24-09-2011, 13:57
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-09-2011, 04:58 da tiger86.)
A perbacco, vedo che nessuno conosceva questa problematica.
Cmq con tutto rispetto ragazzi, usare un po di umltà in più quando non si sanno le cose non guasterebbe, chiusa parentesi.
Passiamo alla spiegazione in attesa lo faccia meglio 'qualche velaio'.
Chi parlava di genoa rollato non c'entrava nulla col discorso.
E' un concetto molto semplice che però spesso sfugge.
Faccio un esempio pratico, anche se approssimativo per render l'idea:
ho randa 40mq fiocco 40mq, barca progettata per un momento raddrizzante X, con vento di 15nodi con raffiche a 18 la barca sbanda fino a 30°.
Ora il vento aumenta arrivando ad un doppio di forza (la forza aumenta col quadrato della velocità del vento, bisognerebbe fare i conti, supponiamo sia 20kts). In questo caso con gli ipotetici 20kts per avere lo stesso sbandamento dovrei dimezzare il piano velico. Se dimezzo randa e dimezzo fiocco, esse dovranno sostenere ciascuna una risultante di pressione del doppio di prima su metà superficie, quindi la loro pressione unitaria rimane quella di prima.
Doppia risultante, metà superficie, uguale pressione unitaria, stesso carico strutturale.
Se io invece tolgo la randa e tengo il genoa intero, avrò sempre metà tela, stesso sbandamento, ma mi ritroverò che la risultante di pressione totale agirà tutta sul solo genoa, quindi una forza doppia sulla stessa superficie di prima (40mq) per cui la pressione unitaria sul tessuto sarà doppia, come sarà doppia la tensione di ogni parte della vela e delle manovre, rispetto a quanto era di progetto.
Ovviamente è semplificato per la comprensione, in realtà i numeri sono ipotetici, esistono interazioni fra le vele e tanti altri fattori che rendono più complesse queste analisi.
Per fortuna nelle barche da crociera spesso i materiali poveri sono sovradimensionati.
Ma non vorrei essere al posto del vostro genoa, che non andrà certo a brandelli, ma si beccherà delle deformazioni che gli resteranno fino alla pensione.
Altro discorso, non facile da capire, è che il rig deve sostenere sempre al massimo il momento raddrizzante, dopo di che la barca si sdraia... ma qui bisognerebbe aprire altro 3D.
Per quanto riguarda il genoa poggiero, a barca sbandata il centro velico cade sottovento creando una componente orziera, per cui spesso l'effetto poggiero è veramente di poco conto.
Per ultimo non mi piace una sollecitazione asimmetrica delle strutture del piano velico.
In conclusione, ben venga per pigrizia in crociera usare solo il genoa rollabile, ma non farlo quando si desidera ridurre tela al rinforzare del vento. Bisogna ridurre entrambe le vele.
Solo mio modesto parere che senz'altro condivido.
Cmq con tutto rispetto ragazzi, usare un po di umltà in più quando non si sanno le cose non guasterebbe, chiusa parentesi.

Passiamo alla spiegazione in attesa lo faccia meglio 'qualche velaio'.
Chi parlava di genoa rollato non c'entrava nulla col discorso.
E' un concetto molto semplice che però spesso sfugge.
Faccio un esempio pratico, anche se approssimativo per render l'idea:
ho randa 40mq fiocco 40mq, barca progettata per un momento raddrizzante X, con vento di 15nodi con raffiche a 18 la barca sbanda fino a 30°.
Ora il vento aumenta arrivando ad un doppio di forza (la forza aumenta col quadrato della velocità del vento, bisognerebbe fare i conti, supponiamo sia 20kts). In questo caso con gli ipotetici 20kts per avere lo stesso sbandamento dovrei dimezzare il piano velico. Se dimezzo randa e dimezzo fiocco, esse dovranno sostenere ciascuna una risultante di pressione del doppio di prima su metà superficie, quindi la loro pressione unitaria rimane quella di prima.
Doppia risultante, metà superficie, uguale pressione unitaria, stesso carico strutturale.
Se io invece tolgo la randa e tengo il genoa intero, avrò sempre metà tela, stesso sbandamento, ma mi ritroverò che la risultante di pressione totale agirà tutta sul solo genoa, quindi una forza doppia sulla stessa superficie di prima (40mq) per cui la pressione unitaria sul tessuto sarà doppia, come sarà doppia la tensione di ogni parte della vela e delle manovre, rispetto a quanto era di progetto.
Ovviamente è semplificato per la comprensione, in realtà i numeri sono ipotetici, esistono interazioni fra le vele e tanti altri fattori che rendono più complesse queste analisi.
Per fortuna nelle barche da crociera spesso i materiali poveri sono sovradimensionati.
Ma non vorrei essere al posto del vostro genoa, che non andrà certo a brandelli, ma si beccherà delle deformazioni che gli resteranno fino alla pensione.

Altro discorso, non facile da capire, è che il rig deve sostenere sempre al massimo il momento raddrizzante, dopo di che la barca si sdraia... ma qui bisognerebbe aprire altro 3D.
Per quanto riguarda il genoa poggiero, a barca sbandata il centro velico cade sottovento creando una componente orziera, per cui spesso l'effetto poggiero è veramente di poco conto.
Per ultimo non mi piace una sollecitazione asimmetrica delle strutture del piano velico.
In conclusione, ben venga per pigrizia in crociera usare solo il genoa rollabile, ma non farlo quando si desidera ridurre tela al rinforzare del vento. Bisogna ridurre entrambe le vele.
Solo mio modesto parere che senz'altro condivido.
Tra me e il mare comanda il tempo...
Leandro
Leandro
