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Tengo il panello solare sempre collegato alle batterie anche in inverno.
In questo periodo mediamente uso la barca una o due volte al mese.
Leggendo un articolo recentemente su bolina nel quale sconsigliava di tenere collegato il panello quando la barca staziona in porto mi sono venuti dei dubbi sul comportamento da tenere. Voi come vi comportate?
Inoltre vorrei sapere da voi se i cicli di carica e scarica tra giorno e notte non usando la barca influiscono in maniera importante sulla durata delle batterie al piombo.
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Io lo tengo sempre inserito da tre anni, e per adesso non ho mai avuto problemi. Ma a quale numero di Bolina ti riferisce che dice queste cose? Un saluto
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(11-02-2018, 20:40)spadino Ha scritto: Tengo il panello solare sempre collegato alle batterie anche in inverno.
In questo periodo mediamente uso la barca una o due volte al mese.
Leggendo un articolo recentemente su bolina nel quale sconsigliava di tenere collegato il panello quando la barca staziona in porto mi sono venuti dei dubbi sul comportamento da tenere. Voi come vi comportate?
Inoltre vorrei sapere da voi se i cicli di carica e scarica tra giorno e notte non usando la barca influiscono in maniera importante sulla durata delle batterie al piombo. Se il regolatore ... regola, che problemi dovrebbe mai creare.
Anzi, supplendo alla naturale autoscarica delle batterie, le preserva dalla solfatazione.
E poi, perché parli di "cicli di carica-scarica"?
Hai per caso utilizzatori sempre in funzione?
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Non accontentarti dell'orizzonte, ma cerca l'infinito!
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11-02-2018, 23:00
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 11-02-2018, 23:02 da spadino.)
Se ne parla nel numero di dicembre 2017. L'articolo è intitolato batterie:gestire la ricarica di Giampaolo Karis
Poi ancora nell'ultimo numero di febbraio col titolo: fotovoltaico tra mito e realtà.
Parlo di carica e scarica di pochi decimi di volt tra notte e giorno.
12,8-12,9 di notte contro la carica massima di giorno 13,4.
La preoccupazione espressa nell'articolo e quella dovuta ad un surriscaldamento delle batterie per danneggiamento delle stesse in presenza di un corto fra gli elementi della batteria.
Pensavo che un buon regolatore riconoscesse una batteria in corto e non continuasse ad alimentare la stessa.
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(11-02-2018, 23:00)spadino Ha scritto: Se ne parla nel numero di dicembre 2017. L'articolo è intitolato batterie:gestire la ricarica di Giampaolo Karis
Poi ancora nell'ultimo numero di febbraio col titolo: fotovoltaico tra mito e realtà.
Parlo di carica e scarica di pochi decimi di volt tra notte e giorno.
12,8-12,9 di notte contro la carica massima di giorno 13,4.
La preoccupazione espressa nell'articolo e quella dovuta ad un surriscaldamento delle batterie per danneggiamento delle stesse in presenza di un corto fra gli elementi della batteria.
Pensavo che un buon regolatore riconoscesse una batteria in corto e non continuasse ad alimentare la stessa. purtroppo il corto è il nemico nr1.
se hai le batterie tutte collegate non è detto che anche senza pannelli
non succeda.
personalmente ho tenuto i pannelli attaccati per divesi anni
ma negli ultimi stacco tutto e isolo anche le batterie (agm)
quando torno dopo 8 mesi sono a 12,7
non so cosa sia giusto per la verità ma, sentirmi l'animo in pace non ha prezzo.
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Io lascio inserito un panello volante da 10 w legato sulle draglie mi tiene le batterie(agm) in carica.
Quando vado via interrompo il negativo dell'impianto elettrico con il suo stacca batterie.
Rimane collegato solo il regolatore del pannello che è inserito direttamente sulle batterie servizio.
esse quam videri
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Ho 3 pannelli con sezionatori, in inverno ne lascio collegato solo uno.
Lo scorso anno ho sostituito le due batterie dei servizi (2x140Ah) dopo 10 anni.
Ho sempre cercato di tenerle cariche, evitando di sovracaricarle.
Copioincollo qui sotto un riferimento sull'auto scarica che avevo trovato in rete.
Una batteria non in uso sì auto scarica a causa delle perdite, di vario tipo, che si generano. La velocità di questo processo è molto variabile e comunque legata al tipo di batteria e alla temperatura. Ad esempio le batterie Pb-Ca (piombo-calcio), a temperatura ambiente completamente disconnesse e con umidità ambiente normale, si scaricano di circa lo 0.1 / 0.3% il giorno, mentre una tradizionale batteria al piombo arriva a perdere l’1% di carica nello stesso periodo. Aumentando la temperatura l’effetto di scarica aumenta: ad esempio, passando da 24 C° a 35 C° la corrente di auto scarica raddoppia. A freddo il fenomeno diminuisce fino quasi ad annullarsi vicino alle temperature di congelamento dell’elettrolito.
