30-10-2013, 06:10
Ciao a tutti,
premetto che ho trovato molto interessanti sia la tesi di Chalmers che l'articolo postati..
Per quanto riguarda il bordo d'uscita della deriva/timone, a mio avviso, la situazione è un po' più complessa.
Da un punto di vista puramente idrodinamico il bordo d'uscita è importante che sia completamente affilato. Idealmente dovrebbe finire a punta con un raggio di curvatura nullo. Questo garantisce la massima portanza ed efficienza. Più arrotondato è il bordo d'uscita peggio è (il raggio di curvatura maggiore non permette di sviluppare completamente la condizione di Kutta).
Qui però ci si scontra con la parte strutturale: qualsiasi cosa fatta di spessore nullo si rompe.
Perciò si taglia il bordo d'uscita (arrotondarlo è la cosa peggiore da un punto di vista idrodinamico). Quando si taglia il bordo di uscita si crea una scia vorticosa turbolenta che parte dietro parte tagliata. Se il taglio è simmetrico la scia è composta da due treni di vortici alternati (scia di Karman) che danno luogo a vibrazioni. Se invece si fa un taglio asimmetrico il rilascio di vortici non è più alternato e non ci sono più vibrazioni.
Comunque però in tutte e due i casi la resistenza idrodinamica (C_d) è maggiore del caso affilato (anche se praticamente non così tanto da risentirsi sulla resistenza totale della barca).
Quindi secondo me non vale la pena affilare il bordo d'uscita a meno che non sia particolarmente tozzo o arrotondato. Se si sentono vibrazioni soprattutto in andature portanti potrebbe essere utile il consiglio di francocr68.
Ciao a tutti
premetto che ho trovato molto interessanti sia la tesi di Chalmers che l'articolo postati..
Per quanto riguarda il bordo d'uscita della deriva/timone, a mio avviso, la situazione è un po' più complessa.
Da un punto di vista puramente idrodinamico il bordo d'uscita è importante che sia completamente affilato. Idealmente dovrebbe finire a punta con un raggio di curvatura nullo. Questo garantisce la massima portanza ed efficienza. Più arrotondato è il bordo d'uscita peggio è (il raggio di curvatura maggiore non permette di sviluppare completamente la condizione di Kutta).
Qui però ci si scontra con la parte strutturale: qualsiasi cosa fatta di spessore nullo si rompe.
Perciò si taglia il bordo d'uscita (arrotondarlo è la cosa peggiore da un punto di vista idrodinamico). Quando si taglia il bordo di uscita si crea una scia vorticosa turbolenta che parte dietro parte tagliata. Se il taglio è simmetrico la scia è composta da due treni di vortici alternati (scia di Karman) che danno luogo a vibrazioni. Se invece si fa un taglio asimmetrico il rilascio di vortici non è più alternato e non ci sono più vibrazioni.
Comunque però in tutte e due i casi la resistenza idrodinamica (C_d) è maggiore del caso affilato (anche se praticamente non così tanto da risentirsi sulla resistenza totale della barca).
Quindi secondo me non vale la pena affilare il bordo d'uscita a meno che non sia particolarmente tozzo o arrotondato. Se si sentono vibrazioni soprattutto in andature portanti potrebbe essere utile il consiglio di francocr68.
Ciao a tutti
