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Ho letto qualche discussione in passato a proposito di quanto sia corretto avere qualche grado di barra per migliorare la bolina senza creare problemi.
So che sono argomenti triti e . aiutate a trovare le discussioni passate o qualche link su web dove la cosa venga trattata in modo esaustivo ?
Grassie !
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N.B.J.S. Erik Aanderaa Chi è in mare naviga, chi è a terra giudica
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tra 3 e 5 gradi e' l'ideale
D.
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Citazione:davnol ha scritto:
tra 3 e 5 gradi e' l'ideale
D.
Sono anch'io di questa idea !
In barca oqnuno ha i propri compiti, non sono ne randista ne timoniere, ma vorrei qualche info in più per poterne discutere a palle . poi non si sa mai potrebbe capitarmi prima o poi di ricoprire quei ruoli...
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la pala del timone concorre, insieme alla pinna di deriva e alla carena,
( tutto l'insieme è denominato piano di deriva ) a generare la forza idrodinamica anti scarroccio.
E' di fatto un profilo idrodinamico e pertanto, per produrre il suo massimo di portanza deve aver un corretto angolo di incidenza rispetto al flusso di acqua ( generato dall' avanzamento della barca ) che lo investe: appunto tra i tre e i cinque gradi.
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11-04-2012, 22:13
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-04-2012, 22:15 da albert.)
Citazione:shabrumi ha scritto:
la pala del timone concorre, insieme alla pinna di deriva e alla carena,
( tutto l'insieme è denominato piano di deriva ) a generare la forza idrodinamica anti scarroccio.
E' di fatto un profilo idrodinamico e pertanto, per produrre il suo massimo di portanza deve aver un corretto angolo di incidenza rispetto al flusso di acqua ( generato dall' avanzamento della barca ) che lo investe: appunto tra i tre e i cinque gradi.
Continuo, così è più chiaro: se la lama di deriva e la carena per generare la forza antiscarroccio hanno un angolo di incidenza rispetto al flusso compreso tra i tre ed i cinque gradi, ed il timone per lavorare correttamente pure, il timone è dunque allineato all'asse di simmetria della barca e l'angolo di barra corretto è dunque zero gradi ...
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Grazie 'agl'intervenuti' ora mi è più chiaro.
Tenterò di convincere randisti e timonieri che qualche grado non guasta 
Talvolta la vela sembra davvero un'opppinione.
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ecco appunto. nei miei sogni più sfrenati faccio lunghissime boline con la barra al centro senza dover mai .è ogni volta che tocchi il timone freni. quindi l'angolo di barra ideale è 0° sempre: se riesci a girare la boa senza usare il timone meglio ancora.
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3/5° ok!
Domanda stupida:
all'orza o alla poggia?
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Citazione:albert ha scritto:
Citazione:shabrumi ha scritto:
la pala del timone concorre, insieme alla pinna di deriva e alla carena,
( tutto l'insieme è denominato piano di deriva ) a generare la forza idrodinamica anti scarroccio.
E' di fatto un profilo idrodinamico e pertanto, per produrre il suo massimo di portanza deve aver un corretto angolo di incidenza rispetto al flusso di acqua ( generato dall' avanzamento della barca ) che lo investe: appunto tra i tre e i cinque gradi.
Continuo, così è più chiaro: se la lama di deriva e la carena per generare la forza antiscarroccio hanno un angolo di incidenza rispetto al flusso compreso tra i tre ed i cinque gradi, ed il timone per lavorare correttamente pure, il timone è dunque allineato all'asse di simmetria della barca e l'angolo di barra corretto è dunque zero gradi ...
Se non ho capito male quei 3/5 gradi sono quindi insiti nel profilo della pala del timone?
