16-10-2026, 22:46
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 16-10-2026, 22:46 da AndreaB72.)
Che Victron abbia un sistema "studiato" per essere ben integrato è discutibile. Hanno un sistema integrato, ma è venuto su senza un disegno preciso e in maniera disomogenea con un sacco di falle e divergenze (hanno più protocolli per far parlare roba stupida come uno shunt di Amazon nel control plane dei data centers). Hanno UART, hanno NMEA 2000, e bluetooth, ma hanno deciso di metterli nei propri devices più o meno a pene di segugio - che ci metto sul DC/DC? Ma fammici mettere ve-direct e BT ma non nmea 2000. Sull'inverter? Il contrario, così gli installatori si divertono di più. UART? Bellissimo, ma Il BMV lo faccio a 3.3V e l'MPPT a 5V. Ideona! Sugli MPPT più piccoli devi scegliere se usare ve-direct o il controllo remoto (perché????!). Oh caspiterina! Abbiamo fatto un casino, quindi facciamo il Cerbo che fa finta che sia tutto ok e nasconde tutte queste cagate sotto il tappeto. Ma così sei costretto a mettere un coso che succhia 1A e non fa una cippa nel 99% dei casi.
Comunque è tutta roba di discreta qualità e certamente fornisce una bella guida agli installatori, quindi va bene (non proprio, perché poi si erano "dimenticati" che i fusibili Mega non sono buoni e hanno dovuto fare una nuova versione dei Lynx - alla faccia di chi ha speso migliaia di euro per una scatola con un busbar dentro).
Che LiFePo4 richieda un cablaggio maggiorato, direi che è una affermazione fuorviante. Il cablaggio e le protezioni dipendono dalla corrente, che non è una prerogativa delle batterie al litio, ma degli utilizzatori: se il mio impianto tira 200A, deve essere cablato e protetto per 200A, indipendentemente dalle batterie che monto. Per fare un esempio estremo: posso usare un reattore nucleare per alimentare una lampadina da 10W, e avrò bisogno di un filo da 1.5mm2 e un fusibile da 2A. Se ho una piccola batteria da 20Ah al Pb e la uso per alimentare una stufa da 1000W, avrò bisogno di cavi da 50mm2 e un fusibile da 150A (numeri a caso, ma avete capito il punto).
Questa leggenda che per litio serve un cablaggio maggiorato e con il pb posso usare la cordina della cucina è appunto una leggenda. L'unica eccezione direi che è sul tipo di fusibili da usare: con il litio la raccomandazione è quella di usare T-Class mentre con piccoli impianti al PB bastano ANL, Mega, etc., anche se io ho sempre usato i T-Class anche con il piombo (basta leggere il datasheet per capire il perché). Ovviamente mettere il T-Class a mezzo metro dalle batterie vanifica completamente lo sforzo, ma tanto questo lo sanno in 10 al mondo.
Quello che invece non fa (quasi) nessuno è garantire la corretta areazione: una batteria al Pb in thermal runaway produce una certa quantità di idrogeno, vapori di acido solforico, e altra roba meno dannosa. Può esplodere e fare danni significativi. Il LiFePo4 è molto resistente, ma in caso di thermal runaway produce una GROSSA quantità di idrogeno oltre ad altri gas tossici. Nel caso che prenda fuoco, il danno è sicuramente importante (per essere chiari: ci sono una manciata di casi documentati, e tutti non su barche ma su sistemi di accumulo sotto stress). Digressione: ho sentito alcuni dire che è il litio stesso a prendere fuoco - sono quasi morto dalle risate, ma poi ho pensato che vanno per mare da soli e ho smesso di ridere.
In pratica serve un sistema di areazione passivo molto efficiente e ben dimensionato - quanti ce lo hanno o hanno fatto il conto di quanta aria tira?
Comunque è tutta roba di discreta qualità e certamente fornisce una bella guida agli installatori, quindi va bene (non proprio, perché poi si erano "dimenticati" che i fusibili Mega non sono buoni e hanno dovuto fare una nuova versione dei Lynx - alla faccia di chi ha speso migliaia di euro per una scatola con un busbar dentro).
Che LiFePo4 richieda un cablaggio maggiorato, direi che è una affermazione fuorviante. Il cablaggio e le protezioni dipendono dalla corrente, che non è una prerogativa delle batterie al litio, ma degli utilizzatori: se il mio impianto tira 200A, deve essere cablato e protetto per 200A, indipendentemente dalle batterie che monto. Per fare un esempio estremo: posso usare un reattore nucleare per alimentare una lampadina da 10W, e avrò bisogno di un filo da 1.5mm2 e un fusibile da 2A. Se ho una piccola batteria da 20Ah al Pb e la uso per alimentare una stufa da 1000W, avrò bisogno di cavi da 50mm2 e un fusibile da 150A (numeri a caso, ma avete capito il punto).
Questa leggenda che per litio serve un cablaggio maggiorato e con il pb posso usare la cordina della cucina è appunto una leggenda. L'unica eccezione direi che è sul tipo di fusibili da usare: con il litio la raccomandazione è quella di usare T-Class mentre con piccoli impianti al PB bastano ANL, Mega, etc., anche se io ho sempre usato i T-Class anche con il piombo (basta leggere il datasheet per capire il perché). Ovviamente mettere il T-Class a mezzo metro dalle batterie vanifica completamente lo sforzo, ma tanto questo lo sanno in 10 al mondo.
Quello che invece non fa (quasi) nessuno è garantire la corretta areazione: una batteria al Pb in thermal runaway produce una certa quantità di idrogeno, vapori di acido solforico, e altra roba meno dannosa. Può esplodere e fare danni significativi. Il LiFePo4 è molto resistente, ma in caso di thermal runaway produce una GROSSA quantità di idrogeno oltre ad altri gas tossici. Nel caso che prenda fuoco, il danno è sicuramente importante (per essere chiari: ci sono una manciata di casi documentati, e tutti non su barche ma su sistemi di accumulo sotto stress). Digressione: ho sentito alcuni dire che è il litio stesso a prendere fuoco - sono quasi morto dalle risate, ma poi ho pensato che vanno per mare da soli e ho smesso di ridere.
In pratica serve un sistema di areazione passivo molto efficiente e ben dimensionato - quanti ce lo hanno o hanno fatto il conto di quanta aria tira?
La semplicità è la suprema sofististicazione. LdV
