Cutter aurico
#39
Mi permetto di dire la mia sulla discussione vista la domanda di Riccardo ed essendo io un 'fondamentalista' del filologico ma al contempo ritenendo le resine epossidiche un materiale eccezionale (purché applicate con tutti i crismi e non date come l'intonaco da muro...)

Se prendo in mano una barca d'epoca da restaurare devo sapere a cosa vado incontro, essere disposto a fare quel che è necessario per salvarla o lasciar perdere ché c'è sempre qualcuno al mondo che ne sa più di me.
L'oggetto barca d'epoca, dal mio punto di vista, è qualcosa che va oltre allo strumento per navigare e il diletto personale, probabilmente ha una storia molto più complessa di quanto possiamo immaginare, ne ha viste più di noi e se non sarò un totale idiota ne avrà ancora.

Ribaltiamo l'onere della responsabilità: mentre per la stra grande maggioranza degli armatori ogni barca è di passaggio, passano gli anni e la cambi come la macchina, per la barca d'epoca vale il contrario: in tanti anni è lei che ha sepolto decine di armatori, è sopravvissuta a tutti e probabilmente sopravviverà anche a me che, per lei, sono solo di passaggio.

Ora, scusate l'introduzione un po' prolissa, mi piacerebbe che ciascuno, tenendo a mente questo, capisse quanto un restauro filologico sia importante in prospettiva a lungo termine, puoi farlo bene o male ma se fai tutto 'come si faceva una volta' non sbagli.

Tornando alla domanda di Rurik: hai un comento troppo largo per fare del calafataggio? i motivi possono essere due: o la barca è stata in secca per decenni ed è tutta fessurata (e qui puoi anche pensare di affondarla per un po' e vedere come si gonfia) o qualcuno in passato ci ha dato una fresata per poi vergarlo ed oggi la vergatura è saltata.

Le soluzioni sono 3, partendo dalla più pura: cambi il corso di fasciame, non è una bestemmia, le barche si aggiustano, nessuno dei puristi ti dirà mai che non dovevi, prendi il legno giusto, fai (o fai fare) il lavoro a regola d'arte e hai la barca come nuova. Soluzione 2: fai la vergatura con colle tradizionali, è un lavoro complicato e ha la controindicazione che alla fine raddoppi i comenti e le possibili vie d'acqua, poco male, nulla di irreparabile. Soluzione 3: resini e tieni insieme impermeabilizzando qualcosa che sarebbe stato impossibile all'epoca della barca.

nulla in contrario alle nuove tecnologie, però. Però l'epossidica o altre resine analoghe sappiamo bene che una volta messe sul legno penetrano, si aggrappano e l'unico modo per tirarle via è usare azione meccanica, leggasi intervento pressoché permanente. Vogliamo questa responsabilitànel percorso di vita di 50-100 anni della nostra barca?

io personalmente non me la sento, ma non mi ritengo così esperto da giudicare le scelte altrui...
saluti

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