3 ore fa
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 3 ore fa da opinionista velico.)
Grazie per gli ulteriori contributi.
Preservare il gelcoat mi interessa relativamente. Prima della ramata darò qualche mano di epossidica che fungerà da strato impermeabile, stuccando poi le eventuali imperfezioni più evidenti. L'ulteriore miscela di epossidica e polvere di rame nasconderà il resto e aggiungerà qualche altra protezione all'opera viva.
La parte più difficile sarà trovare la voglia di iniziare
Con lo sverniciatore usato in passato (ma non ricordo la marca) fu una passeggiata. Il segreto era lasciarlo agire a lungo (anche qualche ora) evitando di farlo asciugare, quindi spessore generoso e giornate fresche, umide e senza sole. Quella volta, addirittura, c'era attaccato un po' di tutto, primer, clorocauciù, AV a matrice dura e autoleviganti. Eredità dei pastrocchi fatti fare dal precedente proprietario della barca.
Quando si era formata una bella pappetta, si tirava via con la normale spatolina. Una lunga striscia dalla linea di galleggiamento fino alla chiglia. In due giorni ho fatto tutta la carena senza alcuna fatica. Prima una fiancata poi l'altra. A quei tempi c'era anche più tolleranza sullo smaltimento. Oggi sono considerati rifiuti speciali pericolosi da smaltire attraverso ditte specializzate.
In totale ci vollero due barattoli da 3 kg più un altro barattolo piccolo da 1 kg o 0,75 (ora non ricordo), per una resa di circa 2,5 mq/kg, ma in alcuni punti più gel sarebbe stato utile. Ovviamente dovetti poi lavorare anche con la rotorbitale ma un buon 90% del lavoro era stato fatto.
Mi sembra che il tutto costò intorno ai 100 euro. Con prezzi odierni ci avviciniamo al doppio o più con i prodotti specifici per carene, sperando di trovare subito quello buono con una resa decente.
Preservare il gelcoat mi interessa relativamente. Prima della ramata darò qualche mano di epossidica che fungerà da strato impermeabile, stuccando poi le eventuali imperfezioni più evidenti. L'ulteriore miscela di epossidica e polvere di rame nasconderà il resto e aggiungerà qualche altra protezione all'opera viva.
La parte più difficile sarà trovare la voglia di iniziare

Con lo sverniciatore usato in passato (ma non ricordo la marca) fu una passeggiata. Il segreto era lasciarlo agire a lungo (anche qualche ora) evitando di farlo asciugare, quindi spessore generoso e giornate fresche, umide e senza sole. Quella volta, addirittura, c'era attaccato un po' di tutto, primer, clorocauciù, AV a matrice dura e autoleviganti. Eredità dei pastrocchi fatti fare dal precedente proprietario della barca.
Quando si era formata una bella pappetta, si tirava via con la normale spatolina. Una lunga striscia dalla linea di galleggiamento fino alla chiglia. In due giorni ho fatto tutta la carena senza alcuna fatica. Prima una fiancata poi l'altra. A quei tempi c'era anche più tolleranza sullo smaltimento. Oggi sono considerati rifiuti speciali pericolosi da smaltire attraverso ditte specializzate.
In totale ci vollero due barattoli da 3 kg più un altro barattolo piccolo da 1 kg o 0,75 (ora non ricordo), per una resa di circa 2,5 mq/kg, ma in alcuni punti più gel sarebbe stato utile. Ovviamente dovetti poi lavorare anche con la rotorbitale ma un buon 90% del lavoro era stato fatto.
Mi sembra che il tutto costò intorno ai 100 euro. Con prezzi odierni ci avviciniamo al doppio o più con i prodotti specifici per carene, sperando di trovare subito quello buono con una resa decente.
