17-08-2010, 16:27
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 17-08-2010, 16:28 da shabrumi.)
Citazione:einstein ha scritto:
Insisto, imho, e' l'approccio che ritengo debba essere diverso, il tuo obiettivo non e' buttarti sull'angolo ma raggiungere la tua VT nel piu' breve tempo possibile, quindi partirai piu' poggiato per cercare di acquisire velocita' quanto prima che ti permettera' di far lavorare meglio la deriva e ridurre al minimo lo scarroccio, solo allora potrai ridurre la tua velocita' per portarla al target di 5,6 nodi; vedrai che se tutto e' OK (regolazioni, assetto, vele ecc.) l'angolo corrispondera'.
ciao
Qui ti quoto completamente.
la tua è la giusta trasposizione di un concetto teorico in una realtà che non sempre consente di stare appresso ai decimali!
Fare accellerare la barca ( vuoi perchè stavi fermo, vuoi perchè sei in uscita da una virata, vuoi perchè ti sei impattato su di un'onda )
non consente di stare appresso ad angoli ottimali.
Così come non puoi dire al timoniere di andare costantemente per 'quarantaquattrogradi' al reale, quello ti sputa! Per bravo che sia riuscirà a stare all'interno di un range di tre/quattro gradi toccando solo saltuariamente il fatidico 44!
Alcuni autori suggeriscono (secondo me giustamente) che, in condizioni di mare formato e vento debole, è opportuno navigare qualche grado più poggiati rispetto all'angolo della migliore VMG.
la maggiore velocità/potenza eviterà di farci impattare costantemente sull' onda e lo svantaggio della minore VMG sarà compensato dalla sua costanza.
Insomma concordo: la ricerca della migliore VMG, così semplice in teoria, è in pratica un continuo divenire.
Ciò non toglie che, una volta scesi dalla barca e comodamente stravaccati nel salottino del circolo velico, se qualcuno ci chiede dove sta la migliore VMG non possiamo non rispondergli che si trova soltanto su uno (e uno solo) specifico angolo lungo il quale devi dispiegare tutta la velocità della tua barca se vuoi, finalmente, raggiungerla!
Ciao.
