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Le minacce si avverano (andros)
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Trixarc Offline
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Le minacce si avverano (andros)
by andros (2013)


Il ritorno.

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Il pontiletto all'interno della baia di Erikoussa ci ospita per l'ultima volta poiché l'indomani mattina si salperà presto alla volta di Otranto.
Un ultimo sguardo nel tardo pomeriggio all'isola e, mentre annuso l'aria per carpire gli ultimi profumi dell'estate,osservo le limpidissime acque della baia che non nascondono nulla del fondale per lunga distanza: mi mancheranno.
Più in là alcune barche dondolano pigramente e, in lontananza a sud , le scogliere di Corfù arrossate dal tramonto. In alto dietro di noi,come camei,casette nel verde con le luci appena accese che fanno l'occhiolino seminascoste da qualche fronda mossa dalla leggera brezza.
qualche battuta di convenevoli con i vicini di ormeggio su quando si partirà e la serata termina con una cenetta rigorosamente alla greca al ristorante popolato dagli ultimi scampoli di turisti estivi.
È l'alba.Un'alba umida come tante in questo periodo.Un cenno ai miei compagni di viaggio e via verso il mare calmissimo in una notte nera senza luna con un milione di stelle sulle nostre teste.Ecco là il piccolo carro che porta l'occhio a lei,la stella che ha guidato, prima della bussola e dell'elettronica, gli uomini di mare che hanno fatto la storia;immobile ed ignara della sua importanza.sarà nonostante tutto ancora la mia guida.
La barca và retta dal pilota automatico,diavoleria incomprensibile che chissà come, riesce a tenere la rotta,salvo decidere, come già è successo, di cessare il suo lavoro e dirigersi improvvisamente da tutt'altra parte;misteri dell'elettronica.
La prua fende l'acqua con un lentissimo beccheggio crendo una leggera scia luminescente.
Stelle cadenti graffiano di tanto in tanto il cielo stellato;piccoli avanzi del Grande Progetto o del Grande Caso che vengono a morire o a portare nuova vita?Forse è da lì che veniamo?Chissà..chi può dire con assoluta certezza?
Le isole là dietro sono ormai macchie scure ravvivate da qualche luce sul mare nero pece e ancestrali timori, tenuti a bada dalla certezza delle cose,affiorano di tanto in tanto.
Mille pensieri ingombrano la mia mente mentre impercettibilmente e silenziosamente le stelle più deboli scompaiono alla vista segno dell'alba imminente.
Restano ormai le stelle più grandi ,il piccolo carro si sta spegnendo e le nuvole ad oriente cominciano a colorarsi.
Dapprima colori tenui poi mano a mano più decisi,il rosa ed il rosso si sostituiscono ai grigio azzurri madreperla, le pennellate rapide di rosa diventano sbuffi di indaco e la nuvolaglia appena accennata diventa nuvole finalmente candide in un processo lento e incantevole.
Il sole ancora non si vede e la bruma mattutina,alta e spessa nel sottocosta albanese sa che si dissolverà al suo sorgere e si innalza sull'orizzonte con enormi dita nodose come ad impedire inutilmente l'inevitabile.
I loro contorni si fanno rosa,rossi e poi bianchi e finalmente è l'alba su di un mare madreperla e ancora lontani dalla meta.
Erikoussa,con i contorni affievoliti dalla lontananza è là,acquattata sul mare,in attesa..
arrivederci.


