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Moana 33
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mpxy_pc Offline
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RE: Moana 33
Quindi è corretto sostituire l'automobile a 100000km e le sartie dopo 10 anni? Smiley4
A parte gli scherzi, non sarei per scartare a priori una soluzione del genere solo perchè "così fan tutti". Su centinaia di barche costruite, un cantiere che fa economie di scala deve guardare anche al costo delle sartie, della resina, del legno... e se si da per assodato che dopo una decina di anni le sartie vanno almeno controllate se non sostituite può permettersi di operare certe scelte al ribasso; intendo al ribasso riguardo la durata, non al dimensionamento funzionale. Di barche ne so poco ma di funi un po' di più e se le funi di una gru vengono dimensionate anche otto volte la loro portata o quelle di un ascensore da dodici a 20 volte in base al loro utilizzo, un motivo c'è ed è quello oltre che sostenere il carico, di durare nel tempo ma soprattutto di dare avvisaglie (singoli fili rotti) prima di cedere definitivamente.
Dovesse venirmi voglia di fare un giro del mondo passando per i mari del sud la terrei sicuramente in considerazione, metti che poi mi viene in mente di aprire in due qualche container....
28-04-2021 10:23
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giorgio8596 Offline
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Messaggio: #22
RE: Moana 33
(28-04-2021 01:52)rob Ha scritto:  Dato di fatto: siccome centinaia di migliaia di barche *non* fatte così (diciamo tutti i non-Moana?) navigano tranquillamente dappertutto, essendo addirittura "generalmente miserabili", qualche interrogativo su quanto sia eccezionale/straordinario questo approccio "Moana" alla concezione e costruzione di una barca viene da porselo 58

Ragazzi scusatemi, cercavo di descrivere quello che era veramente un approccio, anche commerciale, diverso proposto da Franco Malingri e che in taluni particolari poteva anche sembrare eccessivo. Il sartiame di quelle barche era dimensionato per fare la capriola in prua e uscirne indenni, penso siano situazioni pressoche' impossibili da immaginare per la stragrande maggioranza delle barche in circolazione. D'altronde l'affidabilita' di un sistema non e' altro che il prodotto delle singole affidabilita' di tutti i sottosistemi che lo compongono, e l'alberatura e' solo uno dei tanti. E' anche vero che di tutte le disgrazie che leggiamo su ADV ben poche mi sembra raccontino di alberi venuti giu' mentre un'infinita' riguardano motori che si fermano, timoni che si rompono, bulbi che si staccano, panne elettriche di ogni tipo, ecc. ecc. nulla di tutto cio' capitava sui Moana. Il punto forte dell'approccio di Malingri era che l'armatore comprava direttamente o tramite lui stesso i vari materiali, evitando quindi i ricarichi e gli ammortamenti e spese generali che deve coprire un cantiere. Tutto veniva comunque acquistato con tariffe di cantiere, quindi scontate del 50+10+5+3+... il cantiere era semplicemente un bravo falegname che allestiva i legni e montava attrezzature, senza bisogno di ufficio acquisti, commerciale, ecc. ecc. con la direzione lavori di Franco. Le barche alla fine non costavano particolarmente di piu' di quelle di serie ma erano ben altra cosa, anche se il disegno generale poteva non piacere. Oggi si compra al salone firmando un bell'assegno, ci si arrovella su quale bandiera adottare, si portano a casa interni lussuosissimi e design raffinatissimi, elettronica a non finire, e poi auguri. Tutte cose "miserabili" se poi hai l'impianto gasolio con un filtrino da sacchetto delle patatine o ti perdi il timone perche' si corrode un bullone o resti in panne elettrica totale senza nemmeno sapere dov'e' l'impianto.
Mi scuso comunque per la definizione forse eccessiva, non volevo offendere nessuno.
Ciao a tutti
29-04-2021 14:45
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giorgio8596 Offline
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RE: Moana 33
(28-04-2021 01:52)rob Ha scritto:  Dato di fatto: siccome centinaia di migliaia di barche *non* fatte così (diciamo tutti i non-Moana?) navigano tranquillamente dappertutto, essendo addirittura "generalmente miserabili", qualche interrogativo su quanto sia eccezionale/straordinario questo approccio "Moana" alla concezione e costruzione di una barca viene da porselo 58

