11-12-2008, 02:15
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-12-2008, 02:17 da kermit.)
<blockquote id='quote][size='1' face='Verdana,Arial,Helveti' id='quote]Citazione:<hr height='1' noshade id='quote]Messaggio inserito da Maro
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D'altra parte, anche nel tuo settore, mi pare che bi-tri-quadriplani ne circolino ormai pochini.
Ciao
<hr height='1' noshade id='quote]</blockquote id='quote][color='quote]
Ciao Maro mi soffermo solo su questa frase. L'aerodinamica è una materia complessa che spazia dal subsonico, al transonico ed al supersonico. L'aria è considerata comprimibile nel subsonico e incomprimibile (alla stregua di un liquido) nel supersonico, il fatto che non ci siano biplani o triplani o aerei con ala in monosuperficie, non significa che non siano soluzioni valide ma semplicemente è cambiato il campo di velocità di utilizzo degli aerei. Non si possono certo costruire aerei in monosuperficie che vanno a 900 km/h .
Pero se devi costruire un ultraleggero che stalla a 50 km/h vedrei che ancor oggi ci sono molti monosuperficie (deltaplani a motore ecc.) ed anche biplani.
Comunque quando parlo di energizzare una superficie o dell'interazione tra le due vele intendo dire che può succedere che alcune zone di una vela 'stand alone' spesso, a causa del distacco dei filetti fluidi, potrebbe avere delle zone aerodinamicamente 'morte' che invece si ravvivano quando nasce l'interazione con una vela adiacente che devia il flusso aerodinamico in quell'area
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D'altra parte, anche nel tuo settore, mi pare che bi-tri-quadriplani ne circolino ormai pochini.
Ciao
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Ciao Maro mi soffermo solo su questa frase. L'aerodinamica è una materia complessa che spazia dal subsonico, al transonico ed al supersonico. L'aria è considerata comprimibile nel subsonico e incomprimibile (alla stregua di un liquido) nel supersonico, il fatto che non ci siano biplani o triplani o aerei con ala in monosuperficie, non significa che non siano soluzioni valide ma semplicemente è cambiato il campo di velocità di utilizzo degli aerei. Non si possono certo costruire aerei in monosuperficie che vanno a 900 km/h .
Pero se devi costruire un ultraleggero che stalla a 50 km/h vedrei che ancor oggi ci sono molti monosuperficie (deltaplani a motore ecc.) ed anche biplani.
Comunque quando parlo di energizzare una superficie o dell'interazione tra le due vele intendo dire che può succedere che alcune zone di una vela 'stand alone' spesso, a causa del distacco dei filetti fluidi, potrebbe avere delle zone aerodinamicamente 'morte' che invece si ravvivano quando nasce l'interazione con una vela adiacente che devia il flusso aerodinamico in quell'area
