DENUNCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA PER VIOLAZIONE DEL DIRITTO DELL'UNIONE
#1
1. SOGGETTO CONTRO CUI SI PRESENTA LA DENUNCIA

Repubblica Italiana – Autorità legislativa (Parlamento Italiano).

2. DISPOSIZIONE NAZIONALE CONTESTATA

Legge 7 maggio 2026, n. 70 (pubblicata in G.U. n. 106 del 9 maggio 2026), recante conversione del Disegno di Legge "Mare", specificamente nella parte in cui introduce l'Articolo 26-ter  all'interno del Decreto Legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (Codice della nautica da diporto).

Tale disposizione impone ai soggetti residenti in Italia, proprietari di imbarcazioni iscritte nei registri di un altro Stato membro dell'Unione Europea, l'obbligo di sottoporre l'unità navale da diporto a una visita tecnica e a una successiva attestazione di idoneità quinquennale rilasciata da un organismo notificato italiano, qualora lo Stato di bandiera non preveda il rilascio di un formale certificato di sicurezza cartaceo per l'uso privato dell'unità.

3. NORME EVOCATE DEL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA VIOLATE

Articolo 18 TFUE: Principio di non discriminazione in base alla nazionalità e alla residenza.

Articolo 56 TFUE: Principio di libera prestazione dei servizi all'interno del mercato unico.

Articolo 34 TFUE: Divieto di misure ad effetto equivalente a restrizioni quantitative.

Direttiva 2013/53/UE: Relativa alle imbarcazioni da diporto e alle moto d'acqua (Standard di Marcatura CE).

4. MOTIVAZIONE DETTAGLIATA DELL'INFRAZIONE

A. Violazione del principio di Non Discriminazione (Art. 18 TFUE)

L'Articolo 26-ter introdotto dalla Legge 70/2026 si applica esclusivamente sulla base del criterio di residenza dell'armatore. La norma stabilisce che se un'unità navale battente bandiera di un altro Stato membro UE è di proprietà di un cittadino residente in Italia, essa deve essere obbligatoriamente sottoposta a perizia tecnica forzata a spese del proprietario. Al contrario, se la medesima imbarcazione, con le stesse identiche caratteristiche tecniche e strutturali, naviga nelle medesime acque italiane ma appartiene a un cittadino residente all'estero, essa è totalmente esentata da tale adempimento.Poiché il rischio per la sicurezza della navigazione e l'impatto ambientale sono proprietà oggettive intrinseche al mezzo navale e non possono in alcun modo dipendere dallo status di residenza del proprietario, la norma configura una discriminazione diretta, arbitraria e ingiustificata a danno dei soli residenti italiani, in palese violazione dell'Articolo 18 TFUE.

B. Violazione della Direttiva 2013/53/UE (Marcatura CE) e disconoscimento degli standard europei

Le imbarcazioni da diporto prodotte e commercializzate all'interno dell'Unione Europea dispongono della Marcatura CE ai sensi della Direttiva 2013/53/UE. Tale certificazione attesta in via definitiva il rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza costruttiva e di compatibilità ecologica (ivi inclusi i limiti di emissione gassosa dei motori e la prevenzione degli scarichi inquinanti). L'Articolo 4 della Direttiva 2013/53/UE vieta esplicitamente agli Stati membri di limitare o ostacolare la messa in servizio di prodotti conformi alla Direttiva stessa.L'imposizione, da parte della legge italiana, di un'ulteriore e separata perizia tecnica nazionale volta ad accertare requisiti strutturali e ambientali già coperti dalla Marcatura CE originaria costituisce un illegittimo disconoscimento dell'efficacia delle direttive di armonizzazione europee.