Golfo di Manfredonia

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Dopo la traversata e l'arrivo alla bella Otranto il viaggio continua verso nord prima Brindisi per poi atterrare a Trani.
Bellissimo l'ingresso del porto con la chiesa fortezza che svetta su tutto.
Per la verità le chiese fortezza non hanno il campanile ma questa pare proprio esserlo nonostante il campanile.
La si vede da lontano,per prima,imponente e austera.il porto poi invisibile dall'esterno si appalesa nella sua grandezza e bellezza inglobato nella cittadina e protetto dalla fortezza.
Bella Trani cosi come tutte le cittadine che orlano la costa pugliese che ho potuto osservare navigando a relativa distanza.
Paesi bianchi su alte scogliere, degradanti a mare , verdi colline,acque ancora limpide.(peccato per la plastica che galleggia ininterrottamente sul mare e nel mare..na schifezza, moriremo di plastica)
Partenza alla volta di Vieste poi si vedrà.
Meteo cita:venti moderati da SO
All'uscita del porto un refolo da NO (e ti pareva) buono per la rotta stabilita;randa e genoa a riva e via che si parte.
Il mio Moussetto che sui refoli è un campione parte e si attesta sui 5 nodi il mio compagno di viaggio è un poco indietro;barca pesante non troppo invelata ma tiene il passo perdendo quel poco dovuto.
È ancora notte e in lontananza si vedono le luci di monte s.Angelo più sotto Mattinata punti di luci sul le forme scure del Gargano.
Il vento rinforza e in breve raggiunge i 18 nodi il mio limite per le vele piene.prendo una mano.
La mia zavorra promossa poi a nostromo per fatti che andrò a raccontare in seguito,prende il timone e va al vento tenendo un giusto angolo sufficiente a non sgonfiare il genoa e permettermi di ammainare,in pochi secondi ed è fatta;si riparte.
18,20,25,30 nodi! Aléeee!!seconda mano genoa rollato al 50% onda da 1.50 di media e il Moussetto che non si tira indietro.il gps segna 7nodi con punte da 7.5.
entusiasmante galoppata.il mio compagno di viaggio mi segue senza più perdere terreno e intanto l'alba trionfa ancora con colori che si mischiano,cambiano,le forme delle nuvole evolvono,
ora un dinosauro rosa poi un polpo nero che pare il logo della spectre poi nuvole lenticolari e poi,e poi ,e poi...
In Grecia ionica l'alba cosi come il tramonto sono per lo più invisibili data l'orografia montagnosa ,il sole appare e scompare dietro le montagne così,semplicemente.
Queste albe sul nostro adriatico invece fanno gioire gli occhi e l'anima,le vele piene,il mare e i colori tutto in un grande quadro perfetto.
Il vento che ci spinge ormai stabile sui 25 nodi nelle vicinanze del Gargano lentamente ruota ad ovest ,il mare è meno duro e le barche prendono l'onda al traverso con un morbido sali e scendi.
Velocità e comfort con un quadro di Monet davanti,che cosa di più?
Ecco si intravede già Vieste protesa nel mare, bianca e imponente , la meta è ormai vicina e il vento continua a girare diminuendo di intensità ;siamo ad un paio di miglia dalla testa del Gargano e con quasi un'ora di anticipo sulle previsioni poi
il vento cede di schianto e il mare magicamente spiana.là dietro ancora le creste imperversano davanti a noi un altro mondo e il motore riparte...topotopotopotopotopo..
Bella galoppata.


Il mio Gargano

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Vieste dicevo,si vede da lontano ed avvicinandosi in lento moto si può apprezzare il panorama.
Pizzomunno, il dente di calcare svetta solitario con un ciuffetto verde in cima circondato da basse acque.
Sul massiccio appena distaccato il vecchio borgo originario di case fitte fitte leggermente degradante verso SE e a picco sui resti dell'antico porto romano.
Più in là la Vieste più recente ma ancora con caratteristiche antiche e più in là ancora la nuova città che scende fino al porto nuovo iniziato vent'anni fa e non ancora terminato...
dietro,più in alto colline a cornice boscose o coltivate ma sempre verdissime.
Ancora scorrendo, la baia del vento regno dei windsurfer e i primi trabbucchi attaccati come grandi ragni agli scogli con lunghe zampe allungate sul mare.veri monumenti all'ingegno umano fatti ti
pali,tavole, fil di ferro e chiodi che sembrano sfidare le leggi della statica.
Più in alto le prime colline che portano i segni dell'incendio di 5 anni orsono.
Manacore,la baia di Manacore a cui si accedeva in un tunnel vede conserva acora un piccolo boschetto salvato dall'orografia del territorio.
Avanti ancora,case bianche poggiate su colline rinverdite di bassa macchia mediterranea e qualche pino secolare sfuggito chissà come e chissà perché alla furia distruttrice del fuoco.
Quelle case che qualche anno addietro appena si intuivano nascoste dal bosco ora sembrano cadute lì per caso esposte al vento al sole.
Per un turista che arriva la prima volta può anche sembrare bello ma per chi conosceva è un vero scempio.
Guardo le colline ora ,le ricordo allora e un groppo mi prende alla gola.il mio Gargano già violentato con costruzioni improbabili ed abusive ora martoriato dalla furia del fuoco appiccato da mani assassine (due morti carbonizzati)non si sa bene ancora per qual motivo.
Per loro, mandanti, sicari e chi ne trarrà scientemente vantaggio invoco la legge del taglione e del contrappasso:
Lo stesso fuoco sia il loro giudice;implacabile e violento.amen.


Mago Zurlì e la mia prima Burrasca.

