09-03-2012, 04:59
Carissimo Polomanuel, in riferimento al tuo quesito (perchè le imbarcazioni che hanno pinna molto stretta e lunga, con poco vento, dopo una virata tendono ad andare in stallo)mi permetto portare un contributo di chiarezza, considerando alcune affermazioni che ho letto (...adottano profili di deriva che agiscono anche con una componente dinamica...) delle quali non capisco la sostanza e l'applicazione. La spiegazione è banale (ed uno studente di ingegneria navale dovrebbe essere in grado di formulare autonomamente, se ha sostenuto l'esame di Fisica I). Il tutto fa, come sempre, riferimento al concetto di portanza; un aereo è sostenuto in volo grazie alla portanza applicata alle ali; anche un barca a vela ha due ali, come un aereo: una è il complesso velico, l'altra è la deriva, con l'unica differenza rispetto all'aereo, che le due ali sono immerse in due fluidi di densità diversa. Ora, sia alla vela che alla deriva è applicata la portanza, con P = Cl x d x v2 x A / 2 . Cioè la portanza è direttamente proporzionale al quadrato della velocità (velocità del vento per la vela, velocità della barca + velocità della corrente per la deriva) ed è inversamente proporzionale alla superficie dell'ala (della vela o della deriva). Pertanto, la conclusione è ovvia, minore è la superficie dell'ala, maggiore deve essere la velocità del fluido perchè l'ala non vada in stallo. Per una deriva stretta (Fin Keel), con minore superficie, la velocità della barca deve essere maggiore per garantire una portanza adeguata, che eviti lo stallo e lo scarroccio.
