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Versione completa: Riduzione Fiocco/Genoa non avvolgibili
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Citazione:celofatta ha scritto:
Mah
io preferisco tirare giù e mettere una trinchetta, magari murata un pelo più alta.
E ci prendi tutto il vento che il signore ti manda.
Nel tempo che impieghi e terzarolare e montare la 'borsa', ammesso che non ci hai vomitato dentro, cambi vela tre volte.
Senza contare che la prua va sotto con tutta quella roba sotto alla vela, fai danni di sicuro.
Quoto!
Se ti ricordi io sono in 'ultras' della vela di trinchetta.
Mi sono attrezzato uno stralletto volante contrastato dalle sartie basse, dove isso una trinchetta piccola e piatta.
Va da favola, e dopo due volte che lo armi, é un giochetto.

Ho solo ipotizzato che Lelesavio non potesse utilizzare tale sistema, e cercasse la cosa più semplice possibile.
Le cose a prua io le voglio semplici al massimo
che quando c'è da ridurre non è il caso di mettersi a trafficare
che quasi mai c'è il tempo.

Lo stralletto amovibile lo vedo bene per lunghe navigazioni.
Per navigazioni costiere va sempre a finire che lo lasci a riposo.
Preferisco fare il peeling al fiocco sullo strallo.
Che è l'unico vero bonus che distingue il tuff luff dai garrocci
(vabbè dai si fa per dire)
Vedi Celo se studi la vela col velaio sicuramente ci saranno degli accorgimenti che ti aiuteranno, in primis il fiocco deve essere tagliato un po' più alto dei fiocchi normali, poi se proprio vuoi puoi utilizzare quello che in gergo viene detto 'terzaroli americani' il motivo di questo termine non lo so ma l'ho imparato da Incidences, consiste nel avere un solo punto di mura, e il punto di scotta più alto (oltre a quello normale), io ho un fiocco così ma non l'ho mai ridotto anzi direi che non l'ho mai usato SadsmileySadsmiley
Le vele di prua terzarolabili non sono LA SOLUZIONE, come non è una soluzione rollare il genoa, ma sono un compromesso, sicuramente quando monto l'olimpico vado molto meglio che con il fiocco terzarolato e ho 2 m2 di tela in meno!!!

Per le 'fettuccine' spero che Albert ci illumini, perchè io li ho solo visti montati sui V.O.R 70 infatti loro hanno lo strallo in PBO e un garroccio in metallo lo distruggerebbe in poco tempo

PS

CELO a settobre facciamo un' uscitina/allenamento? magari lo diciamo anche a Marbr SmileWink
Citazione:AlfredoC ha scritto:
Vedi Celo se studi la vela col velaio sicuramente ci saranno degli accorgimenti che ti aiuteranno, in primis il fiocco deve essere tagliato un po' più alto dei fiocchi normali, poi se proprio vuoi puoi utilizzare quello che in gergo viene detto 'terzaroli americani' il motivo di questo termine non lo so ma l'ho imparato da Incidences, consiste nel avere un solo punto di mura, e il punto di scotta più alto (oltre a quello normale), io ho un fiocco così ma non l'ho mai ridotto anzi direi che non l'ho mai usato SadsmileySadsmiley
Le vele di prua terzarolabili non sono LA SOLUZIONE, come non è una soluzione rollare il genoa, ma sono un compromesso, sicuramente quando monto l'olimpico vado molto meglio che con il fiocco terzarolato e ho 2 m2 di tela in meno!!!

Per le 'fettuccine' spero che Albert ci illumini, perchè io li ho solo visti montati sui V.O.R 70 infatti loro hanno lo strallo in PBO e un garroccio in metallo lo distruggerebbe in poco tempo

PS

CELO a settobre facciamo un' uscitina/allenamento? magari lo diciamo anche a Marbr SmileWink

sarebbe anche ora!

Un fiocco terzarolabile ce l'ho pure io, è un olimpico mi pare sui 18 mq, forse qualcosa meno.
L'occhiello della mano è messo in modo da alzare il punto di scotta (e probabilmente non spostare il carrello)
Terzarolato non l'ho mai usato e sinceramente, quelle poche volte che mi son trovato con ventone, con quello e due mani alla randa non sentivo la necessità di qualcosa di più piccolo.

