Giro del mondo con Bavaria 38 - Lavori su Timone
#61
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#62
Ritorno sulla richiesta iniziale. Ho un Bav 38 del 2003, usato abbastanza e che ha fatto 7 anni di charter. La barca la conosco bene perché praticamente l'ho rivoltata tutta e ho apportato varie modifiche. Faccio personalmente la manutenzione.

E' un modello più recente di quella che partirà, per cui non so se certe disposizioni siano simili.
Comunque se dovessi partire con la mia cambierei sicuramente i serbatoi, in particolare quello del gasolio, che da me si è già fessurato. questa è la discussione : http://forum.amicidellavela.it/showthread.php?tid=87685

E' sotto la cabina di poppa di dritta ed appoggia verso poppa, dove c'è l'imbarco, e a prua, nella parte più larga.
La parte bassa anteriore ha un "labbro" che viene resinato allo scafo, ma essendo il serbatoio in PE, non viene bloccato in modo stabile.
Sotto, perlomeno nel mio modello, in più punti, non molti, è stata "sparata" della schiuma PU, per scaricare il peso.
Con serbatoio quasi pieno, è da 150 lt, è destinato a flettere. Essendo stampato in due gusci saldati al centro, e non in rotazionale come di solito si dovrebbe fare con i serbatoi, prima o poi si fessura. Nei vari forum inglesi ci sono più segnalazioni.
Idem per il serbatoio H2o di prua, che è praticamente un cubo senza paratie e che ho visto su molte barche fessurato. Al momento non lo uso.
Il serbatoio gasolio perlomeno è costruito con delle asole vuote al centro, in modo da rinforzarlo.

Pensando ad attraversare l' atlantico sostituirei il serb. gasolio con uno in inox appoggiandolo a delle selle in legno resinate al fondo della barca, facendo si che siano queste a reggere tutti gli sforzi. Inoltre, avendo quello attuale delle asole vuote al centro, si potrebbe aumentarne la capacità.

Stralletto. La paratia che c'è sotto al golfare del caricabasso dello spi serve praticamente come divisorio tra gavone salpaancora e cabina prua, ma non arriva in chiglia. si ferma a metà altezza.
Bisognerebbe smontare il serbatoio di prua e affiancare alla paratia esistente una nuova paratia fino in chiglia, resinandola per bene. Ottenendo un doppio vantaggio, un punto di ancoraggio per lo stralletto e separando il primo metro della barca dal resto.
bv maurizio
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#63
video boccole B
https://www.youtube.com/watch?v=9upUBC2tu1c
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#64
Per Dapnia: dei ragazzi sicuramente lo skipper appartiene alla categoria di quelli che se la cavano col coltellino svizzero; la discussione è infatti nata descrivendo lavori già fatti sul timone, alcuni certamente con l'appoggio del cantiere (il timone in regalo ce lo aveva lui!), ma sostanzialmente diretti od eseguiti in prima persona. Sugli sviluppi della discussione io ho avuto dubbi sulla questione zinco si zinco no, (il video you tube citato da aka, già visto in precedenza, è per zinco si) e qui il contributo del forum, soprattutto con l'intervento di rob, mi ha chiarito come risolvere il caso specifico. En passant ho citato il fissaggio insufficiente della bocca di rancio e del pulpito, ma solo come stimolo, e mi sembra di averlo detto chiaramente, per far emergere segnalazioni da altri armatori; che bisogna spessorare da sotto è ovvio, ho accademicamente chiesto al forum se c'è un metodo alternativo all'apertura di accessi con il fein per arrivare là. Altri suggerimenti spontanei finora arrivati (vedi eccezione sotto), senz'altro benvenuti, hanno toccato aspetti già presi in considerazione. Evidentemente non mi sono reso conto di aver dato l'impressione di totale incapacità dei ragazzi, spero di avere chiarito l'equivoco.
Per Maurizio: grazie mille per la puntuale segnalazione del problema dei serbatoi. Ho navigato qualche volta su dei Bavaria 38, ed abbiamo avuto una volta una errata segnalazione livello carburante (segnava metà quando il motore si è spento), ed un'altra volta il tubo di alimentazione otturato dalla morchia batterica tra il serbatoio ed il filtro, ma la flessione del serbatoio gasolio mi era ignota. Per il lavoro da fare sulla paratia di prua collima con quanto ci risultava, c'è da pensarci su.
BV
Roberto
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#65
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#66
(20-04-2015, 22:00)dapnia Ha scritto: Bene, chiarito questo, i miei migliori auguri; e spero di non vederli tornare subito dopo girato l'angolo come tanti altri.