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Che c'entri mago Zurlì in un racconto di mare lo scoprirete solo leggendo.
Lasciata Peschici anch'essa pesantemente colpita dal fuoco prendiamo la rotta per Ortona dopo una breve sosta di riposo.
Il mare pare calmo o almeno affrontabile ma per sicurezza contattiamo la CP per info meteo.
-Venti 2 da N in rotazione dai quadranti meridionali- bene si va, davanti a noi 50 miglia di mare aperto con rotta tangente le Tremiti il cui mare non ha una bella fama ma viste le previsioni si va.
Sono le ore 16 contiamo di essere alle tremiti per le 21 e magari fare lì una breve sosta per cenare e riposare un attimo.
Navigazione rilassata questa,motore,pilota,occhi all'aria a guardare il cielo con qualche nuvola sparsa che corre cambiando velocemente forma poi un bel refolottoda 10 nodi parte da ovest all'improvviso; cheffai? rifiuti? Fuori il genoa ,regolo e sono subito 5 nodi o giù di lì.
Il vento aumenta e scende,raffica e scema in un alternarsi continuo costringendoci regolazioni e cambi di rotta e la barca va, instancabile e reattiva ora in preda all'onda ora in surfata
ma sempre pronta alle richiamate.
Che dire? Mousse. Diminutivo vezzeggiativo-mussetto.
Mussetto - in venetosi traduce somarello,animale paziente e robusto,parco ed efficiente pure simpatico ed amabile.Il mio Mussetto non è dissimile,non s'è mai rifiutato,ha sopportato,ci ha portati, e in questa occasione protetti.Grande piccola barca affidabile e sicura oltre che accogliente.
Ecco le Tremiti avanti a noi le luci le luci verdi e rosse a segnare il passaggio tra le due isole,le luci delle case..la radio gracchia-
visto il mare non è il caso di fermarsi ..continuiamo per Ortona-
-Ok-rispondo a malincuore.
Dopo mezz'oretta le isole sfilano a destra in un mare ora quasi calmo e senza vento;forse potevamo fermarci.
Ssssèee!buonasera! Dopo un quarto d'ora eravamo con 30 nodi al traverso alla faccia del-2 in rotazione-
la radio gracchia-Faustì,ha telefonato Devis (un amico che ci segue da lontano) e dice che per le 23
è previsto un 7-
Un 7?!?!? resto basito ma alla capitaneria hanno detto...ma chi gliele dà le previsioni?Mago Zurlì?
Per i più giovani:
Mago Zurlì era un tenero signore che negli anni '60 presentava lo Zecchino d'Oro
così vestito:capello cotonato con ciuffo simil Little Tony con brillantini aggiunti,calzamaglia azzurra con pantaloncino a sbuffo a coprire le pudenda, e mantellino sempre azzurro e lustrini a gogò.
Presentava il canterino di turno ed alla fine recitava i punteggi dati dalla giuria sempre imberbe:
10..10..9..10..10...vince la canzone 44gatti!e chi non la conosce?..in fila per tre col resto di due..
credo sia negli annali della canzone con cuore matto e 24000 baci.
Sette?sono un poco preoccupato a causa della presenza a bordo di mia moglie che s'è sempre rifiutata di fare traversate e aveva timore di quel mare se non altro per la storiografia delle Tremiti,
Aveva accettato di fare questa traversata rinfrancata dal fatto che eravamo in compagnia e ora dovendo affrontare una burrasca temevo che si sarebbe spaventata rinunciando per sempre.
Ho cominciato mentalmente a prepararmi al peggio non avendo mai affrontato un 7.
2 mani,cerata,scotte in ordine e avanti per la nostra rotta con una certa apprensione cercando di leggere tra i salti di vento un segno o qualcosa che dicesse-si scherzava-
poi 30 nodi,raffiche da 35 e onde di tanto in tanto battevano pesantemente sul mascone e polverizzate dal vento arrivavano in pozzetto; la conduzione della barca era assai dura.
Non è più portare al meglio ma è un difendersi,cercare la rotta migliore tra onde alte e visibile solo per la schiuma;in dinette mia moglie attaccata alla scaletta che mi guardava visibilmente preoccupata.
-Sdraiati in cuccetta sottovento,non stare lì,puoi farti male-(come poi accadde;niente di serio ma accadde)
-non posso preferisco star qui nel caso ti serva qualcosa- (tenera..)
l'ultima volta che ho visto l'anemometro oscillava sui 40 nodi e le onde non battevano più al mascone ma al traverso rompendo si e riversandosi in pozzetto le vele non servivano più a dare manovrabilità alla barca ma erano stracci mulinati dal vento.
Chiamo-sono costretto ad ammainare la randa, con vela a riva la falchetta va in acqua e sventata ho paura di perderla perchè frusta da morire-
-io non posso-risponde il mio compagno di viaggio- aspetto che passi il groppo-
lui può ha un contest 38,altra classe.io devo.
Già bagnato fradicio chiamo mia moglie in pozzetto,lei sa già come fare ma non l'ha mai fatto in quelle condizioni. Motore,un attimo che vada a regime e le urlo -tienila contro vento e se occore dai tutta manetta-