Scusate ragazzi, stavo solamente cercando di descrivere a Robycam qual'era (allora) lo spirito con cui Franco e Vittorio Malingri (quest'ultimo era il padre del 33) si proponevano su un mercato che ormai era in rapida evoluzione verso il modello industriale di oggi. Il sartiame dei Moana era dimensionato per farci la capriola in prua stile paperetta e ripartire senza nessun problema, cosa che oggi per la stragrande maggioranza degli utenti e' un evento neanche lontanamente immaginabile. Poi, evidentemente, l'affidabilita' di un sistema non e' altro che il prodotto dei fattori di affidabilita' di ciascun componente di esso e l'alberatura e' solo uno di questi. Se leggiamo i racconti di ADV in effetti, non risulta affatto frequente che l'albero sia caduto sulla testa del legittimo proprietario mentre invece moltissimi sono i racconti di motori spenti, timoni rotti, black-out elettrici, impianti carburante intasati, bulbi persi, tutte cose che sui Moana non esistevano e basta. Franco Malingri proponeva un metodo di costruzione diverso, dove l'armatore sceglieva e acquistava direttamente tutti i materiali e componenti tramite la sua consulenza, pagandoli direttamente a ciascun fornitore con lo sconto cantiere del 50+10+5+3+ecc. ecc. evitando quindi gli inevitabili ricarichi cantiere per ammortamenti, commerciale, ecc. ecc.. Cosi' era per lo scafo, il motore, il falegname, l'idraulico, l'elettricista, l'albero, il velaio, e cosi' via. Alla fine le barche costavano si' qualcosa di piu' ma la consistenza era ben altra cosa. Oggi si compra al salone un prodotto industriale, certificato e normato, pieno di lusso ed elettronica e tanti auguri, e tutti son contenti di avere la loro bella garanzia. Se poi gli riempiono il serbatoio di schifezza e il filtrino microbo si ingozza, peggio per loro, non era previsto dalle norme, se solo toccano da qualche parte e perdono il bulbo, peggio per loro, non e' un impiego previsto dalla norma, se restano al buio in mezzo allo sconquasso, peggio per loro, avevano cambiato la lampadina del bagno con un modello di lampada non previsto, ecc. ecc.
Scusatemi ancora, non volevo offendere nessuno.
Ciao a tutti
29-04-2021 17:32
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robycam Offline
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Messaggio: #24
Moana 33
Grazie, è sempre un piacere leggere i commenti di questo forum e ringrazio tutti per i pareri e le considerazioni fatte.
Sapete dove si potrebbero recuperare schede tecniche e polari di questa barca? Immagino non sia semplice ma, magari, qualche armatore ha un po’ di informazioni.
BV


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30-04-2021 22:05
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robycam Offline
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RE: Moana 33
Scusate,
qualcuno ha polari di questa barca?
Grazie.
15-05-2021 13:09
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luca boetti Offline
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RE: Moana 33
Il Moana é un chiodo e se la velocita' é un fattore di sicurezza (piu stai in mare piu rischi) forse il beneficio di avere tutto quel peso svanisce,
io le trovo inguardabili, spazio in coperta quasi nullo, strette e buie internamente (parere personale e che nessuno si offenda spero) oggi non si naviga piu cosi', non si parte dal porto preparandosi alla fine del mondo, la meteo é piu precisa e affidabile, le barche moderne hanno un approccio diverso, mio figlio ingeniere mi dice che non é lo spessore che fa la robustezza ma é la struttura, oggi ci sono barche molto piu leggere del moana e altrettanto robuste. Navigando su barche moderne, si nota che gli sforzi sono minori se vai veloce, i winches sono piu piccoli , le scotte e manovre hanno meno peso da trainare.
10-07-2021 17:09
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paolo_vela Offline
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Messaggio: #27
RE: Moana 33
Credo che sia stato disegnato con la matita, dubito esistano delle polari o anche un solo calcolo su questa barca d'altri tempi in tutti i sensi.
Il concetto Moana (forse) aveva una sua giustificazione quando lo hanno sviluppato parecchi decenni fa, ora mi pare decisamente fuori dal tempo e inutile. La progettazione si dirige nella direzione opposta a quella dei Moana (incluso il Moana 60) che prediligevano e prediligono ancora barche strette e stabilita' di peso piuttosto che di forma. Tutto il mondo, regata e crociera, inclusi i 60 piedi sta andando nella direzione opposta. Barche larghe vuol dire anche sartiame a murata di dimensioni contenute per equivalente raddrizzamento tra le altre cose.
... In tutto il mondo delle costruzioni nautiche, ne' di allora ne' tantomeno di adesso, esistevano soluzioni costruttive anche solo lontanamente simili a questa. ...
Forse un motivo del mai prima e mai poi esiste!!!
13-07-2021 18:10
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Architeuthis Offline
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Messaggio: #28
RE: Moana 33
Più che fuori dal tempo le definirei "senza tempo".
Sono barche che ti portano nella grande altura con parametri di comfort e abitabilità eccellenti. Cose che al diportista moderno interessano abbastanza poco.
Ricordiamoci, però, che il mare è sempre lo stesso; sono cambiati il meteo e le nostre abitudini.
14-07-2021 13:15
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Zafferano Offline
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Messaggio: #29
RE: Moana 33
Quando ti trovi in un groppo, anche se sai che dura poco, vorresti comunque avere la robustezza di un Moana.
15-07-2021 08:53
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penven Offline
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Registrato: Aug 2011 Online
Messaggio: #30
RE: Moana 33
Personalmente non ho mai avuto dubbi sulla solidità strutturale delle barche su cui ho navigato nè ho mai sentito il bisogno della robustezza dei Moana.
Si, le trovo barche ormai fuori dal tempo come le Alpa.
Il fattore velocità è sicurezza (diminuzione dell'apparente nelle portanti, meno tempo in mare ecc) e poi vogliamo mettere il divertimento !
Vero che il mare non è cambiato ma sono cambiati gli standard progettuali per cui si viaggia più comodi, più veloci e con più spazio a bordo e molto più facilmente.
L'ultima volta che ho navigato su una barca di quel tipo, oltre a dimentica il piacere di andare a vela, ho quasi avuto una botta di mal di mare. In cabina poi non circola un filo d'aria e l'entrata dall'alto è quanto di più scomodo si possa pensare.
La robustezza, o meglio, gli spessori dell'opera viva posso essere determinanti in caso di incaglio ma prendere scogli non rientra tra i miei sport preferiti.
15-07-2021 11:10
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