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Versione completa: cosa fare se la randa rollabile si blocca a metà in navigazione ?
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(06-05-2019 16:26)fast37 Ha scritto: [ -> ]Tagliare tutto e montare una randa vera.

Ad un mio amico con il quale eravamo in barca insieme è successo che al momento di ammainare la randa si è rotta la puleggia della drizza in testa d'albero. Randa staccata , impossibile avvolgerla a salame .
Si è dovuto salire in testa d'albero a tagliare la drizza.
Il tutto con vento e onda.

Pertanto ogni armamento ha i suoi pregi e .....difetti !!
La mia esperienza con la randa rollabile e’ una sola, risale a quando avevo 19 anni e noleggiai con amici una barca in Egeo ad Agosto.
40 nodi di notte, in ingresso nella rada di Serifos si bloccò a mezza via .

Dopo vari tentativi e col rischio di spaccare qualcosa mentre la randa fileggiava presi il coltello e tagliai da metà albero in giù (stile long John silver) e la base.
Dopo poco sene volo via tutta la randa ed entrammo in rada. Mi spiace ancora x il mare.

Da lì non le voglio vedere manco dipinte .

Si prendono le mani come in barca a vela e bon.

Smile

F
Non vedo questa epidemia di rande che non si avvolgono.
Come in tutte le cose serve un po' di attenzione nell'uso e di cura per una manutenzione decente.
La randa avvolgibile é sistema ormai ben collaudato, come il genoa rollabile che ormai quasi tutti montano, e che molti produttori forniscono come dotazione standard.
Se poi la vela è sformata, oppure la si presenta in posizioni geometricamente incompatibili e quindi la si forza con l'ausilio di un winch, poco da meravigliarsi se poi bisogna farla a fette, ma questo vale anche per l'avvolgifiocco.
Personalmente trovo L avvolgifiocco un po’ diverso, anche lui ha i suoi difetti ma minimi rispetto alla comodità anche per chi non rinuncia alle prestazioni.
Invece non vedo nemmeno uno svantaggio nelle tradizionali mani a fronte di soli svantaggi della la randa rollabile.

Il tutto ovviamente personalmente.

Smile
(09-05-2019 15:30)Luciano53 Ha scritto: [ -> ]Non vedo questa epidemia di rande che non si avvolgono.
Come in tutte le cose serve un po' di attenzione nell'uso e di cura per una manutenzione decente.
La randa avvolgibile é sistema ormai ben collaudato, come il genoa rollabile che ormai quasi tutti montano, e che molti produttori forniscono come dotazione standard.
Se poi la vela è sformata, oppure la si presenta in posizioni geometricamente incompatibili e quindi la si forza con l'ausilio di un winch, poco da meravigliarsi se poi bisogna farla a fette, ma questo vale anche per l'avvolgifiocco.

Quoto.
Premesso che ogni cosa può rompersi, il sistema rollaranda è affidabile, ci sono distinzioni da fare tra i vari marchi ,come in tutte le cose, solitamente se si ha un problema non è in chiusura ma è nell'apertura successiva (se la chiusura viene fatta male e senza criterio).
Io ho la randa avvolgibile da oltre 15 anni e la riprenderei.
Diversi amici diffidenti una volta me la criticavano, ora me la invidiano..(forse gli anni che passano Smiley53 )
Con alberi Sparcraft o Selden si possono mettere vele steccate con un po' di allunamento e le prestazioni non ne risentono o quasi.(Si parla di barche da crociera ovviamente).

