Sbarcare carichi pesanti in solitaria
#1
Due volte l'anno (a maggio e a novembre) cambio il set di vele (quelle nuove in estate e per l'inverno quelle vecchie). Le vele nuove (specie il genoa che supera i 50 mq) che ho fatto fare in dacron pesante pesano davvero un botto. Avendo ormai superato i 61 anni la forza e l'agilità non è più quella di qualche anno fa e imbarcare/sbarcare le vele (operazione che ho sempre fatto da solo) stà diventando un' operazione complicata.
Per agevolare l'imbarco e lo sbarco avevo allora pensato di usare la seconda drizza genoa (o quella dello spi) e di murarla in banchina creando una specie di teleferica dove issare (con una carrucola) e far scorrere i carichi pesanti.

L'ida sarebbe questa:


.png   carichi.png (Dimensione: 15,63 KB / Download: 46)

Che ne pensate?
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#2
Anche io faccio così e mi trovo molto bene.
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#3
(Oggi, 09:49)raul Ha scritto: Anche io faccio così e mi trovo molto bene.

Ottimo. Quindi se può fà........ 35
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#4
Issa il carico con la drizza direttamente, poi lo sposti con una cima in orizzontale modificando le lunghezze un po' alla volta. Puo' tirare molto quindi paranca tutto.
Con drizze e paranchi volanti messi un po' dappertutto ho sostituito varie volte tutte le batterie (fanno 50-60kg l una) sentina - pontile - sentina.
Su una barcona grossa avevamo tirato su il genoa con il macinacaffe' poi spostato coi paranchi sul camioncino che stava in banchina, a svariati metri di distanza.
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#5
(Oggi, 10:05)rob Ha scritto: Issa il carico con la drizza direttamente, poi lo sposti con una cima in orizzontale modificando le lunghezze un po' alla volta. Puo' tirare molto quindi paranca tutto.
Con drizze e paranchi volanti messi un po' dappertutto ho sostituito varie volte tutte le batterie (fanno 50-60kg l una) sentina - pontile - sentina.
Su una barcona grossa avevamo tirato su il genoa con il macinacaffe' poi spostato coi paranchi sul camioncino che stava in banchina, a svariati metri di distanza.

Alla drizza direttamente sul carico ci avevo anche pensato. Solo che se faccio così (a meno di essere in due) dovrò fare avanti ed indietro pozzetto/banchina. In pratica (per caricare) una volta fissato il carico contemporaneamente alla drizza e alla cima fissata in banchina, lo sollevo dalla drizza sino a metterlo in tensione con la seconda cima. Poi torno in banchina, allento la tensione sulla cima e torno in pozzetto a risollevare con la drizza e così via sino a quando non è a bordo.
Mi sembra più semplice usare la drizza come la teleferica. In fase di carico dalla banchina una volta collegato il carico alla teleferica con una carrucola lo si issa con un paranco (tra carrucola e carico). Poi, una volta sollevato il carico collegando alla carrucola una seconda drizza la si recupera e per logica il carico dovrebbe andarsene verso la barca.
Una volta a bordo col paranco lo si cala in coperta (tutte azioni che faccio stando a bordo). Azioni identiche ma al contrario per lo scarico.

Al max si potrebbe eliminare il paranco lavorando con le due drizze. Una volta a bordo il carico lo si cala filando contemporaneamente la drizza che lo ha issato e la drizza che funge da teleferica...... Ma bisognerebbe capire se la drizza che funge da teleferica è sufficientemente lunga per fare tutta questa strada (a naso direi di no).
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#6
A me non piacerebbe avere la testa d albero vincolata al pontile perché basta l onda si un barchino a motore e la testa d albero si prende inutilmente delle belle sberle.
Se hai il tangone puoi evitare la teleferica. Albero e tangone messi insieme  funzioneranno  come un vecchio bigo
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#7
Se ''drizza a teleferica'' significa la drizza dalla testa d albero a un attacco sul pontile, poi appenderci e farci scorrere il carico sopra, dipende da che tipo di peso si parla ma se l angolo e' aperto i carichi sulla drizza diventano molto alti, ci sta anche che tiri tiri il paranco per alzare carico ed e' solo la drizza che fa un angolo sempre piu' acuto (con la testa d albero che va verso il pontile) e il carico ti resta in coperta o magari passa al di la' delle sartie/pulpito e quando si avvicina al pontile finisce a trovarsi al di sotto del suo livello.
Alla fine e' geometria e con un po' di dati si possono anche fare i conti, magari con i tuoi angoli funziona; per quanto mi riguarda uso l altro metodo, faccio tutto da solo e mi ci vuole solo un po' di tempo per regolare bene tutte le cime di orientamento del carico per portarlo dove voglio.
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#8
Un amico non ce l'hai?
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#9
Kite, vado un pò OT perchèb non risolve il tuo problema, ma può essere di aiuto ad altri utenti. Quando mi chiedono "quale è la barca più grande che puoi condurre in solitario rispondo "quella di cui puoi sollevare le vele da solo. Quindi 33 piedi con vele in dacron, 36-38 piedi se in laminato.
In realtà questo motto si applica anche a "quale è la barca più grande che vorresti possedere?
Perxhè come il tuo caso dimostra, quando bisogna fare queste operazioni ci si ritrova puntualmente soli....
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