Ragazzi che salti! Per far scendere la randa sono dovuto andare all'albero e mi sono reso conto di avere fatto,troppo tardi.un madornale errore:non ho rollato quei 2mq di genoa...
Lo straccetto in questione s'è messo a sventolare come un forsennato,una scotta,miracoli o tragedia inspiegabile s'è annodato alle sartie,l'altra nel suo dimenarsi ha sganciato e inglobato un moschettone a sgancio rapido dall'anello di aggancio del tangone frustando l'aria colpendo di tanto in tanto l'albero:
-s'l'am ciàpa l'am còpa.-( se mi prende ma'ammazza)
dovevo uscira dall'empasse e recuperare un minimo di manovrabilità. torno in pozzetto.
-tienila al vento a qualsiasi costo-un cenno
-stai attento-
pifferino per quel che posso la scotta armata e vado per tentare di sciogliere il nodo a dritta.
-come cavolo è possibile una roba del genere?!?-penso
il nodo è assuccato in una maniera inverosimile e piano piano a più riprese riesco a sciogliere poi aggrappato come una scimmia torno in pozzetto a recuperare la scotta.
Ora tocca alla scotta armata,la più pericolosa.osservo e studio da che parte affrontarla.
Liberando la scotta di dritta e riavendone il controllo lo sventolio furioso di prima s'era un poco affievolito...via,a prua di nuovo nel bailamme di onde,secchiate d'acqua,frastuoni di temporali tutt'attorno di cui non ho detto fin'ora.
Lampi e tuoni ,sibilare del vento,schiaffi di onde sulle fiancate,addosso;sarebbe stato un bel film ma era tutto (drammaticamente?)vero.
Mancavano i triccheballacche ed era Fuorigrotta a san Silvestro e alla fine riesco ad aver ragione anche della scotta armata.
Torno in pozzetto bagnato fradicio nonostante la cerata,bagnato,stanco ed infreddolito
-scendi-dico a mia moglie
-scendi che ti raggiungo-
-come?-fà lei.
-vedrai-
straccetto di fiocco a collo e timone bloccato a contrasto e scendo.
Dentro in dinette un disastro.chevvelodicoaffà?ricordate “quella volta della straorza”?
Mi tolgo la cerata ,rivolto il divano bagnato a causa di un osteriggio mal serrato e mi sdraio
-fai altrettanto-dico a lei un poco pallida che dà qualche colpo di tosse segno di nausea.
-stai giù e stai serena che la barca si protegge da sè-
mi sto giocando la “zavorra” pesavo..
mi sdraio, chiudo gli occhi e fantasmi in bianco e nero mi appaiono in sequenza continua fondendosi l'uno nell'altro facce irridenti o mostruose in continuo cambiamento.
-adrenalina ;passerà-pensavo e mi costringo scendere in un agitato torpore .
-fausto..fausto-
-sì?-
-ma stai dormendo?-
-certo-
e giù di nuovo a cercar di riposare un poco (o a darmi un contegno?)
fuori ha cominciato a scendere una pioggia pesante ma per fortuna niente fulmini
-sta passando-penso.
Non so quanto tempo sia durato ma ad un certo punto sento che non cavalchiamo più le onde ma le patiamo.il rollio è diventato insopportabile.
Metto fuori il naso e vedo un cielo sereno,niente vento e onde ritornate affrontabili.
Lontano le luci del mio compagno di viaggio che con randa di cappa ha continuato a “navigare”tenendoci d'occhio
difatti dopo qualche attimo che eravamo in movimento alla radio:
-ci vedete?noi vi vediamo,qui è tranquillo ora-
-vi seguo le luci sono ben visibili-rispondo
un paio d'ore più tardi con mare e vento rimontati sotto riva e naturalmente dritti a prua ,decidiamo di riparare a Punta Penna 5 miglia cirac più a sud di Ortona con il permesso eccezionale della capitaneria di porto che ci aveva dato, incolpevole-2 in rotazione da sud- con tanti saluti a mago Zurlì.
L'indomani alla banchina di VastoPunta Penna facciamo il punto.
-Bella galoppata-e siamo tutti d'accordo.
La più sorprendente è Lei la mia ex zavorra ora promossa a Nostromo per meriti sul campo.
Sorride radiosa come l'alba,nonostante tutto non l'ho persa;lei s'è persa per il mare,comunque sia.
ps
si può ringraziare una barca?non so ma lo faccio.
Mai ho dubitato della sua affidabilità e mai ci sono stati momenti difficili la colpa è stata solo mia.
Le ho promesso un bel refitting.
Sono le 23.43 di lunedì 16/9/2013 ho compiuto 62 anni oggi e sono felice di aver potuto scrivere tutto questo.

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https://www.youtube.com/user/trixarc100
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 31-12-2013 18:20 da Trixarc.)
31-12-2013 18:19
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Trixarc Offline
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Le minacce si avverano (andros)
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31-12-2013 18:21
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