17-01-2011, 16:42
provo a ragionarci un pò e parto dal più facile.
Il gennaker crea una forza che fa muovere la barca, una componente all'avanzamento e una allo sbandamento; la risultante è la forza totale che genera la vela e la sua intensità e direzione dipende dall'intensità del vento e dall'andatura rispetto al vento (e ovviamente dalle dimensioni della vela); 'per ora escludiamo gli effetti dinamici'. Questa forza (tiro) si trasmette alla barca tramite tre punti, la drizza, la mura e la scotta, secondo tre forze. A prescindere dalle difficoltà di schematizzazione, avremo su ognuno di questi tre punti un tiro la cui risultante è appunto il tiro della vela.
Con una certa approssimazione si potrebbe fare un calcoletto.
Per la drizza genoa la questione appare ben più complessa perchè la forza generata dalla vela si trasmette alla barca per mezzo dello strallo (due punti di attacco), della scotta e in modo diverso mura e drizza della vela.
Perchè in modo diverso mura e drizza? ipotizziamo il caso limite, con vela gonfia molliamo drizza e mura che succede? per gli attriti nella canaletta dell'inferitura potrebbe succedere poco, l'inferitura un pò mollerebbe di tensione ma la vela potrebbe rimanere lì.
Questo ragionamento estremo e semplificativo mi fa pensare che le tensione 'principale' della drizza genoa serve a mettere in forma la vela (regolare il grasso rispetto alla forza del vento che deforma la vela ) e non a trasmettere il tiro della vela alla barca.
Ma non ho idea di come calcolarne il tiro.
A voi...
Il gennaker crea una forza che fa muovere la barca, una componente all'avanzamento e una allo sbandamento; la risultante è la forza totale che genera la vela e la sua intensità e direzione dipende dall'intensità del vento e dall'andatura rispetto al vento (e ovviamente dalle dimensioni della vela); 'per ora escludiamo gli effetti dinamici'. Questa forza (tiro) si trasmette alla barca tramite tre punti, la drizza, la mura e la scotta, secondo tre forze. A prescindere dalle difficoltà di schematizzazione, avremo su ognuno di questi tre punti un tiro la cui risultante è appunto il tiro della vela.
Con una certa approssimazione si potrebbe fare un calcoletto.
Per la drizza genoa la questione appare ben più complessa perchè la forza generata dalla vela si trasmette alla barca per mezzo dello strallo (due punti di attacco), della scotta e in modo diverso mura e drizza della vela.
Perchè in modo diverso mura e drizza? ipotizziamo il caso limite, con vela gonfia molliamo drizza e mura che succede? per gli attriti nella canaletta dell'inferitura potrebbe succedere poco, l'inferitura un pò mollerebbe di tensione ma la vela potrebbe rimanere lì.
Questo ragionamento estremo e semplificativo mi fa pensare che le tensione 'principale' della drizza genoa serve a mettere in forma la vela (regolare il grasso rispetto alla forza del vento che deforma la vela ) e non a trasmettere il tiro della vela alla barca.
Ma non ho idea di come calcolarne il tiro.
A voi...
