23-11-2021, 08:15
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 23-11-2021, 08:20 da opinionista velico.)
Una volta che Epolight Win ha tirato puoi ricoprirlo con quello che ti pare. Anche con stucco di altro tipo e altra marca.
Chiaro che se ti senti ancora impreparato a lavorare con l’epossidica e relativi addensanti, devi continuare con prodotti preconfezionati, che hanno i loro costi e che riservano le loro (non rare) spiacevoli sorprese.
Se non ho visto male, le specifiche tecniche del Defender consigliano 2 - 4 mani. Più né dai e più protegge, ovviamente.
Se stimi che ti avanzerà un po’ di Defender potresti anche usarlo per prepararti un po’ stucco addensandolo con delle microsfere cave. Così inizi a prendere confidenza anche con questi prodotti che sicuramente ti serviranno per altri lavori insieme alla resina epossidica.
Come avrai già intuito, la manutenzione di una barca richiede tantissimo lavoro, specie se datata e abbandonata da tempo.
Altro stucco (oppure gelcoat addensato che funga da stucco o prodotti già pronti come il Gelcoat Filler o il normale stucco da carrozziere) ti servirà infatti anche per la riparazione lungo il bordo del codino di poppa. Ma qui il discorso sarebbe anche più lungo e complicato perché bisognerebbe capire bene fino a dove arriva la rottura (che potrebbe derivare dallo scollamento della giunzione scafo/coperta), cioè se è solo superficiale o attraversa lo stratificato aprendo la strada alle infiltrazioni.
La procedura per rilucidare il gelcoat è quella che ti hanno detto in negozio, ovvero passare con carta abrasiva sempre più fine per arrivare alla pasta abrasiva ed eventualmente anche al polish (dipende dalla finitura che vuoi ottenere). Potresti certamente iniziare come hai pensato di fare e trattare una piccola parte. Se il risultato ti soddisfa allora prosegui, altrimenti occorre un intervento che vada più a fondo.
Attenzione però a non insistere troppo con la carta abrasiva (partire con la 400 va bene) perché altrimenti rischi di passare sotto e poi ti tocca ridare il gelcoat con enorme difficoltà (se non impossibilità) a ritrovarlo dello stesso colore (ma la pezza si noterebbe comunque).
Qui dovresti dotarti di rotorbitali di buona qualità che ti consentano di lavorare a lungo senza distruggerti mani e braccia. Ovviamente armarti anche santa di pazienza.
Chiaro che se ti senti ancora impreparato a lavorare con l’epossidica e relativi addensanti, devi continuare con prodotti preconfezionati, che hanno i loro costi e che riservano le loro (non rare) spiacevoli sorprese.
Se non ho visto male, le specifiche tecniche del Defender consigliano 2 - 4 mani. Più né dai e più protegge, ovviamente.
Se stimi che ti avanzerà un po’ di Defender potresti anche usarlo per prepararti un po’ stucco addensandolo con delle microsfere cave. Così inizi a prendere confidenza anche con questi prodotti che sicuramente ti serviranno per altri lavori insieme alla resina epossidica.
Come avrai già intuito, la manutenzione di una barca richiede tantissimo lavoro, specie se datata e abbandonata da tempo.
Altro stucco (oppure gelcoat addensato che funga da stucco o prodotti già pronti come il Gelcoat Filler o il normale stucco da carrozziere) ti servirà infatti anche per la riparazione lungo il bordo del codino di poppa. Ma qui il discorso sarebbe anche più lungo e complicato perché bisognerebbe capire bene fino a dove arriva la rottura (che potrebbe derivare dallo scollamento della giunzione scafo/coperta), cioè se è solo superficiale o attraversa lo stratificato aprendo la strada alle infiltrazioni.
La procedura per rilucidare il gelcoat è quella che ti hanno detto in negozio, ovvero passare con carta abrasiva sempre più fine per arrivare alla pasta abrasiva ed eventualmente anche al polish (dipende dalla finitura che vuoi ottenere). Potresti certamente iniziare come hai pensato di fare e trattare una piccola parte. Se il risultato ti soddisfa allora prosegui, altrimenti occorre un intervento che vada più a fondo.
Attenzione però a non insistere troppo con la carta abrasiva (partire con la 400 va bene) perché altrimenti rischi di passare sotto e poi ti tocca ridare il gelcoat con enorme difficoltà (se non impossibilità) a ritrovarlo dello stesso colore (ma la pezza si noterebbe comunque).
Qui dovresti dotarti di rotorbitali di buona qualità che ti consentano di lavorare a lungo senza distruggerti mani e braccia. Ovviamente armarti anche santa di pazienza.
