(03-04-2020 21:15)orteip Ha scritto: Premesso che, tanto per dirla terra terra, anche le piccole imbardate di una barca dal peso di una decina di tonnellate producono nell’acciaio della catena dell’ancora la stessa reazione di grosse martellate (F= M x a) con conseguente stress del materiale e relative criccature; tanto più carbonio è presente nell’acciaio 318 piuttosto che 316), tanto più si stressa e si cricca il materiale ma comunque, come ho già detto, tutto è relativo all’utilizzo che se ne fà. Se si frequentano maggiormente porti il rischio di prendere duri colpi di martello sono ridotti e benanche se ne verificasse qualcuno ogni tanto non credo vi siano problemi.
Peró non posso esimermi dal dire che nella catena di acciaio inox non hai modo di vedere cosa e quanto stress quei ripetuti piccoli colpetti hanno causato alla catena e non è il primo caso che vengono lamentati cedimenti improvvisi. La mia sicuramente è una deformazione professionale ma visto che faccio molte rade e mi capita sovente di prendere qualche sventolata io non monterei mai una catena inox sulla mia barca ma ripeto, le mie sono solo paranoie personali date da deformazione professionale...
non sarei completamente d'accordo. il 316 porta meno carbonio nel normale acciaio da costruzioni, ed è un acciaio austenitico, adatto a carichi dinamici per eccellenza. non è un caso che tutti i prodotti per la nautica di qualità siano fatti di questo acciaio, inclusi grilli, moschettoni tylasca etc, che sicuramente vivono di carichi dinamici.
detto questo puoi considerare che leghe austenitiche Ci-Ni vengono utilizzate anche per le valvole di scarico dei motori a scoppio, che ho il sospetto non lavorino prevalentemente a carico statico.