BV
mi chiedo quanto il vecchio sistema, con estruso esterno all'albero, perda in prestazioni ma guadagni in sicurezza e facilità d'uso e manutenzione
Grazie ZK del consiglio da usare in caso di emergenza. Anche io ho randa avvolgibile da 15 anni ed i soli problemi avuti (un paio) in apertura dopo aver avvolto con ventone. Il primo problema si è verificato dopo ca. 12 anni quando ormai pensavo di non avere mai problemi, il secondo si è presentato di li a poco sempre con chiusura con vento discreto. Queste condizioni c'erano state più volte in passato e mai successo niente. Per cercare di capire cosa potesse essere successo tirata giù la randa e controllata, la randa aveva ceduto un po e quindi, si suppone che avvolgendo in certe circostanze diventasse troppo voluminoso. Ripresa la ralinga riducendo il materiale "cresciuto" il sistema per adesso non ha più dato problemi. La randa sarebbe da rifare, ma per adesso sembra ancora discreta, aspetteremo tempi migliori. Quanto sopra, per riportare la mia esperienza in caso possa essere utile a qualcuno
max,
poichè ho avuto anch'io problema di ralinga "cresciuta" (vedi http://forum.amicidellavela.it/showthrea...d=132495), ti chiedo che procedura hai utilizzato (tu o il tuo velaio) per "ridurre" il "materiale cresciuto".
qui mi dicono che è un intervento impossibile, ma vorrei tento poterlo fare, in attesa, come dici tu, di tempi migliori.

(10-05-2019 12:02)max440 Ha scritto: [ -> ]Grazie ZK del consiglio da usare in caso di emergenza. Anche io ho randa avvolgibile da 15 anni ed i soli problemi avuti (un paio) in apertura dopo aver avvolto con ventone. Il primo problema si è verificato dopo ca. 12 anni quando ormai pensavo di non avere mai problemi, il secondo si è presentato di li a poco sempre con chiusura con vento discreto. Queste condizioni c'erano state più volte in passato e mai successo niente. Per cercare di capire cosa potesse essere successo tirata giù la randa e controllata, la randa aveva ceduto un po e quindi, si suppone che avvolgendo in certe circostanze diventasse troppo voluminoso. Ripresa la ralinga riducendo il materiale "cresciuto" il sistema per adesso non ha più dato problemi. La randa sarebbe da rifare, ma per adesso sembra ancora discreta, aspetteremo tempi migliori. Quanto sopra, per riportare la mia esperienza in caso possa essere utile a qualcuno
(09-05-2019 19:17)marcofailla Ha scritto: [ -> ]mi chiedo quanto il vecchio sistema, con estruso esterno all'albero, perda in prestazioni ma guadagni in sicurezza e facilità d'uso e manutenzione
Non c'è quasi nessuna differenza a parte nell'estetica, il meccanismo è lo stesso e gli alberi con estrusi nati per avere l'avvolgiranda, sono più pesanti di quelli tradizionali.

Cmq argomento trito e ritrito che ormai da la nausea ....
In ogni caso, visto che non la regalano, le compagnie di charter che hanno a che fare principalmente con gente inesperta, continuano a spendere soldi per montarla di serie, se ci fossero tutte quaste percentuai di malfunzionamento non credo che lo farebbero.

per esperienza, nel 99% dei casi la vela si blocca quandola balumina si sforma e prima che succeda ti da tanti preavvisi, il problema è che la gente se ne frega in quanto il resto della randa è ancora nuovo
alberi con estrusi nati per avere l'avvolgiranda, sono più pesanti di quelli tradizionali.

Argomento da sfatare, se guardate i pesi dei due alberi pubblicati sul sito Selden, vedere chiaramente che la differenza di peso e di circa 4-5 kg e che la maggior parte del peso 3,5 kg e’ alla base dell albero dove c’e Il meccanismo principale ed il winch

