12-11-2014, 22:34
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-11-2014, 22:42 da djego.)
Cari Adv,
la discussione è molto interessante anche perché i fulmini pure per me sono un vero spauracchio. Passi il dramma economico dell'elettronica che parte nella sua interezza, ma portare il popò a casa dopo un maltempo improvviso in mare non sarebbe male... Come dice Gianni emergono due scuole di pensiero, che se ho ben capito - parlando da troglodita - sono stare come si sta oppure buttare legare due grossi cavi di rame all'albero, farli passare per sartie e draglie e poi buttarli in acqua. Giusto?
Francamente mi pare però che quasi nessuno nella discussione possa vantare una specializzazione tale da poter parlare da "professore". O sbaglio? Ecco allora che mi domando quale branca del sapere ci permetterebbe di avere una risposta non dico definitiva ma quasi. Un fisico? Un ingegnere elettronico? Individuiamo la materia e poi pensiamo a chi - anche fuori dal forum - può darci una risposta che ci tolga le castagne dal fuoco e il fulmine dai stupidotti? :-) Credo che un esperto risponde in due minuti e può fornire anche utili consigli in caso di un temporale imprevisto. Come gestirlo? Dove "rifugiare" la barca e sé stessi nella barca? Ecc. ecc.
Seconda poi. Non ho capito se è scontato o meno che una barca di buon cantiere (Comar, Dufour, Jeanneau ecc. ecc., tanto per intenderci) abbia automaticamente l'albero collegato al bulbo e se questo sostituisce automaticamente il discorso dei cavi di rame improvvisati. Oppure il collegamento albero-bulbo è un lavoro da fare sulle barche anziane? E, in questo caso, dov'è che si verifica se questo collegamento è stato realizzato o meno in precedenza? Questo cavo da dove a dove corre e per dove corre?
Viva!
la discussione è molto interessante anche perché i fulmini pure per me sono un vero spauracchio. Passi il dramma economico dell'elettronica che parte nella sua interezza, ma portare il popò a casa dopo un maltempo improvviso in mare non sarebbe male... Come dice Gianni emergono due scuole di pensiero, che se ho ben capito - parlando da troglodita - sono stare come si sta oppure buttare legare due grossi cavi di rame all'albero, farli passare per sartie e draglie e poi buttarli in acqua. Giusto?
Francamente mi pare però che quasi nessuno nella discussione possa vantare una specializzazione tale da poter parlare da "professore". O sbaglio? Ecco allora che mi domando quale branca del sapere ci permetterebbe di avere una risposta non dico definitiva ma quasi. Un fisico? Un ingegnere elettronico? Individuiamo la materia e poi pensiamo a chi - anche fuori dal forum - può darci una risposta che ci tolga le castagne dal fuoco e il fulmine dai stupidotti? :-) Credo che un esperto risponde in due minuti e può fornire anche utili consigli in caso di un temporale imprevisto. Come gestirlo? Dove "rifugiare" la barca e sé stessi nella barca? Ecc. ecc.
Seconda poi. Non ho capito se è scontato o meno che una barca di buon cantiere (Comar, Dufour, Jeanneau ecc. ecc., tanto per intenderci) abbia automaticamente l'albero collegato al bulbo e se questo sostituisce automaticamente il discorso dei cavi di rame improvvisati. Oppure il collegamento albero-bulbo è un lavoro da fare sulle barche anziane? E, in questo caso, dov'è che si verifica se questo collegamento è stato realizzato o meno in precedenza? Questo cavo da dove a dove corre e per dove corre?
Viva!
