23-08-2014, 11:19
Mckewoy, perdonami una troppo facile battuta: anche Attilio Regolo si sentiva sicuro in una "botte di ferro" ma........
Comunque, facendo qualche considerazione in piu':
La scarica di un fulmine si presenta come un fronte di tensione molto ripido, e' quindi perfettamente assimilabile ad un impulso (o treno di impulsi visto che solitamente e' formata da una serie di scariche molto ravvicinate) ad alta frequenza, conferma del fatto si ha banalmente nella constatazione di un disturbo radio prodotto.
Un "segnale" del genere, come tutti i segnali ad alta frequenza, tende a scorrere sulla superficie esterna dei conduttori (Effetto Pelle) e il fenomeno e' pure accentuato dall'alta tensione che lo caratterizza.
In un conduttore formato da piu' elementi disposti quasi radialmente la scarica tendera' quindi per logiche ragioni a percorrere il conduttore a piu' bassa resistenza ma certamente una parte rilevante (talora la maggior parte) dell'energia percorrera' i conduttori periferici anche se a resistenza piu' alta. Questo e' il caso di una barca a vela con albero conduttore (metallico o con bandella di messa a terra) dove e' indispensabile porre a massa non il solo albero ma anche tutto il sartiame (i conduttori periferici appunto) perche' e' possibile che dalle estremita' lasciate libere dei suoi cavi scocchino scariche secondarie che, non trovando una via preferenziale da percorrere, "saltino" sugli oggetti conduttori piu' vicini (strumenti, motore, acqua traversando la carena, ecc..) provocandone il danneggiamento.
Non e' quindi sufficiente a mio parere (e nemmeno a parere di coloro che studiano le protezioni per edifici "critici") porre a terra il solo conduttore principale ma cura va posta nel collegare qualunque altra discesa conduttrice che, per il ragionamento fatto, non va assolutamente lasciata libera. Il solo albero messo a terra va considerato come un primo grado di protezione, utile ma ancora lontano da un livello capace di ridurre sensibilmente i danni (la protezione totale e' quasi impossibile da ottenere in una barca da diporto).
Temendo (remoti o inesistenti trattandosi di parti fuori dall'acqua) problemi di corrosione galvanica si possono eseguire i collegamenti interponendo un isolatore galvanico con in parallelo uno scaricatore (quelli per impianti domestici a bassa tensione vanno benissimo).
Comunque, facendo qualche considerazione in piu':
La scarica di un fulmine si presenta come un fronte di tensione molto ripido, e' quindi perfettamente assimilabile ad un impulso (o treno di impulsi visto che solitamente e' formata da una serie di scariche molto ravvicinate) ad alta frequenza, conferma del fatto si ha banalmente nella constatazione di un disturbo radio prodotto.
Un "segnale" del genere, come tutti i segnali ad alta frequenza, tende a scorrere sulla superficie esterna dei conduttori (Effetto Pelle) e il fenomeno e' pure accentuato dall'alta tensione che lo caratterizza.
In un conduttore formato da piu' elementi disposti quasi radialmente la scarica tendera' quindi per logiche ragioni a percorrere il conduttore a piu' bassa resistenza ma certamente una parte rilevante (talora la maggior parte) dell'energia percorrera' i conduttori periferici anche se a resistenza piu' alta. Questo e' il caso di una barca a vela con albero conduttore (metallico o con bandella di messa a terra) dove e' indispensabile porre a massa non il solo albero ma anche tutto il sartiame (i conduttori periferici appunto) perche' e' possibile che dalle estremita' lasciate libere dei suoi cavi scocchino scariche secondarie che, non trovando una via preferenziale da percorrere, "saltino" sugli oggetti conduttori piu' vicini (strumenti, motore, acqua traversando la carena, ecc..) provocandone il danneggiamento.
Non e' quindi sufficiente a mio parere (e nemmeno a parere di coloro che studiano le protezioni per edifici "critici") porre a terra il solo conduttore principale ma cura va posta nel collegare qualunque altra discesa conduttrice che, per il ragionamento fatto, non va assolutamente lasciata libera. Il solo albero messo a terra va considerato come un primo grado di protezione, utile ma ancora lontano da un livello capace di ridurre sensibilmente i danni (la protezione totale e' quasi impossibile da ottenere in una barca da diporto).
Temendo (remoti o inesistenti trattandosi di parti fuori dall'acqua) problemi di corrosione galvanica si possono eseguire i collegamenti interponendo un isolatore galvanico con in parallelo uno scaricatore (quelli per impianti domestici a bassa tensione vanno benissimo).