C. Violazione del Principio di Mutuo Riconoscimento e della Libera Prestazione di Servizi (Art. 56 TFUE)

Molti Stati membri dell'Unione Europea (tra cui Francia, Germania e Polonia), nell'esercizio della propria sovranità di Stato di bandiera, hanno adottato modelli normativi semplificati per il diporto privato. Per le unità inferiori ai 15 metri, la sicurezza è legalmente affidata alla diretta responsabilità e diligenza dell'armatore (spesso attuata mediante autocertificazione e la tenuta del libro di bordo delle manutenzioni), esentandole da certificati statali cartacei. L'ordinamento italiano, rifiutando di riconoscere la validità dei regimi giuridici e amministrativi disposti dagli altri Stati membri per le imbarcazioni iscritte nei loro registri, viola il principio cardine del mutuo riconoscimento. Tale condotta penalizza e scoraggia i cittadini europei che intendono legittimamente avvalersi dei servizi di registrazione amministrativa offerti da un altro Stato membro (Art. 56 TFUE), agendo come barriera indiretta e protezionistica a tutela della sola bandiera nazionale.

D. Incoerenza della giustificazione ambientale e sproporzionalità economica

L'autorità legislativa italiana evoca formalmente la tutela dell'ambiente marino per giustificare la misura. Tuttavia, la norma fallisce palesemente il test di coerenza logica elaborato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE: se l'obiettivo primario fosse la protezione dell'ecosistema marino erga omnes, l'obbligo di controllo tecnico e ispettivo dovrebbe applicarsi a tutte le imbarcazioni da diporto che transitano nel mare territoriale, a prescindere dalla cittadinanza dell'armatore. Esentando i soggetti non residenti, l'Italia palesa la natura pretestuosa della motivazione ambientale, svelando un intento meramente punitivo e dissuasivo verso il fenomeno del de-flagging. L'onere finanziario imposto (costo delle perizie private stimato tra i 500€ e i 1.500€ a cadenza quinquennale) rappresenta inoltre una misura ad effetto equivalente a una restrizione quantitativa, vietata dall'Articolo 34 TFUE.

"A ulteriore conferma della sproporzionalità e dell'illegittimità della misura, il legislatore italiano ha imposto un controllo tecnico obbligatorio delegandolo a soggetti privati (organismi notificati), senza tuttavia prevedere alcuna tariffazione fissa o calmierata ex lege (a differenza di quanto avviene per i controlli sui veicoli stradali). Lasciare la determinazione dei costi alla totale discrezionalità commerciale di un ristretto oligopolio di operatori privati configura una palese distorsione del mercato e una violazione del principio di proporzionalità. L'onere economico privo di regolamentazione agisce di fatto come una sanzione finanziaria arbitraria e discriminatoria contro i cittadini che esercitano i diritti del mercato unico."

"A conferma della natura pretestuosa della giustificazione ambientale, vi sono le esplicite e reiterate dichiarazioni pubbliche rilasciate dai promotori della norma e da esponenti del Governo italiano durante il dibattito parlamentare. In tali sedi è stato apertamente dichiarato che il reale obiettivo dell'Articolo 26-ter non è la tutela dell'ecosistema, bensì il contrasto politico ed economico al fenomeno del cosiddetto 'de-flagging' (il passaggio a bandiere estere). Tale ammissione configura un palese sviamento di potere, in quanto lo Stato utilizza una competenza formale (la polizia delle acque e la tutela dell'ambiente) per perseguire fini occulti di natura protezionistica e fiscale, vietati dai Trattati."

5. CONCLUSIONI E RICHIESTE

Si invita formalmente codesta Commissione Europea a verificare l'incompatibilità dell'Articolo 26-ter della Legge n. 70/2026 della Repubblica Italiana con i Trattati europei e con il diritto derivato. Si richiede l'apertura urgente di una procedura d'infrazione (EU Pilot) nei confronti dello Stato italiano e la contestuale richiesta di disapplicazione immediata della norma nazionale, al fine di ripristinare la legalità comunitaria e tutelare i diritti di libera circolazione dei diportisti europei.



