28-06-2012, 15:33
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 28-06-2012, 23:13 da Blu.)
Mutuando dalle mie conoscenze in arrampicata e alpinismo sono propenso a ritenere come principio base che una cima a doppino chiuso da un nodo conserva lo stesso carico della cima singola senza nodi. Il nodo dimezza il carico, lo sdoppiamento a doppino compensa la perdita ripartendo il carico su due assi. In realtà si ha una leggera perdita di carico in corrispondenza del punto di trazione sull'anello in cui passa il doppino, ma è trascurabile.
La cima avvolta con il nodo di bitta dissipa in atrito la trazione in più punti della galloccia e zone della stessa cima dando un risultato migliore rispetto al nodo che tende a strozzare e tagliare la cima in un unico punto dimezzando il carico.
Sulla bitta, con giri fatti ad arte, hai una perdita trascurabile, sicuramente meno problematica della tenuta dei bulloni della galloccia che rimangono il vero punto debole.
Usando cime di dimensioni corrette il nodo di di bitta e il punto di passaggio del doppino nell'anello, a differenza del nodo che ti dimezza sempre drasticamente il carico, non costituiscono una variabile significativa.
1) nodo di bitta in barca, nodo di bitta a terra (cima singola)
Conservi quasi il 100% del carico di rottura. calcola una diminuzione in corrispondenza delle bitte, ma non così drastica come un nodo.
2) due nodi di bitta in barca + passaggio su anello/bitta a terra (doppino)
Raddoppi quasi la tenuta della cima del sistema rispetto alla situazione 1).
3) nodo di bitta in barca + gassa su anella a terra (o viceversa è uguale)
dimezzi il carico della cima a causa del nodo della gassa
4) nodo di bitta in barca + gassa piombata su bitta a terra (o viceversa è uguale)
come situazione 1) leggera perdita di carico trascurabile su bitta e impiombatura gassa
5) gassa piombata sia a terra che in barca (possibile solo nel proprio posto barca e preferibilmente con pontili galleggianti)
come 1 e 4
La cima avvolta con il nodo di bitta dissipa in atrito la trazione in più punti della galloccia e zone della stessa cima dando un risultato migliore rispetto al nodo che tende a strozzare e tagliare la cima in un unico punto dimezzando il carico.
Sulla bitta, con giri fatti ad arte, hai una perdita trascurabile, sicuramente meno problematica della tenuta dei bulloni della galloccia che rimangono il vero punto debole.
Usando cime di dimensioni corrette il nodo di di bitta e il punto di passaggio del doppino nell'anello, a differenza del nodo che ti dimezza sempre drasticamente il carico, non costituiscono una variabile significativa.
1) nodo di bitta in barca, nodo di bitta a terra (cima singola)
Conservi quasi il 100% del carico di rottura. calcola una diminuzione in corrispondenza delle bitte, ma non così drastica come un nodo.
2) due nodi di bitta in barca + passaggio su anello/bitta a terra (doppino)
Raddoppi quasi la tenuta della cima del sistema rispetto alla situazione 1).
3) nodo di bitta in barca + gassa su anella a terra (o viceversa è uguale)
dimezzi il carico della cima a causa del nodo della gassa
4) nodo di bitta in barca + gassa piombata su bitta a terra (o viceversa è uguale)
come situazione 1) leggera perdita di carico trascurabile su bitta e impiombatura gassa
5) gassa piombata sia a terra che in barca (possibile solo nel proprio posto barca e preferibilmente con pontili galleggianti)
come 1 e 4
