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l'uomo a prua e' una donna.
sta fotografando un 50 piedi di carbonio che dopo 40 miglia dalla . sta.
a pagina 159 il trafiletto della figura 2?
deve essere un refuso.. dice di lascare la tack per far ruotare il gennaker?
e chi puo saperlo, se il libro non ce l'ha?
io direi che forse sarebbe meglio parlare di cose che si conoscono, sparare a caso non e' una buona soluzione, un must.. ma pare che non sia per tutti, e mi sa che sono pure finiti, se non ristampano si rimane con la curiosita.
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io il libro ce l'ho da un pezzo e a pag. 159 si parla di andature al lasco dove come è logico si dice di lascare la tack e lascarla fino a che l'angolo di mura tende ad andare sopravento, se invece tende a spostarsi sottovento va richiamata.
Di bolina in nessuna parte del libro si dice di lascare la mura, penso che se Bill avesse scritto una sciocchezza del genere l'avrebbero cacciato dalla North
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Io non sarei d'accordo con questa manovra nemmeno alle andature portanti. Prima di tutto, di cosa parliamo? Navigazione per vmg o poppa massima a tutti i costi? Nel secondo caso potrei ancora comprenderlo (ma proprio frustandomi), in tutte le altre è una gran cavolata lascare la mura. Per far esporre sopravento il gen si lasca la scotta, cosa che spesso non vedo fare. Lasca lasca e la vela si espone tanto, ovviamente poggiando di conseguenza. Così la vela lavora nel suo range di progetto con la spinta massima. Lasciando la mura non si fa altro che far alzare la . va bene per prendere il volo
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Col Genn quando si va strappoggiati si lasca la mura in modo che si sposti sopravento.
Con lo spi al traverso se rifiuta per farlo portare, qualcuno pensa di stringere di più, si ma la barca si ferma e sbanda perchè si chiude, è come se noi spostassimo più in avanti il punto di scotta del genoa chiudendo la parta alta e aprendo la parta bassa il grambiale.
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Quindi se in stra poggia si lasca la mura, se in stra orza la scotta.
Vale anche con il frullino?
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Non ho letto tutto, e dopo aver letto una risposta di giuliano e un intervento del moderatore... beh penso di aver fatto bene...
@giuliano: sto jib top ti piace? Ti garba? è una vela da avere nel guaradaroba? Laminato giusto? In carbonio?
Alla roma per tutti faccio il tifo per voi. Mi raccomando!
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Il frullino è un genoa senza strallo, ora lo chiamano code, dopo averlo visto usare dagli Adriatici in classe libera, si usa di bolina, bolina larga, si cazza più o meno il gratile dell'inferitura per spostare il grasso più a prua o al centro.
Non esiste una vela che fa tutto, per ogni andatura ci vuole una vela diversa, il velaio serio ti consigliarà per il meglio.
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(01-04-2017, 08:29)kermit Ha scritto: io il libro ce l'ho da un pezzo e a pag. 159 si parla di andature al lasco dove come è logico si dice di lascare la tack e lascarla fino a che l'angolo di mura tende ad andare sopravento, se invece tende a spostarsi sottovento va richiamata.
Di bolina in nessuna parte del libro si dice di lascare la mura, penso che se Bill avesse scritto una sciocchezza del genere l'avrebbero cacciato dalla North
"non lasciate mai che qualcosa che avete letto, ostacoli cio che funziona".
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(01-04-2017, 09:25)bullo Ha scritto: Col Genn quando si va strappoggiati si lasca la mura in modo che si sposti sopravento.
Con lo spi al traverso se rifiuta per farlo portare, qualcuno pensa di stringere di più, si ma la barca si ferma e sbanda perchè si chiude, è come se noi spostassimo più in avanti il punto di scotta del genoa chiudendo la parta alta e aprendo la parta bassa il grambiale.-
In regata, col gennaker, la mura resta fissa, si utilizza solo la scotta, si sovraespone pefettamente rispettando i flussi per cui è stato progettato
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Con un 38 piedi in regata, penso bastone, il genn solo con meno di 4/5 nodi di reale, altrimenti spi, sto più basso e cammino di più e regolo l'altezza della mura.
Con poco vento con lo spi invece di cazzare più o meno la scotta che tengo fissa agisco sul braccio bracciando e strallando.
La vela è un'opppppinione.
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Tutto vero, se vogliamo, solo che il gennaker non si regola come uno spi, son due vele differenti
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Gundam la vela mi piace e funziona.
Avevo in mente un obbiettivo preciso ed è stato centrato. Aspetto la protesta di stazza di Kermit (se mai la farà, è del tutto ingiustificata) con serenità. Per le regata speriamo bene, sulla carta siamo un equipaggio fortissimo ma tre salgono sulla barca per la prima volta e un po' di affiatamento ci mancherà all'inizio.
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Buon vento, uno dei tre nuovi cerca di non affezzionartici troppo ;-)
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(01-04-2017, 20:31)bullo Ha scritto: Con un 38 piedi in regata, penso bastone, il genn solo con meno di 4/5 nodi di reale
Roberto, sono convinto, invece, che fino ad un reale di 10/12 nodi (poi dipende anche dalla barca) si ottiene una miglior VMG con l'asimmetrico (fino ad un angolo al reale di ca 150/155°).
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
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io penso che la barca conti molto, anche per le giuste regolazioni.
su un melges 32 che plana anche con le ariette toccare la mura sarebbe poco redditizio, su barche dislocanti, o comunque meno capaci di planare il concetto di bullo.. andare piu per rotta diventa vincente, quando una barca a 8 nodi si pianta e piu forte non va.. e' inutile insistere ad orzare, e' meglio poggiare.
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(01-04-2017, 22:02)ZK Ha scritto: io penso che la barca conti molto, anche per le giuste regolazioni.
su un melges 32 che plana anche con le ariette toccare la mura sarebbe poco redditizio, su barche dislocanti, o comunque meno capaci di planare il concetto di bullo.. andare piu per rotta diventa vincente, quando una barca a 8 nodi si pianta e piu forte non va.. e' inutile insistere ad orzare, e' meglio poggiare.
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Einstein sono daccordo se la velocità orzando di 30°/35° mi aumenta di circa il 20% e oltre, facile da ottenere con poco vento sempre più difficile quando supera i 10 nodi.
Ciao.
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Stiamo parlando di mollare o meno la mura, ho volutamente sorvolato su intensità di vento, meglio spi o gennaker, etc, dipende tutto ovviamente dalla barca.
In regata la mura del gennaker non si tocca, il braccio dello spi, invece, va regolato spesso sia sul piano orizzontale che verticale, in base all'intensità e alla direzione del vento, e risulta fondamentale, anche più della scotta (che non va comunque dimenticata)
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A me da gggiovane hanno insegnato come principio di base, che x regare la altezza della tack dello spi bisogna guardare la altezza della bugna della scotta (ben regolata... non lasca ne overtrim).
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Ma la tac non si fa all'ospedale? Lupo l'angolo di mura e quello di scotta secondo la mia oppppppinnione devono essere parelleli alla coperta, piano orizzontale.
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