08-05-2018, 18:00
Come da foto.
La scocca fissata sull'alloggiamento della zattera e non si muove di lì, il trasmettitore interno legato alla zattera, così che quando la si lancia e si apre trascina con se il trasmettitore.
Il guscio della zattera si apre per intervento del gancio idrostatico, quello dell'Epirb pure, quindi zattera in acqua che si gonfia, Epirb che inizia a trasmettere (anche la sua posizione perché senza GPS interno serve a poco).
Le ondate e la pioggia non fanno intervenire i dispositivi di sgancio, perché sono idrostatici e per sparare l'antenna e gonfiare la zattera devono essere immersi di almeno mezzo metro, la zattera sgonfia pesa e si immerge per poi galleggiare al gonfiamento, e trascina con se l'Epirb.
Metterlo dentro non è una buona idea perché può rimanere intrappolato nella barca, se c'è fuoco a bordo si rischia per prenderlo (e non è detto che ci si riesca), nella concitazione dell'emergenza facile dimenticarselo, eccetera, tanto è vero che pescatori e navigli di altura lo tengono sempre all'esterno.
Messo all'estrema poppa, con la zattera è più facile arrivarci in qualsiasi circostanza, oltretutto il guscio ha uno scatto a molla, per cui si può facilmente afferrare il trasmettitore saltando in acqua anche senza la zattera, il cordino che lo lega alla zattera è lungo e si riesce a strappare seppur con una discreta forza.
E' difficilissimo che a qualcuno venga in mente di rubarlo, perché oltre ad essere registrato con un suo codice, è attribuito ad un numero MSSI, che sono univoci e non modificabili se non con prassi non semplicissima, quindi al di là del dispetto (carogne ce ne sono sempre in giro) è un oggetto sempre rintracciabile, quindi inutile per altri scopi.
E poi ... lì, in bella vista, fa figo.
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La scocca fissata sull'alloggiamento della zattera e non si muove di lì, il trasmettitore interno legato alla zattera, così che quando la si lancia e si apre trascina con se il trasmettitore.
Il guscio della zattera si apre per intervento del gancio idrostatico, quello dell'Epirb pure, quindi zattera in acqua che si gonfia, Epirb che inizia a trasmettere (anche la sua posizione perché senza GPS interno serve a poco).
Le ondate e la pioggia non fanno intervenire i dispositivi di sgancio, perché sono idrostatici e per sparare l'antenna e gonfiare la zattera devono essere immersi di almeno mezzo metro, la zattera sgonfia pesa e si immerge per poi galleggiare al gonfiamento, e trascina con se l'Epirb.
Metterlo dentro non è una buona idea perché può rimanere intrappolato nella barca, se c'è fuoco a bordo si rischia per prenderlo (e non è detto che ci si riesca), nella concitazione dell'emergenza facile dimenticarselo, eccetera, tanto è vero che pescatori e navigli di altura lo tengono sempre all'esterno.
Messo all'estrema poppa, con la zattera è più facile arrivarci in qualsiasi circostanza, oltretutto il guscio ha uno scatto a molla, per cui si può facilmente afferrare il trasmettitore saltando in acqua anche senza la zattera, il cordino che lo lega alla zattera è lungo e si riesce a strappare seppur con una discreta forza.
E' difficilissimo che a qualcuno venga in mente di rubarlo, perché oltre ad essere registrato con un suo codice, è attribuito ad un numero MSSI, che sono univoci e non modificabili se non con prassi non semplicissima, quindi al di là del dispetto (carogne ce ne sono sempre in giro) è un oggetto sempre rintracciabile, quindi inutile per altri scopi.
E poi ... lì, in bella vista, fa figo.
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