Sono tentato da una trinchetta su strallo ad hoc magari in tessile ma sono un po' stufo di passare i week end a testa in giù nei gavoni con il pennello in mano.

Per le fettuccine, mi ricordo che anche Aleufo le aveva messe sul ganzuria.
A parer mio le vele di prua terzarolabili possono avere un senso solo a livello economico, non certo pratico o di resa.
ciao
Citazione:celofatta ha scritto:
[quote]AlfredoC ha scritto:

CELO a settobre facciamo un' uscitina/allenamento? magari lo diciamo anche a Marbr SmileWink

sarebbe anche ora!


vi piace vincere facile eh....Big Grin



Sono tentato da una trinchetta su strallo ad hoc magari in tessile ma sono un po' stufo di passare i week end a testa in giù nei gavoni con il pennello in mano.


strano cominciavo a pensare che navigare ti servisse solo per passare da un cantiere all'altroCool


Per le fettuccine, mi ricordo che anche Aleufo le aveva messe sul ganzuria.


quelle che indichi sono due nastri con cucito il velcro stile nastro randa, ma ci sono anche fatte tipo grilli tessili o altre che ho visto con in pratica asola e bottone.

titte hanno un solo difetto, secondo me ogni paio d'anni van cambiate perchè il sole le cuoce, vero è che una vela da regata, se usata, dura sicuramente menoDisapprovazione
Credo sia quindi utile dividere gli scopi per una selezione ottimale.
Lasciamo perdere per un momento le regate e la prestazione migliore ma parliamo di sicurezza a bordo nella situazione paventata da Guest qualche post fa.
Navigazione da solo o con equipaggio non tecnico / impaurito e quindi non utilizzabile in maniera ottimale.
La barca la voglio/devo condurre a vela per avere stabilita e velocita che non avrei altrimenti.

LE vele attuali non sono terzarolabili poichè sono specifiche per strallo cavo ( hanno il lato di inferitura rinforzato ) e si rovinerebbero, inoltre mancano del tutto di brancarelle sul lato di prua e di ulteriori bugne a poppa.
In senso piu generico sono da 'evitare' poiche insaccano acqua eccessiva in caso di onde alte o prua che affonda.

La soluzione ottimale credo che sia quindi munirsi di una tormentina o di un fiocco con superficie inferiore da issare in maniera comoda sul lato libero dello strallo cavo. In questo modo si dovrebbe avere
sicurezza e sfruttamento ottimale del vento dato che si avrebbero sempre vele adatte e non dei 'tarocchi'.
E' essatto ?
penso che la tua analisi sia perfetta!
fai qualche cambio di vele in porto slo così potrai essere sicuro della buona riuscita della manovra in caso di necessità WinkWink
Ognuno ha la sua soluzione in mente, sulla base delle sue esperienze.

Per me la soluzione ottimale, su una barca senza avvolgifiocco, e' lo strallo cavo.
Il cambio di vela fatto da solo e' per me talmente semplice che lo vedo come la soluzione migliore. Sequenza:
Armo la vela da tirar su internamente a quella in uso, scotta gia' legata e rinviata sopravvento, carrello in posizione, vela distesa in coperta appoggiata a quella gia' su e i cordini lungo la battagliola, sacco legato a prua, vela passata nel feeder e drizza pronta.
Apro il velcro del sacco, neanche tutto, torno in pozzetto ed isso.
Quando la vela e' su, viro.
Mollo la drizza della vela che deve scendere che non casca, torno a prua e me la tiro giu'.
Torno in pozzetto e metto a posto le scotte e carrello sopravvento.

Avvolgifiocco?
Lo vedo bene su vele al 100-110% che pertanto hanno due posizioni: tutta aperta e tutta chiusa.
Su barche cosi' la riduzione diventa soprattutto una questione di riduzione della randa
E allora davvero mi sembra l' opzione migliore sia la tormentina con strallo incorporato quando due mani alla randa non bastano.
In alternativa ... via la randa.
Big Grin
@ Paolo B3
Quindi nell'uso dello strallo cavo consigli di lasciare la vela da manovrare sul lato sopravvento in modo che issandola vada a sovrapporsi esattamente a quella gia armata? Ma come fai a gestire le scotte? Perche credo che si debbano avere due ordini di scotte, uno per la vela armata e uno per quella in corso di armo. Si rishiano spiacevoli sovrapposizioni o non ho capito come fai?
Si issa/ammaina sempre la vela sopravvento.
Se fai così ti basta una coppia di scotte, perchè cambi la scotta della vela sopravvento (in bando).