In pratica una batteria deve essere ricaricata ogni 20/40 giorni, per evitare che la sua capacità residua scenda sotto il 60 / 70%, e che la permanenza in questa condizione provochi un inizio di solfatazione.
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12-02-2018, 14:08
(Questo messaggio è stato modificato l'ultima volta il: 12-02-2018, 14:17 da spadino.)
Grazie mille chiarissimi
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(11-02-2018, 20:40)spadino Ha scritto: Tengo il panello solare sempre collegato alle batterie anche in inverno.
In questo periodo mediamente uso la barca una o due volte al mese.
Leggendo un articolo recentemente su bolina nel quale sconsigliava di tenere collegato il panello quando la barca staziona in porto mi sono venuti dei dubbi sul comportamento da tenere. Voi come vi comportate?
Inoltre vorrei sapere da voi se i cicli di carica e scarica tra giorno e notte non usando la barca influiscono in maniera importante sulla durata delle batterie al piombo.
Se hai realizzato l'impianto bene e con le dovute protezioni (fusibili)
vai tranquillo tutto l'anno.
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Quello che mi ha preoccupato e il fatto che il regolatore non intervenga e continui a caricare la batteria che eventualmente dovesse avere qualche elemento in corto creando dei gas pericolosi come dice l'articolo.
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Se 1 o n elementi vanno in corto la resistenza tende a zero e la corrente schizza.
pertanto sempre proteggendo con opportuni fusibili sei tranquillo.
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Io lascio i miei 100W sempre collegati ed ogni volta che arrivo in barca trovo la batteria perfettamente carica e con carica di mantenimento (13.4 V). Ho una batteria ad acido libero da trazione leggera.
Mi piace pensare che, continuando a far passare un pò di corrente tutti i giorni in entrambi i sensi, si prevengano i fenomeni di solfatazione.
I cristalli per formarsi necessitano di una certa concentrazione di soluto (solfato di piombo), ma anche di una soluzione perfettamente immobile e stabile. Continuando a fornire e togliere un pò di corrente è un pò come lasciare un agitatore inserito nella soluzione.
La risposta a tutti i vostri quesiti è già dentro di voi, epperò è quella sbagliata.
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(12-02-2018, 18:49)poltro71 Ha scritto: Io lascio i miei 100W sempre collegati ed ogni volta che arrivo in barca trovo la batteria perfettamente carica e con carica di mantenimento (13.4 V). Ho una batteria ad acido libero da trazione leggera.
Mi piace pensare che, continuando a far passare un pò di corrente tutti i giorni in entrambi i sensi, si prevengano i fenomeni di solfatazione.
I cristalli per formarsi necessitano di una certa concentrazione di soluto (solfato di piombo), ma anche di una soluzione perfettamente immobile e stabile. Continuando a fornire e togliere un pò di corrente è un pò come lasciare un agitatore inserito nella soluzione.
Perfetto, un minimo di corrente che circola anche per poco tempo al giorno, tiene in sana efficienza le/la batteria.
Protezione (scusate la ripetizione) dal pannello al regolatore e dal regolatore alle batterie a mezzo fusibile di valore adeguato all'impianto contribuisce alla massima sicurezza.
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Una batteria mantenuta regolarmente in carica ha molte meno probabilita' di deperire e avere cortocircuito nelle celle di una batteria lasciata a se' stessa e ricaricata sporadicamente.
I miei pannelli (piu' di 300W nominali) sono sempre collegati da 14 anni sulla barca attuale cosi' come altri pannelli (da 25W nominali) da 15 anni sulla precedente, le batterie si sono mantenute sempre bene senza problemi.
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Anch'io sino adesso tenevo tutto collegato. Volevo una vostra conferma che è stata chiarissima.
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Ho letto anch'io l'articolo ed ho mandato una email chiedendo se la probabilità che un regolatore vada in corto fosse maggiore della probabilità che un fulmine colpisca l'albero. Credo di no, ma nessuno ha mai consigliato di disalberare quando lasciamo incustodita la barca
Mario
Ex Resolution, ora Albachiara
“La vera ignoranza non è la mancanza di conoscenza, ma il rifiuto di acquisirla”.
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Quindi posso prendere serenamente un pannello da lasciare fisso in inverno e dimenticarmi di controllare le batterie o passare per farle ricaricare?
Immagino che se stacco tutto per mantenere la carichi basti anche un pannello piccolo
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(15-02-2018, 11:27)Resolution Ha scritto: Ho letto anch'io l'articolo ed ho mandato una email chiedendo se la probabilità che un regolatore vada in corto fosse maggiore della probabilità che un fulmine colpisca l'albero. Credo di no, ma nessuno ha mai consigliato di disalberare quando lasciamo incustodita la barca 
non ho letto l'articolo, ma se il regolatore va in corto e tu lo hai protetto sia
verso il pannello che verso le batterie con fusibili di opportuno coordinamento,
puoi stare tranquillo.
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Ho letto anche io l’articolo e lamproblematica , se volete giustMente rischiare la barca, e’ l’assicurazione che se lo scopre siete del’gatto !,
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