Per il resto concordo, circa il 50-60% delle rande in un porto sono avvolgibili, circa il 90% delle rande charter sono avvolgibili....
Santicuti una domanda, ma la situazione che hai è ancora quella che appare dalle foto nel 3d che hai indicato? Normalmente guardo tutti quelli che trattano l'avvolgiranda, ma questo mi era sfuggito. Nel caso specifico a me sembra che il carrello sia come bloccato in quella posizione e no possa arrivare a fine boma, mancano ancora ca. 20 cm e potrebbero essere sufficienti a tesare la base. Riguardo a riprendere la ralinga, una volta messa a terra la randa e tesata, si controlla la ralinga e se è cresciuta si riporta alla misura iniziale. Nel caso mio il disegno originale prevedeva, nella massima curvatura, circa 5 cm, ne ho trovati quasi 20 cm. Rifilata la ralinga e ricostruita ora sembra andare bene. Spero di essere stato chiaro.
max
il carrello tesa base non va più dietro di così, comanda la balumina che è tesata a ferro (e non è inceppata in alto ... controllato).
io non ho ben capito cosa hai fatto tu.
in poche parole, se la vela è spanciata (come sembrerebbe) sarebbe come una panzona che a seguito di dimagrimento ha tanta pelle in più ... non basterebbe tirare un po la cinghia (ralinga della base) per tesare la pelle a tamburo, occorrerebbe tagliare ed asportare pelle (tagliare ferzi di vela e ridurli nel nostro caso).
sicchè il mio problema e se tale lifting si possa fare e come.
Ciao.
Ti consiglio di guardare questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=Q3N3YAXt7Rs
Il più interessante per te va dal minuto 29:00 al minuto 29:45
Millimetro a millimetro, dovresti riuscire a sbloccare la situazione.

73, Michel.
(10-05-2019 16:24)santicuti Ha scritto: [ -> ]max
il carrello tesa base non va più dietro di così, comanda la balumina che è tesata a ferro (e non è inceppata in alto ... controllato).
io non ho ben capito cosa hai fatto tu.
in poche parole, se la vela è spanciata (come sembrerebbe) sarebbe come una panzona che a seguito di dimagrimento ha tanta pelle in più ... non basterebbe tirare un po la cinghia (ralinga della base) per tesare la pelle a tamburo, occorrerebbe tagliare ed asportare pelle (tagliare ferzi di vela e ridurli nel nostro caso).
sicchè il mio problema e se tale lifting si possa fare e come.

direi che questo e' entrare nel problema.
le rande rullabili non hanno "giro d' albero" e anche il grasso dei ferzi e' un opinione. se si e' guadagnata 20 cm di giro d' albero... forse il materiale e' alla frutta, comunque a volerla testare per qualche ulteriore uscita qualunque velaio sa rifilare l' eccesso e ricucirci una ralinga...piu spesso sono le balumine che si allungano e che fanno spessore e grinze dentro l' albero.
temo che ogni caso sia a se... comunque tra i velai che ho conosciuto io nessuno morde e nessuno ti sfila quattrini dal portafoglio senza chiederli dopo aver visto il lavoro da fare.
facciamo finta che a rifare una ralinga nuova ci vogliano 10 euro al metro e qualcosa meno a rifilare una balumina... forse non dico ogni anno ma almeno ogni due sarebbe il caso di tirarla giu e darci un occhio su un pianale?

non si ragiona di guadagnare due decimi di nodo per vincere una regata... si ragiona di un lavoro che pure il ragazzo di bottega puo fare... l' occhiata magari e' meglio se la da un velaio.
Esatto, il problema è sempre nella balumina, che poi è lo stesso problema che c'è con l'avvolgifiocco solo che con il genova a solo una brutta forma l'uscita della vela, con la randa crea problemi perchè il tessuto si raddoppia e si incastra nel taglio del estruso.
Restando arrotolata la balumina si sforma e quando fai uscire la vela non riesci a tesarla, basta portare la vela a fare un po di manutenzione in veleria e si risolve.

L'inferitura di una randa avvolgibile non può avere giro d'albero perchè la canalina interna dove è inferita, non essendo vincolata in mezzo, viene indietro fino a toccare nel taglio del profilo dell'albero, in pratica se un albero è dritto, l'inferitura è negativa
Riprendo la discussione.
L'anno scorso ho fatto una accurata manutenzione, con estrazione e pulizia del rullo interno, cambio cima avvolgimento, ecc.
Avvolgimento morbido, senza mai problemi.
Ma in estrazione, bene il primo metro, poi inceppamenti continui nonostante prove di orientamento verticale del boma.
Bastava invece andare all'albero ed esercitare una modesta trazione sulla base e tutta la vela si svolgeva facilmente, con successivo recupero della cima tesabase.
Ieri ho provato di tutto, grazie Carlo Traballi per il valido aiuto.
Alla fine ho fatto un esperimento. Ho portato il carrello in varea del boma bloccandolo con uno stroppo.
Miracolo, la randa esce facilmente, cazzando il tesabase dal pozzetto con una mano, con la stessa logica della trazione a mano sulla base randa.
Inutile dirvi che un solido stroppo è diventato definitivo e il carrello da li non si muove più.
Ma allora quella rotaia carrellata a che caspita serve?
Luciano, scusa mi spieghi meglio?
Grazie
Luciano quello e' il modo dei maltesi e l' ho descritto a novembre.. al rientro dalla msr.

