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26-02-2011, 05:42
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 26-02-2011, 22:13 da skybet.)
Cari colleghi ADV,
cercando di capire per gradi il delicato mondo delle prestazioni veliche vi chiedo conferma per fondare alcuni capisaldi concettuali.
E' d'obbligo premettere che l'infinita complessità di variabili proprie del mondo reale è qui considerata superflua nel definire solo concetti di modellistica idrodinamica basilare.
Correggetemi se sbaglio.
In andatura portante, ove lo scostamento tra il vettore di spinta (vento) e quello di avanzamento (velocità barca) siano nulli (poppa) o poco significativi (gran lasco, lasco) è vero che, nei limiti propri della velocità critica di quello specifico scafo, una maggior superficie esposta al vento massimizza la prestazione?
Esiste una formula semplificata che leghi il peso di una imbarcazione e la sua dervata attrito idrodinamico e la sua superficie velica con la velocità raggiugibile?
Sempre alle portanti occorre una energia circa 4 volte più grande di quella massima per innescare una planata. Ma una imbarcazione che abbia una deriva sommersa come tutte le barche a vela, è davvero in grado di planare?
Passando agli angoli minore o uguale di 90 rispetto al vento, ove lo scostamento tra vettore di spinta e vettore di avanzamento è signiifcativa, entra in gioco il piano di deriva, che ha il compito di opporre resistenza e orientare il vettore residuo.
L'esperienza insegna che in questi casi un'aumento della superficie velica è limitato dalla tendenza alla straorza. C'è modo di sapere quando una superifice sarà eccessiva ?
Aumentando la profondità si può tenere a riva più vela? Davvero? entro che limiti?
Infine: qunato fa guadagnare in entrambe le condizioni una vela a aridotto modulo elastico, tipo Mylar o Carbonio etc?
Ogni paziente contributo sarà ritenuto una perla preziosa coltivata nel guscio della vostra espreienza
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Citazione:Messaggio di skybet
Cari colleghi ADV,
cercando di capire per gradi ildelicato mondo delle prestazioni veliche vi chiedo conferma per fondare alcuni capisaldi concettuali.
E' d'obbligo premettere che l'infinita complessità di variabili proprie del mondo reale è qui considerata superflua nel definire solo concetti di modellistica idrodinamica basilare.
Correggetemi se sbaglio.
In andatura portante, ove lo scostamento tra il vettore di spinta (vento) e quello di avanzamento (velocità barca) siano nulli (poppa) o poco significativi (gran lasco, lasco) è vero che, nei limiti propri della velocità critica di quello specifico scafo, una maggior superficie esposta al vento massimizza la prestazione?
Esiste una formula semplificata che leghi il peso di una imbarcazione e la sua dervata attrito idrodinamcio e la sua superficie velica con la velocità raggiugibile?
Sempre alle potanti occorre una enrgia circa 4 volte più grande di quella massima per innescare una planata. Ma una imbarcazione che abbia una deriva sommersa come tutte le barche a vela, è davvero in grado di planare?
Passando agli angoli minore o uguale id 90 rispetto al vento, ove lo scostamento tra vettore di spinta e vettore di avanzamento è signiifcativa, entra in gioco il piano di deriva, che ha il compito di opporre resistenza e orientare il vettore residuo.
L'seperienza insegna che in questi casi un'aumento della superficie velica è limitato dalla tendenza alla straorza. C'è modo di sapere quando una superifice sarà eccessiva.
Aumentando la profondità si può tenere a riva più vela? Davvero? entro che limiti?
Infine: qunato fa guadagnare in entrambe le condizioni una vle a aridotto modulo elastico, tipo Mylar o Carbonio etc?
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dici cosi?[hide] ![[Immagine: preplanata.jpg]](http://www.glistrallati.it/images/fbfiles/images/preplanata.jpg) [/hide]
o cosi
[hide] ![[Immagine: planata.jpg]](http://www.glistrallati.it/images/fbfiles/images/planata.jpg) [/hide]
l' aggiusti un po la domanda ne ho capita meno di mezza.
amare le donne, dolce il caffe.
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Dipende dal bisturi  . Per planare ci vuole una carena piatta, una barca leggera che debba rimanere diritta sull'acqua, non sbandata. Planare in continuazione in mare con onda è impossibile, la barca scendendo dall'onda accellera ma corre più forte dell'onda ed a un certo punto s'infila nell'onda davanti e decellera, parliamo di mare in poppa. I libera del garda che corrono con l'equipaggio tutto fuori sulle terazze con i trapezzi riescono a dare potenza alla barca , tenendola diritta, possono planare anche di bolina e non essendoci omde alte mantengono una planata costante. Per planare ci vuole la spinta di cabrata, dal basso verso l'alto. Ci sono dei coefficienti di finezza che stabilisconpo se una barca può essere più o meno planante. Dicono che per planare ci vogliano almeno 36 mq. per ton. La planata è un'oppppppinione.
