03-06-2017, 14:46
a volte sarebbe opportuno conoscere il motivo per cui si cazza la drizza dei fiocchi a ferro, quello vero, quello che modifica in modo importante la forma della vela,
e' un modo buono per le vele in dacron, che spesso per questo hanno (si, anche sui fiocchi) un cunningham. per quelle laminate e' previsto il cambio, "grazie" alla loro rigidita lo spostamento del grasso in avanti e' minimalista e esagerare con la drizzata genera solo delaminazione.
si fa in condizioni particolari, bolina dura contro onda importante, quando non c'e' una rotta definita ma la vela si deve adattare alle poggiate, in tutti gli altri casi gli eccessi sono pagliativi usati dai pavidi come placebo alla paura del mare.
di sicuro drizzare molto e' una cosa che non fa bene alle vele che sono progettate per resistere alla trazione in balumina e non in inferitura.(basta dare una contata alle fibre relative.. cinque a uno potrebbe essere una buona approssimazione)
e' la tensione della scotta che genera le tensioni sulla drizza, tensioni che sono inversamente proporzionali alla dimensione della vela e che dipendono in prima analisi solo dal raddrizzamento della barca. (vela grande tensioni minori; anche se questo pare in disaccordo con il concetto di cilindrata-potenza dei motori endotermici)
se lo scorrimento si ferma dopo pochi cm.. tocca imparare a usare gli stopper, se non si ferma.. si indagano gli altri motivi, motivi che vanno dalla qualita della calza all' errore di valutazione del cantiere, ovvero dall' ennesimo risparmio.
un minimo di scorrimento e' necessario per qualunque sistema, e' quel "lavoro" che serve a generare la pressione che blocca la drizza tra le griffe, e' un lavoro perche per comprimere la drizza serve energia, la forza non basta.
e' un modo buono per le vele in dacron, che spesso per questo hanno (si, anche sui fiocchi) un cunningham. per quelle laminate e' previsto il cambio, "grazie" alla loro rigidita lo spostamento del grasso in avanti e' minimalista e esagerare con la drizzata genera solo delaminazione.
si fa in condizioni particolari, bolina dura contro onda importante, quando non c'e' una rotta definita ma la vela si deve adattare alle poggiate, in tutti gli altri casi gli eccessi sono pagliativi usati dai pavidi come placebo alla paura del mare.
di sicuro drizzare molto e' una cosa che non fa bene alle vele che sono progettate per resistere alla trazione in balumina e non in inferitura.(basta dare una contata alle fibre relative.. cinque a uno potrebbe essere una buona approssimazione)
e' la tensione della scotta che genera le tensioni sulla drizza, tensioni che sono inversamente proporzionali alla dimensione della vela e che dipendono in prima analisi solo dal raddrizzamento della barca. (vela grande tensioni minori; anche se questo pare in disaccordo con il concetto di cilindrata-potenza dei motori endotermici)
se lo scorrimento si ferma dopo pochi cm.. tocca imparare a usare gli stopper, se non si ferma.. si indagano gli altri motivi, motivi che vanno dalla qualita della calza all' errore di valutazione del cantiere, ovvero dall' ennesimo risparmio.
un minimo di scorrimento e' necessario per qualunque sistema, e' quel "lavoro" che serve a generare la pressione che blocca la drizza tra le griffe, e' un lavoro perche per comprimere la drizza serve energia, la forza non basta.
amare le donne, dolce il caffe.