quel carrello serve quando prendi le mani, in apertura e chiusura bloccarlo in varea migliora tutte le operazioni.

i problemi sono due.
drizza lasca e grasso in inferitura (non balumina) che aumenta gli spessori del tessuto all' interno. se poi l' albero e' "flesso" allora si che succedono disastri... se e' la balumina deformata ci vuole nuova la vela, non c'e' tanto da capire o inventare.

io ci ho fatto pace da un po con le rullabili, se le tratti bene non solo sono affidabili ma ti rendi conto che sono pure molto efficienti.. se ti manca tela ti fai un asimmetrico piu importante e li ripigli facile quelli con la steccata.

ieri ho passato due ore a tirarne fuori una dall' albero... il winch per chiuderle e' un toccasana per il portafoglio dei velai.
Allora, confermo che in avvolgimento nema problema perché il tubo é un tubo e si avvolge la vela che è quasi piatta.
In estrazione il problema stava nel fatto che il carrello è verso l'albero, cazzando la cima di base la randa esce fino a quando il bozzello tocca il carrello, poi il carrello continua verso poppa e si pianta.
Lo fa perché il "sistema" tira molto di più sulla balumina e poco sulla base della randa.
Tanto è vero che andando "a piedi" a base d'albero si estrae facilmente la vela tirando la base con una sola mano.
Siccome si pianta dopo un metro di uscita, per quanto si alzi il boma la differenza di altezza ad un metro dalla trozza è sempre modesta e la vela si pianta.
Quindi ho preso il carrello, con unito bozzello, e l'ho "inchiodato" in fondo al boma, a poppavia.
Risultato, la cima di base tira la base della randa, esattamente come facevo a manina, la vela esce che è un piacere farlo.
Forse con vela ridotta il punto di scotta tenderà ad alzarsi ma è da vedere.
Comunque il carrello è bloccato con uno stroppo, nulla vieta di metterci una cima con un circuito comandabile dal pozzetto che lavori nel verso opposto alla cima tesabase, per poter richiamare verso poppa il carrello alla bisogna.

PS: ZK mi hai preceduto mentre scrivevo.
Si lo so, randa nuova.
Però ho un problema con l'albero che dovrò risolvere a fine stagione, visto da un paio di rigger.
Per motivi naturali lo strallo si è allungato di qualcosa, in fase di armamento non hanno messo un arridatoio. Non c'è così verso di eliminare l'imbananamento verso poppa (entro il 50% della sezione comunque) , a meno di non ricorrere a spessori o cavolate del genere.
Devo cambiare lo strallo...con arridatoio.
Anche il velaio, onestamente, si è rifiutato di farmi la vela se non gli raddrizzo l'albero.
Intanto...
Confermo, la regola è "via le mani dal winch" e così come ho fatto funziona
Il problema della balumina che si inceppa in molti casi è dovuto alla inesistente manutenzione effettuata sul carrello del tesabase che dunque si blocca e cambia l'angolo di tiro ... ne ho trovati senza sfere o con le sfere completamente spiattellate. Ripristinato lo scorrimento, le vele non si sono più inceppate (ovviamente se erano a posto e non sformate).

Per ridurre la "banana" devi togliere un po' di tensione dalle sartie verticali ed aumentare quella delle diagonali, con moderazione e verificando che poi in navigazione l'albero non spenni sottovento.
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