20-12-2010, 22:49
Ho lo stesso problema sulla mia, trasto in tuga, in solitario.
la soluzione ottimale ed invasiva è quella di portare il trasto o un golfare con strozzatore e regolazione di fino in pozzetto.
L'altra soluzione, come mni sembra consigli einstein, è predisporre un circuito alla tedesca, con conseguenti problemi hardware e di gestione.
Alla a fine la soluzione migliore è quella di tenere a riva la giusta quantità di tela in relazione all'intensità delle raffiche e non del vento base.
Al limite cerchi un compromesso, una via di mezzo, anche scarrellando un pò più del dovuto.
In andature strette, regolo di base lascando carrello leggermente più del dovuto. Sotto raffica, se non basta, vado leggermente all'orza, la randa scarica, la barca fila e guadagna rimanendo piatta. Finita la raffica ripoggio. (scusa l'ovvietà...)
In ogni caso il punto di partenza è la giusta quantità di tela.
Il tutto supponendo che, avendo una barca con trasto in tuga, tu non abbia neccesità corsaiole e di prestazioni in regata d'altura.
la soluzione ottimale ed invasiva è quella di portare il trasto o un golfare con strozzatore e regolazione di fino in pozzetto.
L'altra soluzione, come mni sembra consigli einstein, è predisporre un circuito alla tedesca, con conseguenti problemi hardware e di gestione.
Alla a fine la soluzione migliore è quella di tenere a riva la giusta quantità di tela in relazione all'intensità delle raffiche e non del vento base.
Al limite cerchi un compromesso, una via di mezzo, anche scarrellando un pò più del dovuto.
In andature strette, regolo di base lascando carrello leggermente più del dovuto. Sotto raffica, se non basta, vado leggermente all'orza, la randa scarica, la barca fila e guadagna rimanendo piatta. Finita la raffica ripoggio. (scusa l'ovvietà...)
In ogni caso il punto di partenza è la giusta quantità di tela.
Il tutto supponendo che, avendo una barca con trasto in tuga, tu non abbia neccesità corsaiole e di prestazioni in regata d'altura.