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Ti diro' come ho fatto io:
Millennium 40 timone a ruota da 180 cm incassato
ho collegato il pilota che ha il sensore angolo, lo ho calibrato e ho segnato il centro barra. nastro adesivo bianco
ho ruotato la barra sino a leggere dal sensore angolo 3 gradi, segnao con nastro adesivo verde, naturalmente fatto per i 2 bordi
ruotato ancora sino a leggere 5 gradi e segnato con nastro adesivo rosso (sempre sui 2 lati)
ora io faccio il randista e butto sempre un occhio ai nastri per vedere la quantita di barra che il timoniere deve dare, i realta la senti gia sotto il kulo, ma i nastri ti danno la prova di quanto tu stai sospettando,
ma a me piace scrivere e segnare tutto il segnabile
d.
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Non ci sono mai riuscito... sempre dovuto tenere il timone poggiato di qualche grado, spesso anche troppi.

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11-04-2012, 23:03
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-04-2012, 00:35 da lord.)
Citazione:davnol ha scritto:
Ti diro' come ho fatto io:
Millennium 40 timone a ruota da 180 cm incassato
ho collegato il pilota che ha il sensore angolo, lo ho calibrato e ho segnato il centro barra. nastro adesivo bianco
ho ruotato la barra sino a leggere dal sensore angolo 3 gradi, segnao con nastro adesivo verde, naturalmente fatto per i 2 bordi
ruotato ancora sino a leggere 5 gradi e segnato con nastro adesivo rosso (sempre sui 2 lati)
ora io faccio il randista e butto sempre un occhio ai nastri per vedere la quantita di barra che il timoniere deve dare, i realta la senti gia sotto il kulo, ma i nastri ti danno la prova di quanto tu stai sospettando,
ma a me piace scrivere e segnare tutto il segnabile
d.
Quindi è giusto che il randista induca il timoniere a tenere il timone scontrato di qualche grado ( tra rosso e verde ) col trasto ?
Devo verificare che il pilota abbia il sensore di angolo. Altrimenti mi tocca fare il bagno !
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Citazione:Observer ha scritto:
Se non ho capito male quei 3/5 gradi sono quindi insiti nel profilo della pala del timone?
?????
Facciamo un paio di esempi, vediamo se ci capiamo:
Barca priva di pala del timone > la centriamo in modo che vada diritta senza pala > mettiamo su la pala e non tocchiamo la barra > la barra si orienterà tra i 3 e i 5 gradi all'orza e la barca andrà diritta (perchè si metterà in bandiera nel flusso) > prendo la barra e la metto in centro > la barca poggerà perchè il centro di deriva si è spostato indietro (abbiamo aggiunto la componente di spinta laterale del timone).
Barca con pala del timone > la centriamo in modo che vada diritta con la barra a zero > molliamo dunque la barra che si disporrà in filo al flusso e dunque tra i 3 e i 5 gradi all'orza > la barca orzerà perchè il centro di deriva si è spostato in avanti (abbiamo tolto la componente di spinta laterale del timone).
Nella vita reale questo centraggio ideale è difficile da ricercare e trovare, dunque normalmente si preferisce, perchè è meno dannoso, qualche grado di timone in poggia in più che in meno.....
Ciao
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L'intervento di Albert è finalizzato a ricordare che le barche di bolina hanno sempre uno scarroccio fisiologico di qualche grado, che poi siano 2 o 5 dipende da tanti fattori. Per cui in sostanza, per esempio, se l'angolo di scarroccio fosse 5 quando l'angolo di barra è 0 l'angolo di incidenza con il flusso sarebbe 5°. Quindi la risposta è 'l'angolo di barra ideale è 0'.
In questo caso il timone è al centro barca, ma lasciandolo è lo stesso angolo di scarroccio a spingere il timone all'orza, quindi la barca risulta un po orziera, un po ardente, come piace a noi.
Tuttavia per al timoniere può non essere sufficiente e sentire la barca ancora un po' 'sorda', in tal caso agendo sulle manovre correnti o dormienti si provocherà uno spostamento del centro velico verso poppa, aumentando la tendenza orziera dell'opera morta e costringendo il timoniere a mantenere la barra alla poggia di pochi gradi.
Ovviamente questa diventerà un po un freno, ma sarà compensato dall'aumento di portanza della stessa con una conseguente diminuzione dello scarroccio.
E qui va un po a gusti e in base alle condizioni meteo-marine.
Tra me e il mare comanda il tempo...
