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Ho due batterie da 150 Ah, due anni di vita, e le ho maltrattate molto.
Le ho lasciate andare a 0 collegate e una praticamente non da segni di ricarica.
Smaltisco o provo a ridare vita?
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Potrebbero riprendersi se lasciate sotto carica lunghissima a bassa corrente ma egualmente non mi fiderei di loro... "de profundis"!
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io prima di smaltire ci do di saldatrice... quella a elettrodo del nonno... non di quelle a inverter.
qualche decina di secondi, finche cominciano a friggere.
poi provo a ricaricare, se dopo un ora non da segni di vita la smaltisco.
due su tre... le salvo cosi... sul kangoo ne ho tirata una a dodici anni e si che... non funzionava piu il cicalino delle luci accese con la porta aperta... un paio di volte l' anno negli ultimi 6 anni a zero ci sono sempre andate.
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In pratica la tecnica descritta fa' produrre una forte gassificazione che stacca uno strato di materiale dalla superficie, tale materiale e' solitamente lo strato solfatato divenuto inattivo. Il risultato e' che si' gli elettrodi riprendono a operare ma con molto meno materiale attivo che puo' anche essere divenuto molto poroso con conseguente riduzione della capacita' e possibile ulteriore perdita di materiale: se questo e' accettato (batteria meno prestante piuttosto che niente batteria) nulla da eccepire ma se ci si attendono piene (o quasi) prestazioni e' meglio una batteria nuova.
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(11-05-2019, 08:08)IanSolo Ha scritto: In pratica la tecnica descritta fa' produrre una forte gassificazione che stacca uno strato di materiale dalla superficie, tale materiale e' solitamente lo strato solfatato divenuto inattivo. Il risultato e' che si' gli elettrodi riprendono a operare ma con molto meno materiale attivo che puo' anche essere divenuto molto poroso con conseguente riduzione della capacita' e possibile ulteriore perdita di materiale: se questo e' accettato (batteria meno prestante piuttosto che niente batteria) nulla da eccepire ma se ci si attendono piene (o quasi) prestazioni e' meglio una batteria nuova.
il chimico sei tu... io ho fatto cosi per "emulazione" la prima volta... l' introvabile yuasa della yamaha 500 dohc 8 valvole... se e' vero che si metteva in moto anche col pedale... ricomincio a mettersi in moto col motorino d' avviamento.
da allora prima di buttarle la prova la faccio, di sicuro i volts vanno a posto, sulla capacita residua non ho riferimenti.
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(11-05-2019, 08:08)IanSolo Ha scritto: In pratica la tecnica descritta fa' produrre una forte gassificazione che stacca uno strato di materiale dalla superficie, tale materiale e' solitamente lo strato solfatato divenuto inattivo. Il risultato e' che si' gli elettrodi riprendono a operare ma con molto meno materiale attivo che puo' anche essere divenuto molto poroso con conseguente riduzione della capacita' e possibile ulteriore perdita di materiale: se questo e' accettato (batteria meno prestante piuttosto che niente batteria) nulla da eccepire ma se ci si attendono piene (o quasi) prestazioni e' meglio una batteria nuova.
Lo strato di materiale...
Quindi quelli che parlano di togliere il liquidi, mettere coca-cola o altri intrugli lo fanno per "scrostare".
Riescono, i V vanno a posto, ma le batterie sono comunque spompate*.
*Scusate i termini strettamente tecnici: purtroppo è la deformazione professionale.
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Esatto e se le batterie cosi' recuperate servono per impieghi non critici (avviare la moto come ZK) vanno benissimo e si e' fatto un piacere all'ambiente (che non e' cosa da poco!) ma se ci si attende una piena prestazione non ci si puo' fare conto ed e' meglio il nuovo. Numerosi sono i metodi per fare la stessa cosa per via chimica che vanno dall'acido fosforico (CocaCola ne contiene una certa percentuale) al Solfato di Magnesio per arrivare all'EDTA (AcidoEtilenDiamminoTetraAcetico che e' uno dei piu' efficaci "solventi" del Solfato di Piombo) ma tutti, piu' o meno pur ridando una certa vita alla batteria non possono riportarla a piena "giovinezza".
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Mio papà era un chimico ed era un eccellente agricoltore.
Non ho mai capito una madonna ne' di chimica ne' di agricoltura.
Grazie per la spiegazione, Ian.
Se mi volessi rappresentare i protocolli per la procedura di recupero, mi faresti un gran favore.
Dove si trova l'EDTA?
Userò le due batterie, sempre in carica, come ulteriore tampone per l'impianto i motori dell'impianto di riscaldamento.
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Si trova facilmente in internet. Il procedimento di uso e' il seguente (ovviamente possibile solo per batterie con tappi) USARE GUANTI E OCCHIALI:
- Svuotare la batteria capovolgendola in una vaschetta di plastica.
- Sciacquare la batteria con un po' di acqua distillata.
- Neutralizzare l'acido residuo nella batteria sciacquandola con un po' di acqua e soda caustica (o soda solvay).
- Preparare una soluzione di EDTA con mezzo cucchiaio di polvere per litro d'acqua.
- Riempire a livello la batteria con la soluzione.
- Mettere sotto carica la batteria per 24 ore.
- Se si sono raggiunti i 12,5V bene altrimenti la batteria e' irrecuperabile.
- Vuotare la soluzione e sciacquare con un po' di acqua distillata.
- Rimettere l'acido nella batteria e ricaricare regolarmente.
E' una procedura un po' lunga e macchinosa ma ha il vantaggio di sciogliere il solfato di piombo invece che disgregarlo lasciandolo all'interno e cio' riduce la probabilita' che gli elettrodi si rigonfino producendo cortocircuiti che mettono nuovamente fuori servizio la batteria.
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Grazie di cuore per il tempo che mi hai regalato
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Ehm, mica per cattiveria, ma la soluzione di lavaggio da smaltire, che avrà una discreta quantità di piombo, dove la buttiamo?
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il piombo mi sembra l' ultimo dei problemi, gli acidi e molti altri materiali hanno il loro centro di raccolta, a empoli vengono pure a raccoglierli a casa, basta una telefonata e senza aggravi in bolletta.
perche clavy, dalle tue parti dove lo butteresti l' acido solforico? e la varechina?
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ho recuperato una batteria a 0, lasciata scarica da molto tempo caricandola e scaricandola varie volte, sempre lentamente
funziona, ma non so se ha la stessa capacità di carica dell'originale
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Si, e' uno dei metodi suggerito dagli esperti, se la solfatazione non e' grave non si perde molta capacita', ha il pregio (come il piu' "energico" sistema di ZK) di non dover manipolare soluzioni corrosive, ha il difetto (veniale) di richiedere molto tempo per via dei lunghi tempi di ricarica e di scarica richiesti per ottenere un buon risultato