Dipende. Se ho ridosso rimango li e mi appennello, però il problema è che non sapete come si fa. Se viene dal mare e sono esposto tanto più lontano sono dalla costa e tanto sono più sicuro. Capisco i Vostri problemi in quanto non avete ridossi a 360°, solo porti, la maggior parte non accessibili in caso di burrasca, ma non è il tuo caso perchè parli di temporale, anche se in 20/30 minuti si può alzare un'onda di un metro.
Grazie, capisco che sia difficile generalizzare. Le vostre esperienze sono preziose, anche se anch'io ho le mie...Spesso durante un temporale il vento non sai mai come gira. Le barche vicino spedono e possono venirti addosso e poi valutare l'entità di un temporale è difficile. D'altra parte lasciare un buon ancoraggio per il mare aperto è psicologicamente difficile. Ma mi sto piano piano convincendo che sia (generalizzando) la cosa migliore da fare. Quando soprattutto dopo la metà di agosto il mare è molto caldo, i fenomeni possono essere molto forti e probabilmente la scelta migliore è essere lontano dal caos di una rada, con il rischio anche di finire a scogli...
(15-03-2025 11:28)Canadese Ha scritto: [ -> ]durante un temporale il vento non sai mai come gira. D'altra parte lasciare un buon ancoraggio per il mare aperto è psicologicamente difficile. ...
Per me la prima è la considerazione fondamentale: se la barca non può ruotare liberamente su 360° vado via, ma è molto probabile che non abbia neanche ancorato in un posto simile. Cime a terra e compagnia per me peggio della peste salvo essere sicuri al 99.9% (o ancoraggi con vento stabile tipo aliseo). Anche se non c’è ridosso non importa tanto dura poco, l'importante è poter girare "Mare aperto" poi bisogna relativizzare, in fondo basta fare una smotorata rapida per portarsi a qualche miglio lontano dalla costa, quando arriva la sventolata basta aspettare che passi anche stando immobili, barca tutta chiusa e un filo di retro si sta fermi lì; spesso si vedono barche andare controvento o fare girotondi a tutta birra con motore al massimo non si sa per quale motivo

Consiglio visto che non lo fa quasi nessuno: accendere le luci di via, anche di giorno, si tende ad essere concentrati su altro se in mezzo alla buriana intravvedete una barca con le luci la ringraziate.

Se arrivasse qualcosa di estremamente violento, diciamo 45-50 nodi e passa chiaro convenga prendere il largo o comunque prepararsi a farlo a seconda della situazione e tenere motore acceso. Fortunatamente casi del genere sono molto, molto rari. Un esempio del genere è accaduto a Formentera la scorsa estate. Con situazioni normali, la stragrande maggioranza dei casi, certi della bontà del fondale su cui si è data l'ancora è opportuno verificare di non avere vicini pericolosi e di non essere troppo vicini a costa e quindi rimanere relativamente tranquilli ma sempre vigili. Purtroppo anche e se sei ormeggiato bene il rischio che il vicino non lo sia è sempre in agguato.
(15-03-2025 10:20)Canadese Ha scritto: [ -> ]... Situazione classica agostiana, siete ancorati in una rada affollata, magari in relativa sicurezza ...
direi che l'incipit è già sbagliato. ... situazione classica agostana in rada affollata è tutto tranne che relativa sicurezza in caso di peggioramento del meteo. Poi come recita sempre la sacra poesiola " ... lei dagli eventi prenderà consiglio, pronto e sicuro in rapido periglio"
E' già stato detto tutto molto chiaramente: dipende. Ripeto: dipende da quello che ha intorno, da cosa ti puoi aspettare, da chi hai a bordo e come sta l'equipaggio, dalla barca, da te e dalla tua sensazione di imminente pericolo... Come detto da Giuliano: 100 pagine. Posso dirti che una volta sono rimasto e ho dovuto affaticarmi a rinforzare l'ancoraggio restando sveglio fino all'alba, altre me la sono squagliata e dopo tre miglia ho potuto cenare e dormire tranquillo.
