28-12-2009, 17:03
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 28-12-2009, 17:06 da Brunoc.)
<blockquote id='quote][size='1' face='Verdana,Arial,Helveti' id='quote]Citazione:<hr height='1' noshade id='quote]Messaggio inserito da ale07
L'ho denominata ''drizza genovese'' perchè si risparmia il 50%
di double braid DYNEMA:
si ha una drizza in dynema inestensibile
che resta a segno, con la possibilità di mettere in tensione quando si esce ( il solito mezzo giro di winch) e levare tensione quando occorre
si libera il pozzetto levando la drizza che resta perennemente adugliata
quando occorre ammainare ( la drizza è impiombata con un occhio scalzato) si collega rapidamente un testimone in poliestere che tengo dentro il gavone opportunamente terminato per consentire il passaggio
BV
<hr height='1' noshade id='quote]</blockquote id='quote][color='quote]
Anche a me pare una ottima soluzione: sia perchè elimina una parte di tutto quel cordame in giro che nelle varie manovre rompe non poco (alla fine è anche maggior sicurezza) e sia perchè comunque hai una drizza di qualità superiore. L'unico difetto che trovo è che bisogna imparare a fare quelle 'diavolerie' che sa fare Ale con le cime
.
Argomento interessante, proprio l'altro giorno guardavo sconsolato la mia coperta piena cime e scotte e mi chiedevo come fare un po d'ordine e di 'pulizia': infatti rinviare tutto a pozzetto ha l'enorme vantaggio di avere tutto a portata di mano ma nel contempo ti ritrovi con un casino di scotte, cime, drizze. Un po ho ovviato con colori diversi, ma colgo lo spunto per chiedere: secondo voi, nella pratica, le varie drizze e scotte quanto è utile averne oltre la lunghezza max necessaria per la manovra considerando anche eventuali manovre di emergenza? (non so se mi sono capito
).
es: la scotta del vang a che mi serve più lunga della distanza necessaria per cazzare eventualmente con l'winch più distante? che dite, posso dare una sforbiciata?
b.v.
L'ho denominata ''drizza genovese'' perchè si risparmia il 50%
di double braid DYNEMA:si ha una drizza in dynema inestensibile
che resta a segno, con la possibilità di mettere in tensione quando si esce ( il solito mezzo giro di winch) e levare tensione quando occorresi libera il pozzetto levando la drizza che resta perennemente adugliata
quando occorre ammainare ( la drizza è impiombata con un occhio scalzato) si collega rapidamente un testimone in poliestere che tengo dentro il gavone opportunamente terminato per consentire il passaggio
BV
<hr height='1' noshade id='quote]</blockquote id='quote][color='quote]
Anche a me pare una ottima soluzione: sia perchè elimina una parte di tutto quel cordame in giro che nelle varie manovre rompe non poco (alla fine è anche maggior sicurezza) e sia perchè comunque hai una drizza di qualità superiore. L'unico difetto che trovo è che bisogna imparare a fare quelle 'diavolerie' che sa fare Ale con le cime
.Argomento interessante, proprio l'altro giorno guardavo sconsolato la mia coperta piena cime e scotte e mi chiedevo come fare un po d'ordine e di 'pulizia': infatti rinviare tutto a pozzetto ha l'enorme vantaggio di avere tutto a portata di mano ma nel contempo ti ritrovi con un casino di scotte, cime, drizze. Un po ho ovviato con colori diversi, ma colgo lo spunto per chiedere: secondo voi, nella pratica, le varie drizze e scotte quanto è utile averne oltre la lunghezza max necessaria per la manovra considerando anche eventuali manovre di emergenza? (non so se mi sono capito
).es: la scotta del vang a che mi serve più lunga della distanza necessaria per cazzare eventualmente con l'winch più distante? che dite, posso dare una sforbiciata?
b.v.