Versione in lingua Inglese (sarebbe preferibile inviarla in questa lingua)

COMPLAINT TO THE EUROPEAN COMMISSION FOR BREACH OF UNION LAW

1. MEMBER STATE AGAINST WHICH THE COMPLAINT IS LODGED

Republic of Italy – Legislative Authority (Italian Parliament).

2. CONTESTED NATIONAL PROVISION

Law of 7 May 2026, n. 70 (published in the Official Gazette n. 106 of 9 May 2026), converting the "Mare" Decree-Law, specifically regarding the introduction of Article 26-ter into Legislative Decree n. 171 of 18 July 2005 (Italian Recreational Boating Code).This provision imposes an obligation on individuals residing in Italy who own recreational craft registered in another European Union Member State. Specifically, it mandates a technical inspection and the subsequent issuance of a five-year safety suitability certificate by an Italian notified body, whenever the flag State does not require a formal paper safety certificate for the private use of the vessel.

3. PROVISIONS OF UNION LAW VIOLATED

Article 18 TFEU: Principle of non-discrimination on grounds of nationality and residence.

Article 56 TFEU: Principle of freedom to provide and receive services within the Single Market.

Article 34 TFEU: Prohibition of measures having equivalent effect to quantitative restrictions.

Directive 2013/53/EU: Relating to recreational craft and personal watercraft (CE Marking Standards).

4. DETAILED GROUNDS FOR THE INFRINGEMENT

A. Breach of the Principle of Non-Discrimination (Article 18 TFEU)

Article 26-ter introduced by Law 70/2026 applies exclusively based on the criterion of the owner's residence. The rule establishes that if a vessel flying the flag of another EU Member State is owned by a resident of Italy, it must undergo a mandatory technical appraisal at the owner's expense. Conversely, if the exact same vessel, with identical technical and structural characteristics, navigates within the same Italian waters but belongs to a non-resident EU citizen, it is fully exempt from this requirement.Maritime safety and environmental impact are objective properties intrinsic to the vessel itself; they cannot depend on the residence status of its owner. Therefore, this national provision constitutes direct, arbitrary, and unjustified discrimination against Italian residents, in clear violation of Article 18 TFEU.

B. Breach of Directive 2013/53/EU (CE Marking) and Disregard of Harmonized European Standards

Recreational craft manufactured and marketed within the European Union bear the CE Marking in accordance with Directive 2013/53/EU. This certification conclusively attests compliance with essential safety and environmental protection requirements (including engine exhaust emission limits and the prevention of pollutant discharges). Article 4 of Directive 2013/53/EU explicitly prohibits Member States from restricting or impeding the putting into service of products that comply with the Directive.By imposing an additional, separate national technical inspection to verify structural and environmental requirements already covered by the original CE Marking, the Italian legislation unlawfully disregards the effectiveness of European harmonization directives.

C. Breach of the Principle of Mutual Recognition and Freedom to Provide Services (Article 56 TFEU)

Several EU Member States (including France, Germany, and Poland), in the exercise of their sovereignty as flag States, have adopted simplified regulatory frameworks for private recreational boating. For vessels under 15 meters in length, safety management is legally entrusted to the direct responsibility and due diligence of the owner (often executed through self-certification and logbook maintenance), exempting them from state-issued paper certificates.By refusing to recognize the validity of the legal and administrative regimes established by other Member States for vessels on their registers, the Italian legal order violates the core principle of mutual recognition. This conduct penalizes and deters European citizens from legitimately utilizing administrative registration services offered by other Member States (Article 56 TFEU), acting as an indirect, protectionist barrier to safeguard the national flag.

