17-10-2013, 13:39
non credo che si riesca a chiudere la pellicola sulla carena senza un seppur piccolo volume d'aria. se invece così dovesse essere, vuol dire che c'è un metodo per non so quanto empirico per toglierla. in questo caso allora non ho ben capito come funziona la cosa.
mi pare ovvio che chiudendo un solido (generico) con una pellicola si hanno due interfaces tra le quali c'è aria. sia la pellicola che il solido avranno coefficienti di scambio differenti. in un sistema stazionario il flusso di calore però deve essere costante. in realtà la cosa è abbastanza complessa, perchè poi si dovrebbe stabilire se lo spazio tra solido e pellicola che avranno anche temperature differenti è tale da potersi considerare uno scambio termico interno per conduzione (ovvero considerando l'aria ''ferma'' come per le finestre a doppio vetro) oppure per convezione naturale e non è detto che non ci siano zone di un tipo e zone di altro tipo. in ciascuno dei casi ci sono delle grosse differenze. quel che comunque è da notare è che una certa quantità d'acqua presente nell'aria andrà a condensarsi e per questo non è necessaria nessuna sollecitazione poichè basta la temperatura. potrebbe anche essere che un'altra parte invece proviene dal solido. a questo punto però resta un dubbio: quanta è dovuta all'aria e quanta allo scafo? per rispondere bisognerebbe sapere umidità dell'aria all'applicazione della pellicola, umidità al momento scelto e le condizioni interne della bolla.
il metodo empirico sicuramente può funzionare per avere un'idea molto generica, ma credo che serva a ben poco se del dato che ottieni puoi fartene poco.
in definitiva, se si vogliono fare le cose per bene, ci si rivolge a professionisti seri.
mi pare ovvio che chiudendo un solido (generico) con una pellicola si hanno due interfaces tra le quali c'è aria. sia la pellicola che il solido avranno coefficienti di scambio differenti. in un sistema stazionario il flusso di calore però deve essere costante. in realtà la cosa è abbastanza complessa, perchè poi si dovrebbe stabilire se lo spazio tra solido e pellicola che avranno anche temperature differenti è tale da potersi considerare uno scambio termico interno per conduzione (ovvero considerando l'aria ''ferma'' come per le finestre a doppio vetro) oppure per convezione naturale e non è detto che non ci siano zone di un tipo e zone di altro tipo. in ciascuno dei casi ci sono delle grosse differenze. quel che comunque è da notare è che una certa quantità d'acqua presente nell'aria andrà a condensarsi e per questo non è necessaria nessuna sollecitazione poichè basta la temperatura. potrebbe anche essere che un'altra parte invece proviene dal solido. a questo punto però resta un dubbio: quanta è dovuta all'aria e quanta allo scafo? per rispondere bisognerebbe sapere umidità dell'aria all'applicazione della pellicola, umidità al momento scelto e le condizioni interne della bolla.
il metodo empirico sicuramente può funzionare per avere un'idea molto generica, ma credo che serva a ben poco se del dato che ottieni puoi fartene poco.
in definitiva, se si vogliono fare le cose per bene, ci si rivolge a professionisti seri.
