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Kitegorico, colpa mia: l'ho detto troppo velocemente e lo capisce solo chi lo sapeva gia'.
Molti caricabatteria da banchina funzionano anche come trasformatori. Le batterie le puoi proprio staccare (e lasciarle, per es. al 50% finche' non ti servono). Nel frattempo il caricabatterie prende la corrente dalla banchina e ti alimenta direttamente le utenze a 12V. Come se fosse una batteria che non si scarica mai (finche' il cantiere paga le bollette).
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Prima di sostituire le vecchie batterie servizi (2 x 75Ah Acido libero) avevo valutato l'opportunità di rimpiazzarle con LiFePO4, con notevole risparmio di peso.
Volendo installare uno Sterling ProAltC (Alternator-to-Battery charger) per ottimizzare la ricarica con l'alternatore chiesi un parere alla Sterling che mi sconsigliò di evitare l'utilizzo di questa tecnologia (pur essendo prevista nel dispositivo), per evitare potenziali problemi di surriscaldamento dell'alternatore (attualmente di 60A).
La Sterling mi dice che il dispositivo non ha la possibilità di limitare la corrente erogata, e le LiFePO4 hanno una resistenza interna minima rispetto alle batterie tradizionali quindi (giustamente) tendono ad assorbire tutta la corrente che l'alternatore mette a disposizione.
Io non ho grandi esigenze energivore, il grosso dei consumi estivi è dato dal frigo. Quindi alla fine ero rimasto sulla configurazione acido libero.
Nel momento in cui le attuali batterie passassero a miglior vita potrei riprendere in considerazione il litio, ma come potrei limitare l'intensità della corrente erogata? temo che l'inserimento di un dispositivo a valle oppure a monte del regolatore introdurrebbe degli errori sulla lettura della tensione da parte dello Sterling.
Qualcuno ha testato una configurazione analoga?
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(25-05-2026, 13:23)Markolone Ha scritto: Prima di sostituire le vecchie batterie servizi (2 x 75Ah Acido libero) avevo valutato l'opportunità di rimpiazzarle con LiFePO4, con notevole risparmio di peso.
Volendo installare uno Sterling ProAltC (Alternator-to-Battery charger) per ottimizzare la ricarica con l'alternatore chiesi un parere alla Sterling che mi sconsigliò di evitare l'utilizzo di questa tecnologia (pur essendo prevista nel dispositivo), per evitare potenziali problemi di surriscaldamento dell'alternatore (attualmente di 60A).
La Sterling mi dice che il dispositivo non ha la possibilità di limitare la corrente erogata, e le LiFePO4 hanno una resistenza interna minima rispetto alle batterie tradizionali quindi (giustamente) tendono ad assorbire tutta la corrente che l'alternatore mette a disposizione.
Io non ho grandi esigenze energivore, il grosso dei consumi estivi è dato dal frigo. Quindi alla fine ero rimasto sulla configurazione acido libero.
Nel momento in cui le attuali batterie passassero a miglior vita potrei riprendere in considerazione il litio, ma come potrei limitare l'intensità della corrente erogata? temo che l'inserimento di un dispositivo a valle oppure a monte del regolatore introdurrebbe degli errori sulla lettura della tensione da parte dello Sterling.
Qualcuno ha testato una configurazione analoga?
Io ho installato una LiFePO4 da 150 Ah l'anno scorso in modalità faidate e per il discorso ricarica da alternatore ho messo il Victron Orion TRsmart da 18A. Il mio alternatore è piccolo, credo eroghi al massimo 50A tirandogli il collo, quindi 18A di erogazione massima mi fanno stare molto tranquillo. Tra l'altro, ho verificato con lo smart-shunt che la corrente effettivamente erogata è vicina ai 18A appena partito, ma poi si riduce progressivamente fino anche a 10-14 (credo per effetto dell'aumento delle temperature). Per il mio utilizzo va più che bene, perché con 150Ah di capacità posso fare 3 giorni in rada senza alcuna fonte di ricarica. Al punto che l'Orion lo tengo quasi sempre spento (tramite app bluetooth) e lo accendo alla bisogna. Così anche il motore non viene affaticato inutilmente dall'alternatore che, non appena ridata la carica alla batteria motore, torna a riposo.
La risposta a tutti i vostri quesiti è già dentro di voi, epperò è quella sbagliata.
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Markolone, credo che valga lo stesso anche sul Battery-to-Battery, sempre di Sterling. Renogy ha invece introdotto i limitatori pure prima di Victron.
Se quello che hai adesso va bene, non hai motivi per inventarti un nuovo impianto. Comunque un aspetto che guarderei prima degli altri e' l'alternatore. Sul libretto di officina del motore, magari e' gia' indicato uno opzionale. Per esempio, il mio Yanmar dava un 55A e come opzionale un 80A: lo monti in pochi minuti al posto dell'altro senza modificare niente. Al massimo la cinghia di un paio di cm piu' lunga. Ovviamente, avendo il codice, trovi la versione del produttore terzo, molto piu' economico.
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Grazie per i riscontri. Ora vedo come va lo Sterling, che ho installato da qualche settimana. Vediamo soprattutto come regge il calore visto che l'unico spazio possibile era nel vano motore.
Nota curiosa: il manuale raccomanda due cose che sono abbastanza in contrasto tra loro:
- installarlo più vicino possibile alle batterie
- installarlo in luogo più fresco possibile
Comunque il vano è ventilato, lo sterling ha diverse ventole al suo interno e il sensore di temperatura sull'alternatore.
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E' una soluzione ben collaudata, studiata per le batterie al piombo. Lo imposti il primo giorno su acido libero e non lo tocchi piu' (sconsigliato a chi a mare ha bisogno di dialogare spesso con le app).
L'unica cosa da guardare all'inizio e' se va troppo spesso in blocco con le lucette rosse: in quel caso, sai gia' che si risolve aggiungendo nel vano un'altra ventola, senza bisogno di decifrare le email del sig. Sterling.
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Tutto in merito alle pretese di energia che vuoi avere in barca. Anni fa si girava il mondo con tecnologie che oggi farebbero ridere quelli che vanno da trieste ad ancona
l'erba più verde è la mia