D. Inconsistency of the Environmental Justification and Economic

DisproportionalityThe Italian legislative authority formally invokes the protection of the marine environment to justify this measure. However, the rule clearly fails the consistency and proportionality tests established by the case-law of the Court of Justice of the European Union (CJEU). If the primary objective were genuine erga omnes marine ecosystem protection, technical inspections would apply to all recreational craft operating in territorial waters, regardless of the owner's citizenship or residence.By exempting non-residents, Italy reveals the pretextual nature of the environmental claim, exposing an intent that is purely punitive and intended to deter the practice of flagging vessels abroad. Furthermore, the mandatory financial burden (estimated between €500 and €1,500 every five years for private surveys) represents a measure having equivalent effect to a quantitative restriction, prohibited under Article 34 TFEU.

"Further confirming the pretextual nature of the environmental justification, there are explicit and repeated public statements made by the promoters of the rule and representatives of the Italian Government during the parliamentary debate. It was openly declared that the real objective of Article 26-ter is not the protection of the ecosystem, but rather a political and economic retaliation against the phenomenon of 'de-flagging' (registering vessels abroad). This admission constitutes a clear misuse of power (sviamento di potere), as the State is deploying a formal competence (water policing and environmental protection) to pursue hidden protectionist and fiscal objectives, which are strictly prohibited under the Treaties."

"Further demonstrating the disproportionality and unlawfulness of the measure, the Italian legislator has mandated a technical inspection delegated to private entities (notified bodies) without establishing any fixed or legally capped tariff (unlike standard procedures for road vehicle inspections). Leaving the cost determination to the full commercial discretion of a restricted oligopoly of private operators constitutes a clear market distortion and a breach of the principle of proportionality. This unregulated financial burden acts, in effect, as an arbitrary and discriminatory financial penalty against citizens exercising their Single Market rights."


5. CONCLUSIONS AND REMEDY SOUGHT

The European Commission is formally requested to verify the incompatibility of Article 26-ter of Italian Law n. 70/2026 with the EU Treaties and secondary law. We urgently request the opening of an infringement procedure (EU Pilot) against the Republic of Italy, along with a formal request for the immediate disapplication of the national provision, in order to restore Union legality and safeguard the freedom of movement of European boaters.


.pdf   COMPLAINT TO THE EUROPEAN COMMISSION FOR BREACH OF UNION LAW.pdf (Dimensione: 49,89 KB / Download: 0)

GUIDA OPERATIVA: COME INVIARE IL RICORSO ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Ecco le istruzioni dettagliate per inviare la denuncia formale a Bruxelles. Più siamo, più la Commissione Europea aprirà velocemente una procedura di infrazione (EU Pilot) obbligando l'Italia a fare marcia indietro [ec.europa.eu].
Seguite questa guida passo-passo. Ci vogliono meno di 5 minuti.

FASE 1: Registrazione e Accesso

  1. Clicca sul link ufficiale della Commissione Europea per presentare i ricorsi:
    ./
  2. Se non hai un account, clicca su "Registrati" per creare un EU Login (il profilo sicuro per i servizi europei). Bastano un'email e una password. Se hai già l'account, inserisci le tue credenziali.

FASE 2: Compilazione del Modulo Online
  • Tipo di denunciante: Seleziona "Privato cittadino" (o "Impresa/Associazione" se la barca è intestata a una società).
  • I tuoi dati: Inserisci Nome, Cognome, Indirizzo di residenza in Italia ed email.
  • Stato membro interessato: Seleziona dal menu a tendina ITALIA.
  • Autorità che ha commesso la violazione: Copia e incolla questo testo:
    Citazione:Parlamento della Repubblica Italiana - Approvazione della Legge 7 maggio 2026, n. 70 (introduzione dell'Articolo 26-ter nel Codice della Nautica da Diporto).
  • Settore di attività: Seleziona "Mercato interno / Libera circolazione delle merci e dei servizi".
  • Norme del diritto UE violate: Copia e incolla esattamente queste righe:
    Citazione:Articoli 18, 34 e 56 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea) e Direttiva 2013/53/UE (Standard di Marcatura CE).

