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18-05-2020, 11:10
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 18-05-2020, 11:11 da Flask.)
Salve a tutti,
ho chiglia a pinna mobile con bulbo in ghisa. Sia la pinna che il bulbo tendono a fare della ruggine che tratto un po' alla meglio tutti gli anni.
Mi è venuto in mente di trattare pinna e bulbo con della resina epossidica spray per creare uno strato non ossidabile fra il metallo e l'acqua / aria.
E' un'idea farlocca? qualcuno di voi ha esperienza in merito?
"Esistono 4 tipi di navigatori a vela: i morti, i pensionati, i principianti e i pessimisti" Tristan Jones.
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L'ultima volta che ho fatto carena dato che avevo più resina epossidica del necessario ho dato una mano alla pinna di deriva che avevo già trattato scartavetrato poi mano di prime e di antivegatativa. A distanza di un anno la situazione della rugine mi sembra sia rimasta la stessa di prima.
Comunque una passata di resina non credo che faccia male a pinna e bulbo.
Buon vento
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Sarebbe meglio dopo aver grattato via la ruggine fare un trattamento col Ferox o altro convertitore di ruggine prima dell'epossidica
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(19-05-2020, 15:11)Najapico Ha scritto: Sarebbe meglio dopo aver grattato via la ruggine fare un trattamento col Ferox o altro convertitore di ruggine prima dell'epossidica
Condivido il trattamento, dopo aver fatto ben asciugare il bulbo e ripetute scartavetrate su tutta la pinna trattare con abbondante Ferox, poi ........epossidica e/o primer e av. bv
Ma guarda intorno a te che dono ti hanno fatto, ti hanno inventato il Mare. ( D. Modugno )
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19-05-2020, 16:18
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 19-05-2020, 16:22 da Flask.)
quindi nell'ordine una buona ricetta potrebbe essere:
scartavetrare la ruggine e l'AV vecchia
ferox 2 mani
resina epossidica
primer
AV
?
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Dopo ever portato a metallo Epoxi primer - pittura epossidica 4/5 mani- stuccpo epossidico per imperfezioni - AV.
Si consiglia la sabbiatura e subito dopo dare il primer, sta la il segreto.
Naturalmente farai come credi. Ciao.
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Concordo in pieno in particolare anche sulla sabbiatura, che apre i pori della resina e favorisce l’aggrappo del primer, diversamente potresti ritrovarti con una situazione di poca adesione.
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Il primer epossidico spesso contiene sostanze passivanti che aiutano a tenere a bada gli ossidi, anche per questo se ne consiglia l' utilizzo in prima mano.
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20-05-2020, 09:24
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2020, 09:25 da Flask.)
grazie a tutti per gli interventi utili e competenti.
leggendo tutto quanto a me rimane qualche perplessità sui discorsi di sabbiatura e /o abrasione aggressiva e a fondo. Di fatto, così facendo, si porta via del materiale e, vada per il bulbo, ma per la pinna di deriva non mi sembra saggio, alla lunga.
o sono solo mie paturnie?
il ferox, invece, dal momento che è un convertitore di ossido "recupera" materiale?
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(20-05-2020, 09:24)Flask Ha scritto: sono solo mie paturnie?
Si.
Ti hanno già spiegato tutto.
La sequenza più usata è:
-abrasione, belin, sabbiatura (come preferisci)
-lavaggio con acetone (igroscopico)
-convertitore (se vuoi)
-primer epossidico (SUBITO)
-mani di resina (quanta ne vuoi, meglio "bagnato su bagnato")
Il tutto in giornate tiepide, secche e ventilate (se si può).
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20-05-2020, 09:57
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2020, 09:58 da Flask.)
eh blu, abbi pazienza domandare è lecito
ok, ho fatto tutto tranne dare il primer epossidico.
è grave?
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(20-05-2020, 09:50)bludiprua Ha scritto: Si.
Ti hanno già spiegato tutto.
