03-09-2010, 15:45
Non entro nel merito dei vantaggi o svantaggi che comporti l'avere delle vele efficienti, perchè vedo che le opinioni sono contrastanti, ma quoto, ovviamente il post di einstein.
La soddisfazione di passare, con vento leggero, con le vele a mutanda quelli con le vele da regata che non le sanno regolare, secondo me, non ripaga della rottura di scatole di non riuscire a fare una bolina decente quando il vento rinforza.
Il fatto incontrovertibile è che una vela in dacron tessuto, a meno che non sia rimasta sempre nel sacco, ha una vita limitata alla durata del suo finissaggio......
Senza che mi metta a postare disegnini e diagrammi che trovate nelle pagine di Fornasari, vedete che il tessuto è una 'garza' che sui due assi ortogonali tiene ovviamente quanto tengono i suoi fili.
In diagonale, purtroppo, e dunque negli angoli della vela che sono particolarmente sollecitati, resiste solo finchè i fili restano ancorati gli uni agli altri grazie alla calandratura a caldo e alla spalmatura di resina. Però c'è un però: più si scalda e si resina, meno dura il finissaggio e più fragile diventa il tessuto.
Un'altra caratteristica che rende più stabile il tessuto senza dover esagerare con calandre e resine è quanto fitti e sottili sono i filati che costituiscono il tessuto: più fitti sono, più piccoli sono gli interspazi e dunque meno calandra e resina servono: e qui sta la differenza di costo, di performance e durata tra i dacron cinesi e quelli europei/americani.
Credo di aver con ciò spiegato perchè a mio avviso è inutile buttare manodopera e denaro per rifare praticamente una vela con del materiale ormai sfruttato, anche se all'apparenza è integro.
Ciao
La soddisfazione di passare, con vento leggero, con le vele a mutanda quelli con le vele da regata che non le sanno regolare, secondo me, non ripaga della rottura di scatole di non riuscire a fare una bolina decente quando il vento rinforza.
Il fatto incontrovertibile è che una vela in dacron tessuto, a meno che non sia rimasta sempre nel sacco, ha una vita limitata alla durata del suo finissaggio......
Senza che mi metta a postare disegnini e diagrammi che trovate nelle pagine di Fornasari, vedete che il tessuto è una 'garza' che sui due assi ortogonali tiene ovviamente quanto tengono i suoi fili.
In diagonale, purtroppo, e dunque negli angoli della vela che sono particolarmente sollecitati, resiste solo finchè i fili restano ancorati gli uni agli altri grazie alla calandratura a caldo e alla spalmatura di resina. Però c'è un però: più si scalda e si resina, meno dura il finissaggio e più fragile diventa il tessuto.
Un'altra caratteristica che rende più stabile il tessuto senza dover esagerare con calandre e resine è quanto fitti e sottili sono i filati che costituiscono il tessuto: più fitti sono, più piccoli sono gli interspazi e dunque meno calandra e resina servono: e qui sta la differenza di costo, di performance e durata tra i dacron cinesi e quelli europei/americani.
Credo di aver con ciò spiegato perchè a mio avviso è inutile buttare manodopera e denaro per rifare praticamente una vela con del materiale ormai sfruttato, anche se all'apparenza è integro.
Ciao