FASE 3: Descrizione dei fatti (Il cuore del ricorso)
Nel grande riquadro di testo intitolato "Descrizione dei fatti / Motivi del ricorso", copiate e incollate il testo formale in inglese che abbiamo preparato e che vi ho allegato come file PDF
(Nota : usiamo il testo in inglese perché i funzionari di Bruxelles lo esamineranno immediatamente, senza dover attendere i tempi lunghi dei traduttori interni della Commissione).

FASE 4: Clausola di riservatezza e Invio
  1. Riservatezza (Molto Importante): Il sistema ti chiederà se autorizzi la Commissione a rivelare la tua identità al Governo italiano. Selezionate "SÌ, autorizzo la Commissione a rivelare la mia identità". (Nota: Mostrare che dietro le denunce ci sono veri armatori in carne e ossa, e non profili fake, dà un peso politico enorme alla protesta.
  2. Allegati (Opzionale): Non è obbligatorio allegare documenti, poiché la legge è già pubblica. Se volete, potete allegare un estratto della Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026.
  3. Clicca su INVIA.


Io direi di cordinarci e di dare un certo tempo  tutti gli amici AdV che vogliono partecipare ; ovviamente non è indispensabiule essere armatori esteri, ma chiunque di noi può partecipare se lo desidera e poi inviare tutti insieme lo stesso giorno ; vi assicuro che anche questo , l' invio tutti insieme può essere utile. 



Che ne pensate ? Suggerimenti degli amici Avvocati del forum ? Se crediamo che questo testo sia corretto e sufficiente (in base alla mia esperienza credo di si) , procedo con il tradurre questo testo in inglese ; in seguito vi illustro le istruzioni , per come possiamo agire tutti insieme, in modo di dare pù peso al ricorso. Inoltre credo che potremmo presentare anche un esposto allla magistratura italiana ordinaria e amministrativa (TAR) per essere disapplicata in quanto in contrasto con la nostra Costituzione, visto che la stessa riconosce la supremazia del diritto Europeo sulle leggi nazionali.

Domani , caricherò anche le istruzioni per come inviarlo a Bruxels , e ci cordiniamo per inviarli tutti insieme ; direi poi di darci un tempo, per cui quanti più possibile siano informati dell' iniziativa e possano partecipare ; che ne dite di fine mese ?
Cita messaggio
#2
Avanti tutta
Cita messaggio
#3
L'Italia e' un paese nel quale e' persino vietato condurre un'automobile privata con targa straniera (non dico possedere, intendo semplicemente condurre) per esempio quella di un familiare residente all'estero. Non si e' nuovi a leggi che, per colpire qualche furbetto, danneggiano tante persone oneste. Non mi meraviglierei se il prossimo passo sarà, così come per le automobili, vietatare agli italiani residenti in italia di condurre imbarcazioni con targa (o bandiera) straniera.
Quindi, forse, si potrebbe evitare di citare il principio di non discriminazione che potrebbe essere facilmente contestato, e mantenere invece gli altri punti, che mi sembrano osservazioni oggettive e ben formulate. Ricordiamo che per esempio anche i nostri cugini francesi da qualche tempo hanno imposto norme ad hoc, per esempio sulle dotazioni di sicurezza, per i cittadini residenti in Francia proprietari di imbarcazioni con bandiera straniera.
Cita messaggio
#4
Grazie Dato per il tuo contributo, ma ti assicuro, che è palese anche la violazione di questo punto. Tra l' altro perdonami , ma il tuo esempio, non è del tutto corretto , in quanto in questo caso ci sono le leggi europee, non è la legge italiana che impone una sua legge su una appunto europea. Non è che non puoi guidare un auto straniera in Italia, ma essendo tu residente in tale paese, se utilizzi un auto di altro paese in modo ricorrente , non importa di chi è la proprietà essendo tu a guidarla ed utilizzarla, devi e anzi l' Italia è anche più elastica in questo, perchè ti da 6 mesi di tempo per adempiere, altri paesi come l' Austria dove vivo te ne concede solo due , per immatricolarla nello Stato dove risiedi e non c' è principio di discriminazione, percè questo è lo stesso in tutti gli Stati europei aderenti all' Unione e per tutti i cittadini della stessa. So di cosa parlo, perchè ho vissuto uguale situazione quando mi sono trasferito qui e mi sono salvato da mega multe , grazie al fatto che mi riconobbero la non responsabiltà per non aver ancora adempiuto , in quanto la Motorizzazione Italiana , non mi aveva ancora fornito i documenti della cancellazione della mia vettura dai registri italiani ; non vale nemmeno il principoio che l' Auto non è tua, fa testo chi la utilizza e dove. Ti racconto altro episodio : quasi ormai venti anni fa , feci amicizia con una ragazza italiana che si era trasferita qui da Milano come me, che non era proprietaria dell' auto sulla carta , era intestata al Papà , ma dopo la terza volta che fu fermata per controlli di routine, fu segnalata al tribunale , potendo la polizia dimostrare che lei tale auto ormai la guidva qui da diversi mesi ; il tribunale confermò una multa molto alta all' epoca (stiamo parlando di più di venti anni fa) di quasi 2.000 euro e se voleva continuare ad utilizzarla doveva immatricolarla nello Stato dove aveva preso la residenza fiscale cioè l' Austria o restituirla al papà e riportarla in Italia. Inoltre come già detto all' inizio , non entra in ballo il principio di discrriminazione che è altra cosa , come è possibile in questo caso, perchè si applica a tutti i cittadin europei , quale sia la nazionalità e la residenza, cosa che si vuole applicare in questo caso .
Cita messaggio
#5
Perfetto WM
Attendiamo istruzioni su come procedere collettivamente. 