La doppia scotta serve se vuoi fare il cambio vela sulle stesse mure.
Ma siccome è più difficile, si fa solo nelle regate lunghe nelle queli non è conveniente cambiare bordo.
Come hai detto tu non è questo il tuo interesse.

Non è difficile (è difficile farlo velocemente in regata)
@ ami:

Scusa l'ignoranza. Ma non ho capito. Come fai ad usare un solo circuito di scotte? Quello in uso è vincolato alla vela che sta portando. Come fai a spostarlo su quella in armo senza che entrambe vadano a sbandierare dal lato sottovento? Diventerebbe parecchio difficile come manovra e anche pericolosa. Ma probabilmente non ho afferrato il concetto...
La vela da quello che ho capito 'sfrega' su quella gia issata?
Quando vado ad issare con la seconda drizza, la vela che va in armo è schiacciata contro quella gia armata. Dove mi sono perso?
Allora:
1. La vela che porta e' sempre quella sottovento. Se hai uno strallo cavo a canalette parallele, capita che devi virare per avere la canaletta libera sopravvento.
2. La vela che va su usa la scotta che non lavora: ti ritrovi per un attimo con una vela per scotta. La terza scotta si usa solo in regata se hai avversari vicini che possono farti degli 'scherzi'.
3. Nell' andare su, la vela nuova sfrega su quella in uso, ma non ho mai trovato problemi ad issarla. I materiali laminati in particolare scivolano molto bene.
Smile
Ah ok. Hai ragione! Sono rimasto fuorviato da come è messa la mia.

Quello che dici tu presuppone che le scotte siano con grilli/moschettoni singoli o che vengano fissate alla bugna con un nodo. Le mie convergono sullo stesso moschettone quindi una manovra del genere sarebbe impossibile.
Due vecchie e care gasse d' amante.
Ben strette.
Big Grin
Io, il solito rompiPalla 8Palla 8...Wink

Al pc o in porto con la brezzolina riesce tutto agevole....Big GrinBig Grin

La manovra di riduzione o cambio vela in 'solitario' con vento e mare riesce solo se la vela è ingarrocciata.....col tuff-luff appena si apre il sacco, se non c'è qualcuno che la tiene verso prua, non ci sono prefeeder che tengano (letteralmente), la parte sotto il feeder si gonfia verso poppa e se si issa a forza, esce tutto dalla canala; se poi si dovesse riuscire, quando si ammaina il genoa da stivare, vola tutto a poppa ed in acqua, a meno che non ci sia qualcuno che lo trattiene verso prua.

Le stesse considerazioni valgono per la manovra di Guest: '.. quando chiamo la riduzione del genoa, la prima cosa é proprio l'aggancio delle scotte. PRIMA di calare drizza. Ti trovi l'occhiello all'altezza del naso.'

L'altezza dell'occhiello dipende da quanto grande è la barca e da quanta rotaia c'è per spostare il carrello in avanti.....l'occhiello è sì all'altezza del naso, ma sulla verticale dell'acqua e dunque un bel po' 'in là', e, se devi passare una scotta e farci una gassa, con ventone e marazzo non è proprio cosa tranquillissima.....a meno che non orzi e sventi, allora è sulla verticale del passavanti, ma se provi a passarci dentro una scotta, qualche frustatona cattiva la rimedi di sicuro....

D'altronde, se così non fosse, Harken, Furlex, Facnor, Bamar etc. etc. non venderebbero quelle montagne di avvolgifiocco che vendono Wink.

Ciao
Per la difficoltà da soli credo conti molto anche la 'qualità' del sistema usato.

Posso però confermare quanto detto da albert. Armare da soli su
strallo cavo con vento e mare è estremamente pericoloso.
Sebbene non ci fosse quel gran che di vento per armare il fiocco sono dovuto rimanergli ben appresso altrimenti la minima piega rispetto all'asse della guida fa si che si rompa prima la drizza che la vela scorra. Insomma. Con poco vento è stato divertente fare il funambolo e con una mano cazzare la drizza e l'altra guidare il fiocco. Non oso nemmeno immaginare cosa voglia dire farlo in situazioni critiche senza nemmeno il sostegno di qualcuno che issi al posto tuo...


