26-09-2011, 13:25
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-09-2011, 13:30 da vento forza10.)
Quindi bisognerebbe spiegare a questi tizi della Sydney-Hobart che così… non s’ha da fare 

.
[hide][Immagine: .][/hide]
Battute a parte, mi sembra evidente che una vela di 40 mq sia più sollecitata di 2 vele da 20 mq ciascuna.
L’anno scorso ero uscito con circa 20 nodi (reali) aprendo solo il Genova avvolgibile (era più che sufficiente). Ad un certo punto udii uno schianto e la vela venne giù. Si era strappata la fettuccia che costituisce la bugna di drizza (punto di penna). Era una normale uscita pomeridiana e non avevo voglia di armare il mio piccolo Yankee avvolgibile, come invece consigliavano le condizioni per poterlo utilizzare abbinato alla Randa (terzarolata).
Prima o poi sarebbe comunque successo, perché la fettuccia era ormai cotta dal sole (aveva 10 anni).
Quindi è vero che una sola vela è più sollecitata (nel suo complesso) ma, se è stata realizzata per reggere anche quelle condizioni, credo che non ci siano particolari problemi (ovviamente se la vela è in buono stato e periodicamente controllata).
Infatti commissionai il Genova successivo specificando, al velaio, che lo avrei utilizzato anche da solo fino a 20-22 nodi (tutto aperto), così lui applicò, nei punti critici, dei rinforzi quasi da Tormentina. Anche lo spessore del tessuto venne leggermente aumentato, bilanciando questi aumenti di peso con la riduzione della superficie (da 145% a 135% di sovrapposizione) e l’eliminazione della banda anti UV (al fine di non trovarsi troppo penalizzati con venti leggeri).
Credo, invece, che ai fini dell’attrezzatura cambi poco, perché il complesso albero, sartie, crocette, strallo, belin (o volanti) dovrà comunque sostenere 40 mq di tela (e relative forze dovute all’azione contemporanea dei momenti sbandante e raddrizzante).


.
[hide][Immagine: .][/hide]
Battute a parte, mi sembra evidente che una vela di 40 mq sia più sollecitata di 2 vele da 20 mq ciascuna.
L’anno scorso ero uscito con circa 20 nodi (reali) aprendo solo il Genova avvolgibile (era più che sufficiente). Ad un certo punto udii uno schianto e la vela venne giù. Si era strappata la fettuccia che costituisce la bugna di drizza (punto di penna). Era una normale uscita pomeridiana e non avevo voglia di armare il mio piccolo Yankee avvolgibile, come invece consigliavano le condizioni per poterlo utilizzare abbinato alla Randa (terzarolata).
Prima o poi sarebbe comunque successo, perché la fettuccia era ormai cotta dal sole (aveva 10 anni).
Quindi è vero che una sola vela è più sollecitata (nel suo complesso) ma, se è stata realizzata per reggere anche quelle condizioni, credo che non ci siano particolari problemi (ovviamente se la vela è in buono stato e periodicamente controllata).
Infatti commissionai il Genova successivo specificando, al velaio, che lo avrei utilizzato anche da solo fino a 20-22 nodi (tutto aperto), così lui applicò, nei punti critici, dei rinforzi quasi da Tormentina. Anche lo spessore del tessuto venne leggermente aumentato, bilanciando questi aumenti di peso con la riduzione della superficie (da 145% a 135% di sovrapposizione) e l’eliminazione della banda anti UV (al fine di non trovarsi troppo penalizzati con venti leggeri).
Credo, invece, che ai fini dell’attrezzatura cambi poco, perché il complesso albero, sartie, crocette, strallo, belin (o volanti) dovrà comunque sostenere 40 mq di tela (e relative forze dovute all’azione contemporanea dei momenti sbandante e raddrizzante).