GRAZIE
Cita messaggio
#6
e come per le auto anzianotte pre CE ( che fanno la revisione come le auto recenti ), anche le imbarcazioni pre CE dovrebbero essere ricomprese nella denuncia.
per me ++++

l'esperienza e' quella cosa che arriva subito dopo il momento in cui ti sarebbe servita...
Cita messaggio
#7
Grazie WM
Testo per me ok aspetto indicazioni su come procedere. Concordo con interagire anche con il TAR.
Buon vento

Inviato dal mio SM-M135F utilizzando Tapatalk
Quando il sale ti entra nelle vene non ti lascia più
Cita messaggio
#8
Attendo istruzioni.
Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno (Lc 23,34)
Cita messaggio
#9
Ogni volta che si occupano di mare e barche... mi viene in mente Manzoni.
Timore di vita frugale induce molti a vita piena di timore.
(Porfirio)
Cita messaggio
#10
Grazie WM.
Concordo sull'opportunità di aspettare fine mese per inviare i nostri complaints, così nel frattempo facciamo un po' di pubblicità.
Aspettiamo le istruzioni.
Cita messaggio
#11
Grazie WM, molto ben scritta e argomentata
Cita messaggio
#12
Facendo ricerche su Internet ho trovato questa disamina su Facebook, non so se può favorire ulteriori spunti

Link Facebook
------------------------

Stefano

La barca perfetta è quella dove si beve in sei, si mangia in quattro e si dorme in due
Cita messaggio
#13
Diamo quanta più visibilità possiamo al documento.
_________________________________________
Povera me, povera me, mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Cita messaggio
#14
facci saper come muoverci WM
Cita messaggio
#15
Attendo anch’io istruzioni. Grazie!
Cita messaggio
#16
eccomi .... at your disposal
Cita messaggio
#17
Grazie WM! Bravissimo! Aspettiamo tue istruzioni!
Secondo me, dovrebbero partecipare a questa proposta anche i proprietari di barche battenti bandiera italiana. L'eventuale successo dell'iniziativa potrebbe portare a quello che sarebbe stato il giusto mezzo per raggiungere lo scopo di favorire il ritorno alla bandiera italiana: semplificare la normativa e rendere il tricolore più attrattivo.
Francesca e Giovanni s/y P'acà y p'allà
Cita messaggio
#18
(19-05-2026, 10:33)nodoallagola Ha scritto: Grazie WM! Bravissimo! Aspettiamo tue istruzioni!
Secondo me, dovrebbero partecipare a questa proposta anche i proprietari di barche battenti bandiera italiana. L'eventuale successo dell'iniziativa potrebbe portare a quello che sarebbe stato il giusto mezzo per raggiungere lo scopo di favorire il ritorno alla bandiera italiana: semplificare la normativa e rendere il tricolore più attrattivo.
Francesca e Giovanni s/y P'acà y p'allà