Riferisco, grazie.
BV
Roberto
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#67
Ovviamente auguro a questi ragazzi tanto buon vento ma, onestamente, quanti di voi, seriamente, partirebbero per un giro del mondo con un BAVARIA?
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#68
ce ne sono piu di quanto tu immagini
le mei diventa russ subit che smort dopo ........ mio Padre
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#69
Mi chiedo perche' a poppavia (della foto a destra) sembrerebbe che la vetroresina sia smangiata o mancante?


Allegati
.jpg   Timone_rinforzo sede boccola (2).JPG (Dimensione: 6,29 KB / Download: 128)
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#70
Dal My Dream mi è arrivata qualche giorno fa questa mail:
E' il 6 agosto, poco dopo pranzo, quando entriamo nell'affollata baia di Fiscardo, a Nord Est dell'isola di Cefalonia. Di ormeggiarsi al molo nemmeno a parlarne, saremmo dovuti arrivare almeno tre ore prima. Gettiamo quindi l'ancora e filiamo un cavo a terra, per tenerci fermi durante la giornata, evitando di toccare i numerosi vicini. I fondali degradano molto rapidamente, ma in genere se si da molta catena, questo tipo di ancoraggio è efficace. Siamo di fianco alla barca di alcuni amici, ci lanciamo una cima per avvicinarci e condividere il pranzo e qualche bicchiere sul nostro pozzetto. Durante il pomeriggio il numero di barche che eseguono la nostra stessa manovra aumenta vertiginosamente. Il nostro bordo di dritta, rimasto libero, vede prima una barca di olandesi tentare senza successo l'ancoraggio e successivamente una barca di connazionali, dopo averci spedato l'ancora, viene a fermarsi di fianco a noi. Ovviamente li invitiamo ad offrirci da bere per il disturbo arrecatoci.
Verso l'ora di sera la baia sembra un marina, con decine di barche che han dato l'ancora verso il centro e filato un cavo di poppa. Si sta così fitti che si potrebbe arrivare al paese camminando sui ponti delle barche. La situazione è resa più movimentata dall'incessante transito di traghetti e barche dirette al porto. Dopo cena, al culmine dell'affollamento, inizia a spirare una brezza da SE, che entra perfettamente nella baia, colpendo le barche al traverso, e inizia a mettere in tensione qualche ancoraggio. I primi skipper si affrettano a passare un secondo e un terzo cavo da poppa a terra, ma la situazione è sotto controllo. Dopo circa mezzora il vento ha raggiunto circa venti nodi, ed arriva una fastidiosa onda. La combinazione dei fattori fa si che qualche barca inizi a spedare, andando ad appoggiarsi su quelle vicine. Se la vede brutta una barca di 40 piedi che si ritrova sotto vento a un grande yacht a motore la cui ancora non ne vuole più sapere di far presa.
Il vento sale ancora e la situazione inizia a deteriorarsi, gli skipper che erano scesi a terra rientrano precipitosamente, lasciando amici e famiglie al ristorante. Una persona da sola può fare poco in questi casi, così insieme agli altri due membri del mio equipaggio, iniziamo ad aiutare le barche più vicine. Ormai al centro della rada c'è il caos di imbarcazioni che cercano di riportare a bordo l'ancora, magari con ancora il cavo di poppa, o intrecciate con altre imbarcazioni. Su tutte regna il grosso motoscafo di prima, la cui ancora ha sicuramente preso altre catene, e il cui comandante pensa di risolvere la situazione dando gas come un matto tra le altre imbarcazioni, a marcia avanti e indietro. Decidiamo, purtroppo troppo tardi, che anche per noi è ora di andarcene, sul nostro bordo di sinistra si sono appoggiate tre barche e la nostra ancora sta cedendo, facendoci avvicinare rapidamente alla costa. Lascio un membro dell'equipaggio sulla barca di un italiano, la cui famiglia era rimasta a terra e che da solo non riusciva a gestire la situazione. Riesco a recuperare uno dei due cavi filati a terra, l'altro lo abbandono, e inizio a salpare l'ancora. La manovra ci porta al centro della baia, ci taglia la strada a gran velocità lo stesso motoscafo di prima, ancora alle prese con la sua catena. Ci passa così vicino che con il pulpito urtiamo un suo parabordo. Appena passati, ingrana la retro e ci punta con la sua poppa, riusciamo a scansarlo, ci colpisce il tender di striscio e sparisce tra la folla di barche in difficoltà. Intanto sulle marre della nostra Delta passano le catene di altre due ancore, una riusciamo a toglierla a mano, per l'altra dovremo sacrificare il mezzo marinaio. Ora che siamo liberi fuggiamo a motore verso un ancoraggio riparato dove passiamo la notte.
Il giorno dopo torniamo a Fiscardo a recuperare il terzo membro dell'equipaggio e a vedere se troviamo la cima e il mezzo marinaio abbandonati. Ovviamente a recuperare la nostra cima ha già pensato qualcun altro. Poco male, ci resta da controllare se nella confusione abbiamo toccato il fondo, e dopo un breve bagno risulta sbeccato l'angolo posteriore in basso della pala del timone. Lo sbecco ha portato via il gelcoat, e spunta la vetroresina, urge una riparazione prima di riempire d'acqua la pala.
Mi procuro a Sami, 10 mg più a sud di Fiscardo, il materiale necessario (gelcoat e antivegetativa) e mi porto in una baia ben ridossata e con un buon fondale per eseguire la riparazione. Una volta ancorato e filati due cavi a terra, inizio a smontare i tiranti della ruota del timone e i manicotti d'acciaio che abbracciano l'asse. Con la drizza della randa mi fisso a un golfare avvitato su un foro che avevo fatto precedentemente filettare in cima all'asse. Una puleggia sul roll-bar farà si che la drizza lavori in asse con il timone. Lascando la drizza il timone scende (è più pesante dell'acqua), e quando è tutto fuori dalla sua sede, attacco allo stesso golfare la drizza del gennaker. Piano piano lasco la drizza randa e belin la drizza gennaker, il timone va fino a due metri sotto la barca, spostandosi verso prua. Sgancio la drizza della randa (che riattacco alla scaletta per non perdermi eventuali boccole) e isso il timone sul ponte, all'altezza delle sartie. A questo punto con una sega da ferro e una lima definisco i contorni dello sbecco, poi lascio asciugare e gocciolare il tutto per circa 18 ore. Intanto scendo a terra e griglio un pò di carne per cena.
La mattina dopo il timone è abbastanza asciutto (se avessi avuto tempo ce lo avrei tenuto una settimana a gocciare) da permettermi di mettere il gelcoat bicomponente, farlo asciugare e passare due mani di antivegetativa sulle parti lavorate. Verso l'ora di pranzo calo il timone in acqua, con l'asse ben cosparso di grasso marino, lo aggancio alla drizza della randa e lentamente lo porto in asse con la sua sede. il lavoro è abbastanza semplice e scorre senza intoppi. Dopo mezzora ho rimontato tutto, è ora di pulire un paio di gocce di antivegetativa cadute sul ponte e di rimettere a posto attrezzi e cime. Alla prova pratica il timone funziona esattamente come prima, purtroppo non ho modo di sapere ad oggi se la riparazione impedirà all'acqua di entrare e per quanto tempo. Ovviamente alla prossima carena sarà un punto da controllare, ed eventualmente da rilavorare.


