NON fidatevi del gps...
#41
Citazione:kitegorico ha scritto:
Io navigo così:

a) Zone che conosco bene: navigo a vista e il navigatore lo uso solo per impostare il pilota automatico o per valutare le distanze e quindi i tempi ai punti d'arrivo.

b) zone che non conosco: uso il navigatore per tracciare la rotta, poi mi guardo la rotta ad una buona risoluzione x vedere se il cartografico mi evidenzia qualche pericolo (tipo secche, boe, ondametri, ecc.ecc) e infine faccio la stessa verifica anche sulla mappa. In prossimità dei pericoli segnalati se non posso tenermene alla larga ASSOLUTAMENTE NAVIGAZIONE A VISTA.

c) Nei porti navigatore e portolano.

d) COMUNQUE E SEMPRE OCCHI APERTI

Carta pronta ovviamente in caso di defoult dei cartografici (ne ho due a bordo, uno in dinette e l'altro in pozzetto).
Concordo pienamente con la scuola di pensiero di Kitegorico.
Mi permetterei di aggiungere che anche uno scandaglio a mano all'occorrenza non guasta.
Io personalmente mi sono salvata diverse volte grazie al fatto di avere settato l'allarme sonoro dell'ecoscandaglio a 60cm oltre il mio pescaggio ma in caso di necessità non ci metto niente ad aumentare questo valore a seconda dello stato del mare.
Una vedetta a prua in molti casi è indispensabile.
Quando posso seguo le rotte degli altri, ma sempre dopo averci ben ragionato sopra.
Senza andare lontano, intorno alle isole di Lerins ho assistito a qualche incaglio.
Ho l'abitudine di segnarmi sul diario di bordo tutti i riferimenti possibili per zone complicate, in modo che se ci ritorno evito rischi inutili.
Però dei miei conoscenti dopo aver ormeggiato per anni in rada davanti a Porquerolles sempre nello stesso posto, proprio perchè pensavano di conoscerlo bene, non so come hanno urtato il bulbo su uno scoglio lo stesso.
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