Dipende ma tendenzialmente rimango
Da dove arriva la "Sionera" in venesian, downburst in Inglese, si vede chiaramente di giorno meno di notte se non ci sonoi lampi, Quanto vento farà è difficile stabilirlo se non hai l'occhio abituato ad osservare il cielo, comunque vedi la velocità di avanzamento ma bisogna tener conto dell'altezza della Sionera, può arrivare a poche centinaia di m. o qualche km. altezza. Esempio se hai fatto tutta la vita l'impiegato dentro un ufficio non hai possibilità di guardare il cielo, al contrario io avendo fatto tutta la vita il timoniere ed essendo un maniaco del meteo mi è molto più facile vedere .
Se c'è possibilità di un temporale, di certo non mi trovi ancorato in una rada affollata. Con le previsioni a disposizione oggi, è difficile farsi sorprendere da fenomeni improvvisi. Tanto per fare un esempio: una volta mi trovavo in Peloponneso, in porto, a Kyparissia, le previsioni davano un fronte temporalesco in arrivo dalla puglia. Presa subito la decisione di uscire e andare ad ancorare in rada a Katakolon, a poco più di 20 miglia (a mio avviso l'ancoraggio migliore a portata di navigazione). Arrivo nel pomeriggio, 10 minuti prima dell'inizio del temportale, le immagini del satellite facevano vedere chiaramente la "bestia" in avvicinamento: era enorme. In rada cè una barca e subito dopo di me arriva un tedesco che da fondo appena dietro di me e poi se ne va sottocoperta. Alla prima raffica vedo la barca del tedesco che parte, prendo il fischietto e mi sgolo nel tentativo di avvisarlo: per sua fortuina esce quando la barca è ormai a pochi metri dalla spiaggia, accende il motore e se ne va in porto, dove lo vedo fare avanti indietro davanti alla banchina perché non riusciva a ormeggiare. Il temporale, arrivato da dove lo attendevo (N-O) si piazza su di noi e comincia il ballo. Il vento ruota in tutte le direzione ma l'ancora tiene (Katakolon offre uno spazio enorme con fondo ottimo tenitore e profondità costante di 5 metri. Il vento a un certo punto comincia a soffiare dalll'unica direzione (S-SE) in cui abbiamo un paio di miglia di fetch, arriva un'onda corta e ripida (circa 1,5 metri), le mia piccolina di 10 metri x 5 tonn. comincia a ballare sulle onde, ma l'ancora tiene. Accendo il motore per prudenza, sono al timone, con la cerata, e prendo acqua da tutte le parti. La visibilità è scarsa, non si vede più il porto (a 200 metri) e faccio fatica a scorgere l'unico vicino di ancoraggio. In porto c'era una Costa Crociere, che appena iniziato il temporale ha mollato gli ormeggi ed è uscita in mare, lasciando molti ospiti a terra. Subito fuori la rada, era alla fonda il Sea Cloud ()veliero 4 alberi della Club med): hanno spedato e sono usciti pure loro. Il casino è durato un paio d'ore, a me sono sembrate un'eternità. Alla fine, ero stanco morto, fradicio, infreddolito nonostante fosse luglio, ma l'ancora non ha ceduto di un metro. In sintesi, rifarei tutto più o meno come ho fatto. Ripeto: non credo al temporale non previsto, ma se anche mi trovassi dove non dovrei (rada agostana affollata) e vedessi avvicinarsi un temporale, molto probabilmente mi sposterei in un luogo più idoneo o, al limite, lo prenderei a distanza di sicurezza dalla costa e dai charteristi.
Una domanda a chi si e' trovato nella situazione (io per fortuna non ho mai dovuto affrontare in rada venti superiori a 40 nodi, pur avendo ormai alle spalle un migliaio di ancoraggi notturni, ma non si sa mai). D'accordo sul tenere il motore acceso per ogni evenienza, pero' alcuni parlano di "contrastare il vento con il motore", per alleviare il carico sull'ancora. In pratica come si fa? Io avrei paura di peggiorare ancora la situazione: con venti superiori a 50 nodi penso che sia praticamente impossibile dirigere la barca correttamente e magari si rischia persino di contribuire a spedare, oppure c'e' un trucco?