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più tela più velocità?
no.
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Citazione:Messaggio di skybet
Ma una imbarcazione che abbia una deriva sommersa come tutte le barche a vela, è davvero in grado di planare?
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Magnifico video di planata su una deriva, si coglie esattamente l'attimo dell'accelerazione!
Ma qualcuno ha mai fatto planare un cabinato con il bulbo? E' cosa impossibile o semplicemente il rapporto potenza di spinta/peso di una deriva è nettamente e intrinsecamente superiore a quello dei cabinati?
E le barche di serie hanno i punti di trazione ove si agganciano le vele dimensionati a trasmettere quel genere di spinta o si disalbera?
Quest'estate ho provato un bavaria 38 match allestito da regata, ed effettivamente anche nel cuore di un bollente e sventato luglio mediterraneo si è andati sempre a vela con buone prestazioni.
Il piano velico era imponente e qeusto ha innescato a suo tempo tutte le mie riflessioni e domande.
E ritornando alle vele a ridotto coefficiente elastico, qualcuno ha provato la stessa barca con vele normali e da regata e sa quantificare l'incremento prestazionale?
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Citazione:skybet ha scritto:
Magnifico video di planata su una deriva, si coglie esattamente l'attimo dell'accelerazione!
Ma qualcuno ha mai fatto planare un cabinato con il bulbo?
Ma hai visto il video? Sul melges 24 c'e' un bel bulbo eh!
- Quanto manca alla boa?
- Zitto e schiaccia!
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Citazione:skybet ha scritto:
Magnifico video di planata su una deriva, si coglie esattamente l'attimo dell'accelerazione!
Ma qualcuno ha mai fatto planare un cabinato con il bulbo? E' cosa impossibile o semplicemente il rapporto potenza di spinta/peso di una deriva è nettamente e intrinsecamente superiore a quello dei cabinati?
E le barche di serie hanno i punti di trazione ove si agganciano le vele dimensionati a trasmettere quel genere di spinta o si disalbera?
Quest'estate ho provato un bavaria 38 match allestito da regata, ed effettivamente anche nel cuore di un bollente e sventato luglio mediterraneo si è andati sempre a vela con buone prestazioni.
Il piano velico era imponente e qeusto ha innescato a suo tempo tutte le mie riflessioni e domande.
E ritornando alle vele a ridotto coefficiente elastico, qualcuno ha provato la stessa barca con vele normali e da regata e sa quantificare l'incremento prestazionale?
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2100 kg di piombo nel bulbo...
non è proprio un B38 . bisogna accontentarsi!

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Beh.....................   
Sarei corso in mare subito.......
Che voglia....
Peraltro da kitesurfer conosco di prima mano la droga della planata....
Direi che ho imparato che planata è possibile anche su barche da 6 tonnellate appartenenti (quasi) al mondo reale..
Navigava con randa e Jennaker mi sembra di capire (non ho visto il tangone nel video)
Allora in downwind, con abbastanza tela a riva si può far planare quasi qualunque cosa? Non vedo l'ora che faccia una sventagliata di tramontana in costa laziale per avere acqua piatta...
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Citazione:skybet ha scritto:
Allora in downwind, con abbastanza tela a riva si può far planare quasi qualunque cosa?
Direi di no. Spacchi prima l'albero.
Solo certe barche (ti hanno spiagato) Piccoletto: le piu' leggere, quelle con la poppa piatta e quelle invelate a sufficienza.
Ma soprattutto quelle in cui l'equipaggio non si ribalta per il mare e il timoniere sa tenere in mano il manico di scopa.
- Quanto manca alla boa?
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Già.... il disalberamento e l'ammaraggio dell'equipaggio erano tra le eventualità comprese in quel 'quasi'......
Le linee d'acqua recenti sono spesso ispirate agli open oceanici, quindi c'è più di una barca con disegno potenzialmente planante, ma quanto invelati bisogna essere.?!?
Esiste un termine relativo, che so, un rapporto (superficie velica x vento)/peso che esprima un valore critico correlato alla possibilità di planare?
Per esempio il Jboat del video quanto pesava? 7 tonnellate più o meno? e quanta tela aveva su? e quanto vento c'era? ............[?][?][?][?][?][?][?][?]
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Citazione:skybet ha scritto:
Già.... il disalberamento e l'ammaraggio dell'equipaggio erano tra le eventualità comprese in quel 'quasi'......
Le linee d'acqua recenti sono spesso ispirate agli open oceanici, quindi c'è più di una barca con disegno potenzialmente planante, ma quanto invelati bisogna essere.?!?
Esiste un termine relativo, che so, un rapporto (superficie velica x vento)/peso che esprima un valore critico correlato alla possibilità di planare?
Per esempio il Jboat del video quanto pesava? 7 tonnellate più o meno? e quanta tela aveva su? e quanto vento c'era? ............[?][?][?][?][?][?][?][?]