La sequenza più usata è:
-abrasione, belin, sabbiatura (come preferisci)
-lavaggio con acetone (igroscopico)
-convertitore (se vuoi)
-primer epossidico (SUBITO)
-mani di resina (quanta ne vuoi, meglio "bagnato su bagnato")
Il tutto in giornate tiepide, secche e ventilate (se si può).
A dire la verita sia cecchi che west system sconsigliano quasi sempre l'uso di acetone o qualsiasi prodotto... per il resto io ho scelto un'altro tipo di lavorazione ma sicuramente due mani di primer fatte bene sono una buona soluzione... cecchi consiglio questa soluzione...
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20-05-2020, 10:06
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 20-05-2020, 10:11 da bludiprua.)
(20-05-2020, 09:57)Flask Ha scritto: ok, ho fatto tutto tranne dare il primer epossidico.
Ma si, va benone.
Io ho solo fatto la "summa" delle opzioni più quotate raccolte qui sul forum.
"Paturnie" è un termine che si adatta molto bene a tanti pensieri che ci facciamo quando si parla di barche...
Di sicuro non mi preoccuperei di aver asportato materiale.
(20-05-2020, 10:04)skipper81 Ha scritto: A dire la verita sia cecchi che west system sconsigliano quasi sempre l'uso di acetone o qualsiasi prodotto...
E' un sistema per pulire la superficie molto porosa, con l'acqua no di sicuro, l'acetone è igroscopico, evapora subito, non lascia tracce, se non convince si può fare tranquillamente a meno.
Quando l'ho usato, sullo straccio è rimasto molto "nero" però io non avevo sabbiato ma solo grattato e belin.
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(20-05-2020, 10:06)bludiprua Ha scritto: "Paturnie" è un termine che si adatta molto bene a tanti pensieri che ci facciamo quando si parla di barche...
Di sicuro non mi preoccuperei di aver asportato materiale.
grazie bludiprua, è proprio il mio tipo di atteggiamento
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esistono anche prodotti che inseriscono il convertitore di ruggine in matrice epossidica, in modo da fare una unica applicazione: abrasione della ruggine con frullino (meglio sarebbe con sabbiatura, ma costa), belin e applicazione del prodotto (che fa anche da primer, visto che è a matrice epossidica). poi si può coprire con vernice antivegetativa. qualcuno ha provato questi prodotti?
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Esperienza maturata in altri campi mi fa suggerire di lasciare il ferox sullo scaffale a favore del rimox.
Quest'ultimo da da passivante senza creare una pellicola, che in molti casi e anche in questo, non è opportuna.
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Suggerisco su metallo nudo e sabbiato primer epossidico come molti hanno già indicato, assicurandosi che contenga Fosfato di Zinco che è passivante e consente di aggrapparci di tutto, incluse mani di epossidica, stucco, ecc.
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Confermo per esperienza diretta quanto suggerito da maremare e lordvela.
Anni addietro feci un intervento radicale passando subito dopo la carteggiatura dell'acido fosforico, che naturalmente bloccò subito l'ossidazione. Peccato che i successivi strati di epossidica non aderirono bene a causa del velo lasciato dall'acido.
In un successivo intervento, dopo la carteggiatura passai direttamente il primer epox che contiene anche un passivante.
In questo modo dura qualche anno. Il problema della ghisa è che anche quando sembra asciutta spurga da qualche forellino e col tempo riesce a rovinare gli strati, un pò come fa l'osmosi sulla vtr.
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Uno dei principali problemi per cui l'epossidica non aderisce su alcune superfici metalliche è la presenza di ossidi e/o la poca rugosità.
Il primo punto è il più delicato perché è quasi impossibile impedire la rapida formazione di ossidi a meno di non lavorare in atmosfera priva di ossigeno (condizione di difficile attuazione).
Uno dei metodi per minimizzare il problema e, nello stesso tempo, fornire la rugosità opportuna consiste nello scartavetrare la superficie pulita e pronta al trattamento con carta abrasiva imbevuta di resina.
Non è un lavoro né semplice né "pulito" (nel senso che l'operatore rimane pulito!) ma se uno spera in un risultato che duri un po' nel tempo, questo è il metodo migliore.
Provare per credere.
Daniele
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