Leandro
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Una telefonata ha interrotto la mia risposta e nel frattempo Albert ha postato spiegando chiaramente, quindi ora superfluo il mio intervento.
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Leandro
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La mia oppppinione è che filetti fluidi vengano deviati dalla pinna di deriva arrivando sul timone con angolo 0°, se vogliamo che anche il timone contribuisca alla portanza la barca deve essere leggermente orziera, come dice tigre. La resistenza con piccoli angoli è quasi inesistente cresce all'ennesima potenza con angoli maggiori ai 10°/15°, il timone poi va in stallo, in questo caso per non perdere la barca mettere un'attimo il timone al centro e poi agguantare di nuovo, ma bisogna avere la sensibilità. La portanza è un'opppppinione.
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Eccomi col solito disegnino (visto da sotto):
[hide] ![[Immagine: 2012411191943_angolodibarra.JPG]](http://www.amicidellavela.it/uploads/avatars/einstein/2012411191943_angolodibarra.JPG) [/hide]
Da notare che la forza prodotta dalla pala del timone è nella stessa direzione di quella della chiglia, quindi dà una mano a quest'ultima a contrastare lo scarroccio, riducendone il lavoro (portanza) e quindi la resistenza.
Con un po' di fantasia si potrebbe anche pensare ad una certa relazione, tra chiglia e timone, simile a quella esistente tra fiocco e randa, dove qualche grado alla poggia sulla pala provoca un miglioramento di up-wash sulla chiglia.
Su quanta incidenza dare nelle varie condizioni e quindi quanta portanza sottrarre alla chiglia, beh, credo che questo faccia parte del bagaglio di un buon timoniere. 
ciao
"Quelli che s'innamoran di sola pratica senza scienza, son come il nocchiere, ch'entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada. Sempre la pratica dev'esser edificata sulla bona teorica". Leonardo da Vinci.
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Citazione:bullo ha scritto:
La mia oppppinione è che filetti fluidi vengano deviati dalla pinna di deriva arrivando sul timone con angolo 0°.......
È un'opppppinione piuttosto 'bizzarra'  con le configurazioni moderne di pinna e timone molto . scia della deriva in bolina passa sopravvento (o sottoacqua ??) a quella del timone.........
E' invece opppinione verosimile sulle vecchie classi metriche o i vecchi rorc con appendici unite e molto vicine e munite di parti mobili (trim tab) che deviano il flusso ed annullano lo scarroccio.
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La mia oppppinione è solo pratica quando la barra è al centro non sento nessuna pressione sul timone, è neutro, se ci fosse un'angolo d'incidenza dovrei sentire una certa pressione. La teoria la lascio a voi. A me piace la barca orziera la sento viva, neutra o addirittura poggiera un suicidio. Buona primavera.  .
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12-04-2012, 07:17
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-04-2012, 07:26 da tiger86.)
Citazione:einstein ha scritto:
Eccomi col solito disegnino (visto da sotto):
[hide] [/hide]
Da notare che la forza prodotta dalla pala del timone è nella stessa direzione di quella della chiglia, quindi dà una mano a quest'ultima a contrastare lo scarroccio, riducendone il lavoro (portanza) e quindi la resistenza.
Con un po' di fantasia si potrebbe anche pensare ad una certa relazione, tra chiglia e timone, simile a quella esistente tra fiocco e randa, dove qualche grado alla poggia sulla pala provoca un miglioramento di up-wash sulla chiglia.
Su quanta incidenza dare nelle varie condizioni e quindi quanta portanza sottrarre alla chiglia, beh, credo che questo faccia parte del bagaglio di un buon timoniere. 
ciao
Ti segnalo un errore nel disegno.
Quella che chiamano prora vera in realtà è la rotta vera (prescindendo da eventuale corrente), o meglio rotta di superficie, mentre quella che chiamano prora bussola è invece la prua vera. La prua bussola non la vediamo nel disegno la leggiamo solo sull'alidada della bussola. 
Inoltre quello che chiamano angolo di deriva è l'angolo di scarroccio, l'angolo di deriva non si vede e non c'entra.
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Leandro
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