Dilemma Coperta: Teak o tela verniciata?
#12
Citazione:dapnia ha scritto:
Cercando altro ho ritrovato questa discussione e confondo un po’ le idee.
La prima barca alla quale mi sono applicato in un restauro serio, più di una quarantina d’anni fa, era una Star, con numero velico 45.
Tutta originale, vele in cotone Makò, ferramenta in bronzo, opera viva in tavoloni di mogano, fondo in tavole di abete chiglia in ghisa.
Aveva la coperta in tela bianca verniciata.
La coperta sotto era in tavole di pino sottili ma larghe, calafatate, e sopra era tesa la tela.
La tela tipo olona, a trama grossa e molto consistente, non era incollata ma staccata dalla coperta e tesa, tenuta in tensione da una cornice mezza tonda di circa due centimetri inchiodata (!) al bordo dello scafo.
Sulla tela erano state date molte mani di copertura, credo, olio di lino cotto ed a finire smalto bianco.
Da quanto ho potuto capire, chiedendo ed immaginando, la tela aveva non tanto la funzione d'impermeabilizzante, quanto forse quella di antisdrucciolo e di certo una ragione economico/estetica: l’abete era poco costoso ma non nobile e mogano o teak sarebbe stato molto più costoso.
Quando ho iniziato la barca aveva una ventina d'anni, molti dei quali passati in attività sul lago.
La coperta era in buono stato, la tela anche, integra e ben conservata, ma la struttura in abete sotto aveva una flessione dovuta alla rottura d’un baglio ed al cedimento di una parte, a causa del fatto che era stata rimessata capovolta, pur essendoci l'invaso (?).
Riparata la rottura, invece di riparare anche la coperta e rimettere la tela, mi sono lasciato convincere a ricoprire la coperta con un foglio di compensato di mogano e lucidare il tutto, come le fiancate.
La barca, è vero, sembrava un violino, ma non era più una Star.
Morale: tela c'era, tela sarebbe dovuta rimanere.
A conti fatti, il lavoro di riapplicare la tela tesa non sarebbe stato così difficile e, durata già vent'anni la precedente, forse non sarebbe stata nemmeno così delicata.
Credo di avervi confuso un po’ di più le idee, ma se rifacessi quel lavoro, rimetterei la tela; in alternativa cambierei le tavole rovinate, ricalafaterei e lascerei il legno a vista.
Quoto quello che dice Daphnia, anch'io ho sempre sentito dire che la funzione era quella di antisdruciolo, non sapevo delle mani di lino però.

Anche perchè ormai tutti i restauri vengono fatti con coperte di teck fiammante e anche le barche d'epoca si stanno omologando a standard estetici tutti uguali che spesso non corrispondono all'estetetica reale della barca in origine.

molto interessante questo 3d
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