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BV
Roberto
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#71
Misi il naso dentro a Fiscardo tre estati fa.
Feci fare un po' di foto dalle zavorrine/zavorraa questo luogo "molto pittoresco" ed andai ad ormeggiare altrove: IMHO posto da visitare tra settembre e giugno.
Avevo visto giusto.
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#72
mai entrato a Fiscardo, "molto pittoresco" e' dir poco!
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#73
Ragazzi avete fatto un lavorone, complimenti. Andate avanti con entusiasmo per il giro del mondo c'è la farete. Non è la barca importante è il manico.
BV JimSim
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#74
...veramente un bel lavoro!!... In c... alla balena per il vostro giro del mondo!
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#75
(17-08-2015, 08:51)AdryGS35 Ha scritto: Verso l'ora di pranzo calo il timone in acqua, con l'asse ben cosparso di grasso marino,

Molto bravo, ma non avresti dovuto cospargere l'asse con il grasso marino che trattiene l'acqua salate e essendo composto di idrocarburi espande il nylon dei cuscinetti dell'asse con il rischio di bloccarlo o quantomeno di ritrovarti un timone duro da girare. L'asse deve essere ben pulito, usando se necessario un detersivo per i piatti e dopo averlo sciacquato non va mai ingrassato o oliato.
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#76
Sempre stato contrario a filare le cime a terra negli ancoraggi, questo è quello che succede.....
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#77
(24-04-2015, 07:51)The Master Ha scritto: Ovviamente auguro a questi ragazzi tanto buon vento ma, onestamente, quanti di voi, seriamente, partirebbero per un giro del mondo con un BAVARIA?

Molti lo hanno fatto con molto meno.Smiley221
Usa tutto quello che hai, fai tutto ciò che puoi
Tenete voi i piedi per terra! Io voglio andare per mare.
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#78
(29-08-2015, 08:24)kermit Ha scritto: Sempre stato contrario a filare le cime a terra negli ancoraggi, questo è quello che succede.....

Condivido in pieno, qyest'anno a Paxos pwrecchie barche son finite sugli scogli... Non comprendo perche' mettono cime a terra a volte condizionando gli altri!!!
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#79
partiti?
Tutto quello che scrivo è preceduto da IMHO
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#80
...sono in atlantico, fanno parte dell'arc, ed il bavaria va alla grande, con calma ma alla grande...
https://www.facebook.com/leavventuredimaeva/?fref=ts
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