02-09-2010, 03:41
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 02-09-2010, 03:57 da shabrumi.)
Citazione:albert ha scritto:
Vabbè, allora dico anch'io la mia.
Il discorso 'gennaker' è a parte, perchè è una vela destinata alle andature larghe, con poco e con tanto vento: dunque con la questione del genoa non ha molto da spartire.
Ci sono sempre più armatori che per le vele di bolina utilizzano con soddisfazione la soluzione di shabrumi: fiocco 110 (o meglio 105 % allunato con le stecche verticali*vedi nota) + code zero su frullino.
C'è anche il vantaggio che se non si ha voglia di armeggiare col gennaker, il code zero fino ad un certo punto lo sostituisce.
*La dimensione dell'LP del fiocco: se le sartie non sono a murata e si fa il fiocco a piena misura fino alla sartia, il carrello è a poppa delle sartie, con la scotta che passa tra verticale e diagonale bassa: una gran rogna quando si lasca, perchè va a toccare sulla verticale e quando si sposta avanti il carrello, perchè va a toccare sulla diagonale bassa. Meglio che l'LP sia un filo più corto, in modo da avere carrello e scotta già a prua delle sartie, e recuperare la superficie persa in basso con l'allunamento in alto e le stecche verticali.
Ciao
Perfetto!!
ps: per quelli che 'ma i soldini chi ce li dà ( la borsetta di mammà )'
Qui si fanno, con tutta modestia, considerazioni sulla filosofia della vela e non progetti finanziari.
La filosofia, se corretta, mantiene la sua valenza anche in assenza di risorse economiche.
Specialmente se si osserva che una percentuale ( purtroppo ancora significativa ) di velisti, una volta acquistata una barca con due misere velette standard, è orientata a destinare eventuali risorse aggiuntive all' acquisto di tendalini parasole, griglie cuocipesce, tessuti migliorativi dei divani di bordo, zerbini 'welcome on board' e manco un cent per tela aggiuntiva!
Roba da far beccheggiare Moitessier nella tomba.
