02-09-2026, 05:31
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-09-2026, 05:47 da opinionista velico.)
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Grazie per gli ulteriori contributi
@albert
Non ho però capito bene questo passaggio "Tra l'altro il paterazzo verticale con l'estensione non funzionerebbe più per tensionare lo strallo di prua, ma cazzandolo si trasmetterebbe solo un momento alla testa che farà flettere la parte alta del profilo….".
Quello che descrivi forse deriva da un fraintendimento di ciò che vorrei fare (probabilmente mi sono spiegato male io). L'idea sarebbe aggiungere una "estensione" non strutturale ma flessibile, cioè un buttafuori che serve soltanto per sollevare il paterazzo lasco e che si abbassa (flette) quando il paterazzo viene cazzato, formando così lo stesso angolo (con l'albero) che avrebbe un paterazzo senza bottafuori.
Spero di essermi spiegato meglio.
L'idea di sdoppiare il paterazzo potrebbe essere buona su barche con poppa molto larga (es. Minitransat) ma io ho una poppa classica piuttosto stretta tipo quella del Meteor. In questa situazione le complicazioni che derivano da due paterazzi e dalla moltiplicazione di rinvii e paranchi forse non pagano rispetto alla semplicità del paterazzo unico con buttafuori.
Inoltre l'idea è quella di non esagerare troppo con la lunghezza della penna, ma quanto basta (circa 40/50 cm) per aggiungere 1-1,5 mq di tela ad una barca pesante e poco invelata che con poca aria è uno scoglietto.
Non parlo di barca da regata ma da semplice divertimento.
Acquartierando le sartie avrei anche più spazio a prua per un Genoa con balumina dritta, guadagnando ancora un pochino di superficie velica anche se il peso delle stecche potrebbe essere controproducente quando l'aria è proprio scarsa.
Comunque non ero qui per discutere il mio progetto (non è detto che poi si farà) ma solo per capire le ragioni di un armo in testa con crocette acquartierate.
@marmar
La tua spiegazione potrebbe avere un senso, però allora mi chiedo perché non optare per il classico armo frazionato molto diffuso in barchette di questo tipo anche coeve.
La risposta potrebbe essere che per guadagnare la regolazione della parte alta della randa si perderebbe la regolazione dello strallo, che potresti ottenere soltanto con l'aggiunta di volanti (non strutturali) che complicano le manovre.
Un'altra risposta potrebbe essere l'esigenza di tenere il centro velico più basso possibile considerando lo scarso pescaggio del bulbo per ragioni di carrellabilità. Infatti mi sembra che le raccomandazioni "corsaiole" per il Meteor siano proprio quelle di tenerlo più piatto possibile navigando di bolina, ottimizzando così l'efficienza del piano antiscarroccio.
Insomma, una scelta di compromesso che però non ha avuto grande successo fuori dall'area Meteor dove l'armo in testa è normalmente abbinato a crocette in linea.
Ecco perché la mia curiosità
Grazie per gli ulteriori contributi
@albert
Non ho però capito bene questo passaggio "Tra l'altro il paterazzo verticale con l'estensione non funzionerebbe più per tensionare lo strallo di prua, ma cazzandolo si trasmetterebbe solo un momento alla testa che farà flettere la parte alta del profilo….".
Quello che descrivi forse deriva da un fraintendimento di ciò che vorrei fare (probabilmente mi sono spiegato male io). L'idea sarebbe aggiungere una "estensione" non strutturale ma flessibile, cioè un buttafuori che serve soltanto per sollevare il paterazzo lasco e che si abbassa (flette) quando il paterazzo viene cazzato, formando così lo stesso angolo (con l'albero) che avrebbe un paterazzo senza bottafuori.
Spero di essermi spiegato meglio.
L'idea di sdoppiare il paterazzo potrebbe essere buona su barche con poppa molto larga (es. Minitransat) ma io ho una poppa classica piuttosto stretta tipo quella del Meteor. In questa situazione le complicazioni che derivano da due paterazzi e dalla moltiplicazione di rinvii e paranchi forse non pagano rispetto alla semplicità del paterazzo unico con buttafuori.
Inoltre l'idea è quella di non esagerare troppo con la lunghezza della penna, ma quanto basta (circa 40/50 cm) per aggiungere 1-1,5 mq di tela ad una barca pesante e poco invelata che con poca aria è uno scoglietto.
Non parlo di barca da regata ma da semplice divertimento.
Acquartierando le sartie avrei anche più spazio a prua per un Genoa con balumina dritta, guadagnando ancora un pochino di superficie velica anche se il peso delle stecche potrebbe essere controproducente quando l'aria è proprio scarsa.
Comunque non ero qui per discutere il mio progetto (non è detto che poi si farà) ma solo per capire le ragioni di un armo in testa con crocette acquartierate.
@marmar
La tua spiegazione potrebbe avere un senso, però allora mi chiedo perché non optare per il classico armo frazionato molto diffuso in barchette di questo tipo anche coeve.
La risposta potrebbe essere che per guadagnare la regolazione della parte alta della randa si perderebbe la regolazione dello strallo, che potresti ottenere soltanto con l'aggiunta di volanti (non strutturali) che complicano le manovre.
Un'altra risposta potrebbe essere l'esigenza di tenere il centro velico più basso possibile considerando lo scarso pescaggio del bulbo per ragioni di carrellabilità. Infatti mi sembra che le raccomandazioni "corsaiole" per il Meteor siano proprio quelle di tenerlo più piatto possibile navigando di bolina, ottimizzando così l'efficienza del piano antiscarroccio.
Insomma, una scelta di compromesso che però non ha avuto grande successo fuori dall'area Meteor dove l'armo in testa è normalmente abbinato a crocette in linea.
Ecco perché la mia curiosità
