05-10-2013, 19:32
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 05-10-2013, 19:32 da IanSolo.)
Avere corrente impulsiva nella carica di una batteria al piombo e' dannoso solo se non previsto nella progettazione del caricabatterie (sto parlando di prodotti correttamente concepiti dal punto di vista tecnico) ossia quando si tratti di un'alterazione della normale prestazione conseguente ad un guasto.
Vi sono studi in merito alla metodologia di ricarica ad impulsi (rapidi ma di frequenza non troppo diversa o uguale a quella di rete) che dimostrano che lo stato della batteria e la sua vita attesa sono indifferenti a tale caratteristica (praticamente un altissimo 'ripple'):
http://etd.wvu.edu/templates/showETD.cfm?recnum=2311 - Leggasi le conclusioni a pag.95 paragrafo 5.1
Qualcuno ha persino trovato che un tale metodo ha effetti benefici:
http://www.vershv.narod.ru/sdarticle.pdf - Leggasi conclusioni a pag.227 dell'articolo (13 del documento) paragrafo 4.
Pertanto una componente alternata presente in uscita sovrapposta alla corrente continua di carica non puo', di per se, essere considerata un indice di futura vita breve delle batterie.
Personalmente ritengo che non vi sia alcuna differenza fra il sistema di ricarica in corrente continua pura e il sistema impulsivo (se ben calcolati, ovviamente) per la banalissima ragione che attaccare ogni tanto il caricabatterie e staccarlo a carica avvenuta e' gia' di per se un metodo di ricarica impulsivo, la sola differenza e' che avviene a frequenza molto bassa e non mi sento quindi di affermare categoricamente che la presenza di residui di corrente alternata possa produrre danni se contenuta a livelli tali da non portare a inversioni di polarita' nei minimi di segnale o eccessiva corrente nei picchi.
Vi sono studi in merito alla metodologia di ricarica ad impulsi (rapidi ma di frequenza non troppo diversa o uguale a quella di rete) che dimostrano che lo stato della batteria e la sua vita attesa sono indifferenti a tale caratteristica (praticamente un altissimo 'ripple'):
http://etd.wvu.edu/templates/showETD.cfm?recnum=2311 - Leggasi le conclusioni a pag.95 paragrafo 5.1
Qualcuno ha persino trovato che un tale metodo ha effetti benefici:
http://www.vershv.narod.ru/sdarticle.pdf - Leggasi conclusioni a pag.227 dell'articolo (13 del documento) paragrafo 4.
Pertanto una componente alternata presente in uscita sovrapposta alla corrente continua di carica non puo', di per se, essere considerata un indice di futura vita breve delle batterie.
Personalmente ritengo che non vi sia alcuna differenza fra il sistema di ricarica in corrente continua pura e il sistema impulsivo (se ben calcolati, ovviamente) per la banalissima ragione che attaccare ogni tanto il caricabatterie e staccarlo a carica avvenuta e' gia' di per se un metodo di ricarica impulsivo, la sola differenza e' che avviene a frequenza molto bassa e non mi sento quindi di affermare categoricamente che la presenza di residui di corrente alternata possa produrre danni se contenuta a livelli tali da non portare a inversioni di polarita' nei minimi di segnale o eccessiva corrente nei picchi.