Il j125 pesa ca 3.790kg, è lunga 12,5m, larga 3,23m, pesca 2,30m, ballast 2107kg, quindi con percentuale in chiglia del 57% e con una SV di ca 100mq in bolina, mentre in poppa arriva a ca 230mq.
Praticamente una macchina da guerra, a cui bastano poco più di quindici nodi al lasco per iniziare la planata. 
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
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Davvero hai scritto 230 mq per 3,7 tonnellate?!?!
Beh, per forza plana, snif...
Ma questa è una astronave, non una barca a vela?
Qualcuno ha mai fatto planare un cruiser racer di serie?!?!
Se al J servono 15 nodi con 230 mq.........
Ipotizzando la assurda formula grezza (15x230)/3,7=932... che chiamiamo coefficiente di planata (se mi prende un progettista di barche a vela mi rompe il .....)
Per far planare un 40 piedi da nove tonnellate a 15 modi servirebbero.... 559 mq di tela a riva......
Oppure 419 mq a 20 nodi...
Oppure 335 mq a 25 nodi.....
Insomma..... fantascienza.....
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La forza del vento è proporzionale al quadrato della velocità, quel coefficiente di planata è sbagliato. Con la tua formula il 40' con 30 nodi se riesce a tenere a riva 139 mq. plana anche lui, con 40 nodi gli bastano 79 mq. Per planare bisogna superare 1,7x radice quadrata della lunghezza al galleggiamento( circa). Spesso viene confusa con la semiplanata. La planata è un'opppppppinione.
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Come giustamente sottolinea Vince, con 15nodi il J125 puoò arrivare a 10/12 nodi di velocità, ma per una planata costante di 16/18 nodi e oltre, ci vuole ben più aria.
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
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Beh, certo che è sbagliato, è una proprozione lineare inventata lì per lì giusto per dare un'idea delle variabili che pensavo fossero coinvoltenell'equazione, non ardivo certo a definire l'equazione corretta..
Interessante sapere comunque...
1,7xRQ(lft)=?
Non ho capito cosa definisce questa relazione.
E poi, cado nello sconforto, che è la semiplanata?!?!?
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La lunghezza al galleggio è in piedi, mi ero dimenticato di scriverlo. La semiplanata è il momento di transizione tra la velocità crit. a disloc. 1,34xRQ( lwl, in piedi) e quella a sostentamento dinamico 1,7xRQ(LWL, in piedi), spinta di cabrata, quando la barca si solleva dall'acqua. Questi dati sono approssimativi e variano da barca a barca, peso e forma delle carene. Attenzione anche alla Lung. gall. statica e a quella dinamica che fa chiudere l'onda più a poppa del galleggio, aumentandone la velocità ctit. Questo dovuto ad una poppa larga. Questi dati li ho travati su 'teoria e pratica della vela' di Marcaj su prove fatte in vasca. La vela è un'opppppinione.
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ho messo due foto della scia di un class 40, nella prima si vede l' onda di poppa che comincia a staccarsi, e l' onda tipica della surfata, e' come se la lunghezza della barca crescesse della distanza tra la poppa e il cavo dell' onda, nella seconda e' in planata, non c'e' onda non c'e' un cavo, l' acqua vede lo scafo come di lunghezza infinita rimangono solo le resistenze di attrito sulla superficie.
non ci sono velocita critiche. Se una carena puo farlo e allora si chiama planante se non puo farlo e allora e' dislocante, a un vecchio coppa america lo potete pure attaccare a un traghetto veloce... piuttosto che planare affonda!
volevo solo dire che le formuline ci sono, ci so dei problemi di angolo di attacco, per cabrare un aereo tira su la prua, un ac J class se lo attaccate a un traghetto veloce e' facile che la cabrata la faccia ma verso il fondo!
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A Venezia non ci sono più onde in laguna. Basta correre e andare in planata. Finalmente quando vado a vogare avrò la laguna come uno specchio. Il problema del moto ondoso è risolto.  . Le onde sono un'opppppppinione.
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Citazione:bullo ha scritto:
A Venezia non ci sono più onde in laguna. Basta correre e andare in planata. Finalmente quando vado a vogare avrò la laguna come uno specchio. Il problema del moto ondoso è risolto. . Le onde sono un'opppppppinione.-
a venezia non mi sembra il caso di planarci almeno nei canali, nei porti ci sto di casa, i gommini degli ormeggiatori quando sono in planata non fanno onde!
io e te non e' il caso che parliamo per esempi ma te ne faccio uno:
un aliscafo oltre una certa velocita comincia a planare (non e' proprio cosi ma adattati e' tadi per un esempio migliore) pensa a rovesciargli le ali che ha sotto... cosa fa se aumenti la velocita?
adesso pensa alla linea di carena di una barca... somiglia ad un . e' messa? come quella dell' aliscafo o al rovescio?
amare le donne, dolce il caffe.
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