Albero del Meteor
#41
Di preciso il modello non si conosce perché ha avuto tanti proprietari e si sono perse le tracce originarie. Probabile costruzione anni 60 britannica, tedesca o scandinava. Per semplificare diciamo una versione accorciata del Nordic Folkboat, quindi barca molto pesante e poco invelata per l'Adriatico. Ora avrebbe bisogno di vele nuove ma sappiamo già che con queste, sotto i 10 nodi è meglio andare a motore. Ecco perché l'idea di approfittare della spesa per dargli qualche vitamina in più e sistemare altre cosucce che il tempo ha inevitabilmente deteriorato.
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#42
0,5 mq. in più fanno la differenza è quello che succede aumentando la P di 50 cm.
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#43
(03-09-2026, 07:58)opinionista velico Ha scritto:  Per semplificare diciamo una versione accorciata del Nordic Folkboat, quindi barca molto pesante e poco invelata per l'Adriatico. Ora avrebbe bisogno di vele nuove ma sappiamo già che con queste, sotto i 10 nodi è meglio andare a motore.

Un problema non superabile e migliorabile solo marginalmente è la superficie bagnata.
Il peso andrebbe ridotto il più possibile.
Poi andrebbe capito come aumentare la superficie velica senza toccare l’albero, magari intervenire su E boma e allunamento e valutare se si può aumentare la J con 60 cm di bompresso.
Già così qualcosa succede.
Certo la square top mi sembra un voglio non posso. Anche quella di serie ad esempio del first 25 è infelice…
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#44
.
Sicuramente il recupero di vecchie signore (in questo caso "signorine") con approccio non meramente conservativo, ma innovativo, arricchisce parecchio il libro dei sogni. Si tratterà poi di vedere quali sono tecnicamente, funzionalmente e (soprattutto) economicamente sostenibili, perché tra il dire e il fare, questa volta c'è proprio di mezzo il mare  Smiley45

Però io mi sarei accontentato di chiudere questa discussione scoprendo perché Van De Stadt era così convinto dell'insolita combinazione tra crocette acquartierate e armo in testa adottata anche in altre sue barche (es. Dehler Varianta 65, che però ha le sartie basse quasi in linea)  32
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#45
Secondo me le risposte sono state date: semplificare sia costruttivamente che operativamente, mantenere un equilibrio tra superfici delle due vele (in un'epoca in cui le regole favorivano la sovrapposizione).
In realtà chi usa un meteor non credo si interessi troppo delle "motivazioni" ma usa ciò che è dato e si impegna a far camminare la barca!
Ciao!
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#46
(04-09-2026, 05:17)opinionista velico Ha scritto: Però io mi sarei accontentato di chiudere questa discussione scoprendo perché Van De Stadt era così convinto dell'insolita combinazione tra crocette acquartierate e armo in testa adottata anche in altre sue barche (es. Dehler Varianta 65, che però ha le sartie basse quasi in linea)  32

Non so di preciso il motivo per cui abbia scelto questa "insolita combinazione", ma le motivazioni sono le stesse sia per l'armo in testa che per quello frazionato a 9/10 o similare.

Se le crocette sono a 90 ° le regolazioni dell'albero in senso longitudinale e trasversale sono indipendenti: si può raddrizzare o curvare l'albero longitudinalmente in navigazione agendo su paterazzo, stralletto e sulle volanti ed eventuali volantine (non necessarie ma utili)

Se le crocette hanno quartiere invece le regolazioni sui due piani sono interconnesse ed è necessario, per intervenire su di un piano, modificare le tensioni di sartie alte ed intermedie, cosa che modifica però anche le tensioni sul piano ortogonale.

Lo svantaggio di questa seconda tipologia di armo è che per modificare l'assetto bisogna intervenire sugli arridatoi di sartie e strallo, ma il vantaggio è che, una volta regolato correttamente, l'albero è stabile su entrambi i piani ed una manovra sbagliata (la volante che si incastra nel boma o dietro una crocetta con vento e mare formato) non ne compromette l'integrità, perciò è più adatto ad equipaggi non troppo allenati. Gli equipaggi top, comunque hanno arridatoi regolabili, tabelle, e tra una prova e l'altra adeguano le tensioni alle condizioni di mare e vento.