Sono assolutamente d'accordo e lo avevo già scritto da qualche parte. Se le normative Italiane fossero sensate (senza palloni ambu et similia) penso che saremmo tutti contenti di sventolare il tricolore a poppa.
Cita messaggio
#19
Potrebbe essere l'origine di una aggregazione difensiva del diportista, oggi privo di coesione e di rappresentanza. Enti obsoleti -di cui non faccio l'elenco- hanno finito per essere ulteriore onere invece che difesa e promozione di cultura e pratica marinara.
La questione bandiera è solo una parziale conseguenza di un atteggiamento generalmente ostile, subdolamente alimentato da interessi di varie lobbies. Semplificare norme e burocrazia lo capivamo tutti... meno chi potrebbe decidere.
E come avete detto tutti amerebbero il Tricolore.
Timore di vita frugale induce molti a vita piena di timore.
(Porfirio)
Cita messaggio
#20
Semplificare le regole e aggiungere una piccola tassa annuale, come in Francia. Lo stato co guadagnerebbe di più ma le lobby di meno.
Cita messaggio


Discussioni simili
Discussione Autore Risposte Letto Ultimo messaggio
  Sostituzione dell'anima della coperta... ma in inverno CkDre 28 2.226 20-01-2026, 15:08
Ultimo messaggio: opinionista velico
  Rottura dell'albero - come ripararlo ? Alextor 25 3.370 19-05-2025, 13:53
Ultimo messaggio: Alextor
  Verniciare sotto i supporti dell'invaso Wally 25 3.733 24-06-2024, 22:25
Ultimo messaggio: maurotss
  Polmone dell' autoclave , perde pressione FIL 11 3.241 05-01-2024, 18:01
Ultimo messaggio: Najapico
  Riscaldare serbatoio dell’acqua cacao 9 2.899 10-04-2023, 20:38
Ultimo messaggio: Argo74
  Gavone dell'ancora che NON è un gavone dell'ancora. Benzaiten 16 3.926 16-08-2022, 21:46
Ultimo messaggio: Harley
  Zerbinati e misura dell'umidità Mike 3 1.931 15-05-2022, 09:25
Ultimo messaggio: gaspare.agate
  Pannello antiscivolo, stato dell'arte angelo2 2 1.777 26-09-2021, 12:02
Ultimo messaggio: Argo74
  catena dell'ancora attorcigliata andante 30 8.885 25-08-2021, 23:14
Ultimo messaggio: GARIBALDI
  'piedino' dell'asse che balla ---come è fissato? andri2bajo 34 10.354 12-08-2021, 09:24
Ultimo messaggio: peppeperry
  Pitturare il gavone dell’ancora FrancisDrake 5 2.270 01-06-2021, 14:31
Ultimo messaggio: FrancisDrake
  Unione pezzi in compensato marino achab82 22 7.191 19-11-2020, 20:38
Ultimo messaggio: garbino13
  non c'è spazio per l'attuatore dell'autopilota Resolution 13 4.260 15-10-2020, 19:13
Ultimo messaggio: Resolution
  Musone dell’ancora sradicato tmp 39 10.445 08-10-2020, 12:27
Ultimo messaggio: matteo
  Rifare la base dell'albero achab82 29 7.555 24-07-2020, 17:22
Ultimo messaggio: clavy

Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 2 Ospite(i)