. Il pomeriggio con due mani di terzaruoli e genoa rollato facciamo una supergaloppata al Lasco fino a Portovecchio, con media di 10 nodi su 15 miglia e di 8 su 40. Vento reale iniziale oltre i 35 nodi, visto che l'apparente arriva a segnare 27 nodi sotto raffica. Poi e' pura routine fino al Puntone. Ho avuto la conferma che il 40.7 oltre che veloce e' anche una barca ' facile' nel senso che anche con il mare duro (per i nostri mediterranei standard, ovviamente) se la cava proprio bene. basta equilibrare la velatura e lui va, senza impozzare o inchiodarsi, aiutato dalle linee fini che permettono una buona bolina anche con mare formato e vento generoso di prua. Oltretutto va bene anche a motore (volvo 40 hp) e consuma poco: circa 30 ore a 6 nodi/2000 giri con 55 litri di gasolio.
Direi che la bolina resta la dote evidente di questa barca. E la logorrea il mio piu' evidente difetto.
Scuse a tutti e grazie a Pdm ed al CVC per l'ospitalità in bello stile da Caprera di una volta.

https://www.youtube.com/user/trixarc100
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 08-10-2012 21:16 da Trixarc.)
08-10-2012 21:13
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Trixarc Offline
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5 amici 5 giorni 5 isole (pietro_c)
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08-10-2012 21:14
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