Come ha già fatto notare Bullo, il cambio "generazionale" tra armo con crocette ortogonali e quello con le crocette acquartierate è avvenuto integralmente quando l'IMS e poi l'ORC hanno penalizzato nei compensi tutte le manovre volanti regolabili (strallo di prua, stralletto, volanti e volantine).
Per lo stesso motivo, oltre che per il fatto che le lande a murata e le crocette lunghe riducono i carichi e fanno risparmiare peso, i piani velici sono diventati frazionati e con i fiocchi che pagano meno, anzichè con i genoa.
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#47
Perchè la volonte non andasse davanti alle crocette si metteva l'elastico, il problema poteva succedere in poppa piena con rollio quando la volante era tutta lasca.
Tu spieghi ma penso che ti capiscano solo i veci come mi.
Sui frazionati di notte in abbattuta cazzare la volonte che è andata davanti alla crocetta voleva dire disalberare.
Non capiscono che con crocette acquartierate verso poppa e in testa perchè in senso longitudinale non torni verso poppa ci vuole uno stralletto a metà albero, con i frazionati non serve
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#48
In realtà che l'albero sia armato in testa o a 9/10 non fa molta differenza.

Nel primo caso cazzando il paterazzo non si induce nessun momento flettente sulla testa dell'albero, nel secondo l'albero tende a flettere nel tratto vicino alla testa (le rande in questo caso vanno tagliate un po' più grasse in alto).

Entrambi in condizioni normali sono stabili, se le sartie sono regolate bene, perchè le verticali spingono le crocette in avanti e le diagonali tirano all'indietro: l'equilibrio tra le due tensioni regola sia la flessione longitudinale che quella trasversale, perciò la regolazione è un compromesso.

Ma c'è un però ...... quando si terzaruola la randa e il carico della balumina invece di arrivare nei pressi dello strallo di prua che fa da contrasto, arriva dove si ferma la tavoletta, cioè ben sotto l'attacco dello strallo, la crocetta ed il suo attacco sull'albero, in mancanza di uno strallo di trinchetta o di uno stralletto, vengono sollecitati in maniera anomala e a volte succede che cedano, con conseguente disalberamento.

Quando mi si chiedono mani di terzi "importanti" o terze o quarte mani sulle rande, la prima domanda che faccio è se c'è uno stralletto ...... in caso non ci sia, consiglio che dopo la seconda mano standard la randa vada direttamente nel lazy bag.
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#49
Ok per la distinzione tecnica tra crocette a 90° e acquartierate, queste ultime con la giustificazione che era già stata ipotizzata da France WLF, ovvero semplicità e garanzie per equipaggi poco esperti.
 
Resta l'ulteriore quesito sul perché VDS abbia "tagliato" il palo all'altezza dello strallo anziché proseguire con un armo frazionato tipico di quei tempi e di barche della stessa fascia di mercato.
 
Su questo aspetto sono state fatte delle ipotesi.
 
A me persuade abbastanza quella sull'abbassamento del centro velico legato al basso pescaggio del bulbo (Sipla voleva una barca "molto sportiva e veloce" ma anche "stabile e sicura….. facilmente manovrabile ed assolutamente irrovesciabile, adatta al più provetto regatista come al più inesperto principiante” (v. sopra 14-08-2026, 05:07). Per far correre il Meteor bisogna infatti tenerlo dritto, dicono gli esperti… anche se forse a loro non interessa sapere esattamente il perché (a me invece interessa moltissimo, come tutti gli altri dettagli progettuali).
 
Mi persuade abbastanza anche l'ultima osservazione di marmar circa l'epoca "in cui le regole favorivano la sovrapposizione" che avevo adombrato anch'io nel mio intervento di apertura sulla vela di prua.

Ovviamente mie oppppinioni 32
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#50
T'illumino la sezione tonda è quella che a parità di disloccamento offre la minor superficie bagnata.
Con poco vento a basse velocità hai praticamente solo resistenza d'atrito perciò si sbanda la barca e la si mette sullo spigolo e si apprua, si diminuisce la superficie bagnata, con vento si cerca di tenerla dritta sulle sue linee d'acqua max lunghezza al galleggio max velocità
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