@ PaoloB3 : Si ma vuoi mettere la comodità di quell'oggettino che fa click clack e che quando non deve aggancia anche le sartie...
Non so che testa avessero quelli che prima avevano questa barca. Hanno messo un moschettone che nemmeno ha la sicura. L'altro giorno un paio di volte ho dovuto sventare il fiocco per liberare questo aggeggio dalle sartie che aveva agganciato meglio della vela stessa.
Citazione:albert ha scritto:
Io, il solito rompiPalla 8Palla 8...Wink

Al pc o in porto con la brezzolina riesce tutto agevole....Big GrinBig Grin

La manovra di riduzione o cambio vela in 'solitario' con vento e mare riesce solo se la vela è ingarrocciata.....col tuff-luff appena si apre il sacco, se non c'è qualcuno che la tiene verso prua, non ci sono prefeeder che tengano (letteralmente), la parte sotto il feeder si gonfia verso poppa e se si issa a forza, esce tutto dalla canala; se poi si dovesse riuscire, quando si ammaina il genoa da stivare, vola tutto a poppa ed in acqua, a meno che non ci sia qualcuno che lo trattiene verso prua.

Le stesse considerazioni valgono per la manovra di Guest: '.. quando chiamo la riduzione del genoa, la prima cosa é proprio l'aggancio delle scotte. PRIMA di calare drizza. Ti trovi l'occhiello all'altezza del naso.'

L'altezza dell'occhiello dipende da quanto grande è la barca e da quanta rotaia c'è per spostare il carrello in avanti.....l'occhiello è sì all'altezza del naso, ma sulla verticale dell'acqua e dunque un bel po' 'in là', e, se devi passare una scotta e farci una gassa, con ventone e marazzo non è proprio cosa tranquillissima.....a meno che non orzi e sventi, allora è sulla verticale del passavanti, ma se provi a passarci dentro una scotta, qualche frustatona cattiva la rimedi di sicuro....

D'altronde, se così non fosse, Harken, Furlex, Facnor, Bamar etc. etc. non venderebbero quelle montagne di avvolgifiocco che vendono Wink.

Ciao
Altro che rompi Palla 8Palla 8. Se non avessimo i tuoi consigli...!

LeleSavio ha uno Stag 24. E frazionato (se non ha qualche versione particolare)
Io, da velista 'praticante' (nel senso che imparo solo facendo pratica) ho spannometricamente calcolato che per rendere terzarolabile un genoa di un frazionato e quindi portarlo al 90 % della superficie, l'occhiello avrebbe dovuto trovarsi circa a 1,30 dalla coperta
Se avesse avuto in 44 TA, le cose sarebbero molto diverse...
Tutto qui. Big Grin

Inoltre va calcolato che la prua di uno stag24 é molto slanciata come da classiche forme IOR, e in caso di mare formato e vento fresco (come giustamente ha detto Albert, le cose vanno immaginante in situazioni reali, e non ormeggiati alla banchina) mandare un inesperto a prua che tende continuamente ad infossarsi, a fare un cambio vele, richiede sangue freddo, concentrazione e pratica.

Per finire. Un avvolgifiocco per un 24 piedi, costa quanto una sensibile parte del valore della barca... Se hai quotazioni umane, te ne saremmo grati!
Si confermo.

La barca è ad armo frazionato e la prua discretamente slanciata.
Citazione:Guest ha scritto:
Un avvolgifiocco per un 24 piedi, costa quanto una sensibile parte del valore della barca... Se hai quotazioni umane, te ne saremmo grati!

Non so cosa si intenda per valore della barca o quotazione umana, comunque per capirci, per un 24', un buon avvolgifiocco 'nazionale' B....r costa intorno alla millata di euro.....ci sono anche alternative meno costose ma meno affidabili....

La modifica di una vela, se ha già la fettuccia, costa come farci una mano di terzi, se ha i garrocci un po' di più, ma si tratta di cifre dell'ordine del centinaio di euro; se poi si intende lasciare issata la vela a marcire sull'avvolgifiocco, anche quando non è necessario, serve una banda anti uv, per circa un altro centinaio di euro.

Ciao
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