09-04-2014, 15:46
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 09-04-2014, 15:47 da IanSolo.)
NicolaBologna,
Il regolatore di un alternatore e' progettato per mantenere semplicemente costante la tensione d'uscita, non effettua alcuna regolazione della corrente che dipende quindi solo dallo stato della batteria e dalla resistenza dei conduttori che vanno alla batteria sotto carica. Interporre quindi uno shunt riduce quindi un poco la corrente erogabile ma il suo effetto si sente particolarmente alle correnti forti (quando la batteria e' molto scarica) e si va riducendo mano mano che la batteria caricandosi raggiunge la tensione di limitazione del regolatore perche' la caduta di tensione e' proporzionale alla corrente che, man mano che la batteria si carica, va via via ridocendosi fino ad essere nulla raggiunta la tensione dell'alternatore.
Quindi sotto questo punto di vista non ci sono problemi perche' la massima tensione viene regolarmente raggiunta, tuttavia un piccolo scotto lo si paga in termini di maggior tempo a causa della piu' bassa corrente che viene erogata all'inizio del processo quando la richiesta di corrente e' piu' forte.
Diverso e' il discorso nel caso dei ripartitori di carica a diodi dove (grossolanamente) la caduta di tensione ai capi del dispositivo e' quasi costante a tutte le correnti e necessita quindi di venire adeguatamente compensata.
Il regolatore di un alternatore e' progettato per mantenere semplicemente costante la tensione d'uscita, non effettua alcuna regolazione della corrente che dipende quindi solo dallo stato della batteria e dalla resistenza dei conduttori che vanno alla batteria sotto carica. Interporre quindi uno shunt riduce quindi un poco la corrente erogabile ma il suo effetto si sente particolarmente alle correnti forti (quando la batteria e' molto scarica) e si va riducendo mano mano che la batteria caricandosi raggiunge la tensione di limitazione del regolatore perche' la caduta di tensione e' proporzionale alla corrente che, man mano che la batteria si carica, va via via ridocendosi fino ad essere nulla raggiunta la tensione dell'alternatore.
Quindi sotto questo punto di vista non ci sono problemi perche' la massima tensione viene regolarmente raggiunta, tuttavia un piccolo scotto lo si paga in termini di maggior tempo a causa della piu' bassa corrente che viene erogata all'inizio del processo quando la richiesta di corrente e' piu' forte.
Diverso e' il discorso nel caso dei ripartitori di carica a diodi dove (grossolanamente) la caduta di tensione ai capi del dispositivo e' quasi costante a tutte le correnti e necessita quindi di venire adeguatamente compensata.