E comunque ci sono porti in cui in caso di temporale è groppo conviene staccare e uscire in mare. Un anno di settembre con grecale in arrivo ho mollato la banchina di Portocervo e sono andato in rada. Le barche affiancate si sono massacrate tra loro. Idem a Ponza col grecale. Nel dubbio, direi che da soli in mezzo al mare si sta bene.
Con rade dove ci sono molte barche ed una distanza non sicura l'una dall'altra io non ancoro anche se il meteo è ottimo. Poi valuto come è formata la rada,dove può entrare
mare e come è esposta ad una eventuale sventata. Nel mio caso parlo di rade in Croazia. Mi sono trovato qualche volta a dare consigli a chi mi stava vicino e dato che non recepiva ho lasciato la rada,solo che al mattino il tizio è stato soccorso per liberarlo da una secca. La rada è comoda di giorno per fare il bagno,mangiare godersi la natura,la sera un buon ormeggio in porto mi fa dormire tranquillo.
@bullo Ancora di speranza pronta a entrare in opera.
Ancora di speranza? Le barche odierne dopo il 1960 navigano bene col solo fiocco da tempesta il problema con il rulla fiocco è armarlo, levare il genoa e alzarlo, cosa che non si vuole fare, la maggior parte non ha neanche il pre fider, si può stare tranquillamente alla cappa secca se c'è acqua sottovennto.
@rob perdona la mia ignoranza. perché si mette la resto per stare al vento?
con tanto vento, una barca (normale) ferma prua al vento non ci sta, si mette di traverso. Di traverso deriva, prende le onde sul fianco, se si ha bisogno di muoversi bisogna mettere marcia avanti e spingere forte per andare avanti. Se agganci appena un po' di retromarcia la barca si mette poppa al vento e dosando il motore riesci a farla restare ferma li' quanto vuoi (meglio che scorazzare a tutta velocita' in un ancoraggio magari ingombro dove non si vede niente), se devi muoverti basta un po' di marcia avanti e sei subito manovriero. Non solo col ventolone, anche solo per prendere una boa -specie se da solo- ti avvicini un po' alla volta in retro con la poppa al vento, arrivi a mezzo metro dalla boa e ti ci agganci mentre la barca sta ferma li', piuttosto che arrivarci di prua dove da dietro non vedi dove sia la boa, se quello a prua non la acchiappa in fretta dopo pochi secondi il vento traversa la barca e devi rifare tutto il girotondo.
Quindi a questo punto perché non ancorare di poppa e nel caso servisse dare anche un pò di retro per alleggerire il carico sull' ancora? Parlo di barche piccole con linea di ancoraggio gestibili a mano.
Certo sicuro le barche (salvo casi molto specifici) brandeggiano molto meno, il problema è che -si parla di molto vento- cominciano ad arrivare le onde in pozzetto, o comunque un sacco di spruzzi e sciaguattamenti, nella mia barca addirittura con le botte della poppa spruzza acqua dagli ombrinali a filo galleggiamento e entra dritto dentro; a parte il casino tocca tenere tutto chiuso. Allora se è per qualche decina di minuti di un temporalone si fà anche, se è per passare un giorno intero chiusi dentro con la poppa inondata almeno io preferisco mille volte stare ancorato normalmente di prua, capottina su tambuccio aperto e pozzetto asciutto, entro e esco come voglio, il brandeggio lo ammortizzo in altro modo. Comunque sì a parte le onde ancorando di poppa la barca scodinzola molto meno.
Una veletta piatta agganciata al paterazzo e verso prua aiuta molto a ridurre il brandeggio. Io, che ho un ketch, lo faccio con la mezzana cazzata a ferro.